Le idiosincrasie di Facebook

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Mi succede una cosa strana (un’altra?)

Se, dal computer, mi collego con una delle mie pagine Facebook e tento di mettere in evidenza un post (a pagamento), ricevo un messaggio di errore come questo:

in cui mi si dice, in pratica, che se voglio continuare a pubblicare o mi metto a fare il bravo per svariate settimane e rispetto le loro regole (mi hanno già disattivato e successivamente riattivato l’account due volte!), oppure gli invio i miei documenti: patente di guida e una delle ultime bollette ricevute. O anche l’ultimo estratto conto della mia carta di credito (che cosa se ne faranno mai dei miei movimenti, visto che la maggior parte di loro vanno proprio a Facebook?), insomma, qualcosa che sia intestato a me (gli manderò l’ultima bolletta del gas, che era pari a zero, anzi, mi hanno perfino rimborsato).

La cosa curiosa è che se provo a mettere in evidenza lo stesso post tramite cellulare, tutto va regolarmente a buon fine, e non mi chiedono proprio nulla. Certo, c’è da aspettare che loro “approvino” i contenuti (capirai, cosa sarà mai un po’ di cultura libera, rispetto alle fotografie di piedacci in primo piano, formosità più o meno gradevoli in costume, cuoricini e gattini varii), ma, insomma, il divieto viene bypassato.

Ah, dimenticavo; in pochissimi giorni la pagina Facebook di musicaclassicaonline.com ha raggiunto la non disprezzabile cifra di 200 aficionados (ed è veramente poco, anzi, pochissimo, che è in linea).

Piccole idiosincrasie, grandi soddisfazioni.

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