Il bikini di Maria Elena Boschi

I social network fanno male ai politici, questo lo si sapeva già. Ma usare il corpo per la politica è un gesto inutile e dannoso che fa solo male a chi si mostra e a chi lo usa. Il corpo è qualcosa di personale, di intimo. Mostrarlo, da parte di un politico, per ottenere clic, commenti (quasi tutti negativi, oltretutto), like e tutto quanto fa social è segno di estrema debolezza e di pochezza di argomenti. Ci eravamo abituati alle esibizioni di Salvini in costume in piscina o al mare, oggi abbiamo avuto il piacere (piacere?) di vedere Maria Elena Boschi in bikini assieme ad altre tre amiche di cui oscuro il volto nella foto per pietà in uno scatto messo in calce a un intervento sull’ennesima politica di Salvini, che la Boschi chiama, non senza una dose di ironia, Capitan Fracassa. Lo scatto, se ci fate caso, non c’entre niente (ma proprio niente) con il testo del tweet, e questo basterebbe a qualificarlo come inopportuno. E poi c’è il bikini, lo scatto ripreso in spiaggia, dove la Boschi stava trascorrendo un periodo di vacanza con le sue amiche e ci verrebbe anche da dire che saranno sacrosanti affari suoi. Si mostra, la Boschi, lei che in passato aveva detto che avrebbe voluto essere apprezzata per le “riforme” e non per le “forme”. Si mostra come fa lo stesso Salvini, né più né meno, ma, appunto, il problema di Boschi e Salvini è che sono dei politici, rappresentano, per volere della Costituzione, nel bene o nel male, che lo si voglia o no, il popolo italiano (anche chi non li ha votati). E queste esternazioni raggiungono un grado di maggiore gravità quando il sessismo, ovvero la rivendicazione del primato di un sesso sull’altro, viene proprio da una donna. Che, per carità, ha tutto il diritto di mostrarsi in bikini ai suoi potenziali elettori o ai suoi followers su Twitter (followers che, lo ripeto, sono formati soprattutto da persone che sono disposte a dare per prime uno schiaffetto morale alla Boschi e a criticarla duramente, piuttosto che da un mare di “fans”). Ma allora che lo faccia in privato, che dia un segnale di pudore e di castità della politica, gliene saremmo tutti estremamente grati. Postare una foto in bikini per affermare di non essere una mummia politica è un gesto volgare e di dubbio gusto che non ha senso di esistere se non in una visione politica deformata, che fa dubitare moltissimo del fatto che per certe persone valga prima l’interesse del Paese che le ambizioni personali.

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Un uomo solo al comando

Salvini vuole:

  • provocare la crisi di governo (e ci riesce benissimo, visto che è compito suo) e determinare le dimissioni del Presidente del Consiglio (che non è lui);
  • fissare la discussione della Conferenza dei Capigruppo al Senato (prerogativa del Presidente del Senato) e la data della discussione della mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio (che non spetta a lui);
  • la sfiducia all’attuale esecutivo (che spetta al Parlamento o a uno solo dei suoi due rami);
  • lo scioglimento immediato delle Camere (compito del Presidente della Repubblica);
  • l’indizione di nuove elezioni gestite dal Viminale di cui lui, fino a prova contraria, è Ministro;
  • la nomina plebiscitaria a Capo del nuovo Governo (prerogativa anch’essa del Presidente della Repubblica).

Un uomo solo al comando. L’ultimo di cui ho notizia era Fausto Coppi. Il primo tentò di scappare su un camion vestito da tedesco.

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Matteo Salvini e Elisa Isoardi si sono lasciati (e ora come ci siete rimasti?)

La notizia è di quelle che fanno gridare, già vorremmo correre lieti ad addobbare i nostri veroni ma siamo frenati da una sorta di infantile pudore che ci fa riflettere: Salvini e la Isoardi si sono lasciati. Anzi, probabilmente lo ha lasciato lei, ma non stiamo lì a sottilizzare. Lei devo dire che è stata molto delicata: ha postato su Instagram un particolare di una foto della loro vita intima, ringraziando lui di tutto il tempo speso insieme. Un gesto gentile e di una certa qual leggerezza affettiva, non c’è proprio che dire. Lui, che nella foto mostra solo un braccio, non ha obiettato. Probabilmente gli è stata bene questa spettacolarizzazione della loro vita intima, questo mettere in mostra su un social network l’amore che fu, e sigillare così, consegnandolo alla sfera dell’oblio (ma anche al perenne e costante ricordo telematico) una storia che si presume d’amore. Almeno finché è durato.

Perché tutto questo?? Perché questa assenza totale di vergogna e di pudore, nonché di imbarazzo, e questo senso di importanza essenziale della notizia, come se davvero fosse qualcosa da cui dipende il mondo intero, degna di essere riportata su tutti i giornali? Ebbene sì, anche Salvini ha una privacy. E contina ad esserci gente che si lascia senza nemmeno farsi un selfie.

Dell’amore che fu restano ormai solo pochi pixel.

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Il prossimo presidente del consiglio potrebbe essere un non laureato

Giuramento_Mattarella_Montecitorio

Se c’è qualcosa di buono che ci ha lasciato il risultato dell’ingovernabile kermesse elettorale di domenica scorsa, è senza dubbio la sconfitta del PD, con le conseguenti dimissioni di Renzi e la sua purtuttavia non scontata scomparsa dalla scena politica italiana (visto che è stato eletto come senatore e che potrà continuare a fare danni anche a Palazzo Madama, cioè nella stessa sede che lui voleva abolire con il referendum del dicembre 2016). Quello e basta. Non c’è da esultare né per il risultato plebiscitario del Movimento 5 Stelle (che adesso dovrà governare, se gli riesce) né per quello a puzzle e raffazzonato del centro-destra (il quale dovrà governare anche lui, se Mattarella gli darà l’incarico) che ha visto Salvini diventare capo della coalizione, e insomma, Salvini, no, dico Salvini, è un’ipotesi che non si affronta proprio.

Il prossimo sarà anche il governo dei diplomati. Luigi Di Maio, se verrà incaricato di formare il nuovo governo con mandato pieno, governerà dall’alto del suo diploma di liceo classico. Diploma di liceo classico anche per Matteo Salvini (no, dico Salvini), mentre la Meloni, visto che prima delle elezioni aveva dichiarato di voler ambire allo scranno di Palazzo Kitsch, può esibire il suo diploma di liceo linguistico. Nessuna laurea in vista. Io credo che chi mi governa debba essere migliore di me (ci vuol poco) e se ci sono riuscito io a conseguire uno straccio di laurea possono farlo tranquillamente anche loro. Ma è proprio così disdicevole augurarsi un titolo di studio per chi avrà delle responsabilità di governo? E pare proprio così brutto studiare per avviarsi alla carriera politica? Niente obiezioni. Sono solo elezioni.

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