Dicono di me: Alessandra Pozzi, produttrice di podcast, “Ciaula scopre la Luna” e la mia “produzione pessima”

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Il popolo dei pignolini di Audible si è “arrisbigliato”, come direbbe Camilleri.

Stavolta a recensire la mia audiolettura di “Ciaula scopre la luna” di Luigi Pirandello è una certa Alessandra Pozzi (meno male, almeno qualcuno che ci mette la faccia e si firma con nome e cognome!), che stigmatizza senza possibilità di appello (in pratica è una sentenza definitiva passata in giudicato) il mio lavoro con un maiuscolo che è tutto un programma: PRODUZIONE PESSIMA. E vai così.

Dice che è una produzione “casalinga, raffazzonata e letta in fretta”. Casalinga sicuramente (nel senso che l’ho fatta in casa), letta in fretta forse (dipende dall’intensità del ritmo della interpretazione, che, nel mio caso, è solo una lettura), raffazzonata proprio no. L’ho curata, almeno quanto ho curato le altre audioletture e non mi pare di non averci messo impegno, dedizione e attenzione, no, questo proprio no.

Non c’è una pre o una post produzione? Che vuol dire? L’attenta lettrice si dichiara “una produttrice di podcast” (e va be’, la pagheranno per fare il suo lavoro, io per registrare quell’audiolibro non ho percepito un solo centesimo) e mi dice la mia voce è bella, sì (grazie!) ma manca di professionalità. E grazie tante, sono un dilettante, ho fatto quelle cose perché mi andava di farle, più per gioco che per convinzione nelle mie capacità, all’inizio volevo regalarle ai non vedenti, ma siccome loro di registrazioni ne hanno a tonnellate, ho pensato di metterle a disposizione gratis sul mio classicistranieri.com, dove sono restate per una decina d’anni, prima di metterle contemporaneamente in vendita su Audible.it tanto per raggranellarci qualche soldino e vedere di nascosto l’effetto che fa.

Mi dice che avrei addirittura registrato quella lettura con un cellulare. Eh, no, carina, l’ho registrata con un microfono semiprofessionale, con il programma Audacity sotto sistema operativo Linux, e la qualità di ascolto è stata ulteriormente rivista e migliorata dal mio editore. Quindi c’è poco da mordere. E poi, sì, Audible accetta anche produzioni “casalinghe” e, in generale, amatoriali. Mi sono proposto e mi hanno accettato, qualcosa in contrario?

Il resto è una critica relativa. Non avrei “reso” adeguatamente la bellezza di un capolavoro della nostra letteratura. Ebbene, la signora non ha che da accomodarsi fuorit, ci sono altre versioni di quella novella, proposte come singolo audiolibro oppure in raccolta (sono varie le edizioni delle “Novelle per un anno” di Pirandello), può fare ciò che più le aggrada. Anche, se vuole, registrare lei stessa una versione della novella, visto che è del mestiere, proporla a Audible, metterla in vendita, e vivere felice.

Da parte mia, ho segnalato il commento come “inopportuno” a Audible, mi hanno dato retta e l’hanno tolto di mezzo immediatamente. Per fortuna che avevo fatto uno screenshot preventivo. L’ascolto della signora Pozzi, come tutti gli altri, contribuirà a far affiorare nelle mie tasche qualche dindino, che poi mi ci compro cosa mi pare. Ah bene!!


AGGIORNAMENTO: La cara e fedele lettrice Artemisia Panciàtici vedova Rotini mi segnala un link, questo. 

Contiene l’audiolettura della poesia “La pace dei sensi” di un certo Dennis Mazzolini, ad opera di una certa Alessandra Pozzi. Sarà senz’altro un caso di plateale omonimia. Certo non può esserci una sola Alessandra Pozzi che fa podcast in Italia. Il prodotto è fruibile anche su DioTubo e su archive.org, quindi se avete voglia (ma non credo) cercàtevelo. Si sente il clic della pausa all’inizio della registrazione, il che dà un po’ fastidio, e per una lettura di 46 secondi ci sono dei problemi di salto di sillabe (ben due) che rendono il tutto inascoltabile. La voce poi non mi sembra particolarmente gradevole. Insomma, questa sì che è una iniziativa “raffazzonata”. Ma non può essere lei, no, non ci credo…