valeriodistefano.com querela solocase.cloud per violazione del diritto d’autore

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Ed ecco quello che volevo scrivere da giorni.

Sul sito solocase.cloud, e, più precisamente, all’indirizzo https://www.solocase.cloud/?s=valeriodistefano.com, vengono riportati estratti e titoli del blog, come è dimostrato qui:

Me ne sono accorto perché, facendo una ricerca su Google, la copia di solocase.cloud di un mio articolo era indicizzata prima dell’originale del mio blog. Maledetti aggregatori di news del cavolo!

Non mi è stata mai chiesta, né ho mai concesso alcuna autorizzazione a riprodurre, in tutto o in parte, i miei articoli su quel sito.

Eppure sullo screenshot che vi rappresento si parla di ben 122 articoli riportati, al momento in cui redigo queste note.

Pare che solocase.cloud non sia un sito che si occupa di informazione, come ce ne sono tanti che si avvalgono di aggregatori di feed RSS, ma una risorsa che si occupa di finanziamenti , agevolazioni, situazioni di sovraindebitamento, di difficoltà e di servizi di difesa giudiziale e tutela patrimoniale per cittadini ed imprese.

L’unico modo per contattarli è WhatsApp, o la compilazione di un modulo apposito per la richiesta di informazioni e di assistenza.

Cosa c’entra dunque il mio blog? Mi occupo di diffamazione, di cattivo giornalismo, di radioascolto, di difesa del copyright e del copyleft, di cultura libera, di scuola, di politica, di giustizia, di privacy e di mille altri temi che lì per lì mi vengono in mente.
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E non la finiscono più di copiare: il caso de “La Giara” di Luigi Pirandello e del Collège Sismondi.ch

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E non finisce più. Questa mattina, facendo due ricerche veloci su Google, ho notato che sul sito italiano.sismondi.ch è stata riportata la mia audiolettura de “La Giara” di Luigi Pirandello.

TUTTE le mie inutili audioletture, così come TUTTI i miei inutilissimi libri (ciarpame, insomma), sono coperte da copyright, e NON sono distribuite sotto licenza Creative Commons. Quindi, tanto per cambiare, ci vuole la mia autorizzazione, autorizzazione che, nel caso in specie, non mi è stata richiesta né ho concesso.

Ho deciso, però, di lasciar perdere e di richiedere al collegio in questione, trattandosi di una istituzione scolastica ed essendo stata ripresa la risorsa a fini educativi e non commerciali, di autorizzare il prosieguo dell’utilizzazione, spiegando però che dovranno apporre una dicitura che indichi che l’opera è sotto copyright. Ecco il testo della mail che ho mandato tramite un modulo appositamente messo a disposizione (l’indirizzo e-mail del collegio non c’è sul sito, e ho dovuto rifarmi alla sezione “contatti”!). Ho notato che sul sito c’è scritto che tutti i contenuti sono distribuiti secondo una licenza Creative Commons. Beh, la mia lettura de “La Giara” no. E non voglio che le modalità di diffusione vengano alterate. Solo classicistranieri.com può distribuire le mie letture. Punto. Gli altri non devono fare altro che chiedermi un’autorizzazione (che, peraltro, quando è successo, non ho mai negato a nessuno).
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docplayer.it ripubblica abusivamente il mio “Difendere la privacy”

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Ho appena appreso che il sito docplayer.it ha ripubblicato, senza che io l’abbia minimamente caricato sul suo server, e senza la mia autorizzazione il mio libro “Difendere la privacy (e colpire gli scocciatori al portafoglio)”.

Qui la pagina che lo dimostra. La dicitura “Tutti i diritti riservati” è regolarmente (e sbadatamente) riportata nel titolo della pagina

in cui è visibile l’edizione PDF del file

Faccio presente che le mie inutili opere letterarie e non, inclusa “Difendere la privacy”, sono sotto Copyright. Non sono, cioè, liberamente riproducibili senza la mia specifica autorizzazione. Non sono sotto licenza Creative Commons, né, tanto meno, sotto licenza GNU. Le edizioni cartacee sono diponibili presso vari editori di self-made-booking (nel caso di “Difendere la privacy” è possibile acquistare il libro presso lulu.com). Le edizioni elettroniche sono tutte disponibili sulla mia biblioteca digitale classicistranieri.com. Sono gratuite, non voglio una lira per questo, chi vuole può scaricarli liberamente e senza nessun costo, ma non può, ad esempio, cederli ad altri, redistribuirli, metterli su altri siti (come è capitato con docplayer.it), includerli in biblioteche virtuali o cd e dvd rom, rivenderli, usarli a fini di lucro o di profitto a meno che io non glielo permetta.

L’articolo 171 della legge sul diritto d’autore recita:

Salvo quanto previsto dall’art. 171-bis e dall’articolo 171-ter è punito con la multa da euro 51 (lire 100.000) a euro 2.065 (lire 4 milioni) chiunque senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma:
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Mi invitano a un test anti Covid-19. In Colombia!

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Ricevo da un indirizzo apparentemente riconducibile al Ministero della Salute colombiano il seguente messaggio (che non vi traduco, tanto “lo spagnolo è facile, basta mettere la -s in fondo alle parole”)

Estimado ciudadano

Usted ha sido citado para una prueba Obligatoria de (COVID-19) , en el documento word adjunto esta la fecha y el lugar programado para su prueba .

Recuerde que el no asistir a esta prueba obligatoria por el gobierno trae consecuencias muy graves

IMPORTANTE:

No es posible visualizar esta citacion desde dispositivos móviles , este formato pdf le recomendamos abrirlo directamente desde un PC o LAPTOP

Da notare che al messaggio di spamming è allegato un documento in PDF che, naturalmente, mi sono ben guardato dall’aprire (avessi a pigliare la scossa!!). Insomma, sono convocato dal Ministero della Salute della Colombia per una prova anti Covid19, come se non mi bastasse il test sierologico che mi impone il mio datore di stipendio! Mi dicono anche che non posso aprire l’allegato file PDF di cui sopra con un dispositivo mobile. E perché mai? Cos’ha il mio smartphone per cui io non possa leggerci un PDF? Perché lo devo aprire per forza con un laptop o con un PC (magari con Windows installato)?

Consiglio agli amici spammer colombiani di farsi un “tinto”. Ma non nel senso colombiano di “caffè”, ma in quello tipicamente spagnolo di “bicchiere di vino”.

Il significato primordiale e profondo del Tamarindo

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C’è un vecchio detto orientale che dice così:

“Chi pianta tamarindi, non raccoglie tamarindi”

Questo perchè il Tamarindo impiega almeno 90 anni per dare i suoi primi frutti.

Una volta un giovane ragazzo incontrò un vecchio e saggio coltivatore di tamarindi e gli chiese “Nonno, perchè pianti i tamarindi se sei già che non potrai raccoglierli mai?”

E allora il vecchio e saggio nonno posò gli attrezzi, chiese al ragazzo di sedersi vicino a lui, si accese una pipa e dopo tre lunghe boccate pronunciò queste parole:

“Perchè il terreno è mio e ci faccio il cazzo che mi pare!”

E da allora il giovane capì il grande insegnamento e cominciò a farsi una vagonata di cazzi suoi nella vita.

Here’s to you, Nicola and Bart

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Sacco and Vanzetti after they have been arrested, 20th century, United States, Washington. National archives, . (Photo by: Photo12/UIG via Getty Images)

Il 14 luglio 1921, Nicola Sacco e Bartlomeo Vanzetti furono giudicati colpevoli dell’assassinio del loro datore di lavoro e condannati alla sedia elettrica, consegnati alla storia come il più grave errore giudiziario del XX secolo. Restano scolpite nel marmo della memoria le ultime parole di Bartolomeo Vanzetti a propria difesa:

«Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra — non augurerei a nessuna di queste creature ciò che ho dovuto soffrire per cose di cui non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui sono colpevole. Sto soffrendo perché sono un anarchico, e davvero io sono un anarchico; ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano […] se voi poteste giustiziarmi due volte, e se potessi rinascere altre due volte, vivrei di nuovo per fare quello che ho fatto già.»

Auguro a chiunque di leggere la loro storia attraverso il libro “Lettere dal carcere”, pubblicato a cura di Lorenzo Tibaldo dalla protestante ma coraggiosissima editrice Claudiana. 28 euro ben spesi.
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Garante della Privacy – Sanzione di 800.000 euro nei confronti di Iliad

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Registro dei provvedimenti
n. 138 del  9 luglio

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, alla quale hanno preso parte il dott. Antonello Soro, presidente, la dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e la prof.ssa Licia Califano, componenti, e il dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTO il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati, di seguito “Regolamento”);

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196), come modificato dal d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al citato Regolamento (di seguito “Codice”);

VISTI i reclami e le segnalazioni pervenuti al Garante, con riguardo a vari trattamenti di dati personali effettuati da parte di Iliad Italia S.p.A. (di seguito indicata anche come: “Iliad” o “la Società”);

VISTI gli esiti degli accertamenti ispettivi effettuati nei giorni 27, 28 e 29 maggio 2019 presso la sede legale della Iliad Italia S.p.A. in Milano;

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;
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Garante della Privacy – Ordinanza ingiunzione nei confronti di Wind Tre S.p.A. – 9 luglio 2020 – 16.729.600 euro a titolo di sanzione amministrativa

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Registro dei provvedimenti
n. 143 del 9 luglio 2020

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTO il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati, di seguito “Regolamento”);

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196), come modificato dal d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al citato Regolamento (di seguito “Codice”);

VISTI i reclami e le segnalazioni pervenuti al Garante, con riguardo a vari trattamenti di dati personali effettuati da parte di Wind Tre S.p.A. (di seguito indicata anche come: “Wind Tre” o “la Società”);

VISTI gli esiti degli accertamenti ispettivi condotti nei confronti di Wind Tre e di alcuni partner commerciali della stessa;

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Antonello Soro;

PREMESSO

1. L’ATTIVITÀ ISTRUTTORIA SVOLTA
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Le “piccole virtù” del blog AIR-Radiorama

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Oggi mi sono preso la briga (e di certo il lusso, come direbbe il Poeta), di dare un’occhiata al blog di Blogspot dell’Associazione Italiana Radioascolto.

Il numero di visite pare altissimo. Al momento in cui mi sono collegato questo era il dato fornito:

Ho provato a fare un clic (uno solo!) su uno degli articoli in home page, ed ecco, come per miracolo, il nuovo risultato:

Un clic è stato conteggiato per 8. Non è certo colpa degli amministratori del blog, ma delle impostazioni di blogspot. Facile, così, arrivare a 5 milioni e passa di pagine visualizzate!

C’è, poi, una sezione dedicata ai link esterni che possono essere di particolare interesse per chi visita il sito. C’è il caso del web dell’amico Valter Bruno, ci clicco sopra, ed ecco la risposta del browser:

Il sito non c’è più. E’ strano, ed è anche una circostanza molto spiacevole, che una persona attenta e scrupolosa come Valter, che è un mio amico di vecchia data, abbia abbandonato un progetto così interessante e utile per tutti. Ma si tratta ormai di un link “morto”, che nessuno potrà più visitare. Non sarebbe il caso di rimuoverlo? Questo almeno gli amministratori del blog possono farlo. Misteri!

Ma la cosa più tupefacente è il link dedicato al sito di Massimiliano Scordamaglia, persona con la quale ho avuto in passato alcune scaramucce legali, e che non mi ha mai lesinato (per mia fortuna) parole gentili e di apprezzamento. Ebbene, collegandosi- al suo bclswl.it si accede a un sito che vende scarpe per signora on line.
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Italradio e il gusto di Giorgia Meloni per il radioascolto

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Il Portale “Italradio” riporta “Notizie e attualità sulle radio e televisioni in italiano nel mondo”.

Più che altro vi si leggono spesso notizie sulla Radio Vaticana (che è una delle radio che trasmette in italiano nel mondo, sì, però non sarà mica l’unica!), c’è per esempio un servizio su Giovanni Paolo II e le lingue dell’emittente di Santa Maria di Galeria, una scheda sul Corpus Domini col Papa in diretta sulle onde corte (e pensare che io posso ascoltarlo in studio quality via Internet!), un articolo intitolato “Sorella Radio” , sempre “con la messa di Papa Francesco a Santa Marta diffusa in diretta”, un podcast sull’elezione di Sua Santità Papa Francesco, riflessioni radiofoniche sul Cammino di Santiago, e poi tanta filatelia radiofonica, dal francobollo emesso dal Canada per i 100 anni della XWA (prima emittente storica), annulli marconiani, annuncio di cessazioni di annulli filatelici per l’emergenza coronavirus, c’è una specie di trasmissione in podcast denominata “Radiodentello”, condotta da Paolo Morandotti, con tanto di segnale sonoro di identificazione di Italradio (proprio come se fosse un’emittente radiofonica) dedicato al tema. I risultati sono un tantinello sconfortanti. La “trasmissione” del 27 giugno scorso, ad esempio, ha avuto solo 8 download.

E poi cenni alle QSL numismatiche di Radio Romania Internazionale, insomma, non manca nulla. Per carità, tutto perfettamente lecito, c’è abbondante libertà di stampa (Italradio è una testata giornalistica regolarmente registrata), e c’è persino una rubrichetta dedicata alla radionella letteratura, in cui ho potuto leggere una citazione nientemeno che di Quinto Navarra (ma non temete, ci sono, tra gli altri, anche Giorgio Bassani e Gianni Rodari), sulle abitudini e preferenze radiofoniche di Sua: Eccellenza il Cavalier Benito Mussolini:
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El menú del día: “ebete ripetitore”

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Su Twitter ho risposto a un post di Giulia Selvaggi (è un nome d’arte di un noto e valente avvocato penalista) per dirle che, una volta tanto (succede!), non ero d’accordo con lei sulle sue considerazioni in merito all’identificazione da parte della polizia di Leon Pappalardo, figlio di Selvaggia Lucarelli, che aveva tacciato di omofobia e razzismo il governo di Salvini. A corredo del mio dissenso (espresso, credo, nel più civile e stringato dei modi), avevo aggiunto il link al mio articolo di qualche giorno fa che potrete trovare qui:

Il figlio di Selvaggia Lucarelli identificato dalla polizia

Ho ricevuto a mia volta una cortese e gentile risposta di ulteriore contestazione, questa volta di una certa Liliana Armato, che mi ha fatto presente (come se non lo sapessi) chi sia Salvini e cosa abbia fatto (non ce n’era bisogno, l’ho scritto io stesso sul blog riprendendo i capi di accusa e/o di impuatazione riportati dal casellario giudiziale di Wikipedia). Il problema, evidentemente, non è tanto quello che ha fatto Salvini, che è noto a tutti, ma quello che ha detto Leon Pappalardo e l’atteggiamento della madre che, pur di difenderlo, avrebbe violato la Carta di Treviso sulla riconoscibilità dei minori, guadagnandosi una segnalazione e un deferimento all’Ordine dei Giornalisti.

A tutto questo si è aggiunto un certo Tommy Rizzo (account Twitter @leleilenia) che, non sapendo cosa fare, si è preso la briga e di certo il lusso di darmi dell'”ebete”.
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Garante della Privacy: altre osservazioni sull’uso del registro elettronico

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“Con specifico riferimento ai minori, abbiamo posto all’attenzione del ministro dell’Istruzione l’esigenza di una svolta nel ricorso alle piattaforme in generale. Dicendo che intanto forse è più prudente utilizzare il registro elettronico, che pure non è privo di problemi: fra il registro elettronico e la piattaforma di una multinazionale di cui non si sa nulla è meglio nel presente dare indicazioni perché le scuole ricorrano tutte le volte che è possibile al primo”

“è stata una questione che abbiamo avuto modo di  sollevare all’inizio di quest’anno proprio per la velocissima crescita esponenziale di adesioni in tutto il mondo e che vede come utenti in  larga prevalenza i minori nell’ordine di centinaia di milioni in  Europa, di miliardi nel mondo. L’idea che questa piattaforma non solo  per la sua proprietà in Cina, un Paese estraneo alle regole di tutela  dei dati personali vigenti in Europa, ma anche per la scarsa abitudine all’utilizzo a uno strumento così sofisticato, offre la possibilità di violazioni anche molto pesanti”.

“bisogna, ad ogni modo, accendere i riflettori tutte le volte che è  possibile su un mondo largamente inesplorato in cui c’è una certa  facilità nel ricorso all’utilizzo di un social che tende a diventare  consueto nella vita dei ragazzi con scarsa vigilanza”

“Per molto tempo, nessuno si è posto il problema di quale  fossero il rischi di una vita priva di filtri e protezione nella quale minori ma anche adulti si infilano con grande facilità. Nella  dimensione online dobbiamo far valere i diritti che  valgono offline: è il principio di fondo. E dentro questo principio dobbiamo costruire un sistema di regole e di filtri che consentano di  avere presidi virtuali”.

Registro elettronico: lettera del Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, al Ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina

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Illustre Signora Ministro,
On. Lucia Azzolina
Ministro dell’istruzione

Illustre Signora Ministro,

Le scrivo in relazione a una questione, quale quella della disciplina dell’utilizzo del registro elettronico, di notevole rilevanza per la gestione “ordinaria” dell’attività scolastica, ma ancor più determinante nel contesto emergenziale che stiamo vivendo.

Il registro elettronico costituisce, infatti, un prezioso strumento di comunicazione tra i docenti e le famiglie, tanto più nel momento attuale, caratterizzato dalla sostituzione dell’attività didattica “in presenza” con quella “a distanza”, che necessita, come tale, di una più stretta interazione tra insegnanti, studenti e loro genitori, alla quale il registro on-line è sicuramente funzionale. L’inclusione, nel registro, di un novero assai rilevante – in termini quantitativi e qualitativi – di dati personali, anche di minorenni, esige tuttavia l’adozione di tutte le cautele idonee a evitare o, quantomeno, minimizzare, i rischi di esfiltrazione, trattamento illecito, anche solo alterazione dei dati stessi.

A tal fine, sarebbe anzitutto necessario provvedere al perfezionamento della disciplina di settore, adottando segnatamente il “Piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie”, che avrebbe dovuto essere predisposto entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge n. 135 del 2012, alla quale si deve l’introduzione di tali forme innovative di rendicontazione dell’attività didattica e di comunicazione tra scuole e famiglie.
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È arrivato!

Reading Time: < 1 minute

È appena arrivato via Amazon l’eccellente libro di Carlo Piana “Open Source, software libero e altre libertà”. Spero lo leggiate anche voi, nonostante il caldo, peccatori che non siete altro! Siccome il libro è disponibile anche in formato PDF, e in licenza Creative Commons, lo trovate in home page anche su classicistranieri.com. Meglio di così…

Le metamorfosi dei debunker

Reading Time: 6 minutesTutto cominciò quando Laura Boldrini, nella sua veste di Presidente della Camera, decise di organizzare una task force di debunker, ovvero di giornalisti e persone che, pur non essendo iscritte all’ordine, o fregiandosi del titolo di “giornalista” perché facenti parte di un sindacato svizzero e dovendo rispondere delle proprie azioni solo alla legislazione del paese elvetivo, si occupano di “bufale” (termine orrendo), ovvero di evidenziare notizie false e tendenziose che invadono il web.

Facevano parte di quel gruppo, in ordine rigorosamente alfabetico, Paolo Attivissimo, Michelangelo Coltelli (responsabile di butac.it, già querelato per diffamazione e oscurato dalla magistratura), David Puente e Walter Quattrociocchi. Di quell’esperienza, oltre che una sgangherata conferenza stampa e una riunione preliminare per decidere il da farsi, rimane solo un sito, bastabufale.it, che continua a raccogliere firme (non si sa di chi, non si sa quante, i nomi vengono prudenzialmente oscurati per motivi di privacy, ma i dati, anche quelli trasmissibili e pubblicabili, non sono disponibili, quindi non si sa che cosa ci faccia ancora quel sito on line) su un appello per il diritto a una corretta informazione. Nobile intento caduto nel vuoto, nonostante l’adesione di molti personaggi della cultura, dello sport e dello spettacolo, come Claudio Amendola, Geppi Cucciari, Carlo Verdone, Paola Cortellesi, Francesco Totti, Ferzan Ozpetek, Lucio Caracciolo e altri del cui nome non voglio ricordarmi, come direbbe il Sommo Poeta.
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PD e M5S non votano l’istituzione della Giornata Nazionale “Enzo Tortora”

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AGGIORNAMENTO DEL 13/07/2020:

Legislatura 18ª – 2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 182 del 08/07/2020

IN SEDE REFERENTE

(1686) OSTELLARI ed altri. – Istituzione della «Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari»

(1699) FARAONE ed altri. – Istituzione della «Giornata nazionale “Enzo Tortora” in memoria delle vittime degli errori giudiziari»

(Seguito e conclusione dell’esame congiunto)

Prosegue l’esame congiunto sospeso nella seduta del 30 giugno.

Il PRESIDENTE dà conto della presentazione dell’emendamento 1.1 (pubblicato in allegato al resoconto), integralmente sostitutivo dell’unico articolo del disegno di legge n. 1686, già assunto a testo base. Avverte anche che i senatori CALIENDO (FIBP-UDC), MODENA (FIBP-UDC), DE BERTOLDI (FdI) e NASTRI (FdI) hanno espresso l’intenzione di aggiungere la propria firma al predetto disegno di legge.

Il senatore MIRABELLI (PD) difende l’emendamento a sua firma, tuttavia rendendosi disponibile a cercare un accordo con i proponenti del disegno di legge. La proposta di legge è, a suo parere, pericolosa perché aumenta il rischio di strumentalizzazioni; alla collettività potrebbe arrivare il messaggio sbagliato secondo cui, in questo paese, la magistratura si atteggia a persecutore giudiziario.
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Selvaggia Lucarelli deferita all’Ordine dei Giornalisti

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Selvaggia Lucarelli, una di quelle che assieme a Barbara Collevecchio, Federica Angeli e Asia Argento mi hanno bannato da Twitter (Paolo Attivissimo e David Puente li seguo regolarmente, ci hanno ripensato), è stata deferita all’Ordine dei Giornalisti (è giornalista pubblicista dal 2009) per aver aver violato i principii professionali della Carta di Treviso sulla professione giornalistica, che tutelano la privacy dei minori.

Le è stato contestato di aver reso riconoscibile il figlio in un suo articolo per tpi.it, dopo che a Leon Pappalardo, l’erede della giornalista e show-girl di “Ballando sotto le stelle”, erano stati chiesti i documenti per avere dato del razzista e dell’omofobo al governo di Matteo Salvini.

La Lucarelli ha replicato in un tweet (che riporto secondo la versione che ne dà leggo.it, non potendo accedere all’account @stanzaselvaggia a causa del blocco):

«Quindi: mio figlio dice la sua a Salvini, senza che nessuno sappia chi è. La polizia lo costringe a dire nome e cognome di fronte e telecamere e 100 persone. Alcun siti e la Lega pubblicano nome e video. Io solo DOPO spiego cosa è successo e vengo deferita dall’odg. Geniale»

Geniale o no che sia, esiste un’etica giornalistica ben precisa, che, secondo la testata on line milanotoday.it, non si esaurisce con la riconoscibilità dell’identità del minore. Segnala il sito:
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