Saluti argentini

“Come ci si saluta in spagnolo??”

“Hola. Buenos días e Buenos Aires” (sì, Montevideo…)

La partita a scopa

“Quali sono le quattro stagioni dell’anno in spagnolo?”

“Verano, primiera…” (sì, carte, denari e settebello)

Per El País Luigi Di Maio è il vicepresidente italiano

elpais

Ci sono giornalisti e giornalismi. E, come diceva Giorgio Gaber, non si deve avere paura della libertà di stampa, si deve avere paura della stampa. Poche ore fa, la versione on line del quotidiano “El País” (mica la Gazzetta di Trimercate!) ha pubblicato una foto di Luigi Di Maio diffusa dall’Associated Press con la didascalia “Il vicepresidente dell’Italia Luigi Di Maio”. Di Maio è il vicepresidente italiano?? E da quando, di grazia? Io sapevo che quando la sede del Quirinale è vacante (ad esempio perché il Presidente della Repubblica è in visita ufficiale all’estero) chi fa le sue veci è il Presidente del Senato. Ma che Di Maio sia il vicepresidente dell’Italia è una sciatteria che fa solo cattivo giornalismo (e dire che avrebbero potuto scrivere: “il vicepresidente del governo italiano”).

Napule è…

Cristo_velato

Io e Napoli abbiamo litigato ben 27 anni fa. Ma di brutto, di quei litigi che ti portano a toglierti il saluto per tutta la vita. Mi ha fatto male, Napoli, e io non gliel’ho mai perdonato. Fino a ieri, quando mi sono concesso una gita (o gytarella) in centro, in quel vortice e turbine di cose e persone che è Spaccanapoli. Prima, però, ho fatto una capata alla cappella Sansevero per vedere una delle meraviglie più emozionanti dell’arte italiana, quel “Cristo velato” del Sammartino che risuscita lo spirito e regala sensazioni ineguagliabili per il pregio della fattura e la naturalezza della scultura. Vale la pena di fare un viaggio a Napoli solo per vedere quello. E poi via tra la pazza folla. Il primo banchetto che ho visto recitava “Si vendono imitazioni di gioielli veri”. Beh, almeno onesti, così se uno si vuole accattare una patacca lo può fare senza la sensazione di essere stato fregato. E poi bar e pasticcerie a profusione, posti dove ti vendono il panino coi friarielli, sfogliatelle ricce (a proposito, mi hanno tirato una fregatura: ho ordinato 12 sfogliatelle ricce e me ne hanno date 10 ricce e 2 frolle, maledizione), pizzerie con la vera pizza alla napoletana (che a Napoli non sanno nemmeno cosa sia, e da noi è la pizza con la mozzarella l’origano e le alici), buonissima e a buon mercato, per cui pizza, bevanda e dolce mi sono costati appena 12,50 euro, che è una cosa rarissima a trovarsi, e via, cammina, cammina, perché come diceva Pino Daniele “Napule è ‘na cammenata” e se non cammini che Napoli è? Cammini, ma alla fine ti accorgi di non camminare più, è la folla che ti porta, tu devi solo lasciarti trascinare su per San Biagio dei Librai, dove di librai ce ne sono pochini e sono di più i venditori di pastori del presepe, aperti tutto l’anno, ma mai come in questo periodo. E i librai, quelli che ci sono, sono simpatici e disposti al dialogo. Uno aveva tutto Maigret nelle vecchie e gloriose traduzioni della Mondadori, lo vendeva in blocco, ho cercato per più di mezz’ora di convincerlo a vendermi qualche pezzo, ma lui è stato giustamente irremovibile. Mi ha detto che traduzioni così non se ne fanno più, e che non gli piacciono quelle di Adelfi. Ha detto di molto peggio, veramente, ma ve la semplicifico così. Napoli è i suoi tassisti, gentilissimi e professionali. Siamo capitati in un piccolo “ingorgo” e ho chiesto se fosse così tutte le domeniche a Napoli. Mi ha risposto “Ma no, vedete, oggi il traffico non c’è!” Non c’è?? Strano modo di concepire il traffico, ma indubbiamente indulgente verso la realtà e la vita. E poi sì, Napoli è anche una serie di stereotipi. E’ indubbiamente “‘na carta sporca/che nisciuno se ne ‘mporta”, e anche “addore e mare”, e basta che ce sta ‘o sole, basta che ce sta ‘o mare, ‘na nenna core a core e ‘na canzone pe’ ‘ccantà’, è Pulcinella che sbuca da tutte le parti interpretato da persone che ti chiedono un euro per farsi una fotografia con te perché “pur’io aggi’a campà'”. Napoli è quella con cui ho fatto pace. Ma ce ne staremo lontani ancora per un po’ di tempo mentre io finisco di ingozzarmi di sfogliatelle.

“Pennivendoli” & “puttane”

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Ci sono dei dati di fatto incostestabili:

-la Raggi è stata assolta dalle accuse che le erano state formulate perché il fatto (ancorché sussistente) non costiutuisce reato;

– la Raggi è stata oggetto, nel periodo in cui è stata indagata, di una sorta di accanimento mediatico senza precedenti che ha riguardato anche la sua sfera personale e privata.
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Salvini, l’idolo del piccolo Tancredi

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Giovedì 8 novembre 2018

Un incontro emozionante

Un giorno ho incontrato la persona che ho sempre voluto incontrare. Il mio idolo. Davanti a me c’era Salvini. Era un uomo saggio, simpatico e gentile: il migliore. Allora mi sono messo in fila ad aspettare di fare la foto. Il mio cuore si è riempito di gioia quando Salvini ha fatto passare prima i bambini. Quando toccava a me ho preso il telefono di mia mamma, e insieme ai miei fratelli sono andato a fare la foto. Non ci potevo credere.
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I carabinieri alla proiezione del film su Cucchi chiedono la lista dei partecipanti

Screenshot da www.ansa.it

Screenshot da www.ansa.it

“Il cuore tenero non è una dote di cui sian colmi i carabinieri”, diceva una canzonetta di De André, ma questa volta i carabinieri hanno usato modi gentili per entrare nella libreria del centro commerciale “Le Gru” di Siderno dove si proiettava il film “Sulla mia pelle”, ispirato agli ultimi giorni di Stefano Cucchi. Con altrettanta gentilezza hanno chiesto la lista di chi partecipava all’evento. Ripeto, un gesto gentile e carino, privo di alcun interesse specifico. Però l’hanno chiesta. E la proprietaria della libreria (o chi la gestisce) ha spiegato loro che non esiste nessuna lista, che in occasioni come questa non si provvede a censire gli intervenuti, e allora i carabinierei, sempre gentilmente e cortesemente hanno ringraziato ma sono restati nei locali per tutto il tempo della proiezione, pur non chiedendo le generalità a nessuno.
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Processo Raggi: comunque vada nessuno si dimetterà

da: en.wikipedia.org

da: en.wikipedia.org

Tutti ad aspettare che la Raggi venga assolta o condannata per vedere quale sarà il suo infame o splendido destino di sindachessa della Capitale.
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Liber Liber pubblica il Diario di Guerra e l’Autobiografia di Benito Mussolini

Screenshot da www.liberliber.it

Screenshot da www.liberliber.it

Liber Liber ha messo in linea “La mia vita” e il “Diario di guerra” di Benito Mussolini.

Intendiamoci, i diritti d’autore delle opere (opere?) di Benito Mussolini sono scaduti il 1 gennaio del 2016, quindi chiunque ripubblichi i suoi scritti compie un’operazione legittima sotto il piano legale e della libertà editoriale.
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L’amore ai tempi dei 75 anni di Joni Mitchell

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Dice Wikipedia in inglese che questa foto è in pubblico dominio. Mah, speriamo sia vero!

 

Joni Mitchell ha compiuto 75 anni, e allora auguri alla Lady of the Canion.
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Lu miracole che mi facette Patrepie

Particolare dalla copertina de "I miracoli diPadrepio" di Federico Maria Sardelli

Particolare dalla copertina de “I miracoli di Padrepio” di Federico Maria Sardelli

Allora questo miracule avvenette sul serio davvero veramente, potesse stiantare iccane della signora affianco. Allora perdavvero c’era un uommene che usciva da illavoro e aveva tanta prescia pecché doveva andare alla silo a prendere la bambine che stava per uscendo. Ma in quel momente gli apparette Patrepie che gli dicette: “Ebbrave mariuolo, io so’ ‘bbuone ma tu vai di prescia e non lo sai che la fretta è figlia a lu diàbule??” Allora com’è come non è la macchina dell’uommene che andava di prescia non si accendette, e l’uommene biastimave, ma nun c’era verse, e allora l’uommene si agginocchiò, ringraziette a Patrepie pecché ci sveva fatto lu miracule de la macchina e in quel preciso istante la macchina si riaccendette e funzionava perfettamente, e tutto questo grazie a Patrepie. Ame.

Matteo Salvini e Elisa Isoardi si sono lasciati (e ora come ci siete rimasti?)

La notizia è di quelle che fanno gridare, già vorremmo correre lieti ad addobbare i nostri veroni ma siamo frenati da una sorta di infantile pudore che ci fa riflettere: Salvini e la Isoardi si sono lasciati. Anzi, probabilmente lo ha lasciato lei, ma non stiamo lì a sottilizzare. Lei devo dire che è stata molto delicata: ha postato su Instagram un particolare di una foto della loro vita intima, ringraziando lui di tutto il tempo speso insieme. Un gesto gentile e di una certa qual leggerezza affettiva, non c’è proprio che dire. Lui, che nella foto mostra solo un braccio, non ha obiettato. Probabilmente gli è stata bene questa spettacolarizzazione della loro vita intima, questo mettere in mostra su un social network l’amore che fu, e sigillare così, consegnandolo alla sfera dell’oblio (ma anche al perenne e costante ricordo telematico) una storia che si presume d’amore. Almeno finché è durato.
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Il Manifesto

manifesto

Appaiono così, come funghetti gàrruli che spuntanto nel tiepido solicello novembrino (solicello?) sui muri di una scuola.

Dalla sera alla mattina sono lì, segno evidente che qualcuno ce li incolla di straforo perché non hanno neanche il timbro del pagamento della tassa sulle pubbliche affissioni. Sono manifesti. Manifesti firmati dai gruppi più svariati che inneggiano alla patria, all’eroismo, all’ardore, al sacrificio, alla giovinezza, alla valorizzazione di eventi storici determinati (e BEN determinati), alla forza, ai tuoni, ai fulmini, alle saette, allo Sturm und Drang (intesto in senso letterale e non come movimento letterario, sia ben inteso!), alla forza, all’Italia, quella con la I maiuscola, una realtà da difendere sempre, non si sa bene poi da quale pericolo esterno.
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La bomba nel processo penale

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L’emendamento al decreto sicurezza che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, qualunque sia la sentenza emessa è un vero e proprio mostro giuridico e meriterebbe di essere cancellata dalla faccia della terra, oltre che dalle carte dei sonnacchiosi senatori che non potranno neanche parlarne, perché tanto il Governicchio porrà la questione di fiducia.
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Le favole Zen di Baluganti Ampelio

Le venerate ciabatte di Baluganti Ampelio

Le venerate ciabatte di Baluganti Ampelio

Il prode Baluganti Ampelio, grato per la pubblicazione del dagherrotipo che ci ritrae lieti e gàrruli, mi ha mandato una istantanea delle sue meravigliose e teologiche ciabatte (pronte per la venerazione dei lettori del blog), e una favoletta zen che vi riporto a continuazione per il vostro sempiterno ammaestramento:
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“Se gli studenti non leggono la colpa è dei docenti”, parola di Daniel Pennac

SCreenshot tratto da tecnicadellascuola.it

Screenshot tratto da tecnicadellascuola.it

Gli studenti non leggono, e questo si sa da anni. L’altro giorno ci si è messo anche lo scrittore Daniel Pennac a caricare da undici il peso di questa tragica situazione asserendo che se si verifica una circostanza del genere la colpa è senz’altro degli insegnanti. Ora a me Daniel Pennac non piace né punto né poco, né come persone né come scrittore. Credo di esssere padrone di assumere una posizione del genere e di poterla esprimere. Mi ha stupito soprattutto la faciloneria con cui un intellettuale molto seguito ed apprezzato (dagli altri) come Pennac sia caduto nella classica trappola per cui se le cose vanno bene il merito è senz’altro degli alunni, mengtre se le cose vanno male la colpa è, sempre senz’altro, inevitabilmente degli insegnanti.
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Il mio compagnuccio (della parrocchietta) Baluganti Ampelio

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E questo è il mio compagnuccio preferito nonché attivo e sprezzante lettore di queste insulse paginette Baluganti Ampelio (io mi son da presso) il quale venne a trovarmi sciroppandosi ben 30 chilometrini di strada, lui che non ha mai portato le sue ciabatte fuori dalla stanza del suo computer. Vestito in abiti eleganti e con la caratteristica maglietta “a vista”, il volto curato e le gòte rasate coll’accetta, col Baluganti abbiamo chiacchierato del più e del meno (ma soprattutto del meno, visto che a chiacchierare era solo la su’ moglie, la celeberrima Contessa Marusca, che non le cresce certamente l’erba in bocca), soprattutto di teologia, letteratura, dinghi, rutti, lazzi, frizzi, triccheballacche, petardi, raudi, raudi fischioni, poponi, Di Stefano ora basta.
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La mail di phishing che sembra arrivare da Aruba (e invece no)

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Ieri ho ricevuto due mail con mittente apparente comunicazioni@staff.aruba.it, l’indirizzo dal quale Aruba invia la maggior parte delle sue comunicazioni ai responsabili dei siti web ospitati.

Mi si dice che classicistranieri.com starebbe per scadere e che se non pago loro interromperanno il servizio. Lì per lì mi è preso un colpo, poi con un po’ di analisi della mail e, soprattutto, con la certezza che classicistranieri.com scade nel 2019 e che ho impostato il rinnovo immediato, mi sono tranquillizzato.
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Piccoli fascismi crescono

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Sono così. Dolcemente complicate. Sempre più emozionate, delicate. Ma potrai trovarle ancora qui, alle manifestazioni dell’estrema destra, con una maglietta per nulla visibile dal messaggio pacifico e aperto verso le opinioni di tutti. Sono loro, sono le donne che ti invitano a un meraviglioso tour a Auschwitzland. Lo fanno con gli stessi caratteri tipografici di Walt Disney, perché, si sa, ad Auschwitz si va per andare a trovare Paperino, Pluto, Minnie, Topolino e Pippo. Modi tanto gentili e tanto onesti. Con l’onoreficenza al merito che recita “Servizio d’ordine” in bella mostra. Del resto c’è sempre qualcosa di cui andare orgogliosi.
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Quando ti inondano di spam

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E’ vero, credete mi è accaduto, proprio stamattina una persona che conosco mi ha fermato e mi ha detto “Senti, tu che di queste cose ci capisci…” (sì, buonanotte) “…mi è arrivata una mail in inglese dove mi hanno scoperto la password della posta elettronica. Mi chiedono di pagare per non divulgare i miei dati, che faccio, pago??” Ecco, queste sono le cose che non vorrei mai sentir dire, ma me le hanno dette e io ho risposto semplicemente “No, guai a te se lo fai” Non gli ho chiesto, naturalmente, se aveva avuto occasione di vedere qualche film porno su qualche piattaforma XXX, tanto questo tipo dio spam è solo a scopo intimidatorio. “Cambia la password della posta elettronica il prima possibile e tutto andrà bene”. Ma il guaio è che c’è gente che non solo queste cose se le beve, ci crede proprio. Per completare quello che ho scritto predentemente su questi argomenti, vi riporto il testo di una mail ricevuta da me per farvi vedere qual è il livello infimo a cui scende questa gente. Naturalmente la password l’hanno ciccata di brutto e non c’entra nulla con la vera password della mia casella di posta elettronica. Il mittente del messaggio è il mio stesso indirizzo, e questo può far paura a molte persone (vedere una mail di spam inviata da se stessi non è simpatico, lo riconosco), ma il punto èche una mail è perfettamente falsificabile. Chiunque può inviare un messaggio di posta elettronica con mittente chiunque altro, bastano programmucci come Outlook, Thunderbird, Eudora (per chi se lo ricorda). E’ facile. E, soprattutto, è possibile. Ma voi non cascateci, non pagate, cambiate la password e vivete felici,
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Questo abbonamento non s’ha da fare

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Volevo fare un abbonamento a una rivista che tratta di Linux. Io Linux ce l’ho, lo uso, l’ho installato, funziona tutto bene, ma non ci capisco una venerata mazza. Almeno non ancora. Quindi per me una rivista di divulgazione, di quelle che si trovano in edicola, va anche troppo bene. Dunque, visto che mi fanno almeno il 30% di sconto, andiamo con l’abbonamento.
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Marco Cappato: la giustizia in sospeso

Il Palazzo della Consulta - foto tratta da Wikipedia -

Il Palazzo della Consulta – foto tratta da Wikipedia -

Tutti sono soddisfatti della decisione salomonica della Corte Costituzionale di rimandare al 24 settembre 2019 la decisione sulla costituzionalità dell’articolo 580 del Codice Penale in materia di aiuto al suicidio, decisione che sbloccherebbe, in un modo o nell’altro, il processo a carico di Marco Cappato per la morte di DJ Fabo e di rinviare al Parlamento il compito di riempire il vuoto legislativo esistente. Tutti soddisfatti, dicevo, perfino lo stesso Cappato. Tutti contenti, tutti felici. Tranne me.
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Brevissime: approvata al Senato la legge che condanna il voto di scambio politico-mafioso

Al Senato, poche ore fa, è stato approvato un provvedimento che punisce con 15 anni di carcere il cosiddetto voto di scambio politico-mafioso.

Naturalmente PD, Forza Italia e Liberi e Uguali hanno votato contro. Naturalmente.

La sentenza della Consulta sul caso di Marco Cappato

Foto tratta da www.wikipedia.org

Foto tratta da www.wikipedia.org

Questo è un post a brevissimo termine.

Tra pochissime ore (se non minuti) la Corte Costituzionale si esprimerà sulla sorte di Marco Cappato, il cui processo per l’aiuto al suicidio nei confronti di DJ Fabo è stato sospeso in attesa del giudizio di legittimità costituzionale.
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Le amicizie finiscono

Le amicizie finiscono, sissignori. Una mi è finita stasera. A distanza di un’ora dal folle e irreversibile “Addio!” (retaggio melodrammatico da vaudeville d’antan) sono ancora vivo. Segno che alla fine di qualcosa si può sopravvivere. Il che è già qualcosa che consola e che ti rende più consapevole delle cose (belle) che hai. Tua figlia, i libri, il blog, la radio, un computer su cui installare Linux e quei sigarini che devi essserti dimenticato nella càntera di cima.
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La mia nuova vita

Oggi festeggio 2 mesi senza toccare pane, pasta, fritti, torte, biscotti, gelati e latticini .
Il cambiamento è stato fantastico. Ho perso peso, riacquistato la forma di una volta e il mio modo di pensare è molto più concentrato e positivo. La pizza è un lontano ricordo e l’ho sostituita con le verdure. Stasera a cena 4 mandorle e tè verde. Poi uno spuntino con semi di girasole.
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Mimmo Lucano a “Che tempo che fa”

foto tratta da www.rainews.it

foto tratta da www.rainews.it

E così Fabio Fazio ha invitato Mimmo Lucano alla trasmissione “Che tempo che fa”. E lui ci va. Non ci son santi. Anzi, i santi ci sono e l’unica santificazione da sottolineare è proprio quella dello stesso Lucano che dall’esilio da Riace passa agli onori della televisione.
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Longa manus

Foto tratta da milanopost.info

Foto tratta da milanopost.info

Allora guardate è successa una disgrazia, una cosa gravissima, una catastrofe cosmica, un infernale disguido, veramente, io non mi rendo conto, qualcuno ha messo le mani sul testo del decreto che doveva andare al Quirinale e lo ha modificato, ma come si è permesso, ma soprattutto chi sarà, guardate, io proprio non me ne capacito, sono indignato, sono allibito, io sono il vicepresidente del consiglio, mi hanno manipolato un testo inviato al Quirinale che, guarda caso il Quirinale dichiara di non averlo ricevuto, allora io domani vado direttamente alla Procura della Repubblica e denuncio tutto e tutti, chi ci ha messo la manina la pagherà, giuro spergiuro giurin giuretto, quanto è vero che mi chiamo Gigino, ah sì, sembra che sarebbe stato il Bitonci, non lo so, il condizionale è d’obbligo, è un alleato di governo, non posso mica andare in Procura a denunciare tutti i nostri fidi congiunti di potere, no, via, sono indignato ma nemmeno troppo, su, su, queste son cose che in una famiglia si lavano in casa come i panni sudici, ma guardate, sono così arrabbiato (meno, però, uh, molto meno)… [lo portano via]

Alessandra Mussolini denuncerà chi offende la memoria di suo nonno (con risp. parl.)

Cattura

«Avviso ai naviganti  legali a lavoro per verificare il politically correct” di Facebook e di altri social nei confronti di immagini e/o frasi offensive nei confronti di Benito Mussolini: monitoraggio e denuncia alla Polizia Postale»
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Prudenza col Parlamento Europeo, ci sono molti poteri diabolici!

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Sono grato alla provvidenziale lettrice Santina Romei per avermi inviato questa perla tratta da Twitter, in cui un utente mette in guardia i lettori, e, segnatamente, quelli di SkyTG24, dal Parlamento Europeo, luogo di perdizione, bolgia dantesca, girone di dannati, dove circolerebbero malvagità, ignoranza (beh, quella c’è un po’ dappertutto, soprattutto nel parlamento italiano, non vedo che tipo di problema dovrebbe porsi) ma soprattutto poteri diabolici. Satanasso e Belzebul sono due mezze calzette rispetto al potere diabolico disponibile nel consesso di Bruxelles e di Strasburgo, in cui, come è noto, non si può entrare senza che sia presente con noi un esorcista di provata bravura. Perché, diciamocelo francamente, come si farebbe a vivere senza un po’ di medioevo spicciolo? Senza quella paura che ci domina, senza il senso di una cappa di controllo superiore, di un potere malvagio che distrugge tutto, soprattutto le nostre certezze di esseri umani fragili e poco inclini ai compromessi. Ho omesso pietosamente (ma poi perché?? La gente non si potrebbe assumere la responsabilità di quello che scrive??) il nome e l’indirizzo Twitter del malcapitato autore di questo testo fulgido e spruzzante tolleranza da tutti i pori, ma la pericolosità dei poteri diabolici, evidentemente, sovrastano tutto. Anche i luoghi di democrazia.