Chi ha paura di Beppe Grillo o l’abitudine di far cassate a Livorno

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Presentazione del volume "Chi ha paura di Beppe Grillo"  di Edoardo Fleischner, Emilio Targia e Federica De Maria. Interviene: Edoardo Fleischner. Livorno, 15 luglio 2008.

(Ragazzi, io lo redistribuisco, ma vi giuro che a Livorno non avevo mai visto tante cassate messe insieme…)

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Nanni Moretti: perdiamolo di vista!

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"(Gli) irresponsabili organizzatori (hanno) sporcato tutto oscurato con gli interventi di Grillo e della Guzzanti gli obiettivi dell’evento e persino la stagione dei movimenti del 2002, che era un’altra cosa. Noi facevamo politica e non antipolitica. Eravamo associazioni di persone nate fuori dai partiti che però volevano dare una delega ai partiti della sinistra che erano ancora sotto choc per la sconfitta del maggio 2001. Questa è la verità, anche se di noi alcuni giornali hanno fatto una caricatura, io stesso sono stato rappresentato così e pazienza. (…) Sono davvero molto avvilito e mi dispiace che in questo disastro sia stata coinvolta una persona come Rita Borsellino. È’ stato ascoltando il suo discorso per radio che ho deciso di affacciarmi in piazza l’altro giorno, pur non avendo aderito all’iniziativa come mi era stato chiesto. Ma quando sono arrivato ha subito attaccato a parlare Beppe Grillo e sono andato via immediatamente. Sarei anche curioso di capire come abbia reagito la gente di fronte a quelle banalità offensive. Come si fa ad invitare Grillo, che ha insultato tutto e tutti allo stesso modo, "topo gigio, psiconano" ma cos’è? Devo ridere, che roba è?" (…)

Così parlò Nanni Moretti.
Il regista della "delega ai partiti della sinistra" ha deciso di dire qualcosa di destra e di dirla nel peggiore dei modi possibili,  rivelando la sua assoluta mancanza di senso della satira (cosa di cui non c’era il benché minimo dubbio), ma soprattutto scandalizzandosi per espressioni come "topo gigio" o "psiconano" e non dicendo niente, ma proprio niente, su quanto Berlusconi e i suoi compagni stanno facendo per distruggere il paese.

Nanni Moretti ha il prosciutto sugli occhi, è complice di una sinistra delegante e proprio per questo autodistruttiva, incurante della piazza (lui che in piazza c’era andato per dire "Non perdiamoci di vista!"), è l’altezza che non si cura della base, e per questo il quadrato non quadrerà mai.

E’ grazie a gente del genere che ci meritiamo Veltroni. O Berlusconi.

Perdiamolo di vista

Il filmato e l’audio della manifestazione “No-Cav” dell’8 luglio

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Con qualche ora di ritardo sui tempi di marcia preventivati eccovi il video e l’audio della manifestazione contro le leggi-carogna dell’8 luglio in Piazza Navona, a Roma.


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Sabina Guzzanti fa a pezzi la Carfagna e il papa. E Di Pietro si dissocia (sul papa)

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Sabina Guzzanti non mi piace come comica.

Sì, va bene, se vogliamo è una donna gradevole, ma tendo a non darle troppa importanza.

Ha fatto una trasmissione in TV per cui è stata cacciata e da mediocre imitatrice e sedicente comica è stata trasformata in capro espiatorio, seguendo la sorte di Enzo Biagi e glorianosene spudoratamente e ingiustamente.

Oggi ha fatto un intervento sulla Carfagna al No-Cav-Day:

"A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t’ha succhiato l’uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio".

Non c’è niente di comico in tutto questo, è la pura verità e sulla verità non c’è mai (quasi) niente da ridere.

Poi se l’è presa col papa e Di Pietro si è dissociato.

A quell’uomo manca completamente il senso dell’umorismo. Però si vede che almeno sulla Carfagna era d’accordo.

La scure di Forbice sugli “allocchi”

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Aldo Forbice è un giornalista che conduce la trasmissione radiofonica “Zapping”.
Il 29 aprile scorso, a un ascoltatore che gli chiedeva come mai il servizio pubblico non si fosse occupato delle migliaia e migliaia di cittadini che sono andati a firmare ai referendum del V-2 Day del 25 aprile, senza darne minimamente notizia in apertura dei telegiornali e delle principali testate di informazione.
Da persona squisita e disponibile quale è, Forbice ha dato degli “allocchi” a quanti “stanno a sentire ancora le cretinate di Grillo“, liquidando l’ascoltatore in 41 secondi di intervento.

Diventerà direttore della RAI, un giorno, visto che è già stato insignito del titolo di commendatore della Repubblica (il Presidente Ciampi, che possa campar mill’anni, non sempre le ha azzeccate tutte).

Nel frattempo ecco la mail inviatami per conoscenza da Frengo detto Lu Cumpare (ormai mi scrivono tutti, hanno preso questo piccolo blog come uno sfogatoio sul servizio pubblico e li ringrazio, ma vorrei continuare a occuparmi di cazzate come ho sempre fatto). Sotto troverete la mia, che, come vedete, ricalca uno stile certamente diverso (il mio “Compare” è molto più diplomatico di me…)

Caro Forbice,

finalmente il 29 aprile scorso lei ha pubblicamente dismesso il suo tradizionale aplomb britannico, col quale mirabilmente conduce “Zapping” verso porti tranquilli (e soporiferi)…

E’ bastato che le telefonasse un ascoltatore firmatario del referendum proposto da Beppe Grillo, perche’ il suo senso di democrazia e il suo cospicuo curriculum vitae in formato pdf scaricabile… andassero a farsi benedire.
Cos’e’ Forbice… e’ stato punto sul vivo? C’e’ qualcuno che osa mettere in discussione una rispettabilissima categoria di professionisti e un Albo professionale nato in epoca fascista?

Le diro’ che non ho fatto in tempo ad andare a “spiare” le dichiarazioni dei redditi improvvidamente pubblicate dal ministero dell’economia: mi sarebbe piaciuto vedere quella
di Grillo, certo, ma anche quella sua e di tanti altri suoi colleghi che da decenni ci prendono impunemente per il culo. Ma non e’ questo il punto, caro Forbice.
La dichiarazione dei redditi di Grillo la lascio volentieri alle sue ironie; si e’ capito, ascoltandola, che non aveva altri argomenti per ribattere al suo ascoltatore.
Per un attimo, punto sul vivo (e immagino bene in quale parte… ) lei ha dimenticato forse di lavorare per un servizio pubblico, di percepire un compenso (immagino anche di quale entita’…) che viene pagato annualmente dai contribuenti… buona parte dei quali “allocchi che stanno a sentire ancora le cretinate di Grillo”, per usare le sue testuali parole…

Bell’esempio di giornalismo il suo… liquidare come “allocchi” centinaia di migliaia di italiani che hanno gia’ firmato un referendum che e’ l’unico vero atto di democrazia
che ci e’ rimasto. Complimenti.

Non saprei dire, caro Forbice, se e’ vero che fare il giornalista e’ meglio che lavorare… di sicuro e’ sacrosanto cio’ che afferma il suo collega Travaglio: in Italia la
stampa e’ il cane da compagnia della politica.

Un pizzico di vergogna non guasterebbe, mi creda… giusto per scendere ogni tanto dai piedistalli.

Con i miei migliori saluti

Franco Probi
Spoltore (PE)

Caro Forbice,

sono uno degli “allocchi” che ha ascoltato la Sua trasmissione, nei primi anni in modo costante e persino entusiastico (vede “giudizio human come spess’erra”?), poi sempre più distratto dai suoi continui inviti agli ascoltatori a stringere i tempi dei loro interventi, col suo fare scocciato prima ancora che imbarazzato.

Ho anche firmato ai referendum proposti da Beppe Grillo. Non tanto perché mi stia particolarmente simpatico (anche se a tratti è vero) ma perché ho sempre creduto che un
atto di democrazia diretta ogni tanto non faccia male a nessuno. E certo non farebbe male nemmeno a Lei.

Quanto alla sua mancanza di argomenti, basti solo fare cenno alla sua osservazione per cui semplicemente cliccando sul blog di Beppe Grillo gli si darebbero dei soldi, ci spieghi allora quanti soldi arrivano a “Zapping” per i clic degli ascoltatori, visto che da quanto mi risulta ha una pagina web che viene sempre citata in trasmissione, forse perché è di tendenza farsi belli con Internet e altrettanto imbarazzante ammetere di non capirci niente come Lei ha dimostrato.

Inutile dirle che ha perso un ascoltatore.
Per Lei sarà poco male, certo.
Per me, invece è un bene immenso, perché credo che evitare di ascoltarLa sia un gesto non solo di democrazia esercitata, ma di conoscenza conquistata, se l’informazione è quella che Lei degnamente rappresenta.


Valerio Di Stefano

Certo giornalismo rosetano

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A Roseto, dove abito, c’è un meetup dei cosiddetti “Amici di Beppe Grillo”.

A parte il fatto che hanno scritto “inpicciarsi” con la n riportando una citazione di Paul Valéry, stanno cercando di fare qualcosa.

Ho scritto oggi un piccolo intervento per loro, e lo riporto qui, anche se ai non rosetani potrà sembrare inutile e ridondante, ma, come si suol dire, chi se ne frega.


Tra il giornalismo che dovrebbe essere combattuto con le stesse ragioni della raccolta delle firme dei tre referendum del 25 aprile ci dovrebbe essere quello tipicamente rosetano a cui siamo stati assuefatti (più che abituati).

A parte i giornalisti che scrivono sulla cronaca locale de “Il Centro” e che oramai hanno completamente abdicato alla loro funzione di persone al servizio dei cittadini per essere esclusivamente megafono della politica (basti guardare la faziosità con cui è stato trattato l’affaire Teleco, con particolare riguardo ai risvolti giudiziari che sono stati regolarmente taciuti, e per fortuna che il giornalista più in vista della nostra cittadina sta per sostenere un esame di diritto penale -così magari dopo saprà di che cosa parla quando scrive-).

A parte questi casi pietosi, dicevo, ci sono quei giornaletti gratuiti che il giornalaio mi regala ogni domenica, quelli pieni di pubblicità, realizzati graficamente male e scritti peggio, quelli con con gli auguri alla nonna che compie settant’anni, al nipotino, alla fidanzata, alla coppia di sposi per l’anniversario di matrimonio. Insomma, quelli che contengono tutto meno quello che dovrebbero contenere, l’informazione.

Nello scorso inverno una cordata di giornalisti ed editori (tra cui quello del Centro di cui sopra, e l’ineffabile “Eidos”) pubblicarono il calendario della casalinghe rosetane (cosa non si farebbe per farsi sbattere in prima pagina! -o per farsi “sbattere” tout-court-…). Il direttore di “Eidos” prima non si rifiutò, poi si indignò, poi si dimise. Straordinario esempio di coerenza.

E il sito del Verdi? Quello che faceva la rassegna stampa, che avrebbe dovuto denunciare gli abusi, le colate di cemento e il degrado del patrimonio naturale?? Provate a collegarvi su www.verdiroseto.it e troverete che la home page è… broken, cioè “rotta”, cioè non rimanda a nessuna delle risorse interne che sono, quindi, inutilizzabili.
Un altro bel servizio all’informazione locale da parte di politici che, poi, non esitano a chiedere il voto dei cittadini.

E come dimenticare quel www.roseto.com, nei cui forum la gente continua a parlare di basket (cioè di quello che non c’è più), continua a scannarsi, ma soprattutto continua a non scrivere nulla di interessante che non sia qualche insulto o qualche copia e incolla fatto da qualche altro sito?

Insomma, speriamo che venga spazzata via questa ondata di immondizia giornalistica e di pressappochismo web.

Per quanto mi riguarda ho un sito-blog che viene visitato ogni giorno da 4000 persone, scrivo quello che voglio e vivo felice.

Non ci resta che Massimo!

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Beppe Grillo è una brava persona che ogni tanto ne canna qualcuna.

E questa volta ha sbagliato, ma di brutto, a linkare un filmato su DioTubo sul suo blog.

Nel filmato ci sono varie fotografie di Massimo Troisi e una voce di sottofondo che gli fa l’imitazione per parlare del V2day, il “Vaffanculo Day” in programma per il prossimo 25 aprile.

Odio chi fa l’imitazione dei morti.

Come quelli che insistono a imitare Corrado e dicono ancora “eeeeeh… oooohhhh…”.
Come quelli che insistono a imitare Wojtyla e dicono “Cari fratelli -ell -elli elli…” facendo l’eco di Piazza San Pietro all’Angelus domenicale.

Stavolta non c’è solo una imitazione, per di più fatta male, no, stavolta c’è Beppe Grillo che, linkando il video, gli dà una cassa di risonanza che neanche la coda di un pianoforte Steinway and Sons o un Guarnieri del Gesù.

Il filmato, per dovere di documentazione, ma con severa ammonizione, è raggiungibile al link
http://it.youtube.com/watch?v=xlRjbfaRkDk
mentre il post di Beppe Grillo è qui:
http://www.beppegrillo.it/muro_del_pianto/politica/#002556
(ancora per un po’).

E Massimo Troisi non lo deve toccare nessuno, porca puttana, nessuno.

Gli amici romani di Beppe Grillo e le loro idiosincrasie sul copyright

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La lista degli “Amici di Beppe Grillo” di Roma, di cui vi ho dato qualche ragguaglio in uno dei post precedenti, non vincerà mai le elezioni amministrative.

Ma non certo perché Rutelli ne farà un sol boccone, anche se è vero, ma perché appare più come una sorta di Armata Brancaleone piuttosto che come il gruppo dei bravi cittadini indignati che si uniscono tra di loro per dire “ora basta!”.

Sono giovani, indubbiamente pieni di entusiasmo e volontà, ma dimostrano di non averci capito nulla.

Di più, dimostrano di aver capito anche troppo bene come funziona la politica.

Nel loro sito (http://www.grilliromani.it) dichiarano di sostenere la battaglia per l’adozione di sistemi operativi e software open source nella pubblica amministrazione per risparmiare sull’acquisto delle licenze proprietarie, contro lo strapotere del copyright e contro la diffusione della conoscenza.
Però diffondono le loro foto mettendoci il loro bravo copyright (vedi sopra).

Allora uno che fa? Va a vedere i contatti relativi alla battaglia per l’open source, e scrive:


Caspita, parlate di Open Source e
mettete il Copyright alle foto sulla testata del sito web?? E va beh, tutto si può
fare, per carità, però…

E ovviamente la risposta arriva:


Ciao,non mi occupo della realizzazione del sito grilliromani.it , per cui non so che
cosa risponderti .Se hai consigli e/o osservazioni a riguardo, puoi scrivere al
webmaster del sito.

Hanno già imparato a passarsi la patata bollente tra di loro, hanno, in piccolo, la stessa mentalità scaricabarilistica dei loro colleghi più illustri.

Ed è solo l’inizio.

Beppe Grillo incontra i cittadini per sostenere la Lista Civica “Amici Beppe Grillo di Roma”

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Roma, 15 marzo 2008

(da: RadioRadicale, Licenza Creative Commons)

Puoi scaricare il video (.rm)

Oppure ascolta l’audio direttamente dal nostro lettore virtuale di MP3:

Beppe Grillo – Il giorno del rifiuto

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Sono in linea su www.valeriodistefano.com il video integrale e l’audio in formato MP3 della manifestazione "Il giorno del rifiuto" (Napoli, 23 febbraio 2008) con Beppe Grillo, Maurizio Pallante, Alex Zanotelli, Franca Rame (da: www.radioradicale.it -Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/).

Oppure ascolta l’audio della maifestazione direttamente dal lettore virtuale di MP3:

Addio a Beppe Grillo!

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(screenshot da www.repubblica.it)

Caro Beppe,

abbi pazienza ma non ti seguo più.

Che la gente, i movimenti, il pensiero critico, il Vaffanculo Day, le trecentomila firme raccolte in un giorno si trasformino in liste civiche comunali e che vadano a contaminarsi con quella cosa sporca che ostiniamo a chiamare politica, con il tuo "placet", con il bollino di trasparenza, e con la possibilità di usare il tuo nome, proprio non mi sta bene.

E non ci sto.

Non ho voglia di insinuarmi nelle piccole mafie del quartierino in cui partitidemocratici improvvisati, con la tassa di un euro per dare il voto alle elezioni primarie (sono già arrivati a farti pagare un diritto e nessuno se n’è accorto, anzi, sembra una cosa perfettamente normale), inquineranno l’entusiasmo della gente, quella vera, che finirà inevitabilemente per essere meno vera e un po’ più di palazzo.

Non aspettavano altro. Anche se non è vero qualcuno affermerà (anzi, "Repubblica" lo ha già affermato) che Beppe Grillo sta creando dei movimenti politici (e il solo fatto che sia disposto a dare loro il proprio nome per i giornalisti è più che una garanzia). D’Alema, Fini, Fassino e Mastella gongoleranno dicendo che "Ecco, Grillo voleva proprio entrare in politica, avevamo ragione noi" (Mastella ha aperto un blog solo per dire questo).
E qualcuno coglierà la preziosa occasione per farsi trascinare dal momento favorevole.

Preferisco non fare politica, ma se proprio sono costretto (e sono costretto!) preferisco farla attraverso un blog letto da un pugno di amici o di persone che mi vogliono bene (o che mi vogliono male, vedi tu), preferisco farla in una scuola in cui se vai a parlare di software libero, di open source e di risparmio per la pubblica amministrazione non capisce un accidente nessuno. Preferisco stare con i miei alunni e parlare con loro, e se proprio non studiano almeno avranno un luogo in cui poter stare, e capire che si può sempre fare qualcosa per stare meglio.

Per cui, caro Beppe, non chiederti per chi suona il Vaffanculo Day. Oggi suona per te.

Il V-Day e il perbenismo dei media

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Il V-Day di Beppe Grillo ha dovuto fare da damigella d’onore ai funerali di Luciano Pavarotti, evento mediatico più ghiotto e redditizio.
Diretta TV per le esequie del Maestro, primo piano per Bono, Jovanotti, Zeffirelli e compagnia cantante, pochissimi servizi, e per di più in differita, su migliaia di persone che scendevano in piazza per una proposta di legge.

Questa mattina l’evento è in prima pagina solo su "Repubblica" (che, però, ha già preannunciato l’uscita di un doppio CD Audio allegato al quotidiano, martedì prossimo, con tutte le operazioni discografiche nazional-popolari di Big Luciano, da "Vincerò!" (nessuno si ricorda più che la romanza si intitola anche "Nessun Dorma" ed è tratta dalla "Turandot" di Puccini, non importa che le cose vengano chiamate con il lor nome, importa che facciano piangere e svolazzare le Frecce Tricolori in cielo) a "O sole mio", da "E lucevan le stelle" alla "Mattinata" di Leoncavallo, e via chitarramandolinando.
Come dire, va bene la protesta popolare, ma non dimentichiamoci il vero motivo per cui andiamo in edicola.

Lo stanno ignorando, e quei pochi che lo apprezzano dimostrano un tiepido entusiasmo.
Cacciari e Michele Serra hanno parlato di "populismo" (il "populismo" è tutto quello che non ha nulla a che vedere con il "partitismo", è l’esatto opposto speculare del palazzo), Serra ha perfino scritto che "Vaffanculo" è una battuta più da Bagaglino che da Beppe Grillo.
Lo ha scritto lui, Michele Serra, che ha riempito di parolacce un supplemento osceno come "Cuore" facendolo passare per la vera satira della sinistra, il tutto appiccicato a "l’Unità", quotidiano che dell’idea del primo direttore (Antonio Gramsci) ha conservato solo il titolo.
Perché c’è pudore perfino nel pronunciare "Vaffanculo". I TG, quei pochissimi che se ne sono occupati, e non più di mezzo minuto nell’edizione principale, si sono fermati a un più impietosito "Vaffa", potere del pudore.

Qualcuno ha esposto un cartello con su scritto "Adesso ignorateci!"
Lo stanno facendo. A partire dai quotidiani. Questa mattina la versione web de "La Stampa" annunciava un contributo audio dal V-Day. Cliccandoci sopra si otteneva questo messaggio:

La signora Lucia Ricco, invece, lei, a firmare c’è andata. A 96 anni. E vaffanculo!

E’ bello sputtanare Beppe Grillo (ogni tanto)

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Nel accaldarsi della stagione estiva, ogni tanto, è bello anche fare le pulci a Beppe Grillo.
Nel blog del comico genovese (www.beppegrillo.it) è apparso di recente un file .pdf che raccoglie testi, risposte e dati su un giro di mail che Beppe ha spedito a tutti i nostri parlamentari per ricevere il loro pare in merito alla sua proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Parlamento Pulito”.
Il tutto è ben fatto e, soprattutto, molto esauriente. Fin troppo.
Il file, infatti, visto con il lettore di .pdf di Linux Ubuntu (versione 7.04) rivela di essere stato realizzato con Microsoft Word, software certamente proprietario e a pagamento della ben nota suite MS Office.
Eccone lo screenshot (si tratta della parte in alto a destra della prima pagina del documento):

 

Come vedete, la barra di color marrone in alto rivela l’evidenza del “misfatto”.
Non è grave, per carità. Se uno MS Office se l’è comprato ha il diritto a usarlo.
Ma, forse, per Beppe Grillo l’uso del prodotto della Microsoft potrebbe avere due ripercussioni: la prima è che nei suoi spettacoli si sente parlare sempre più di “Open Source” e di tutto ciò che vi è correlato. La seconda è che Office di Microsoft ha un costo, mentre OpenOffice (che, pure, realizza benissimo file di tipo .pdf, grafici, istogrammi e quant’altro) è gratuito.
E questo per un genovese è roba da suicidio.
Non me ne voglia Beppe. E’ bello bacchettarlo su queste piccole cose.
Speriamo che il suo “Vaffanculo Day” possa avere delle risonanze anche a favore del mondo Open Source, ce n’é tanto bisogno.

Ah, se volete scaricare il file di Beppe dalla sua posizione originale potete trovarlo qui.

Il “Vaffanculo Day” (V-Day) di Beppe Grillo

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L’8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.

da: www.beppegrillo.it