Il blog ha dei problemi tecnici

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Scusate, ho dei problemi tecnici con la gestione del blog.

Non pubblicherò più niente finché non saranno risolti. Se riuscite a leggere questa breve comunicazione è tutto grasso che cola. Mi pare, però, che il sito sia ancora, fortunatamente, perfettamente navigabile.

Meno male!

 

Aggiornamento: il Collège Sismondi di Ginevra non ritira le raccomandate

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Ricorderete certamente il caso del Collège Sismondi, a Ginevra, che aveva ripubblicato senza la mia autorizzazione la mia audiolettura de “La Giara” di Pirandello, senza dare credito all’autore, e senza specificare che quel file .mp3 era sotto copyright. Non mi sono opposto allo sfruttamento delle mie cazzatine on line per fin ididattici o educativi. Ho solo chiesto loro, con una mail, di fornire i dati mancanti.

Ve lo ricorderete certamente perché vi ho rotto i coglioni a sufficienza tenendo in evidenza il post relativo fino a che non avesse raggiunto le 1000 visualizzazioni. Il post era questo:

E non la finiscono più di copiare: il caso de “La Giara” di Luigi Pirandello e del Collège Sismondi.ch

Ora, è accaduto che in mancanza di risposta, io abbia fatto scrivere una raccomandata internazionale dal mio avvocato per cantargliene quattro. La raccomandata è partita e siamo rimasti in attesa della ricevuta di ritorno, ma soprattutto di una risposta convincente.

Non sono arrivate né l’una né l’altra. E’ tornata indietro proprio la raccomandata. Con la dicitura tedesca “Nicht abgeholt”, che vuol dire più o meno “Oggetto non ritirato”. Cioè, non è che non è arrivata, non se la sono filata proprio di pezza. E non c’è nemmeno da dire che l’indirizzo fosse sbagliato o chissà che. E’ arrivata, è stata in giacenza presso l’ufficio postale un certo periodo, trascorso il quale le poste svizzere l’hanno rimandata indietro.
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I gestori telefonici e gli operatori che rispondono dall’Albania

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Ho un gestore telefonico di telefonia fissa e mobile, nonché di internet, di cui sono molto soddisfatto. Internet, anche in wireless, va che è una scheggia, tutto funziona alla perfezione enon è nemmeno carissimo. Insomma, voglio dire che non costa molto. Bene. Anzi, benetto.

Però, quando telefono al costumer care per un problema o una chiarificazione, una voce registrata mi dice che la mia chiamata potrebbe essere gestita in Albania, e che, in quel caso, avrei il diritto di essere trasferito verso un operatore che risponde dall’Unione Europea.

Questo mi spiazza un po’. Perché dovrei chiedere di essere trasferito nella UE, se l’operatore albanese è gentile, conosce bene l’italiano, e mi risolve il problema? Non sono un intollerante, non ce l’ho con nessuno, mi va bene chiunque. E perché, poi, un operatore della UE dovrebbe essere più preparato, cortese e disponibile di un operatore albanese?

E’ un messaggio ambiguo, inutile, una ridondanza senza senso. Sono abbastanza adulto per poter scegliere. Questo forse il mio gestore telefonico non lo sa.

Rust never sleeps! Neil Young fa causa a Donald Trump per violazione del copyright

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  • “Look out, Mama, there’s a white boat comin’ on the river…”

La nostra affezionata lettrice Bucalossi Armida (o Baneschi Iselda vedova Panciatici, adesso non rammento) mi segnala una notizia che mi piace riproporvi.

Premetto che io, come la Ronchetti, sono sempre stato, da giovane,  un patito di Neil Young. Nello il Giovane, come lo chiamavamo a Livorno. Soprattutto del suo periodo più country, fatto di ballate, brani acustici, l’incommensurabile collaborazione con Crosby, Stills and Nash, gli “old country waltz” di American Star’s and Bars, senza mai disdegnare certi brani estremamente duri e lancinanti, da “Like a Hurricane” in giù.

Conosco “Harvest”, ma soprattutto “Comes A Time” praticamente a memoria. Ho istituito per il 30 ottobre (data in cui comprai il disco) la giornata mondiale di “San Comes A Time”, che, ovviamente, festeggio solo io. Ero, come tutti, innamoratissimo dell’eleganza e della grazia innata di Nicolette Larson, che ci ha lasciato troppo presto, e rammento ancora il retro della copertina dell’LP (vinile, sì, cazzo, vinile), in cui la si vede di spalle, con i capelli lunghissimi che le accarezzano il sedere, beati loro. Ho sempre pensato che il controcanto di Nicolette in “Four Strong Winds” sia fondamentalmente un atto d’amore.

Poi c’è stato il periodo più rocchettaro, ma lì ho cominciato a perderlo.
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Gli avvoltoi del contributino

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E’ accaduto che cinque parlamentari (che definire “furbetti” sarebbe un eufemismo) hanno chiesto il sussidio di 600 euro per le imprese e le partite IVA in proprio. Su questi cinque, in tre l’hanno ottenuto, agli altri due è stato rifiutato.

Ma com’è stato possibile che un parlamentare, dico, un parlamentare, si sia permesso di prendersi la briga e di certo il lusso anche solo di richiedere un bonus integrativo, solo perché, contemporaneamente, per caso è anche titolare di una partita IVA la cui attività collegata si è fermata durante il lock down del virus? Con lo stipendio che prende da parlamentare aveva bisogno anche degli aiuti di stato pagati con i denari dei cittadini? Evidentemente sì, se la domanda l’ha fatta e gli è stata pure accettata.

E’ compatibile essere titolari di un’impresa con il ruolo di parlamentare? Sì, non ci sono controindicazioni legali. Pensiamo ai tanti insegnanti di diritto che esercitano contemporaneamente la professione di avvocato, o a quelli di economia-aziendale, magari part-time, che fanno anche i commercialisti.

E’ legale, dunque, tutto questo? Assolutamente sì. Glielo ha permesso una norma del cavolo, fatta con i piedi dal governo, che consente a CHIUNQUE di fare la richiesta di attribuzione del bonus. Dunque, sia chiaro, e sia detto una volta per tutte: in questo comportamento non c’è NULLA di illegale.
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Il “Corriere della Sera”: Capodistria si trova in Croazia

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Lo svarione del Corriere della Sera che colloca Capodistria in Croazia, è l’ennesimo esempio di sciatteria giornalistica a cui il lettore di quotidiani deve continuare a sottoporsi.

Ma, dico, due ripetizioni di geografia e qualche bacchettata sulle dita al giornalista (o titolista, si veda il caso), no? qual è l’annoso problema? Che chi scrive o titola (e, comunque, scrive anche colui che titola, di meno, ma scrive) non controlla e non riguarda quello che mette in linea. La fretta di inserire continuamente dei contenuti originali, di essere perennemente in competizione con gli altri, di essere i primi ad essere indicizzati su Google, di creare titoli che attirino clic, tutto questo genera dei mostri da matita blu.

Non sto parlando di un errore di battitura che, seppur sgradevole a vedersi, si nota che è involontario (ma anche lì basterebbe UN MINUTO per riguardare), si tratta di errori di sostanza (e che sostanza!). Non dico tanto, ma basterebbe, a questo punto, veramente un controllino su Wikipedia per sgombrare il cervello da ogni dubbio. O far ragionare il suddetto cervello e dire “Capodistria” contiene la parola “Istria”, dov’è l’Istria? E realizzare che Capodistria si trova in Slovenia, non in Croazia.

Averci pensato prima!

Manlio Di Stefano (M5S) sull’esplosione di Beirut: solidarietà agli “amici libici”

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L’esponente del M5S Manlio Di Stefano ha fatto una imperdonabile gaffe. A seguito della tragica esplosione di Beirut dei giorni scosri, ha espresso solidarietà “agli amici libici”.

Ora, non ci sono dubbi che sia necessario esprimere solidarietà ai libici, ma si dà il caso che Beirut sia in Libano. Uno scivolone, insomma, a cui Di Stefano ha risposto su Facebook con un tono un po’ stizzito:

“Non ho mai ambito alla fama, quelli come me, ingegneri di formazione, preferiscono lavorare duramente nell’ombra e portare a casa i risultati. Eppure oggi mi trovo addirittura primo nelle tendenze di Twitter e in home page di svariati giornali.
Sarà per l’enorme successo del “Patto per l’Export” col quale stiamo aiutando centinaia di migliaia di aziende italiane ricevendo complimenti quotidianamente da tutte le associazioni di categoria da Confindustria in giù? Sarà perché in questi due anni da Sottosegretario in tutti i Paesi target della mia azione (e sono tanti) l’export italiano è aumentato mediamente di almeno il 15%?
Sarà perché mi occupo da anni anche di Libano dal punto di vista sia politico che commerciale e proprio il 6 luglio ho incontrato il Ministro degli Esteri Nassif Hitti ribadendogli, come già fatto al Ministro dell’Energia, la nostra disponibilità ad aiutarli a ristrutturare le centrali elettriche nazionali per aiutare il popolo libanese? No. No. No e No. Sarebbe troppo lineare, non sarebbe il web, tantomeno la stampa italiana”.

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“ebook gratis”: Liber Liber in testa ai motori di ricerca. Ma è solo pubblicità.

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Cercando la stringa “ebook gratis” su Google, potreste imbattervi, come è capitato a me, in un risultato come questo:

Come vedete, Liber Liber è in prima posizione. Ma non si tratta di un ottimo posizionamento della risorsa sul motore di ricerca (eppure Liber Liber è molto ben indicizzato su Google, meglio sicuramente di quanto lo sia classicistranieri.com e questo un po’ mi rode, ma anche Google ha le sue priorità), bensì, come correttamente segnalato, di un “annuncio”, una pubblicità sponsorizzata, insomma, attraverso un servzio che si chiama Google Adwords (caro asserpentato, peraltro, l’ho provato per pochi giorni ma non potevo andare avanti così, non ho le risorse economiche degli amici “concorrenti” -chè, poi, io la “concorrenza” non ce la vedo-).

Un bel risultato, indubbiamente, complimenti. Anche se mi sarei risparmiato quel “lette- ratura”, che tanto bello non è.

I libri di Liber Liber non sono tutti fuori copyright. Ci sono, ad esempio, le traduzioni di William Shakespeare ad opera di Goffredo Raponi, cui appartengono anche i diritti sulle note, e che sono stati ceduti a Liber Liber in esclusiva. Una risorsa come classicistranieri.com, per esempio, non può redistribuire “Romeo e Giulietta”. E non possono farlo nemmeno i privati che abbiano scaricato il libro dal sito o lo abbiano acquistato in versione epub su Amazon.
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Roseto degli Abruzzi: turista veneto trovato positivo al Covid19

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Ma sì, concediamocelo. Proprio qui, a Roseto degli Abruzzi, piccolo mondo di un mondo piccolo, come vidicevo in un post di qualche giorno fa, si va in giro senza mascherina, si creano assembramenti coatti, tutti sono felici di non prendere le benché minime misure precauzionali, tanto il virus è una balla, o tutt’al più un ricordo di un periodo lontano in cui il governo ci ha obbligati a stare in casa, ora non c’è più pericolo, e tutti siamo liberi di andarcene in giro a fare gli scemi e a sfidare la sorte. Ma bravi!

Peccato per noi che sia proprio di poche ore fa la notizia che un turista veneto, dopo la calata dei lumbard che a febbraio fece chiudere tutto, scuole ed esercizi commerciali, sia stato trovato oggi positivo al coronavirus. Pare che il genio in questione sia venuto via dal Veneto dopo essersi sottoposto al tampone orofaringeo, ma SENZA attendere i risultati. Risultato, lui è in ospedale e la sua compagna è in quarantena obbligatoria.

Mentre la gente andava al mare, i bambini giocavano in pineta, i motociclisti sfrecciavano, le biciclette continuavano a circolare sul marciapiede come se niente fosse, mentre la gente continuava a toccare frutta e verdura al supermercato con le mani senza guanti e senza essersi adeguatamente igienizzati, la bestiaccia è tornata a farsi vedere e sentire. Mentre noi pensavamo di avere sconfitto una sonora bufala sanitaria, il virus era lì bel bello, che se la rideva di noi e di tutti i nostri atteggiamenti da imbecilli. Non c’è che dire, a Roseto degli Abruzzi siamo tutti dei gran “fregni”. Fregnoni, ecco cosa siamo!
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Epilogo: Di come il Nostro riuscì a risolvere il problema delle statistiche dei download, e di quello che con tutto ciò gli accadde

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Alla fine, tra Google Analyics, MonsterInsights, ExactMetrics e tutti i santi che li proteggono ha avuto la meglio

https://www.statcounter.com

Un servizio davvero raffinato e preciso, personale gentile, interfaccia grafica gradevole, costa poco, anzi, pochissimo, e mi dà quello Google Analytics, bontà sua, non mi fa vedere.

La gente, come potete vedere dallo screenshot, scarica, e anche abbastanza. Non pochissimo come mi dice il servizio statistiche di Google, ma scarica. Sono bastati la sottoscrizione di un account, uno script, una sistematina al codice qua e là, 8 eurini al mese (meno certamente dei 199 $ollari richiesti da MonsterInsights), un po’ di pazienza (imprementare il codice in più di 31000 pagine statiche di classicistranieri.com non è uno scherzetto da poco) e una nottataccia di lavoro, ma ora tutto funziona che è una meraviglia e sono soddisfatto. Mi dice tutto, ma proprio tutto. I percorsi delle visite, e perfino se qualcuno mi clicca sulle pubblicità di Google. Se passo all’upgrade massimo mi spiccia pure casa.

Nel frattempo MonsterInsights mi ha rimborsato i 79 USD e spiccioli che avevo versato. Onesti e coerenti.

Con questo finisco i miei vaneggiamenti sulle statistiche, perché vi ho rotto i coglioni abbastanza. Volevo solo segnalarvi questo eccellente servizio che offre un periodo di prova di 30 giorni, anche se per sole 500 pagine tracciate (pochino per le mie esigenze, ma quando ho visto che l’accrocchio funzionava non ho avuto più dubbi).
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Ubuntu rilascia la versione 20.04.1 LTS

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E’ uscita la versione 20.04.1 di Ubuntu e delle sue derivate.

Hanno corretto qualche baco, messo qualche toppa qua e là, l’ho provato su una chiavetta oggi e devo dire che funziona sorprendentemente bene, decisamente meglio delle versioni antecedenti, e senza quelle noiosaggini sponsorizzate come il collegamento diretto a Amazon.

Sono tutte delle LTS (Long Time Service), quindi se lo installate siete a posto per almeno tre anni. Meglio di così…

La versione base di Ubuntu, la KDE Kubuntu, la “leggera” XUbuntu, e la minimalissima Lubuntu, nella versione 20.04.1 le trovate disponibili qui per il libero donwload:

ISO-Files ed altro

Poi dite che non vi voglio bene!

Agli zoppi pedate negli stinchi

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Io sono zoppo. Non ho nessuna difficoltà a dirlo pubblicamente. Ma veramente zoppo. Però devo dire che in questa condizione mi ci ritrovo dimolto bene. La gente mi cede il posto sull’autobus, senza fare nemmeno una domanda, le macchine inchiodano con un stridìo di pneumatici che fanno sggnììììììk sull’asfalto bollente dell’estate torrida (ma nemmeno tanto) rosetana, quando attraverso sulle strisce pedonali, qualche persona di buon cuore mi cede il posto nella fila alla posta, insomma, è una bella vita. Perché mettere sotto sulle strisce una persona qualsiasi passi, ma un invalido al 50% no.

In quanto zoppo, io non posso mettere le scarpe normali che portano tutti. Ho bisogno di scarpe ortopediche fatte su misura. E la ASL me ne paga un paio l’anno. Generalmente si tratta di modelli che ordino per affrontare l’inverno. Quindi mi ritrovo, in fondo all’anno, con il problema di che cosa mettermi d’estate.

Quest’anno un paio di scarpe (nate male già di loro) ha deciso di abbandonarmi sul più bello e sfracellarsi mettendomi in pericolo mentre camminavo per la strada ed esponendomi a rischi non indifferenti, nonché a dolori lancinanti ai piedi, che ho particolarmente delicati da quando subirono un intervento chirurgico.

Per cui ho deciso di ordinare un paio di scarpe estive (c’è un ricco catalogo con dei modelli eleganti e anche un po’ sbarazzini, anche se ho ripiegato su una roba un po’ più francescana), visto che sono costretto a portare “obtorto collo” delle scarpe invernali portate e riportate poi, ma che almeno mi sorreggono. Sono al lumicino anche loro, ma finché vanno, tutto fa verdura, diceva quello che vendeva la frutta.
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Statistiche dei download su Google Analytics: MonsterInsights vs. ExactMetrics: la mia seconda, tragicomica e surreale esperienza e di altre cose che in essa mi accaddero

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Devo tornare, gioco forza sull’argomento estivo delle statistiche con cui vi sto sfracassando le gònadi da ormai troppo tempo, perché ne accadono di tutti i colori e ci sarebbe solo di che mettere da parte la materia se non avesse del grottesco.

Riassumo: il servizio statistiche di Aruba non mi ha soddisfatto perché non era possibile filtrare spider, bot e crawler, falsando così i dati e rendendoli estremamente favorevoli per me, ma assolutamente falsi dal punto di vista della reale interazione umana.

Dopo tanto provare e navigare, ho deciso di puntare sulla soluzione gratuita e open source OWA (Open Web Analysis) e sull’onnipresente Google Analytics. Il problema della visualizzazione delle pagine, dunque, è risolto. Resta quello, non indifferente per classicistranieri.com, che né OWA né Google Analytics tengono traccia dei download effettutati. E capirete che per un sito che redistribuisce migliaia e di migliaia di files, e che occupa 412 Gb di spazio complessivo sul server non è un handicap da poco. Non avevo più bisogno di vedere che 4000 persone al giorno facevano clic su un file con un traffico di byte pari a zero. E’ un assurdo. Un file avrà un suo “peso”, piccolo o grande che sia. I risultati più schizofrenici li avevo con i file di grandi dimensioni (come quelli delle distribuzioni Linux, per esempio). Risultava che qualcuno cliccava, sì. Però non scaricava effettivamente o non finiva di scaricare il file (perché era troppo grande, per pigrizia, perché nel frattempo ci aveva ripensato, perché non si fidava della fonte di provenienza, o vai a sapere). Ecco, anche di questo mi importa ben poco. Mi interessa sapere quanti UMANI, pochi o tanti che siano, scaricano COMPLETAMENTE i miei files.
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La manna su musicaclassicaonline.com: download possibili anche nei formati .OGG e .WMA (sentilì!)

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musicaclassicaonline.com raddoppia, anzi, triplica.

La sezione “download” del sito, dove è possibile scaricare migliaia di files .MP3 tratti dal catalogo magnatune.com su autorizzazione della stessa è disponibile anche nei formati .OGG (libero, aperto, open source e gratuito) e .WMA (proprietario, chiuso, ugualmente gratuito, è della Microsoft ma ha i suoi fans).

Basta andare su:

https://www.musicaclassicaonline.com/download-ogg

e

https://www.musicaclassicaonline.com/download-wma.

In formato .OGG e. WMA è disponibile ugualmente la sezione in appendice dedicata alla musica etnica. Scaricate e godete come dei majali!

Juan Carlos I di Borbone abbandona la Spagna

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E così, il Re emerito di Spagna Don Juan Carlos I di Borbone, abbandona il paese a seguito di un’inchiesta dei magistrati svizzeri e spagnoli sui supposti fondi illeciti nei paradisi fiscali.

Tramonta così, secondo la cura di una parabola discendente, la notorietà di un monarca che aveva riportato la Spagna alla democrazia, dopo tre anni di transizione, e l’avvento del primo governo democratico della storia recente successiva al franchismo, guidato da Adolfo Suarez, redattore in capo della Costituzione spagnola in cui si legge a caratteri maiuscoli: “DON JUAN CARLOS I, REY DE ESPAÑA, A TODOS LOS QUE LA PRESENTE VIEREN Y ENTENDIEREN, SABED: QUE LAS CORTES HAN APROBADO Y EL PUEBLO ESPAÑOL RATIFICADO LA SIGUIENTE CONSTITUCIÓN:”. E poi scandali con le donne ti credo, poi, che la povera regina Sofia continuerà a vivere nel palazzo della Zarzuela, almeno avrà un po’ di calma, povera donna!), la caccia a dorso degli elefanti, qualche svago e qualche distrazione di troppo. Così finisce un personaggio che ha fatto la storia della Spagna e della democrazia nel mondo. Diventato Re per effetto delle leggi organiche del 1969 subito dopo la morte di Franco, non ha mai smesso di rivestire il suo ruolo fino all’abdicazione in favore del figlio Felipe VI, felicemente regnante, che ha dichiarato di avere particolarmente apprezzato il paso indietro del padre. Juan Carlos è stato tutto per la Spagna, e ora viene trascinato nel fango, dopo il caso che ha visto assolta l’infanta Cristina, indagata assieme al marito Iñaki Urdangarin Liebaert (lui invece condannato e obbligato a restituire il titolo di Duca di Palma di Maiorca), e costretto a lasciare la Spagna per non trascinarci anche la Corona nazionale.
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Le biciclette sul marciapiede a Roseto degli Abruzzi

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A Roseto degli Abruzzi, questo piccolo mondo di un mondo piccolo, nessuno porta più le mascherine. O le portano in pochissimi. Anche qualche negoziante ormai ci ha rinunciato. Ma sì, tanto il virus è un’illusione e comunque d’estate fa caldo e muore, e comunque vuoi che lo prenda proprio io? E’ così. Siamo una riproduzione in piccolo di tutto quel che avviene in Italia, né più né meno. I linguisti direbbero che siamo un paradigma.

Qui a Roseto le biciclette non viaggiano sulla trafficatissiva via Nazionale, no, vanno direttamente sui maciapiedi. Come se fossero una pista ciclabile. Non dovrebbero farlo, ma lo fanno. Ci sono quelli (ma soprattutto quelle) che pedalano con il cellulare in mano, immersi in qualche amena conversazione. Non ti vedono, e quando si accorgono che stanno per venirti addosso, svicolano a destra o a sinistra all’ultimo momento e ti guardano come se fosse colpa tua. Poi ci sono quelli che quando sei in mezzo al marciapiede ti suonano il campanello come per dire “lasciami passare” e no, cazzo, io sono un pedone, il marciapiede è mio, sono anche un invalido, cosa mi suoni a fare? Mi devo spostare perché tu hai da passare con la tua graziosa biciclettina? E chi se ne frega. Poi se gli dici “Questo è il marciapiede, la strada è quella!” magari si incazzano pure e ti trattano con sufficienza, sussiegoe supponenza non rispondendoti nemmeno e proseguendo sulla loro cattiva strada, come l’avrebbe definita il Poeta.
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Le novità sull’oscuramento del Project Gutenberg

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L’unica novità sull’oscuramento in Italia del Project Gutenberg, biblioteca on line con oltre 65000 titoli in versione e-book, .TXT e HTML, che ne causa l’irraggiungibilità dai principali provider italiani, è che NON ci sono novità.

Tutto è stabile, fermo, immobile, non si è mossa una virgola. Il fascicolo giace sulle scrivanie dell’ufficio del Pubblico Ministero in attesa che venga notificata a qualcuno del Guntenberg (il CEO?) una qualche informazione di garanzia o un avviso di chiusura delle indagini preliminari con accuse ben circostanziate e non gnenericamente motivate come accadde per il provvedimento di restrizione di visibilità nel nostro Paese (della serie: “Hai messo in linea questi, questi e questi altri titoli, sei accusato del reato di cui all’articolo tale e tal altro)”, e NON “il provvedimento cautelare vede la propria giustificazione nel fatto che il Project Gutenberg avrebbe diffuso, continuamente, opere dell’ingegno che sarebbero protette in Italia”.

In breve, bisogna passare dal condizionale all’indicativo, dalle ipotesi ai fatti oggetto di accusa. Conosciamoli questi titoli tanto vituperati che sono legali negli USA e illegali da noi. Ci sono solo Massimo Bontempelli e Sibilla Aleramo di mezzo? O c’è un ragionamento più macchinoso e imperscrutabile?

Di certo sappiamo e riassumiamo che:

* Se si usa una connessione internet fornita da Wind (adesso WindTre), il sito corrispondente al dominio gutenberg.org è regolarmente raggiungibile. Mi dispiace cambiare gestore solo per quello, ma ho trovato occasioni più risparmiose e io sono un po’ Paperon de’ Paperoni, 3 euro al mese stanno meglio in tasca a me che in tasca a loro;
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