L’Ecuador accorda l’asilo politico a Julian Assange

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Screenshot da www.corriere.it

L’Ecuador, l’Ecuador, si fa presto a dire l’Ecuador, uno non sapeva neanche che esistesse l’Ecuador, capitale Quito, per l’esattezza, e adesso eccolo lì sulle prime pagine di tutti i giornali.

Sissignori, l’Ecuador, che è uno Stato sovrano, la cui indipendenza è regolarmente riconosciuta, ha fatto una cosa che ogni Stato sovrano dovrebbe essere in grado di fare (se no che sovranità ha??): ha concesso discrezionalmente asilo politico a una persona.

Nobile intento, si dirà, ma quando questa persona è Julian Assange, la gente comincia a storcere un po’ la bocca da una parte. Sì, è vero, esiste il diritto alla libera autodeterminazione dei popoli, ma questo Ecuador adesso cosa c’entra? Perché non si fa un po’ gli affari suoi invece di andare a rompere le scatole a mezzo mondo e concedere rifugio per motivi politici a uno che deve rispondere di reati di tipo sessuale in Svezia e che potrebbe essere estradato lì da Londra, ma poi lo vogliono gli Stati Uniti e allora le cose si complicano.

E allora si cominciano ad arrestare i suoi supporter che protestano, si comincia a dire che Assange non sarà estradato in Ecuador da uomo libero. Ora i casi sono due, o Assange ì in stato di libertà o non lo è. Se lo è bisognarebbe che qualcuno ci spiegasse cortesemente com’è che non può essere estradato o andare dove vuole, ad esempio all’ambasciata ecuadoregna; se invece non lo è, allora ci spieghino cortesemente com’è che è riuscito a raggiungere una sede diplomatica straniera in territorio britannico senza che nessuno se ne accorgesse.

E qualcuno dirà che oggi ci mancava solo l’Ecuador!

Fallito in Ecuador il colpo di stato contro il Presidente Correa. Ma perche’, esiste l’Ecuador?

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Si è appena concluso un colpo di stato in Ecuador, con la liberazione del Presidente Correa che, commosso ed esultante, ha annunciato l’arresto dei poliziotti che hanno miseramente fallito il tentativo della sua destituzione.

La gente non sa nemmeno dove si trovi, l’Ecuador, quale sia la sua capitale, che lingua si parli in quella nazione, cosa sia il quechua e quali siano eventualmente le nazioni confinanti.

Si dànno notizie di una gravità estrema ed allucinante a un’opinione pubblica sbarellata dall’ignoranza, che è da sempre il primo pretesto della presunzione.

"Ah, sì, l’Equatore, quello che taglia in due la terra!"

A parte che la linea dell’Equatore non taglia in due proprio niente, si comunque di una Nazione, non di un parallelo immaginario.

Il mondo va a farsi benedire e noi non sappiamo niente.