La figlia di Beppe Grillo segnalata alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti

La figlia di Beppe Grillo, Luna, è stata fermata e pare abbia consegnato spontaneamente alle forze dell’ordine un quantitativo di cocaina per uso personale.

Per questo motivo, come d’obbligo, è stata segnalata in Prefettura come “consumatrice di sostanze stupefacenti”.

E’ una delle tante procedure da medioevo che abbiamo in Italia, e che non fa altro che dare pane ai denti dei giornalisti, quegli stessi giornalisti che rivendicano una stampa libera e indipendente (con i contributi pubblici!) e si indignano perché la Lega Nord ha fatto loro lo sgambetto sul decreto di riforma del reato di diffamazione.

E’ ovvio che l’attenzione è sviata. Si colpisce, mettendola sui giornali, la figlia di Beppe Grillo per insinuare qualcosa sul padre, come se padre e figlia fossero la stessa persona.

Ma quello che non si dice è che abbiamo un sistema giuridico e giudiziario al collasso per cui se detieni un certo quantitativo per uso personale di cocaina vieni segnalato alla Prefettura, fermo restando che non si tratta di un reato, mentre se fai un uso smodato di alcol, anche se ti fermano non vieni segnalato alla Prefettura come consumatore abituale di una sostanza stupefacente (non ci sono dubbi che l’alcol lo sia, viene segnalato sulla tabella ufficiale delle droghe dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) e si aspetta che accada il danno irreparabile per poter prendere dei provvedimenti. Che so, che uno vada a schiantarsi contro qualcun altro e lo ammazzi.

Ma l’alcolismo non fa notizia come la figlia di Beppe Grillo. Perche’ se la figlia di Grillo tira di coca piu’ o meno abitualmente magari hai la possibilita’ di mettere in cattiva luce il padre, mentre se qualcuno beve non si ha la possibilita’ di sputtanare nessuno.

E’ l’informazione, bellezza.

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L’ultima puntata di “Vieni via con me”

Hanno ragione Cetto La Qualunque e Beppe Grillo.

Cetto la Qualunque ha ragione quando dice che una evento televisivo-culturale è bellissimo alla prima puntata, interessante alla seconda, sopportabile e passabile alla terza, ma alla quarta puntata ti fa spaccare i cogghiùna.

Beppe Grillo ha ragione da vendere quando dice che il format della trasmissione "Vieni via con me" con Fazio e Savio è di proprietà di Endemol, che Endemol è di proprietà di Mediaset e che il banco vince sempre, e l’illusione di avere una TV alternativa a quella di regime è, appunto, un’illusione, perché "Vieni via con me" è una trasmissione di regime, in cui il tornaconto è sempre e comunque quello del Presidente del Consiglio.

Come ogni copia di "Gomorra" venduta, del resto. Almeno finché Saviano continuerà a pubblicare per la Mondadori.

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Scrivono senza vergogna, ripubblico senza commento – Marco Travaglio

"Penso che sia abbastanza imbarazzante e umiliante dover ribadire e ripetere che non si fanno gli attentati, che non si picchia la gente, che non si distrugge la faccia di nessuno, neanche del tuo peggiore nemico, che la violenza ripugna chiunque abbia la testa sul collo, che non è in quel modo lì che si combatte la battaglia politica: queste sono cose talmente banali che, ovviamente, devono accomunare tutte le persone che non abbiano perso completamente il bene dell’intelletto, ma è bene ripeterlo che quello che è successo ieri deve essere, ovviamente, censurato e riprovato, riprovato nel senso della riprovazione ovviamente, non nel senso del riprovare. "

(da: "Passaparola" del 14 dicembre 2009)

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Ecco chi ha “clonato” il blog di Beppe Grillo

Beppe Grillo è infuriato, dice che gli hanno clonato il blog.

In effetti qualcuno si è preso la briga di registrare il dominio beppegrillo.tv in cui ha raccolto scritti e video del comico genovese, costellandolo di pubblicità, popup, triccheballache e stratagemmini vari.

Il sito che fa capo al dominio www.beppegrillo.tv è stato successivamente hackerato

e attualmente è nell’occhio del ciclone per la denuncia che Grillo ha sporto contro ignoti, con la richiesta di oscuramento del sito.

Penso che non ne caverà un ragno dal buco. Ecco i dati dell’utente (sicuramente un nome fittizio) che ha registrato beppegrillo.tv. Basta una ricerca su un qualsiasi Whois americano per risalire a questi dati, per cui querela contro ignoti un paio di balle.

Dubito anche che la magistratura italiana possa fare qualcosa per un reato commesso negli Stati Uniti, sempre ammesso che di reato si tratti.

Più dura ancora mi pare la procedura civile avviata per l’acquisizione del dominio in questione che, tra parentesi, non si sa quando scada.

 
  DOMAIN: BEPPEGRILLO.TV
 
  RSP: iDotz.Net – Domain Name Registration Service
  URL: http://www.idotz.net
 
  owner-contact: P-HHP224
  owner-organization: Hernando Pereira
  owner-fname: Hernando
  owner-lname: Pereira
  owner-street: 119 Rockland Center
  owner-city: Nanuet
  owner-state: NY
  owner-zip: 10954
  owner-country: US
  owner-phone: +17604958214
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  owner-email: marbaluga@outgun.com
 
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Beppe Grillo – Il calendario dei Santi Laici 2010

È necessario portare il nostro cuore in miniera. Una miniera profonda,
piena di testimonianze, di diamanti che brillano. Per scendere nelle sue viscere bisogna avere il cuore appresso, come una lanterna. Nei suoi lunghi cunicoli, per tutta la sua estensione, ci sono i Santi Laici. Santi più per caso che per propria volontà. Talvolta un diamante, un Santo Laico, torna in superficie, ma la sua luce offende i nostri occhi. Non sono più abituati a Giorgio Ambrosoli, Giuseppe Impastato, Rosario Livatino, don Peppe Diana. I Santi Laici sono il nostro specchio oscuro. Centinaia e centinaia di vittime. Ognuno a modo suo, spesso inconsapevole, sempre temerario, ha perso la vita per una idea di Stato che forse esisteva solo nella sua coscienza. Ascoltare le loro voci, leggere le loro storie e continuare a vivere nell’indifferenza di un Paese consegnato ai suoi peggiori istinti è difficile, per molti impossibile. Meglio cancellare le loro esistenze, le loro testimonianze civili dietro la facile definizione di “eroi”. Un eroe è un individuo eccezionale. Tutti noi, cittadini comuni, la regola che viene confermata dall’eccezione. Nella miniera c’è però una luce sempre più forte. Quella di Paolo Borsellino. Un diamante seppellito insieme ai motivi del suo assassinio. Vicino a lui, un’agenda rossa che forse farà luce nel buio senza stelle di questa Italia.

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Ripristinato l’account YouTube di Beppe Grillo



Dunque con Beppe Grillo YouTube ha fatto marcia indietro e ha riattivato la visibilità del canale "staffgrillo".

Alleluja!

Secondo quanto riferito dal comico sarebbero stati in 14.000 ad aver inviato una mail di protesta a David Letterman, che si è visto "investire" in poche ore da una serie di invii che riportavano, più o meno, questo testo:

Dear David Letterman,
CBS has asked YouTube to remove a video published by Beppe Grillo related to your interview to the president Obama because of infringment of copyright.
The result is that all the 419 video published and linked on the first Italian blog (www.beppegrillo.it) have been removed.
The video had been subtitled into Italian to underline the freedom of the information in the USA.
I ask your intervention on Cbs to eliminate its request.
Italy is 73rd on the rank for freedom of the information. Help us not to worsen.

Il tutto, per fortuna, è rientrato. Anche se non consiglierei mai a Beppe Grillo di fidarsi ulteriormente di YouTube.

Ma il punto è un altro. Cosa sarebbe accaduto se a essere "segato" fosse stato l’account di un Pinco Pallino qualsiasi, che magari si è fatto un mazzo tanto per mettere in linea video di maggiore o minore interesse e che si è visto arrivare una sentenza definitiva passata in giudicato. Non certo da un tribunale della Repubblica, perché lì esiste ancora il diritto alla difesa, ma dal Tribunale degli algoritmi sofisticatissimi di YouTube (Google) che quando ti trancia qualcosa lo fa senza alcuna possibilità di appello?

In altre parole, che cosa sarebbe accaduto se non ci fosse andato di mezzo uno che si chiama Beppe Grillo e che non ha un cazzo di nessuno, tutt’al più un paio di amici, che scrivono al giornalista della CBS di turno?

Ogni tanto penso che i poteri fiorti non stiano solo a Palazzo Grazioli.
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Vanda Grassi annulla la tessera di iscrizione al PD di Beppe Grillo e strizza l’occhio all’UDC

La sottoscritta Vanda Grassi, in qualità di Presidente della Commissione Provinciale di Garanzia del PD di Avellino, vista la presentazione da parte del Coordinatore del Circolo di Paternopoli della richiesta di iscrizione al Pd del sig. Grillo Giuseppe per l’anno 2008/09, vista la delibera della Commissione Nazionale di Garanzia il cui parere è di per sé vincolante per tutte le Commissioni di garanzia ai diversi livelli, acquisito il parere preventivo da parte della Commissione Provinciale di Garanzia del PD di Avellino, respinge la richiesta di cui sopra, impegnando il Coordinatore del Circolo di Paternopoli, Andrea Frogione, all’immediata restituzione della quota di tesseramento versata dall’interessato.

Mi sono divertito a cercare notizie su questa Vanda Grassi, e ho scoperto sul sito "Irpinia on Line" che questa Angela Merkel de noàntri sta già programmando l’alleanza con l’UDC e, quindi, sappiamo benissimo, qualora avessimo bisogno di conferme, che razza di scelta di direzione sta facendo il Partito Sedicente Democratico. Il problema non è Beppe Grillo in quanto Beppe Grillo, il problema è che questa gente vuole andare con De Mita.



La gravità del respingimento della tessera del Partito Democratico a Beppe Grillo è seconda solo alla decisione del comico di candidarsi nelle sue liste.

"Due miserie in un corpo solo." (Giorgio Gaber, Qualcuno era comunista…)

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