Libri autografati: “In fondo al tuo cuore” di Maurizio De Giovanni

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Se c’è una cosa che affascina nei gialli classici, per intenderci quelli di Agatha Christie con Miss Marple (Hercule Poirot mi sta un po’ sulle scatole, abbiate pazienza) e quelli di Simenon con Maigret è in fatto che si svolgono in un tempo (immaginario, certo) in cui non esistevano i mezzi investigativi di cui disponiamo oggi.

Di più, se si voleva mandare una comunicazione a qualcuno si usava la posta tradizionale. Al limite un telegramma. Poi si aspettava la risposta. Se no una telefonata, ma bisognava comunque passare attraverso il centralino, altro che cellulare.

Ecco, il commissario Ricciardi, nato dalla fantasia di Maurizio De Giovanni, vive e opera nella Napoli degli anni 30. Di Giovanni scrive gialli come se fosse catapultato in un’epoca lenta e “altra”.

E il suo ultimo romanzo io ce l’ho autografato e voi no!

La Bibbia di Chuck e Nora

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C’erano una volta Chuck & Nora. Erano una coppia di coniugi protestanti americani che realizzavano una serie di trasmissioni di tipo religioso che venivano ritrasmesse (non ho mai capito se a pagamento o no, ma più probabilmente sì) da un numero piuttosto corposo di emittenti televisive locali, attorno agli anni ’80.

Erano un po’ la quintessenza del Kitsch, con i loro divani in stile neo-Mary Poppins, i capelli di lui incollati sul cranio e lei che cantava una canzoncina religiosa e intanto faceva propaganda al suo ultimo CD di canti di lode all’Altissimo, che io mi chiedevo sempre chi càspita glielo comprava.

Sono stati anche oggetto di una imitazione da parte di Corrado Guzzanti e Marina Massironi.

Lei (Nora) è morta nel 2007 e sono stati oggetto di tutta una serie di critiche perché qualcuno ha pensato che con tutte queste trasmissioni ci avessero fatto la chèa. Non lo so, so solo che un giorno stavo gustando lo spettacolo che involontariamente offrivano e dicevano “Scriveteci, vi manderemo una Bibbia in omaggio”. Io che sono sempre stato un grafomane presi carta, busta e francobollo (niente e-mail, al tempo) e provai a spedire la mia richiesta. Cioè, non è che ci provai, la spedii proprio, con la consapevolezza innata che non mi avrebbero spedito niente, e che le lettere servivano, in realtà, a saggiare le repliche degli ascoltatori e a determinare i numeri dell’uditorio effettivo.
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La BUR c’est comme un jour

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Eccola qui la Biblioteca Universale Rizzoli. Quella vera, non quella che viene venduta attualmente nelle librerie, pur decorosa, ma che con questa non ha nulla a che fare. Era quella degli anni ’50, piccoli volumi in sedicesimo, brossurati in grigio a prezzi popolari. C’erano traduzioni che ai giorni d’oggi nessuno riproporrebbe più, ma che, al contrario, in una Biblioteca Universale che sia degna di questo nome fanno la loro sporca o pulita fugura. Sono stati forse l’unico tentativo veramente riuscito di portare la letteratura a portata di tasca di ciascuno. Mi son messo a collezionarli per gioco, ma hanno un interesse culturale enorme. Traducevano anche i nomi degli autori, sicché si possono trovare ancora “Guglielmo Shakespeare” o “Enrico Ibsen“. O titoli come “Come vi garba” per “As you like it“. La gente li vende su e-bay. Oppure ci sono librerie di libri “usati” che ne hanno qualche decina di titoli. Bisogna sapersi accontentare ma si possono trovare delle cosucce carine. Voi, piuttosto, temperati lettori, se ne avete qualcuno e/o non sapete cosa farvene, tenete presente quest’umile servitore.

Heinrich Schliemann – La scoperta di Troia

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“Se comincio con la storia della mia vita non sono mosso da vanità, ma dal desiderio di mettere in chiaro che tutto il lavoro degli anni successivi fu determinato dalle impressioni della mia primissima infanzia, e che anzi esse ne furono la conseguenza necessaria (…)”

Schliemann… il libro me lo consigliò l’insegnante d’italiano delle medie. Non mi piacque, allora. L’ho adorato a 38 anni con questo incipit fermo. Come dire “Ho voluto scoprire Troia da una vita intera”. E’ letteratura, non archeologia.

Carlo Cassola – Una relazione

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“Una volta seduto, Mansani si allentò la sciarpa perché la lana gli dava prurito al mento; si sfilò i guanti, buttò indietro il cappello, e tirò fuori il pacchetto di Macedonia dalla tasca interna della giacca. La prima sigaretta della giornata: la migliore.”

Carlo Cassola non lo legge più nessuno. E quando qualcuno lo leggeva veniva sempre considerato un “minore”, una scrittura scorrevole e leggera. Oggi c’è da rimpiangere “La ragazza di Bube”, e tutti quei nomi toscani grassi e saporiti, rudi e sanguigni come il Mansani di cui sopra.

Karen Blixen – La mia Africa

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“In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong. A un centocinquanta chilometri più a nord su quegli altipiani passava l’equatore; eravamo a mileottocento metri sul livello del mare.”

Ecco uno di quegli incipit tipici che non mi fanno venir voglia di proseguire nella lettura nonostante Meryl Streep…

Graham Greene – Il potere e la gloria

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Il signor Tench uscì a cercare il suo cilindro di etere: nell’abbagliante sole messicano e nella polvere scolorante. Alcuni avvoltoi guardarono giù dal tetto con vile indifferenza: non era ancora una carogna.

Degno incipit di cotanto autore reso in italiano da costanto traduttore. Non so perché ma Elio Vittorini mi è sempre più piaciuto come traduttore che come autore, ma chi lo sa…

Albino Luciani – Illustrissimi

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Caro Dickens,

sono un vescovo che ha preso lo strano impegno di scrivere ogni mese per il Messaggero di S. Antonio una lettera a qualche illustre personaggio.
A corto di tempo, sotto Natale, non sapevo proprio chi scegliere. Quand’ecco trovo su un giornale la réclame dei vostri cinque famosi Libri natalizi. Mi son subito detto: li ho letti da ragazzo, mi sono immensamente piaciuti perché tutti pervasi da un senso di amore ai poveri e di rigenerazione sociale, tutti caldi di fantasia e umanità; scriverò a lui. E son qui a disturbarvi.

Un uomo che usava il termine “réclame” per “pubblicità”, che parlava di “rigenerazione sociale”, e che aveva pudore a disturbare Dickens. Lo stesso che diceva “Dio è madre”. Ce lo siamo dimenticato. Assieme ai suoi toni garbati e mai sopra le righe.

E’ uscito per Mondadori il libro di Anna Lisa Russo (annastaccatolisa) “Toglietemi tutto ma non il sorriso”

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E’ uscito il libro di Anna Lisa Russo (“annastaccatolisa”), la blogger malata di cancro deceduta il 4 ottobre scorso al Reparto Cure Palliative dell’Ospedale di Livorno.

Si intitola “Toglietemi tutto ma non il sorriso” ed è stato pubblicato da Mondadori.

Anna Lisa sapeva benissimo che io non compro più un libro pubblicato da Mondadori da almeno due anni. E non comprerò neanche il suo. Il costo del libro (17 euro) l’ho devoluto alla fondazione che porta il suo “nom de plume” e che si occupa, in suo nome, di raccogliere fondi per una borsa di studio a favore della ricerca sui carcinomi tripli negativi (www.annastaccatolisa.org).

Legge n. 128 del 27/07/2011 – Libri: lo sconto massimo e’ del 15%

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(legge bruttina e discutibile, invero…)

Legge 27 luglio 2011, n. 128
Nuova disciplina del prezzo dei libri
(G.U. n. 181 del 5 agosto 2011)    

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato:

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1. Oggetto e finalità generali

1. La presente legge ha per oggetto la disciplina del prezzo dei libri.

2. Tale disciplina mira a contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’informazione.

Art. 2. Disciplina del prezzo dei libri

1. Il prezzo al consumatore finale dei libri venduti sul territorio nazionale è liberamente fissato dall’editore o dall’importatore edè da questo apposto, comprensivo di imposta sul valore aggiunto, su ciascun esemplare o su apposito allegato.

2.è consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, compresa la vendita per corrispondenza anche nel caso in cui abbia luogo mediante attività di commercio elettronico, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato ai sensi del comma 1.

3. Ad esclusione del mese di dicembre, agli editori è consentita la possibilità di realizzare campagne promozionali distinte tra loro, non reiterabili nel corso dell’anno solare e di durata non superiore a un mese, con sconti sul prezzo fissato ai sensi del comma 1 che eccedano il limite indicato al comma 2 purché non superiori a un quarto del prezzo fissato ai sensi del predetto comma 1. E’ comunque fatta salva la facoltà dei venditori al dettaglio, che devono in ogni caso essere informati e messi in grado di partecipare alle medesime condizioni, di non aderire a tali campagne promozionali.

4. La vendita di libri ai consumatori finali è consentita con sconti fino ad una percentuale massima del 20 per cento sul prezzo fissato ai sensi del comma 1:
a) in occasione di manifestazioni di particolare rilevanza internazionale, nazionale, regionale e locale, ai sensi degli articoli 40 e 41 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
b) in favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, centri di formazione legalmente riconosciuti, istituzioni o centri con finalità scientifiche o di ricerca, biblioteche, archivi e musei pubblici, istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, educative e università.

5. I commi 1 e 2 non si applicano per i seguenti prodotti: a) libri per bibliofili, intesi come quelli pubblicati a tiratura limitata per un ambito ristretto e di elevata qualità formale e tipografica;
b) libri d’arte, intesi come quelli stampati, anche parzialmente, con metodi artigianali per la riproduzione delle opere artistiche, quelli con illustrazioni eseguite direttamente a mano e quelli che sono rilegati in forma artigianale;
c) libri antichi e di edizioni esaurite;
d) libri usati;
e) libri posti fuori catalogo dall’editore;
f) libri pubblicati da almeno venti mesi e dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dall’ultimo acquisto effettuato dalla libreria o da altro venditore al dettaglio;
g) edizioni destinate in via prioritaria ad essere cedute nell’ambito di rapporti associativi.

6. Il prezzo complessivo di collane, collezioni complete, grandi opere, fissato in via preventiva ai sensi del comma 1, può essere diverso dalla somma dei prezzi dei singoli volumi che le compongono.
7. Alla vendita dei libri non si applicano le norme in materia di vendite promozionali, di saldi di fine stagione e di disciplina del settore della distribuzione commerciale di cui ai commi 1, lettere e) e f), 3 e 4 dell’articolo 3 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

8. La vendita di libri, effettuata in difformità dalle disposizioni del presente articolo, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui agli articoli 22, comma 3, e 29, commi 2 e 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114. 9. Il comune vigila sul rispetto delle disposizioni del presente articolo e provvede all’accertamento e all’irrogazione delle sanzioni previste al comma 8; i relativi proventi sono attribuiti al comune nel quale le violazioni hanno avuto luogo.

Art. 3. Efficacia e abrogazione. Relazione al Parlamento

1. Le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dal 1° settembre 2011.

2. A decorrere dalla data di applicazione delle disposizioni della presente legge è abrogato l’articolo 11 della legge 7 marzo 2001, n. 62. 3. Decorsi dodici mesi dal termine di cui al comma 1, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro per i beni e le attività culturali e con il Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero, se nominato, con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’informazione e all’editoria, nel quadro delle rispettive competenze, trasmette alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria, che provvede al successivo inoltro alle Camere, una relazione sugli effetti delle disposizioni della presente legge sul settore del libro.

Art. 4. Clausola di neutralità finanziaria

1. I comuni provvedono alle attività di cui al comma 9 dell’articolo 2 con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 27 luglio 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Storie di Libri – Homenagem a Camoes – 1890

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Il fido e fedelissimo Burgalassi Loris (o Papanti Attilio, adesso proprio mi sfugge) mi diè’ in dono questo prezioso ancorché non di valore libello contenente un "Homenagem a Camoes", ormai quasi due anni or sono, ma ancor non lo ringrazio.

Traggo profitto dalla nojoserrima festività per tributargli le ritardate gratie.

Storie di libri – Amara Lakhous – Scontro di civilta’ per un ascensore a Piazza Vittorio

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Non compro più libri. Prima di tutto perché nella mia vita ne ho comprati abbastanza, sicuramente molti di più di quelli che potrei permettermi di leggere, in secondo luogo perché non ho più spazio in cui metterli e mi sono stufato di andare in Ancona da Ikea a comprare l’ennesima versione di Billy. Tertium, perché esistono le biblioteche che me li fanno leggere gratis, e a Roseto degli Abruzzi la Biblioteca Pubblica funziona (è una delle pochissime cose di cui non si sono accorti e che non hanno mai distrutto).

Però ho fatto un’eccezione di 9,50 euro ben spesi per “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio” dell’algerino Amara Lakhous, ora disponibile nei tascabili delle edizioni E/O (un bell’editore che vale la pena di essere seguito).

Libro straordinario, e vi assicuro che non sono un razzista. Non starò qui a tediarvi con dissertazioni semplici, come la travagliata genesi di un libro che nasce in arabo e viene riscritto in italiano, come il gioco della contaminazione linguistica e del

Storie di Libri – Leaves of Grass – Walt Whitman

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Comprai questa copia (edizione Cassels) del 1909 di "Leaves of Grass" di Walt Whitman da un ambulante inglese di libri vecchi che poteva anche benissimo pagarti se gliela portavi via la sua merce. Costava 3000 lire. Mi disse anche che per 5000 ci avrebbe messo sopra una bibbia protestante inglese, una King James. Non me lo feci dire due volte. Solo che la King James non la trovo più e vorrei anche sapere perché…

Storie di Libri – David H. Lawrence – Figli e amanti

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La BUR era questa.

Coi volumini grigini, di piccolo formato, una raccolta veramente "universale" e degna del suo nome, con titoli che non si trovano più, e con un senso antico che nelle nuove edizioni è difficile da rintracciare.

Trovai "Figli e amanti" di Lawrence in una libreria di Pisa, con rispetto parlando, a 2500 lire a volume. Comprai anche "Zanna Bianca" e  "Martin Eden" di London, nonché "La Monaca" di Diderot (ne regalai una copia a un amico che aveva una fidanzata cattolica) e l’"Elogio in morte di Madonna Fiammetta" del Boccaccio.

E’ solo una traccia per far vedere come poteva essere la BUR allora. Ho anche qualche volumetto rilegato in tela blu, ma devo dire che il fascino del cartone grigio non mi ha mai abbandonato.

Storie di Libri – José Maria Eça de Queiroz – Uma campanha alegre

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Ho comprato “Uma campanha alegre” di José Maria Eça de Queiroz (autore che varrebbe la pena conoscere meglio, e per conoscerlo meglio bisognerebbe avere la pazienza di tradurlo, e per conoscerlo meglio bisognerebbe avere il piacere di leggerlo) in una libreria antiquaria di Lisbona denominata “Livraria Antiquária do Calhariz” , a due passi dal Caffè “A Brasileira”.
I libri erano esposti in una vetrina, rilegati di nuovo, al prezzo esorbitante di due euro a volume.
Comprai i due volumi che vedete, più un altro titolo.
Sono edizioni del ’43, con carta piuttosto malconcia, a dire il vero, ma profumano ancora di Lisbona e ora che ci penso non so nemmeno se vi ho detto che sono stato a Lisbona…PS: Le Rose sono della campagna…

Storie di libri – Margherita Hack – L’amica delle stelle – Storia di una vita

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Avere a Roseto Margherita Hack è molto più di un’opportunità, è scoprire che un pensiero diverso e "altro" esiste, ed è perfettamente possibile.
E’ il trionfo del dato scientifico e razionale sulle elucubrazioni filosofiche e la tronfia pomposità della loro vana inutilità (o utilità che dir si voglia).
E’ l’opportunità di ascoltare una voce libera in modo disarmante, ricca di rigore toscano e, quindi, diretta, non insinuante, assolutamente chiara e ferma. Stanca, probabilmente, ma presente e agente perché viva, che va al nocciolo delle cose perché il resto, semplicemente, non è interessante, è perfettamente da buttar via.
E’ l’ateismo che ci vorrebbe ogni giorno, quello che premette se stesso a qualunque tipo di ragionamento perché in non credere, come il credere, del resto, possono far partire quell’onestà intellettuale che dovrebbe far parte di ogni discorso.
E la Hack che sorride a tutti perché riconosce nell’Altro un portatore di diritto dovrebbe far bene a tutti.
A me ne ha sempre fatto e continuerà a farne tanto, e così spero di voi.

L’esemplare di "L’amica delle stelle" in edizione BUR lo comprai su una bancarella dell’usato alla stazione di Padova (quella sera il treno per Venezia si fermò sul binario 1 anziché sul 3 come faceva di solito) la sera che tornai per la prima volta nell’appartamento che avevo affittato, e che cominciava, da allora, ad essere "casa". Fu il primo libro che comprai per la casa nuova, del resto non avevo molto lì, in valigia avevo giusto la radio, il resto sarebbe venuto pian piano.
La prima notte che dormii in quel letto mi misi ad ascoltare un po’ di jazz da Radio Tre, qualche altro programma di informazione qua e là, e attaccai a leggere la vita della Hack, interessantissima finché non si parla di dati scientifici, ma questo è un mio limite, non ho mai amato la fisica.
Con l’autografo di stasera anche questo libro è tornato a casa sua. Lire 14.500.

[Cortesia di angelo Di Marzio – a destra nella foto-]

A casa di Hilda e Leslie Nixon

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[Una rara immagine di Frank Doel, libraio antiquario presso "Marks & Co.", Londra, 84 Charing Cross Road, con la seconda moglie e le figlie]

Anche la mia copia di "Memories and Portraits" (anno 1912, copia pulitissima con segnalibro e pagine bordate in oro) di Robert Louis Stevenson viene da Charing Cross Road. Non me lo ha venduto Frank Doel, e sono convinto che un libro del genere, pagato 10 sterline, miga bàe, starebbe molto meglio in una bella libreria di una casa inglese o irlandese, di cui conserva ancora un vago profumo.



Fu comprato originariamente presso un libraio che si chiamava "W. Dolton" come recita la punzonatura. Apparteneva, come dice l’"Ex Libris" a Hilda e Leslie Nixon. Chissà chi erano? Chissà come la loro biblioteca familiare è andata a finire in uno dei tanti negozi di libri vecchi di Charing Cross Road a Londra, dove, un giorno, sono passato e l’ho portato via, con delizia della mia carta di credito.



Ho in casa un pezzo della vita di Hilda e Leslie Nixon, e i libri parlano anche di questo.

Le figurine della Jacob’s Biscuits

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Stavo riguardando or ora i miei libri “antichi”, comperati in Charing Cross Road, a Londra, durante il mio pellegrinaggio a quel poco che resta degli edifici che ospitarono la libreria “Marks & Co.” resa famosa dal libro di culto sul culto dei libri “84, Charing Cross Road” di Helène Hanff.

Trovai “On the Art of Reading” di Arthur Quiller-Couch, altrimenti detto “Q“, quello vero, non quello dei Luther Blisset, in una copia del 1924, invero non meravigliosa, ma pur sempre “pulita e dignitosa”, come avrebbe potuto scrivere Frank Doel, indimenticabile e indimenticato libraio cui Wikipedia, nella sua versione inglese, ha (giustamente, stavolta) dedicato una pagina che quelli della versione italiana non si sono nemmeno degnati di tradurre perché, si sa, sono impegnati a redigere quella su Fabrizio Corona, e allora bisogna anche capirli, poverini.

Ci ho trovato dentro una figurina di quelle che si regalavano con i biscotti, e ho pensato a chissà chi ce l’avrà ficcata. Si tratta di un’immaginetta della serie “Vehicles of all ages“, la n. 9 di 25 intitolata “Early Motor Car”. I dolcetti erano prodotti dalla Jacob’s Biscuits.

Son cose che ogni tanto ti riportano al valore delle piccole tracce che uno dissemina qua e là nella vita…