Un aggiornamento da Zopa

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La richiesta di ottenere una sospensione del provvedimento di cancellazione al Tar e successivamente al Consiglio di Stato non hanno avuto esito positivo.
Non ne siamo rimasti sorpresi perchè la richiesta di sospensione del provvedimento per motivi di urgenza viene concessa – indipendentemente dal merito del ricorso – quando, nel tempo che intercorre tra l’adozione del provvedimento e la decisione finale dei giudici, si possono generare gravi danni.
Nel nostro caso è stato giudicato che tale rischio non sussistesse in quanto Zopa sta assicurando la gestione dell’esistente (ripagamento rate e recupero crediti), però il Consiglio di Stato ha riconosciuto che "… le questioni prospettate dall’appellante richiedono un approfondimento in sede di esame del merito del ricorso …".

Ci è comunque chiaro che la via giudiziale, per i suoi tempi lunghi ed esiti incerti, non è la soluzione per consentire una rapida ripartenza delle attività.

Per questo stiamo procedendo verso la nuova operatività con i conti di moneta elettronica per i Prestatori, avendo scelto IMEL.EU (Istituto di Moneta Elettronica Europeo) come partner. Al momento stiamo finalizzando le specifiche di integrazione tra i due sistemi per poter procedere con i necessari sviluppi software.
Affinchè la nuova piattaforma Zopa possa diventare operativa, sarà però anche necessario che essa sia "gestita" da un nuovo soggetto giuridico, diverso da Zopa Italia S.p.A., che abbia ottenuto dalla Banca d’Italia l’iscrizione all’albo degli intermediari finanziari ex art. 106 TUB.
Pertanto, oltre agli aspetti squisitamente tecnici relativi al perfezionamento della nuova piattaforma, stiamo anche individuando la migliore soluzione sotto il profilo giuridico affinché il "nuovo progetto" divenga presto una realtà.

Mi impegno ad aggiornarti entro metà ottobre, ma anche prima se matureranno eventi significativi per Zopa e per la community.

Maurizio Sella
Amministratore Delegato
Zopa Italia S.p.A.

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I nuovi tassi di interesse di “Che Banca!” in vigore dal 1 settembre

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Gentile Cliente,

come avrà avuto modo di sapere, la Banca Centrale Europea ha introdotto – in questo delicato momento storico per l’ economia occidentale – nuove politiche monetarie "non convenzionali".

Obiettivo di queste misure è agevolare l’erogazione del credito a favore delle famiglie e delle imprese, attraverso l’immissione sul mercato di grandi masse di liquidità.

Questa operazione ha generato un livellamento dei tassi di rendimento in tutta Europa, portandoli ai minimi storici.

È alla luce di questi avvenimenti straordinari che la nostra Banca aggiornerà il tasso base del Conto Deposito, portandolo all’ 1% a partire dal 1° settembre 2009.

Le condizioni applicate sulle somme vincolate a 3, 6 e 12 mesi – a partire dal 16 agosto 2009 – saranno le seguenti:

Tasso a 3 mesi:    1,50%
Tasso a 6 mesi:    2,00%
Tasso a 12 mesi:  2,50%

Le operazioni a 3, 6, 12 mesi già effettuate, mantengono sino alla scadenza le condizioni economiche in vigore al momento del vincolo.

Con i nostri più cordiali saluti,

Christian Miccoli
Amministratore Delegato
CheBanca! S.p.A

E’ disponibile la lettura sintetizzata di questo post.

Zopa e la soluzione ai provvedimenti della Banca d’Italia

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Ricevo da Zopa e volentieri (come dicono le persone ammodino) pubblico:

E’ passato ormai un mese dal decreto di cancellazione di Zopa. Nonostante ci sia agosto di mezzo, ci stiamo impegnando al massimo affinché Zopa possa riprendere la sua attività, la community sia tutelata nei suoi interessi e possa tornare a praticare il social lending con l’entusiasmo di prima e ancor maggior fiducia.

Come vi è ormai ben chiaro, le contestazioni di Banca d’Italia sono relative alla titolarità del Conto Prestatori Zopa. La soluzione a questo problema, da noi già prospettata a Banca d’Italia, è l’apertura di un conto di moneta elettronica intestato a ogni singolo Prestatore. Si tratta di un’operazione semplice e senza costi per il Prestatore che richiede però un breve periodo di messa a punto della piattaforma tecnologica e dei processi operativi di Zopa. Abbiamo già iniziato a lavorare con il partner prescelto  e contiamo di essere pronti in settembre.

Infine una nota operativa: quest’anno il team di Zopa si merita una settimana di tregua, i nostri uffici resteranno chiusi dal 17 al 23 agosto. Tutte le procedure di ripagamento rate restano però attive, così come richieste urgenti inviate via mail saranno evase.

Vi manderemo un aggiornamento entro metà settembre, quando saranno maturati una serie di fatti importanti per Zopa e la community.

Maurizio Sella
Amministratore Delegato Zopa Italia SpA

I tassi di interesse correnti del conto di deposito “Che Banca!”

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Vi do di seguito i tassi di interesse lordi (dovete, cioè, detrarre la ritenuta delle tasse) offerti dal Conto di deposito "Che Banca".

Il tasso nominale ordinario -senza alcuna promozione- è dell’ 1,75%.

Vincolati a tre mesi i capitali vanno al 2,50% (che è più di quanto offerto su Conto Arancio), a 6 mesi si passa al 3% e a 12 mesi il tasso sale fino al 3,50%.

Gli interessi sono accreditati in anticipo sul tasso base e dal momento dell’accredito cominciano a produrre interessi a loro volta.

La Banca d’Italia paralizza Zopa.it. E Tremonti fa rientrare i fondi depositati all’estero

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Qualche giorno fa vi avevo parlato di Zopa.it, e del suo semplice, meraviglioso, equo, solidale modo di fare investire denaro in prestiti per chi ne ha bisogno (sì, magari per comprarsi il SUV e andarci a spiaccicare la gente per strada, ma lasciamo stare).

Tu avevi qualche soldo, fissavi i tassi di interesse a cui volevi prestarlo, Zopa ti trovava chi era disposto a comprarti il denaro a quel tasso, glielo metteva a disposizione e si prendeva le sue commissioni, mentre al prestatore restava un interesse di tutto rispetto, decisamente superiore ai titoli di Stato.

Adesso Zopa è praticamente paralizzata da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, su indicazione della Banca d’Italia, l’ha cancellata dall’elenco degli intermediatori finanziari.

In pratica, hanno voluto farli fuori, con la scusa che l’esistenza di un conto prestatori (il conto corrente bancario su cui vengono versati i fondi che poi vengono materialmente prestati), producendo un interesse (i fondi restano a disposizione di Zopa.it finché non vengono effettivamente prestati) e che quindi, questo, costituirebbe un’attività di tipo bancario.

Oltre a loro, hanno voluto far fuori un nuovo modo di vedere il rapporto tra le persone e il rapporto con il denaro, svincolato dalla logica delle banche e più vicino a una concezione "peer-to-peer".

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Zopa.it: istruzioni e consigli per l’uso

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Vi avevo promesso ieri che vi avrei parlato di zopa.it, come fonte alternativa di investimento. Mi sembra comodo, abbastanza facile, sufficientemente etico da essere preso in considerazione.

Si tratta di una piattaforma che permette il prestito tra privati a tassi di interesse piuttosto convenienti e senz’altro superiori a quelli dei conti di deposito o dei titoli di Stato. E’ ovvio che conviene investirci piccole cifre e non l’intero capitale accumulato in una vita.

Risponde all’indirizzo www.zopa.it, per iscrivervi avete bisogno di un nickname, una casella di posta elettronica, le coordinate di un conto corrente bancario tradizionale (dovreste averlo, no?) e una stampantina per i moduli che poi rimanderete via fax firmati, per poter avere l’account e diventare dei prestatori.

A chi prestate? A gente come voi che ha bisogno di determinate cifre per ristrutturare casa, comprare il televisore al plasma, curarsi i denti, sbarazzarsi di prestiti contratti con finanziarie-strozzinaggio e chi più ne ha più ne metta (la gente è veramente con l’acqua alla gola, ed è triste vederlo…)

Si comincia con un prestito di 100 euro. Che va beh, chi li ha mai persi, però non sono nemmeno una cosa insostenibile. Successivamente si può andare avanti di 10 euro in 10 euro.

Lo so, ci sono banche che per un bonifico di 10 euro chiedono 1, 2 o anche 5 euro. Sono tre spippolamenti su un computer ed è un’esagerazione. Cambiate banca. Subito. Non scherzo. Ci sono conti correnti on line che non fanno pagare un centesimo per i bonifici, Conto Corrente Arancio è uno di questi, non rende nulla ma non costa neanche nulla, e voi non avete ucciso nessuno. Se non vi fidate dei conti on line, che ci fate con Zopa?

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Poste Italiane ha aumentato il prezzo delle raccomandate

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Sono aumentate le tariffe postali delle raccomandate, malidetto su’ mà’.

Sembra nulla ma in certi casi l’aumento è di oltre il 100% rispetto alle precedenti tariffe vigenti, e, comunque, la classica raccomandata da un foglio e via, passa da 2,80 e 3,30 euro, un salasso, e senza ricevuta di ritorno.

Sugli aumenti le Poste minimizzano, ci rimetteranno, secondo loro, particolarmente le aziende e i liberi professionisti.

Come se i normali cittadini non s’interfacciassero con la pubblica amministrazione che, guarda caso, è sempre più lenta nel dotarsi di uno strumento economico come la posta elettronica certificata (a dire il vero penso che neanche il comune cittadino nonché utente della rete sappia di che cosa si tratta).

Gli strumenti per mandare a gambe all’aria le poste ci sono, e sono disponibili subito, senza il balzello dei 3 euro e rotti per la certificazione della raccomandata, o senza dover pagare necessariamente 1,10 euro di tassa per spedire un bollettino con la donazione della vecchiettina al Messaggero di Sant’Antonio, tanto brava anche quella gente lì.

Si sono incazzati quelli che con le poste racimolano qualche soldino, quelli che vendono con e-bay per arrotondare un po’, i consumatori alla Anna Bartolini, per intendersi, quelli che su un principio non mollano nemmeno a tagliare loro un dito e per farsi rendere 10 euro dalla Telecom vanno a fare la fila per un quarto d’ora e poi hanno a che fare con un impiegato postale scemo, e ora spendono anche il 40% in più.

Poi ci sono gli innamorati. Ma quelli le raccomandate non se le spediscono, a loro basta pagare la tangente di 15 centesimi di un SMS alla compagnia telefonica ladra di turno.

Conto Arancio ha abbassato il tasso base all’1,50% lordo dal 5 giugno

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ING Direct, la banca olandese che gestisce "Conto Arancio", il primo conto di deposito ad essere stato inserito anche in Italia, mi ha comunicato la variazione dei tassi di interesse di base:

"A seguito delle continue e significative riduzioni dei tassi di riferimento in Europa che hanno avuto impatti sui rendimenti dei principali prodotti di risparmio, desideriamo comunicarti che dal 5 giugno 2009 il tasso base di Conto Arancio sara’ pari all’1,50% lordo."

Significa che se Conto Arancio dà l’1,50% lordo, i titoli di Stato sono alla frutta, e chi ha comprato i famigerati "bòtti", come li chiamava il mi’ nonno Armando, fra spese, bolli e tangenti alla banca (dia, dia, dia qui…), liberatorie e sconfinamenti (firmi qui, qui e qui) deve ringraziare il Padreterno se gli ci avanzano anche gli spiccioli per il caffè.

Intendiamoci, le offerte che si vedono in TV al 3,50% sono vere (ovviamente sono valide solo per un breve periodo di tempo, solitamente alcuni mesi), Conto Arancio è un prodotto solido e garantito come qualsiasi altro conto corrente e non credete alle leggende metropolitane che lo circondano perché non è vero un accidente.

Il punto è che passati i mesi dell’offerta, se non si hanno particolari convenzioni il tasso base è quello dell’1,50% lordo ed è un po’ pochino.

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