Wikisource mette in linea opere di Mussolini (ma le va di schifo perche’ sono ancora sotto Copyright!)

Di quei buontemponi di Wikisource, una delle sorelle minori di Wikipedia, non ho parlato più da tempo, perché ho preferito lasciare bollire questa ennesima biblioteca organizzata, supervisionata e diretta con una politica ben precisa, nel brodo primordiale del suo sonnecchiare.

Come sempre, buoni propositi dichiarati in prima pagina:

"Stiamo creando una biblioteca libera e gratuita a cui tutti possono collaborare, che raccoglie opere e documenti di dominio pubblico o rilasciati nei termini della licenza GNU Free Documentation License. Questo sito, insieme a Wikipedia ed altri progetti, è gestito dalla Wikimedia Foundation."

e come sempre un’iniziativa assai discutibile e arenata, considerato che dei testi più interessanti (ad esempio una versione della Bibbia nella storica traduzione protestante di Giovanni Diodati) si vede ben poco. La spiegazione è logica e non ha bisogno di ulteriori approfondimenti: molto entusiasmo iniziale, ma quando i testi cominciano ad essere lunghi, la gente si stufa di curarli, loro vivono del contributo volontario delle persone e quindi, se vuoi l’incedere ampolloso dell’italiano del Diodati, o ti tieni solo la Genesi o ti attacchi al tràmme.

Giusto ieri, però, mi sono accorto che la sezione dedicata nientemeno che a Benito Mussolini (voglio dire, mica Dante Alighieri, no, dico, Benito Mussolini, come faremmo a stare senza??) è stata arricchita da un breve (per forza, se no, come dicevo, non riescono a stargli dietro) da uno scritto del 1919 intitolato "Contro la guerra".

Che voglio dire, è anche un bell’ossimoro, se proprio vogliamo vederla tutta fino in fondo.

Il punto è che, tra l’altro, è anche fuori copyright. Potrebbe sembrare impossibile, ma le leggi sul diritto d’autore, peraltro approvate nel nostro paese durante il pieno svolgimento della seconda guerra mondiale, valgono anche per gli scritti di Mussolini, che è morto, come tutti sanno o dovrebbero sapere, il 28 agosto 1945. Quindi cadrà in pubblico dominio a partire dal 1 gennaio 2016.

Ma cosa non si farebbe per la cultura e per diffondere gli scritti di un Autore di siffatto interesse?

C’è anche Berlusconi a far bella mostra di sé su Wikisource (jma per "par condicio" c’è anche Prodi). Però sui discorsi ufficiali dei politici o sugli atti parlamentari il copyright non c’è. E bisognerebbe che si rendessero conto che quelli di Mussolini non sono atti ufficiali ma scritti privati  e personali, vergati e datati anche prima che il Nostro iniziasse la sua fulgida carriera di Presidente del Consiglio.

La licenza sui testi è una Creative Commons. Cioè, Wikisource concede agli altri di condividere un contenuto che non è nemmeno suo.

Come minimo tra qualche ora qualcuno scriverà (è già successo!) per dire che si può collaborare in modo positivo e propositivo, non facendo una critica sterile (sterile?) dall’esterno.

Vi ragguaglierò quando sarò riuscito a far togliere dalla disponibilità le opere di Mussolini.
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