Giovanna Cristina Vivinetto: “Io licenziata perché transessuale”

«In queste settimane hanno portato a esempio per gli altri docenti il mio approccio con gli studenti, poi ieri all’improvviso mi hanno licenziata, sostenendo che il mio metodo di insegnamento non va bene. Io temo che a non andargli più bene, invece, sia la mia transessualità: forse qualcuno si è lamentato con i dirigenti e hanno cercato il primo pretesto per mandarmi via»

A parlare è Giovanna Cristina Vivinetto, per la legge italiana di sesso femminile, già vincitrice del premio Viareggio opera prima per la poesia con il libro “Dolore minimo”, che ha insegnato letteratura italiana al triennio del Liceo Linguistico Paritario J. F. Kennedy dal 23 settembre scorso, e dal quale è stata licenziata giorni fa.

In una intervista telefonica al Corriere, oltre al virgolettato riportato in cima al post, Giovanna Cristina ha riferito:

«Temo che il problema sia che sono transessuale. Mi hanno dato altre motivazioni ufficiali: che sono indietro con il programma, che spiego troppo velocemente (ma allora come faccio a essere indietro con il programma?), che quando parlo sono confusa e insicura, che non mi faccio rispettare dai ragazzi, che sono “troppo poeta” per fare l’insegnante. Però finora nessuno mi aveva chiesto di cambiare il mio modo di far lezione, a differenza di quanto è successo ad altri insegnanti della stessa scuola, e i ragazzi mi hanno sempre mostrato apprezzamento ed entusiasmo»

Nessun commento sulla vicenda invece dall’amministrazione della scuola che ha rivendicato la legittimità del licenziamento.

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La tassa sulle merendine del neoministro del MIUR Fioramonti

«Servono delle micro tasse di scopo: una tassa sulle merendine, una sulle bevande zuccherate, un’altra sui biglietti aerei. Sono attività o dannose per la salute, le prime due, o inquinanti. Con i soldi che lo stato ricava si fanno interventi per la ricerca o la scuola. Abbiamo calcolato che solo da questi interventi si possono ricavare 2,5 miliardi».

Lorenzo Fioramonti, Ministro del MIUR del Governo Conte Bis, intervista al Corriere della Sera.

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La difesa di Eliana Frontini

“Quel post non l’ho scritto io, chi mi conosce sa che non penso quelle cose”.

“Per motivi che spiegherò solo a chi di dovere, mi sono assunta una responsabilità non mia. Non si è trattato di hackeraggio, semplicemente è stato usato il mio account e il mio computer. Non l’ho detto prima perché non credevo che la vicenda assumesse questo peso…”.

“So chi lo ha scritto, ma ne parlerò solo con le autorità competenti e anche questa persona spiegherà tutto quando sarà convocata. È pronta a prendersi le sue responsabilità”.

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L’insegnante Eliana Frontini sospesa dal ruolo in attesa dell’esito del provvedimento disciplinare

Il Corriere della Sera ha pubblicato oggi la notizia secondo la quale Eliana Frontini, l’insegnante autrice dei commenti denigratori sulla figura del Carabiniere ucciso a Roma, e di cui vi ho parlato due giorni or sono (a proposito, grazie per essere stati così numerosi a cliccare su quella segnalazione), è stata sospesa dal ruolo in attesa che si definisca il procedimento disciplinare nei suoi confronti. Contemporaneamente sarebbe già sta querelata dal Sap per diffamazione e si ipotizzerebbe per lei un’indagine con l’accusa di vilipendio.

Fin qui i fatti, per questo breve aggiornamento che vi dovevo. Non ho nulla da dire nel merito.

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Quell’errore sull’Innominato su studenti.it

Si legge sulla scheda del personaggio dell’Innominato (Promessi Sposi) pubblicata da studenti.it:

L`Innominato è una delle figure più complesse di tutto il romanzo.Pur essendo una persona realmente esistita, riceve da Manzoni una ulteriore elaborazione artistica che ne fanno un personaggio dotato di vita autonoma e di interiorità coerente.”

Una ulteriore elaborazione artistica che NE FANNO? Un soggetto singolare e un verbo plurale?? Fate attenzione a questi errori, perché poi i nostri figli vanno lì, copiano, incollano e presentano il tutto ai loro insegnanti che, se tutto va bene, schiaffano loro un due grosso come una popogna. Se no, se la bevono tutti beati e beoti. Viva il web!!

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Errore del Ministero nella simulazione della seconda prova di latino: Livia Drusilla era la moglie di Augusto, non sua nuora

Seiano,  “ottenuti vari incarichi militari e civili grazie al favore di cui godeva presso Tiberio (il Caesar del testo), acquisì grandissima influenza nella vita del tempo, arrivando ad aspirare al matrimonio (forse davvero celebrato), con Livia Drusilla, nuora dell’imperatore, vedova del primo marito”

Livia Drusilla era la moglie di Augusto e madre di Tiberio, non sua nuora.

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L’esorcista

Sulla piattaforma S.O.F.I.A., dedicata all’aggiornamento dei docenti (ma non solo) è apparso giorni fa l’annuncio di un corso promosso dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum sull’“esorcismo e la preghiera di liberazione.

Siamo tornati al Medioevo. L’esorcista come figura che ti libera dalla possessione satanica, la preghiera come strumento principale per distaccarti da ogni male, incluse le possessioni demoniache che, evidentemente, per qualcuno esistono, ed è quello il guaio principale.

Se n’è accorto l’esponente di Liberi e Uguali, nonché segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che ha già preannunciato un’interrogazione parlamentare.

Nel frattempo, e con straordinario e singolare tempismo, la Regina Apostolorum ha cancellato il corso in questione dalla piattaforma S.O.F.I.A., chiarendo però che si svolgerà regolarmente nelle date enelle modalità preannunciate, perché, secondo quanto riporta il giornale on line “La Tecnica della Scuola” “non è dedicato ad insegnanti di scuola di primo e secondo grado “. Per fortuna però che abbiamo lo screenshot della scheda, così come si leggeva mentre era in linea. E’ l’immagine che intitola questo post. Si individuavano come destinatari “Docenti scuola secondaria I grado – Docenti scuola secondaria II grado” .

Tra gli obiettivi del corso, veniva inoltre indicata la possibilità “di fornire le necessarie competenze a sacerdoti, medici, psicologi, legali, docenti di ogni ordine e grado e in particolare docenti di religione, per affrontare tematiche di attualità sociale”. 

Tra gli ambiti formativi individuati, inoltre, c’era anche quello della “didattica per competenze e competenze trasversali”.

Dunque gli insegnanti erano destinatari e come del corso proposto, che probabilmente è stato ritirato per il comprensibile imbarazzo dell’ente proponente, che, comunque, è perfettamente accreditato ai sensi della Direttiva 170/2016 e a cui, almeno nelle intenzioni, avrebbero potuto partecipare docenti di qualsiasi materia (visto che le competenze sono trasversali). Insegnanti di religione, ma anche di lettere, diritto, spagnolo, inglese, matematica, applicazioni tecniche, educazione musicale, tutti col crocefisso d’ordinanza a invocare “Vade retro, Satana!!” e a studiare come quella che noi credevamo fosse una patologia psichiatrica, si rivela invece essere una vera e propria possessione demoniaca, da trattare con preghiere liberatorie dalla singolare e particolare potenza, il cui testo, come un mantra segreto, non ci è dato di conoscere (speriamo almeno che lo apprendano i partecipanti al corso di aggiornamento in questione).

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Disse “marocchino di merda” e “cinese di merda” a due suoi alunni. Prosciolto dall’accusa di abuso di mezzi di correzione e razzismo.

Un insegnante di scuola media del torinese, Salvatore A., è stato assolto dal tribunale di Torino dalle accuse di abuso di mezzi di correzione con sfondo razzista, per aver pronunciato le frasi “marocchino di merda” e “cinese di merda” nei confronti di due suoi allievi. Secondo il giudice mancano i presupposti per sostenere il «pericolo di danno al corpo o alla mente» dei giovanissimi alunni. Non si tratterebbe, dunque, delle ipotesi di reato succitate, ma solo di una “semplicissima” ingiuria, reato che è stato, come è noto, depenalizzato di recente e che prevede solo la sanzione dell’obbligazione civile. Su La Stampa il docente ha sempre respinto al mittente le accuse: “Ma quale razzismo? Mi è scappato e ho chiesto scusa. Guardi che non sono mica razzista, ho amici di colore, non ho frequentazioni di estrema destra […] A scuola ho sempre insegnato a non discriminare, a non fare differenze tra italiani e stranieri. Figuriamoci se ho istigato all’odio razziale…”  . Il docente ha dichiarato di volersi rivalere civilmente sul Provveditorato agli Studi e sul Ministero dell’Istruzione per i danni morali e materiali subiti, anche in virtù del fatto che per le espressioni di cui si parla era stato sospeso dal servizio per tre giorni.

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Copiate le tracce per la simulazione della seconda prova scritta dell’esame di stato. Il MIUR fa copia-incolla dalla traduzione inglese di un testo russo.

La simulazione di seconda prova dell’esame di stato (per la prima volta mista tra fisica e matematica) predisposta dal MIUR è stata pedissequamente copiata dal manuale del matematico russo Igor Idorov,
Problems in General Physics, edizioni MIR, del 1979 e tradotto in inglese nel 1981, usato da allora in ambito accademico.

“Mi sembra di una notevole gravità spacciare come adeguati problemi pensati per universitari, oltretutto non dichiarando nemmeno la provenienza della fonte”, dice Ivan Cervesato, docente di matematica e fisica. “Perchè non adottiamo il testo di Irodov, magari in russo?”, “è una presa in giro”, “esercizi di fisica per universitari! Intelligenti, eh?”. C’è chi gioca con il nome del Miur e quello della casa editrice Mir. Tanti i commenti arrabbiati: “La cosa che più mi rattrista è che gli insegnanti, gli studenti e le famiglie vengano trattati come delle teste vuote alle quali si può fare bere di tutto”. (fonte: repubblica.it)

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La tavola degli elementi di Mendel (questa sconosciuta)

Il MIUR ha pubblicato una nota relativa al ‘Lancio della XXVIII Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica’ a firma del Ministro Bussetti.

Una volta proposte le tematiche, si legge nella nota che la tavola degli elementi sarebbe stata ideata dal genetista Mendel, mentre è opera di Mendeleev, chimico.

Lo svarione ha fatto il giro del web e, al momento in cui lo metto in linea, non interessa già più nessuno. Il MIUR lo ha corretto ma lo screenshot ha fatto un po’ il giro dei social network. Una gaffe è permessa a tutti, per carità, ma nel caso del MIUR oggi non è la sola.

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Uso del cellulare in classe: l’insegnante non ha il potere di “sequestrare” il telefono all’alunno

Una professoressa ha scritto al sito web orizzontescuola.it. Le è successa una cosa curiosa. All’inizio della lezione stava raccogliendo in classe i cellulari degli alunni invitandoli a depositarli in uno scatolone. Mentre sta per tornare al suo posto inciampa, o comunque sia, lo scatolone va a finire contro lo spigolo della cattedra. Risultato finale: un cellulare si rompe (non si sa bene se si sia rotto solo il vetro di protezione o tutto lo schermo) per una riparazione e un danno di 140 euro. La scuola non rimborsa in assicurazione quanto pagato dalla famiglia che invia la fattura direttamente alla docente ritenendola responsabile in tutto e per tutto.

La redazione di orizzontescuola.it risponde che:

a) la circolare numero 30 del 15 marzo 2017 il MIUR ha vietato l’uso dei cellulari in classe;
b) questo però non autorizza il professore a ritirare (“sequestrare”) gli apparecchi, in quanto il pubblico ufficiale non è minimamente legittimato a farlo;
c) si possono (questo sì) punire gli alunni che fanno un uso improprio dei cellulari con note di classe, espulsioni dalle lezioni e quant’altro;
d) “Lo stesso Miur rende noto che le circolari scolastiche, anche se prevedono il sequestro del cellulare in caso di utilizzo in classe, non sono fonte di legge ma solo atti ministeriali,e possono andare in contrasto con le norme giuridiche esistenti.” (1)

Quindi, il cellulare è un bene personale dell’alunno, e come tale non può essere ritirato dall’insegnante. Punto. Qui finisce una diàtriba immensa che vede gli insegnanti e le scuole soccombere davanti a una realtà ingestibile e caotica. Hanno ragione gli alunni. Non c’è altro da dire. Solo da subire.

(1) da: https://www.orizzontescuola.it/cellulare-ritirato-e-rotto-linsegnante-deve-pagare-la-riparazione/

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Il Manifesto

manifesto

Appaiono così, come funghetti gàrruli che spuntanto nel tiepido solicello novembrino (solicello?) sui muri di una scuola.

Dalla sera alla mattina sono lì, segno evidente che qualcuno ce li incolla di straforo perché non hanno neanche il timbro del pagamento della tassa sulle pubbliche affissioni. Sono manifesti. Manifesti firmati dai gruppi più svariati che inneggiano alla patria, all’eroismo, all’ardore, al sacrificio, alla giovinezza, alla valorizzazione di eventi storici determinati (e BEN determinati), alla forza, ai tuoni, ai fulmini, alle saette, allo Sturm und Drang (intesto in senso letterale e non come movimento letterario, sia ben inteso!), alla forza, all’Italia, quella con la I maiuscola, una realtà da difendere sempre, non si sa bene poi da quale pericolo esterno.

Qualcuno, evidentemente mosso a pietà, li rimuove, il Comune dice che ci può fare poco o nulla perché “tanto li riattaccano”. Sui muri di una scuola, dove passano i ragazzi. Molti di loro sono minorenni che non capiscono, non vedono, o se vedono non afferrano, guardano impietriti ed increduli e poi tirano a dritto, infognandosi sempre più nei loro cellulari. Ma intanto il messaggio del disvalore è stato dato. In spregio all’istituzione scolastica che dovrebbe insegnare il pluralimo delle civiltà, la tolleranza, il vero significato di festività e ricorrenze come il 4 novembre (una volta festa nazionale, oggi giornata lavorativa, fine di una guerra che ha provocato milioni di morti, feriti, menomati), e perché no, a gioire di una bella giornata di sole anziché celarsi al buio di ideologie e stilemi triti e ritriti, spiegare lo Sturm und Drang quello VERO, e che nell’italietta con la minuscola di cui tutti siamo servi inutili c’è posto per tutti e che non è vero che prima gli italiani, no, casomai prima chi ha bisogno, e che diamine.

Se ho paura? Ma certo!

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“Se gli studenti non leggono la colpa è dei docenti”, parola di Daniel Pennac

SCreenshot tratto da tecnicadellascuola.it
Screenshot tratto da tecnicadellascuola.it

Gli studenti non leggono, e questo si sa da anni. L’altro giorno ci si è messo anche lo scrittore Daniel Pennac a caricare da undici il peso di questa tragica situazione asserendo che se si verifica una circostanza del genere la colpa è senz’altro degli insegnanti. Ora a me Daniel Pennac non piace né punto né poco, né come persone né come scrittore. Credo di esssere padrone di assumere una posizione del genere e di poterla esprimere. Mi ha stupito soprattutto la faciloneria con cui un intellettuale molto seguito ed apprezzato (dagli altri) come Pennac sia caduto nella classica trappola per cui se le cose vanno bene il merito è senz’altro degli alunni, mengtre se le cose vanno male la colpa è, sempre senz’altro, inevitabilmente degli insegnanti.

La scuola è, purtroppo o per fortuna non lo sapremo mai, un ingranaggio fondamentale, ma pur sempre un ingranaggio della società, per cui se la ruota non gira è probabilmente perché altre rotelle (come quelle della famiglia, per esempio) si sono fermate. Come si fa a pretendere che un ragazzo adolescente legga se i genitori in casa non hanno nemmeno un libro? O se inculcano al pargolo (che magari vorrebbe leggere) l’idea che i libri non servono a niente, che deve sbrigarsi a prendere questo pezzo di carta e andare a lavorare nell’azienda del padre che c’è tanto bisogno? Perché cose di questo genere se ne vedono e se ne sentono tutti i giorni. Avete mai avuto a che fare con alunni che nonostante le elementari e le medie arrivano alle superiori e non sanno leggere un testo ad alta voce, sbagliando la punteggiatura, l’intonazione e stravolgendo completamente il senso di quello che stanno leggendo riducendo il testo a una semplice e banale successione di suoni e parole senza un costrutto logico?

Se Pennac avesse pensato a questo, prima di sparare sentenze definitive passate in giudicato, forse oggi non saremmo qui a parlarne e Pennac non avrebbe tutta questa popolarità sui siti web di informazione scolastica e sui quotidiani on line. Ma cosa non si farebbe per un minimo di notorietà in più??

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