La morte di Annamaria Mantile: sarebbe stato un “infarto intestinale” a causare il decesso della professoressa di Napoli

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Le notizie di queste ore vedono un’importante novità sulla morte di Annamaria Mantile.

Dai risultati autoptici, emergerebbe, secondo la stampa, che la causa del decesso della povera insegnante 62enne di Napoli sia consistita in un infarto intestinale e non per un effetto collaterale della somministrazione del vaccino Astrazeneca.

Molte testate giornalistiche, infatti, riportano un virgolettato (pur non citandone la fonte) che riferisce che il decesso sarebbe stato causato “da un infarto intestinale provocato a sua volta dal sequestro, nella parete addominale, di un’ansa del tratto digerente”.

Restano ancora indagati il cardiologo e il medico di base della donna, a cui sono stati prescritti soltanto degli antispastici e una soluzione per reidratarla. Inoltre, i due medici l’avrebbero indirizzata all’ospedale solo quando la situazione era già gravemente compromessa.

Così come restano i dubbi del fratello, il sociologo Sergo Mantile, che dichiara alla testata “Napoli Today”:

“Di ufficiale non c’è nulla, si tratta di una fuga di notizie. L’ho saputo da mio fratello – dice il dottor Mantile – Si è subito escluso un coinvolgimento di AstraZeneca, ma non si spiega il perché. La causa individuata – che noi in un qualche modo avevamo intuito e che i medici potevano prevedere – sarebbe un infarto intestinale dovuto ad un’ernia. Questo avrebbe determinato l’addome gonfio per tutti e tre i giorni della sofferenza”.

“Ora mi chiedo: come si fa ad escludere, due ore dopo la somministrazione, una correlazione con il farmaco? Il mio è un quesito da incompetente. Le contrazioni, come reazione al farmaco, potrebbero aver determinato la strozzatura dell’intestino? Oppure, sono avvenute del tutto indipendentemente? In questo caso, le aspettative che avevamo sulle reazioni del farmaco ci hanno del tutto depistati e indotti a non pensare di dover ricorrere ad un ricovero, ad una corsa in ospedale”.