Per Repubblica Auckland è in Australia

Mi dichiaro devoto e grato debitore del chiarissimo lettore Burgalassi Nedo che mi segnala questa perla da autentica antologia. Sul sito di Repubblica oggi è apparsa la notizia che in Australia è già il 2019 e c’è il lancio di una notizia da Auckland. Che però si dà il caso non sia in Australia ma in Nuova Zelanda. Immagino che Paolo Attivissimo per segnalare uno svarione del genere si sarebbe svenato e avrebbe gridato “allo scandalo” invocando il necessario e imprescindibile “crucifige”. Noi, invece, con la compostezza che ci contraddistingue, diamo la notizia con il commento consueto che trattasi di malastampa, informazione sbrigativa e pasticciata, nonché di disinformazione spicciola e gratuita venduta per pochi centesimi al chilo nella fretta di riempire il web di contenuti originali sì ma purtroppo sbagliati. Impietoso è stato il Burgalassi a tirare giù lo screenshot, impietoso sono io a ripubblicarlo perché impietosi soprattutto con loro stessi sono quelli di Repubblica. È solo l’ultimo svarione increscioso di un anno da dimenticare. Nel 2019 ce ne saranno molti di più.

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Le condizioni del cadavero

E lo so cosa pensate voi, maramaldi, quando vedete che segnalo un errore. Che sono cattivo (io?), che non devo prendermela con quello che appare un refuso (ma non lo è), eh, ma tu non sbagli mai?, e va beh, un errore ogni tanto può scappare su, tutto va bene, anziché parlare di sciatteria.

L’errore che vi propongo oggi è di quelli da manuale. Su un articolo pubblicato su Tiscali a proposito di Elena Ceste (ve ne ho parlato alcuni articoli addietro) si legge la parola “cadavero” al posto di “cadavere”.
Non è un refuso, tanto per cominciare, perché la o e la e sulla tastiera sono sufficientemente distanti.
E’ una “regolarizzazione” involontaria. Siccome in italiano la maggior parte dei nomi maschili finisce con la -o, allora un nome maschile che finisce con la -e viene sentito come scorretto e si ripristina la versione che si ritiene giusta, e invece non lo è. Ho sentito dire “limono” per “limone”, ed è lo stesso procedimento per cui De André usa “brigadiero” al posto di “brigadiere” in “Don Raffaè'”.

Ma c’è di più: “cadavero” (o, meglio, la forma più greve “catàfero”, con le sorde al posto delle sonore) è parola cara al personaggio camilleriano di Catarella, e grazie agli sceneggiati televisivi è entrata nell’immaginario dell’italiano medio. Tanto immaginario che ha contaminato un giornalismo di massa non proprio da “Internazionale” ma pur sempre giornalismo.

Ovvia, son proprio soddisfatto.

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Cristina NON è la primogenita del Re di Spagna!

Mia moglie è la mia musa ispiratrice e a Lei devo questa segnalazione.

Il sito web de “La Stampa” pubblica oggi che Cristina, figlia del Re di Spagna Don Juan Carlos I, imputata in un procedimento per riciclaggio, è la primogenita del Monarca.

Non è vero. La primogenita è Elena ( che si pronuncia “e-lé-na”, con l’accento sulla seconda sillaba) e mia moglie è un genio.

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I miracoli di Schumacher

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Il miracolismo scorre tra le vene editoriali come un fiume in piena.

E’ di ieri la notizia pubblicata su “La Nazione” (voglio dire, mica un quotidiano qualsiasi) secondo cui Schumacher (ma loro, nel titolo, lo scrivono senza una “c”, noblesse oblige!) avrebbe fatto risvegliare dal coma un giovane con la sua voce registrata.

Guarda caso la notizia (vera o no che sia) compare proprio all’indomani del coma del campione di Formula One. In breve, un coma per chi ha salvato qualcuno dal coma.

Ma forse (e dico FORSE) Schumacher con le guarigioni non c’entra niente. Magari sono stati bravi i medici (eh? Forse sì…), forse le terapie farmacologiche funzionano. Forse (ma dico solo FORSE) dal coma, semplicemente, in alcuni casi ci si risveglia.

Io sono stato in coma farmacologico per dieci giorni. Quindi non faccio testo. Era un coma indotto. Ma mai che Schumacher sia venuto a dirmiuna parolina. Una sola. Che so, magari “Coraggio, non è nulla!”. Macché, niente miracolo. Non c’è Ferrari né giornale per i coma di serie B.

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Pare che nevichi a Cortina d’Ampezzo

L’ANSA questa mattina si è risvegliata comunicando urbi et orbi che a Cortina d’Ampezzo (BL) nevica.

Ora, Cortina d’Ampezzo è una località di montagna, nota meta sciistica, siamo nel mese di gennaio, è da poco entrato l’inverno e a me sembra perfettamente normale che a Cortina d’Ampezzo nevichi. A Cortina nevica da sempre, tutti gli inverni, non è un fatto eccezionale.

Dicono che ci siano 40 cm. di neve fresca non compattata e di consistenza farinosa. Ma per forza, mica tutta Cortina d’Ampezzo sarà una pista da sci! Ci saranno case, strade, negozi. E in quei luoghi mica si batte la neve. La cui consistenza, peraltro, dipende solo dal capriccio del Padreterno.
Perciò, come diceva Donna Concetta in “Natale in casa Cupiello”, “ti ha’ rassignà’… fa freddo. Fa freddo. Fa freddo!”

Il freddo come notizia, la neve come evento, Cortina d’Ampezzo come metafora. Aveva ragione la mi’ nonna Angiolina che mi diceva che “La gente quando un sa cosa di’ parla der tempo!”

 

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“Un’imprenditore” per Repubblica

Sono grato alla sensibilità e all’indubbio buon gusto di Rosellina La Commare che su Facebook mi ha segnalato questa pregevolissima perla.

A proposito dei filmati suppostamente girati da Lavitola ai danni di Berlusconi (cinema sperimentale, notoriamente), il quotidianoRepubblica”, sul suo account Facebook sostiene che “Un’imprenditore confessa: “#Lavitola filmò #Berlusconi con prostitute a Panama”. E tutto questo piace a 1404576 persone!!

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