La cognizione del dolore

Avrebbe dovuto fermarsi la nazione, invece, come sempre, quando c’è da scandalizzarsi, tutt’al più si proclamano otto ore di sciopero in una sola città.

C’è qualcosa di antico nel pianto di questo padre che grida “Assassini!”, qualcosa che va oltre il dolore e arriva fino alla rabbia dell’impotenza.

Qualcuno ai funerali dei morti di Torino ha gridato “buffoni”, “vergogna”, “venduti”, “andate a lavorare parassiti” all’indirizzo dei sindacati, e ci volevano quattro morti e altre tre persone in condizioni disperate per capire che i sindacati sono dei parassiti.

Vorrei avere solo il numero di conto corrente di questo signore. O quello di qualunque altra famiglia che ha perso una persona nell’incidente di Torino. Per poter mandare 50 euro al mese, ed auspicare di non essere il solo a farlo, solo perché si rivolgano ai migliori legali italiani e facciano un culo come una manica di cappotto a quelli della ThyssenKrupp, che in questi giorni ha semplicemente dichiarato che l’azienda ha rispettato tutti gli standard di sicurezza, che c’è un’inchiesta in corso che deve essere rispettata e tanti saluti a chi se ne va.

Invece no. Invece hanno fanno di peggio. Sulla home page del sito della ThyssenKrupp, prossima alla chiusura, ci sono le coordinate di un conto corrente bancario che fa capo alla stessa ThyssenKrupp, su cui, dicono, si può versare quello che si vuole.

Cioè, io mando un contributo destinato alle famiglie di quattro operai morti su un conto corrente gestito dalla stessa ditta che nega qualsiasi coinvolgimento e responsabilità nella vicenda?

Migliaia di euro che circolano sui circuiti delle banche italiane ed internazionali, che vengono depositati e che fanno “valuta”, interesse, giro, tant’è vero che, sorpresa delle sorprese, nella gara di solidarietà è sceso in campo anche il TG5 che, naturalmente, ha aperto un conto presso Unicredit Banca e raccolgono dindini anche loro.

E’ sempre così, dove c’è una disgrazia c’è sempre qualcuno che si offre di fare da intermediario. Gli intermediari sono pericolosissimi, perché si frappongono fra la solidarietà e i bisogni.

E intanto quest’uomo piange. E intanto la gente muore.

Commenti

commenti

Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.