Alfonsina Storni – Vado a dormire – Voy a dormir – Traduzione di Valerio Di Stefano

Denti di fiori, culla di rugiada
mani di erbe, e tu, nutrice fina
peparami lenzuola della terra
e il copriletto cardoso dei muschi.

Nutrice mia, portami a letto, dormo.
Mettimi una lampada al capezzale
una costellazione, quella che vuoi,
van bene tutte, abbassala un pochino.

Lasciami sola: si rompono i germogli,
ti dondola dall’alto un pie’ celeste
e un passero che traccia i suoi spartiti

per il tuo oblio. Grazie. Ah, ancora…
Se chiama lui, di nuovo, per telefono
digli che non insita. Sono già andata.

(C) Valerio Di Stefano 2012

Testo originale:

Dientes de flores, cofia de rocío,
manos de hierbas, tú, nodriza fina,
tenme prestas las sábanas terrosas
y el edredón de musgos escardados.

Voy a dormir, nodriza mía, acuéstame.
Ponme una lámpara a la cabecera;
una constelación; la que te guste;
todas son buenas, bájala un poquito.

Déjame sola: oyes romper los brotes…
te acuna un pie celeste desde arriba
y un pájaro te traza unos compases

para que olvides…Gracias. Ah, un encargo:
si él llama nuevamente por teléfono
le dices que no insista, que he salido.

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(opzione per masochisti)

alfonsina

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Fernando Pessoa – Sognai confuso, e il sonno fu disperso – Traduzione di Valerio Di Stefano

Sognai confuso, e il sonno fu disperso,
ma quando mi svegliai da quel frastuono
vidi che questa vita e l’universo
non son più chiari di ciò che i sogni sono.

Resiste il buio cui io tendo verso
a questa realtà dell’illusione.
Se chiudo gli occhi son di nuovo immerso
in queste ombre dell’oscurità.

E’ buio, è tutto buio, in sogno o in vita
lo stesso mescolìo delle intra-essenze
nel giorno o nella notte trasferita.

Nulla è reale. Nulla che si muove invano
appartiene ad una forma definita,
vólto già visto di cosa solo udita.

(C) Valerio Di Stefano, 2012

Versione originale:

Sonhei, confuso, e o sono foi disperso,
Mas, quando dispertei da confusão,
Vi que esta vida aqui e este universo
Não são mais claros do que os sonhos são

Obscura luz paira onde estou converso
A esta realidade da ilusão
Se fecho os olhos, sou de novo imerso
Naquelas sombras que há na escuridão.

Escuro, escuro, tudo, em sonho ou vida,
É a mesma mistura de entre-seres
Ou na noite, ou ao dia transferida.

Nada é real, nada em seus vãos moveres
Pertence a uma forma definida,
Rastro visto de coisa só ouvida.

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(opzione particolarmente indicata per feticisti)

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