La vittoria dell’Italia ai Campionati Europei 2020: un sogno che morirà all’alba

Reading Time: 2 minutes

 1,169 total views,  1 views today

Non so se voi ve ne siete accorti ma pare, dice, si mormora, che la Nazionale italiana di Mancini abbia vinto il campionato europeo di calcio.

E’ una cosa di cui si sta parlando molto in giro, ma non capisco ancora se possa essere una fake news. Ma pare proprio che “abbiamo vinto”, sì, perché quando si tratta di salire sul carro dei vincitori non sono LORO a vincere, ma TUTTI gli italiani. Anche quelli che non hanno fatto un cazzo di nulla e che se ne sono stati in panciolle sul divano a ingozzarsi di una familiare di Peroni gelata, come Fantozzi, a tifare in modo scomposto e indiavolato, in canottiera e mutande, grattandosi le palle tutta la sera.

Perché siamo bravi, noi italiani, a fare delle facile retorica di quart’ordine. Ci godiamo come dei maiali nel fango a dire che “abbiamo” vinto nonostante il tifo avverso, nonostante ci abbiano freddati con un gol al secondo minuto, nonostante ci abbiano fischiato l’inno nazionale (sacrilegio!) e nonostante la partita sia andata a finire alla lotteria dei rigori perché le due squadre ai tempi supplementari hanno dato una prestazione non proprio degna del calcio europeo.

I nostri “eroi”, tanto per dirne una, si sono assicurati, in qualità di vincitori, senza se e senza ma, un premio extra stipendio di ben 250.000 euro, per aver portato a termine il campionato. Tutti, nessuno escluso. Da Donnarumma che ha fatto il miracolo ma non si era nemmeno accorto di avere vinto, a Jorginho che si è fatto parare un rigore che anche mia figlia che ha 5 anni avrebbe saputo intercettare, fino ad arrivare alla panchina, dove c’era gente che in tutto l’europeo non ha toccato palla nemmeno per un minuto e non ha fatto nemmeno un esercizio di riscaldamento.

Ma noi italiani siamo fatti così, ci piace vincere facile, con la logica roboante del sacrificio, dell’ardore, dello spirito di squadra, della purezza d’animo dello sport (facile essere dei “puri” con la prospettiva di 250.000 euro in tasca!), con lo spirito di gruppo, con l’uno per tutti tutti per uno, e sempre, sempre con questa lungagnata del “siamo i più forti”. Siamo i più pirla, perché i festeggiamenti per la vittoria hanno portato a assembramenti pazzeschi, in piena recrudescenza di un virus, che con la sua variante Delta ci farà vedere i sorci verdi, ecco cosa siamo. Ci siamo illusi (povere anime candide!) che fosse più importante parlare del fatto che i giocatori dell’Inghilterra si siano sfilati la medaglia di secondi classificati (ingrati!) piuttosto che del fatto che migliaia di coglioni senza mascherina, mezzi ‘mbriaghi, si sono riversati per le strade delle città italiane e inglesi, aumentando esponenzialmente il rischio di contagio. Lo dice l’OMS, non lo dico io. Ma sì, tanto il Covid 19 è un ricordo puro e semplice, no? Tanto siamo campioni d’Europa, cosa vuoi che ce ne freghi a noi se tra 15 giorni aumentano i contagi, le terapie intensive, i morti. L’essenziale è aver inseguito un gol sotto il cielo di una estate italiana, aver battuto la perfida Albione, aver assistito alla sfilata dei campioni per le vie di Roma, col pullman scoperto e la gente che lo tempestava di pedate come se non ci fosse un domani (perché siamo italiani e bisogna sempre farsi riconoscere).

L’incubo non c’è più, è stato sostituito dal sogno. Ma all’alba ci risveglieremo, e allora mihi videtur cazza cacanda esse!