Tamponi gratuiti ai docenti non vaccinati? Ma anche no! Il Ministero dell’Istruzione fa un passo indietro sul protocollo

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In un anda-e-rianda di comunicati, precisazioni, chiarimenti, postille, anche il Ministero dell’Istruzione è intervenuto sul tema dei tamponi gratuiti ai docenti e al personale scolastico non vaccinato.

Il comunicato integrale lo trovate qui:

https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-ministero-nessun-tampone-gratis-ai-no-vax-prevista-intensificazione-della-campagna-vaccinale?fbclid=IwAR1gEbMK1PKTyMno_Q4e0S25dn7X7XGnlsfnYqjwAwsPXsAQqpwKNPVic9c

mentre di seguito estrapolerò alcune parti per commentarle.

Dicono:

“Il Ministero dell’Istruzione precisa che, nel Protocollo d’intesa siglato con le Organizzazioni sindacali, non è previsto, né si è mai pensato di prevedere, un meccanismo di gratuità del tampone ai cosiddetti no vax.”

Scrivono proprio così: “cosiddetti no vax“. Come se una persona che sceglie liberamente sulla propria pelle di non vaccinarsi fosse necessariamente uno di quegli invasati che si riversa nelle piazze senza mascherina, o che vada a fare il leone da tastiera sui social network a offendere Burioni.

Io non sono un no vax. L’ho sempre detto. Viva i vaccini, per chi se li può permettere. Ma mettiamo il caso che i miei medici (sì, perché ne sto consultando più di uno) mi dicano “Guardi, lei può fare questo o quel vaccino, ma sappia che ha questi rischi, magari lievi o moderati“, siamo solo io e la mia coscienza a stabilire se vogliamo assumerci o no quei rischi. Nessun altro. Sono un no vax? Ho dei colleghi Testimoni di Geova che si rifiutano di vaccinarsi per motivi etici o religiosi. Discutibili quanto volete, ma sono motivi loro. Non possono costringerli a farsi il vaccino se Geova non vuole, giustamente, ma nemmeno possono obbligarli a farlo facendogli spendere 2400-4000 euro in un anno. Sono no vax? Non mi pare. La libertà religiosa è ancora un valore a casa mia. E anche nella Costituzione.

Ma proseguiamo nella lettura:

“Il Protocollo prevede, invece, una corsia preferenziale per il personale che deve ancora vaccinarsi, dunque una intensificazione della campagna vaccinale.”

Ho già detto quello che ne penso delle corsie preferenziali. Mi fanno paura e non le voglio. E non voglio nemmeno le separazioni di genere. Ci sarà certamente l’invasato che non si vaccina tanto si fa il tampone ogni due giorni e quello glielo paga lo stato, ma c’è anche chi ha bisogno, e non solo di tamponi, ma anche di vaccini, e subito. E creano una “corsia preferenziale” per gli insegnanti? Ma cosa sono, i taxi del centro città?

Ma il documento prosegue:

“Il Protocollo, poi, ricalcando quanto disposto già oggi dalle norme vigenti, consente alle scuole, sulla base di un preventivo raccordo istituzionale con il Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, di ‘effettuare tamponi diagnostici al personale mediante accordi con le Aziende Sanitarie Locali o con strutture diagnostiche convenzionate'”

Perfetto, vorrei solo sapere QUALI sono questi esami diagnostici (tampone rapido? Molecolare? Salivare?) e CHI li paga (il SSN? La scuola? Il Ministero?).

E conclude:

“L’obiettivo è duplice: continuare a contrastare la pandemia, soprattutto attraverso la vaccinazione, e dare supporto ai più fragili, ovvero a chi non può vaccinarsi per particolari motivazioni che saranno ulteriormente indicate negli accordi con le Aziende Sanitarie Locali, in raccordo con il Ministero della Salute.”

Dare supporto ai più fragili“, benissimo, ma io, queste “particolari motivazioni“, che evidentemente sono solo mie e non possono essere stabilite a tavolino dai suddetti “accordi con le Aziende Sanitarie Locali” a chi le notifico? Chi è il padrone dei miei dati sensibili, della mia salute, delle mie patologie, se non io stesso?

Ci sarà, comunque, da vederne delle belle. Ma gli conviene?