Matteo Salvini a processo! (Un’altra volta…)

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Et voilà, Salvini l’a pris en tasque une autre fois! C’est l’unique question.

Il Senato ha concesso l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’interno per il caso Open Arms. Determinanti sono stati i voti di Italia Viva, ma questo non importa. L’importante è che Salvini affronti e si difenda in un regolare processo dalle accuse rivoltegli.

In fondo il Senato non era tenuto a pronunciarsi sul fatto che fosse colpevole o meno, ma se il suo operato sia stato svolto o no nell’esclusivo interesse dello Stato. E il Senato ha detto di no. Quindi si faccia processare come qualsiasi altro cittadino.

E non è che mi interessi molto il fatto che Salvini possa essere condannato (se gli venisse comminata una pena superiore ai 2 anni scatterebbe per lui la Legge Severino, che prevede la decadenza da senatore e la successiva ineleggibilità, mi interessa solo che la giustizia faccia il suo corso e che vada a dirlo ai giudici, e non a Twitter, che lui ha semplcemente fatto il suo dovere che che il governo che rappresentava era d’accordo con lui.

Perché dire che gli è stato fatto un favore, che tornerebbe a fare quello che ha fatto e (pensate!) che TORNERA’ a farlo, è solo un atteggiamento che gli permetterà di guadagnare un pugno di follower sui social network, non di essere assolto in un’aula di giustizia.

E’ stata una strategia politica? Certamente. Per quello che riguarda il caso della nave Diciotti, la Camera d’appartenenza rigiutò l’autorizzazione a procedre (e non se lo ricorda nessuno), ora che Salvini fa parte dell’opposizione potrebbe sempre dire di essere stato “impallinato”. Ma si è impallinato da solo. Gli resta da rispondere del caso della nave Gregoretti, del caso di diffamazione nel confronti di Carola Rackete, di violazione del Copyright (nientemeno!) per aver ripubblicato su Twitter la foto di un giornalista tedesco, e perfino per uso illecito dei voli di stato (la Corte dei Conti ha archiviato, sì, il procedimento che la riguardava, ma ha trasmesso gli atti ai colleghi della sezione penale).

La vedo difficile.

Poi, per carità, potrebbe venire assolto da tutte le accuse, ma, ripeto, la vedo molto, ma molto dura.

Quello che è certo è che se ogni cittadino è uguale davanti alla legge, questo principio vale ancora di più per chi assume funzioni delicate ed istituzionali, come quella di essere, per esempio, in quanto ministro dell’interno, anche capo delle forze dell’ordine.

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