Il Ministro Azzolina nella sua informativa al Senato: “Il Ministero è già al lavoro e stiamo predisponendo tutte le misure necessarie per intervenire, anche in deroga alle vigenti disposizioni normative (…)”

«Il Ministero è già al lavoro e stiamo predisponendo tutte le misure necessarie per intervenire, anche in deroga alle vigenti disposizioni normative, in materia di: valutazione intermedia e finale degli studenti; modalità di recupero degli apprendimenti; requisiti di accesso e struttura degli Esami di Stato, per il I e II ciclo di Istruzione; ridefinizione del calendario scolastico nazionale e dei calendari regionali, nel rispetto delle prerogative delle Regioni»

«Anticipo sin d’ora quella che può essere una diretta conseguenza di questo approccio di valorizzazione dei percorsi di ognuno, che riguarda la composizione delle commissioni d’esame per la scuola secondaria di II grado. Il mio orientamento è di proporre una commissione formata da soli membri interni, con presidenti esterni. Da un lato, ciò vale a tutelare gli apprendimenti effettivamente acquisiti. Dall’altro, un presidente esterno si fa garante della regolarità dell’intero percorso d’esame».

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Il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina: “gli insegnanti hanno la piena libertà di valutare come ritengono opportuno”

“L’anno scolastico sarà valido e gli insegnanti hanno la piena libertà di valutare come ritengono opportuno. Moltissimi lo stanno già facendo, stanno già valutando grazie alla didattica a distanza ma io non ho l’ossessione del voto. L’importante è stare vicino ai ragazzi che sono smarriti, non hanno più la loro routine. Gli insegnanti sono fondamentali dal punto di visto emotivo, soprattutto in quelle zone come la Lombardia in cui l’isolamento e la tristezza si stanno combattendo anche grazie alla scuola. I prof regalano momenti di serenità in momenti tristissimi”.

(Lucia Azzolina, “Tutti in classe”, Radio Rai)

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Alcune riflessioni di Cinzia De Angelis, Docente di Scienze Umane presso il Liceo Guglielmotti di Civitavecchia

Ricevo via WhatsApp questa note di Cinzia De Angelis e, condividendole, ve le “giro” con piacere.

Cari colleghi vorrei esprimere alcune considerazioni del tutto personali rispetto a quello che stiamo creando con i ragazzi riguardo la didattica a distanza in un momento dove le priorità sono altre. Li stiamo bombardando di informazioni, compiti, messaggi, materiali fino a sera tardi. Noi docenti che consigliamo sempre di non stare tutto il giorno su un PC o un cellulare li stiamo incatenando in una sorta di collegamento virtuale che non tutti sono in grado di capire e sostenere neanche noi docenti. Nella case c’è paura, isolamento sociale, serie difficoltà economiche e noi forse dovremmo, sicuramente assegnare i compiti e renderci disponibili, ma non sentirci bravi docenti se ci “incolliamo” o peggio “facciamo incollare” i nostri ragazzi virtualmente davanti ad un PC con la speranza di fornirgli abilità e competenze. La didattica a distanza non può, a mio avviso, sostituirsi alla relazione educativa che ritengo fondamentale in questa fascia d’età ed inoltre non può essere una forzatura educativo-didattica in un momento dove i bisogni primari e di sicurezza sono destabilizzati. Essere docenti in questo momento storico ritengo sia altro, stiamo vivendo una catastrofe peggio della guerra perché almeno dalle bombe in qualche modo ci potremmo difendere, siamo in pieno PTSD disturbo post traumatico da stress e noi cosa facciamo ci accaniamo sulla didattica a distanza, le piattaforme e le videolezioni. Così da una parte abbiamo il coronavirus dall’altra lo stress che stiamo generando nelle famiglie riguardo una modalità di fare scuola a cui nessuno è abituato. Mi dissocio completamente dalle metodiche in alcuni casi “vessatorie” che stiamo usando. Semplifichiamo la didattica e curiamo il rapporto con i ragazzi sosteniamoli in uno dei momenti più difficili della storia contemporanea. Ci sono ragazzi che hanno tremendamente paura, sono smarriti. Alcuni nostri alunni possono avere i genitori che lavorano interrottamente nella sanità o che non lavorano più con gravissime conseguenze economiche. Vi ricordo che abbiamo riconosciuto BES per molto meno, quindi guidiamoli e facciamogli sentire che la scuola c’e’ ma con la consapevolezza che ognuno di noi nel suo cuore sta cercando di superare la pandemia e le menti hanno bisogno di organizzarsi per gestire la paura e l’angoscia. Un caro saluto a tutti cari colleghi con l’augurio di rivederci presto a scuola con i nostri alunni e le piccole cose di tutti i giorni.

Prof.ssa Cinzia De Angelis Psicologa-Psicoterapeuta
Docente di Scienze Umane presso il Liceo Guglielmotti di Civitavecchia

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Dimissioni del Ministro Fioramonti: la lettera aperta

Due giorni fa ho inviato al Presidente del Consiglio la lettera formale con cui rassegno le dimissioni da Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Per cortesia istituzionale, ho atteso nel rendere pubblica la notizia e mi sono messo a completa disposizione per garantire una transizione efficace al vertice del Ministero, nei tempi opportuni per assicurare continuità operativa.

Prima di prendere questa decisione, ho atteso il voto definitivo sulla Legge di Bilancio, in modo da non porre questo carico sulle spalle del Parlamento in un momento così delicato.
Le ragioni sono da tempo e a tutti ben note: ho accettato il mio incarico con l’unico fine di invertire in modo radicale la tendenza che da decenni mette la scuola, la formazione superiore e la ricerca italiana in condizioni di forte sofferenza.
Mi sono impegnato per rimettere l’istruzione – fondamentale per la sopravvivenza e per il futuro di ogni società – al centro del dibattito pubblico, sottolineando in ogni occasione quanto, senza adeguate risorse, fosse impossibile anche solo tamponare le emergenze che affliggono la scuola e l’università pubblica.
Non è stata una battaglia inutile e possiamo essere fieri di aver raggiunto risultati importanti: lo stop ai tagli, la rivalutazione degli stipendi degli insegnanti (insufficiente ma importante), la copertura delle borse di studio per tutti gli idonei, un approccio efficiente e partecipato per l’edilizia scolastica, il sostegno ad alcuni enti di ricerca che rischiavano di chiudere e, infine, l’introduzione dell’educazione allo sviluppo sostenibile in tutte le scuole (la prima nazione al mondo a farlo).
La verità, però, è che sarebbe servito più coraggio da parte del Governo per garantire quella “linea di galleggiamento” finanziaria di cui ho sempre parlato, soprattutto in un ambito così cruciale come l’università e la ricerca. Si tratta del vero motore del Paese, che costruisce il futuro di tutti noi. Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c’è la volontà politica.
L’economia del XXI secolo si basa soprattutto sul capitale umano, sulla salvaguardia dell’ambiente e sulle nuove tecnologie; non riconoscere il ruolo cruciale della formazione e della ricerca equivale a voltare la testa dall’altra parte. Nessun Paese può più permetterselo. La perdita dei nostri talenti e la mancata valorizzazione delle eccellenze generano un’emorragia costante di conoscenza e competenze preziosissime, che finisce per contribuire alla crescita di altre nazioni, più lungimiranti della nostra. È questa la vera crisi economica italiana.
Alcuni mi hanno criticato per non aver rimesso il mio mandato prima, visto che le risorse era improbabile che si trovassero. Ma io ho sempre chiarito che avrei lottato per ogni euro in più fino all’ultimo, tirando le somme solo dopo l’approvazione della Legge di Bilancio. Ora forse mi criticheranno perché, in coerenza con quanto promesso, ho avuto l’ardire di mantenere la parola.
Le dimissioni sono una scelta individuale, eppure vorrei che – sgomberato il campo dalla mia persona – non si perdesse l’occasione per riflettere sull’importanza della funzione che riconsegno nelle mani del Governo.
Il tema non è mai stato “accontentare” le mie richieste, ma decidere che Paese vogliamo diventare, perché è nella scuola – su questo non vi è alcun dubbio – che si crea quello che saremo.
Lo sapeva bene Piero Calamandrei quando scriveva che “se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la scuola a lungo andare è più importante del Parlamento, della Magistratura, della Corte Costituzionale”.
Alle persone con cui ho lavorato, dentro e fuori dal Ministero, dalla viceministra e sottosegretari ai tanti docenti, sindacati, imprese e fino all’ultimo dei dipendenti, va tutto il mio ringraziamento per avermi accompagnato in questo percorso.
Alle ragazze ed ai ragazzi che fanno vivere la scuola e l’università italiana chiedo di non dimenticare mai l’importanza dei luoghi che attraversano per formarsi, senza arrendersi alla politica del “non si può fare”.
Come diceva Gianni Rodari, dobbiamo imparare a fare le cose difficili. Perché a volte bisogna fare un passo indietro per farne due in avanti.
Il mio impegno per la scuola e per le giovani generazioni non si ferma qui, ma continuerà – ancora più forte – come parlamentare della Repubblica Italiana.
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La Dirigente Scolastica Anna Gangarossa annulla la celebrazione della Messa di Natale in orario curriculare scatenando la reazione di Matteo Salvini

La dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Agrigento Centro, Anna Gangarossa, annulla legittimamente la celebrazione delle Messa di Natale in orario curricolare scatenando la (…) reazione di Salvini. La dirigente scolastica ha così spiegato la decisione :

“ Sono rispettosa del pluralismo e soprattutto sono una donna di legge, per questo devo attenermi alle norme che mi impongono di non impegnare ore curriculari nel culto religioso visto che la scuola deve essere laica e ci sono precise regole imposte dal ministero dell’Istruzione. Ho solo applicato la legge è mi dispiace essere attaccata da chi vuole strumentalizzare la vicenda per scopi politici”.

Matteo Salvini, venuto a conoscenza del caso, ha così commentato:

“Vergogna, incredibile vergogna! Esprimo solidarietà a tutti i bimbi, agli insegnanti e ai genitori a cui viene negato il bello del Natale, nel nome di una inaccettabile sottomissione culturale e valoriale. Invierò personalmente un presepe a questa preside, che evidentemente ha fallito nella sua missione educativa”.

Ecco la giustificazione della dirigente:

“Cari amici, E’ con grande rammarico che apprendo che la decisione sofferta di annullare la Messa natalizia sia diventata un fatto di cronaca nazionale e, soprattutto, sia stata strumentalizzata per ideologie politiche.

E quello che mi avvilisce ancora di più è toccare con mano quante false verità in questo momento ruotino attorno alla vicenda.

Per amor del vero e della scuola che ho il privilegio di dirigere, ho deciso di non esimermi dal raccontare personalmente come si siano svolti realmente i fatti.

L’I.C Agrigento Centro è la scuola storica della città che accoglie ogni giorno circa 1000 alunni. Un’utenza eterogenea e molto vicina alla policy della scuola. La partecipazione a celebrazioni religiose è stata sospesa da anni in quanto non gradita da una minoranza della popolazione scolastica. Lo scorso anno mi sono insediata in questo istituto e, accogliendo la volontà della stragrande maggioranza della popolazione, ho aperto nuovamente le porte alle tradizioni religiose cristiane. Puntualmente, sono stata attaccata di non rispettare la volontà delle minoranze e i valori costituzionali cui si fonda la nostra scuola.

In particolare, in seno al Consiglio di Istituto, direttamente coinvolto nelle decisioni organizzative della scuola, abbiamo prontamente discusso di quanto stabilito all’Art. 311 “Diritti delle altre confessioni religiose diverse dalla cattolica” del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 – Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado (s.o. G.U. n.115 del 19/5/1994).

Abbiamo letto delle Sentenze TAR che annullano le delibere del Consiglio di istituto, che avevano autorizzato lo svolgimento di cerimonie religiose in orario scolastico.

Intanto, la scuola ha sempre operato prestando la massima attenzione al volere di tutti i bambini, cercando di garantire il dovuto rispetto alle scelte di ciascuno. È stata accolta la volontà, ove possibile, di far vivere alla maggior parte degli alunni momenti di religiosità all’interno della Basilica di Agrigento, come, ad esempio, è avvenuto lo scorso 4 ottobre in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico, senza urtare mai la sensibilità della minoranza, per la quale sono state sempre organizzate attività laboratoriali e uscite sul territorio, come alternativa alla Religione Cattolica

In occasione delle festività natalizie, la scuola ha programmato tante attività curricolari ed extracurricolari, legate alle tradizioni nazionali e locali.

I giorni 17, 18 e 19 dicembre la scuola ha aperto le porte al territorio fino alle ore 19:00, con allestimento di laboratori creativi, culinari, di antichi mestieri, con angoli dedicati alla Natività, ai santini, alle novene, ai cori natalizi, formati da alunni, genitori e docenti, angoli che raffiguravano per i credenti I presepi viventi e per i non credenti una “Mostra di cibi e tradizioni culinarie”, come è stata intitolata la manifestazione.

Ritenendo di poter garantire a tutti la volontà di celebrare le festività religiose, ho autorizzato in prossimità del Natale la celebrazione in Chiesa della Messa e contemporaneamente la visita al Palazzo dei Filippini della Città, per visitare strumenti musicali del mondo, in modo da garantire a tutti gli alunni come trascorrere un’ora della giornata, insieme ai loro docenti e al personale scolastico.

Questo non è bastato ad acquietare gli animi di alcuni genitori, che attaccano la scuola di essere discriminatoria e di non accogliere la volontà della minoranza.

Preso atto di questi malumori, a malincuore, ho ritenuto giusto e corretto per la scuola laica e pluralista dover annullare la Messa per il giorno fissato, proponendo che venisse spostata al sabato successivo, giorno di chiusura, garantendo tuttavia la presenza del Dirigente e del personale scolastico. Purtroppo questa proposta non è stata accolta e così abbiamo mantenuto tutte le attività programmate a scuola, recite, canti e scambi di auguri ad eccezione della celebrazione in Chiesa.

E’ stata una decisione sofferta per me e per il mio staff, nonostante abbiamo potuto contare fin da subito sul sostegno e sull’affetto del personale scolastico, del Consiglio di Istituto e di tanti, tanti, tantissimi genitori cattolici, associazioni e persino della Pastorale delle famiglie della Basilica di San Francesco che, tramite il parroco, mi ha manifestato vicinanza e sostegno, ben comprendendo le ragioni della scelta.

Mi dispiace adesso apprendere che, mentre le mie richieste di aiuto per difendere la scuola da problemi strutturali e di sicurezza siano rimasti praticamente inascoltati, tanto che risale a pochissimi giorni or sono l’interdizione dell’ingresso principale in uno dei plessi scolastici, sia bastato questo fatto per far puntare i riflettori su una scuola che sento di dover difendere per l’alto valore etico, morale, professionale che caratterizza quotidianamente il personale tutto, così come l’amore dei bambini e il supporto dei genitori.

Per loro tutti e per l’integerrimo modus operandi che garantisco al mio lavoro, chiedo rispetto e messaggi natalizi di amore e pace, piuttosto che opinioni errate ed altamente offensive del nostro operato.
Con l’occasione, auguro a tutti quanti un sereno e felice Natale, in nome del Cristianesimo che professiamo.”

Fonte: Fonte: Pasquale Bruno Avolio via Facebook

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La sospensione della Professoressa Rosa Maria dell’Aria è ancora vigente. Intervista alla docente.

La professoressa Rosa Maria Dell’Aria, sospesa perché accusata di non aver controllato le slide dei suoi alunni sul Decreto sicurezza, vede ancora integro il provvedimento di sospensione che la riguarda. Nonostante l’ex ministro dell’istruzione Marco Bussetti si fosse impegnato in primissima persona, e l’ex ministro dell’interno Matteo Salvini abbia voluto incontrarla per rassicurarla personalmente, la sanzione della sospensione di 15 giorni dal servizio e dallo stipendio non è stata ancora revocata.

Radio Radicale ha intervistato la docente.

 

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Varese: “fai schifo, sei proprio un terrone”. Offendeva i bambini dell’asilo nido. Maestra sospesa per sei mesi dal GIP.

Schiaffeggiava bambini e li offendeva gridando “fai schifo, sei proprio un terrone”. Bambini di età compresa tra i pochi mesi e i due anni. Asilo nido, per indenderci. La donna si appartava anche in una stanza con il compagno, fatto entrare di nascosto, lasciando soli i bambini. Sono state le telecamere dei carabinieri, installate su ordine del PM di Varese a dimostrare i fatti e a spingere il GIP a irrogare la sanzione di sei mesi di sospensione dall’attività lavorativa per una maestra di Cocquio Trevisago. L’inchiesta ha avuto origine dalla segnalazione di una coppia di genitori che hanno riferito ai carabinieri della stazione di Besozzo che il loro bambino accusava sintomi di insonnia, incubi notturni e reazioni di  autolesionismo. Il piccolo è stato ritirato dall’asilo.

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Le parole del professor Giancarlo Talamini Bisi contro le sardine

“Se becco qualcuno di voi, da martedì cambiate aria, nelle mie materie renderò la vostra vita un inferno, vedrete il 6 col binocolo e passerete la prossima estate sui libri. Di idioti in classe non ne voglio”

“Andrò ai flash mob delle Sardine per vedere se becco qualche mio studente… poi piangerà di avere un prof che lo rimanda e gli farà vedere un 6 con il binocolo”.

“Potete anche scrivermi e chiamarmi, ho un sito personale, non temo di metterci la faccia. Venite pure a trovarmi a Torrano di Pontremoli: ho due motoseghe, tre marazzi, un cane, una falce, due accette: credo bastino per darvele sulle vostre teste vuote”

“Sto guardando Piazza Pulita e l’intervista ai 3 sfigati delle Sardine. Sono molto giovani, la menano con l associazionismo e, quel che è peggio, son precari e disoccupati, girano per l Italia a cercare un lavoro. Io, se fossi in loro, piangerei per la loro condizione , mi cercherei un lavoro stabile, non perderei tempo a fare il coglione in giro e credere alle favole.”

(Giancarlo Talamini Bisi)

“A tutela dei diritti degli studenti e della stessa scuola ho attivato gli uffici del Miur per verificare i fatti e procedere con provvedimento immediato alla sospensione

(Lorenzo Fioramonti, Ministro della Pubblica Istruzione)

“I professori leghisti minacciano di bocciatura gli studenti che vogliono manifestare con i discorsi di odio della destra. Un comportamento inaccettabile contro cui ci batteremo fermamente. Nessun docente può impedirci di manifestare, né possiamo accettare che si dichiari fascista. Questi personaggi devono essere cacciati dai luoghi della formazione”

(Giulia Biazzo, Unione degli Studenti)

“Ne approfitto per scusarmi con gli studenti, genitori, colleghi e dirigenti che non era certo nelle mie intenzioni mettere in difficoltà attraverso il mio scritto. Chi ha mi conosciuto sa che non sarei mai e poi mai in grado di compiere azioni del genere”.

(Giancarlo Talamini Bisi)

Il docente, successivamente a queste dichiarazioni è stato colto da malore, soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale delle Apuane Noa di Massa dove i medici mantengono totale riserbo sugloi accertamenti clinici.

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Pavia: maestra denuncia i maltrattamenti in famiglia a una alunna. Sospesa per un giorno per violazione del segreto d’ufficio e per aver arrecato un danno all’immagine della scuola.

L’alunna, una bambina di scuola primaria, subiva violenze in famiglia. L’insegnante, insospettita vedendo continuamente lividi alle gambe della piccola, e assistendo a continui pianti in classe ne parla con la preside. Una volta, due volte, tre volte, varie volte. Ma non succede nulla. Allora decide di agire per conto proprio e di denunciare alle forze dell’ordine quello che ha visto. Mal gliene incolse perché la sua dirigente scolastica l’ha sospesa per un giorno senza paga per aver violato il segreto d’ufficio e aver arrecato un danno d’immagine alla scuola. “La bambina era in pericolo e ho deciso di agire secondo coscienza“, ha riferito la docente alla stampa locale. Il tribunale di Pavia ha revocato la sospensione e ha invitato la dirigente scolastica a rifondere la cifra di 75 euro alla docente, pari alla retribuzione di un giorno. Il procedimento è stato aggiornato al prossimo mese di dicembre.

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Giovanna Cristina Vivinetto: “Io licenziata perché transessuale”

«In queste settimane hanno portato a esempio per gli altri docenti il mio approccio con gli studenti, poi ieri all’improvviso mi hanno licenziata, sostenendo che il mio metodo di insegnamento non va bene. Io temo che a non andargli più bene, invece, sia la mia transessualità: forse qualcuno si è lamentato con i dirigenti e hanno cercato il primo pretesto per mandarmi via»

A parlare è Giovanna Cristina Vivinetto, per la legge italiana di sesso femminile, già vincitrice del premio Viareggio opera prima per la poesia con il libro “Dolore minimo”, che ha insegnato letteratura italiana al triennio del Liceo Linguistico Paritario J. F. Kennedy dal 23 settembre scorso, e dal quale è stata licenziata giorni fa.

In una intervista telefonica al Corriere, oltre al virgolettato riportato in cima al post, Giovanna Cristina ha riferito:

«Temo che il problema sia che sono transessuale. Mi hanno dato altre motivazioni ufficiali: che sono indietro con il programma, che spiego troppo velocemente (ma allora come faccio a essere indietro con il programma?), che quando parlo sono confusa e insicura, che non mi faccio rispettare dai ragazzi, che sono “troppo poeta” per fare l’insegnante. Però finora nessuno mi aveva chiesto di cambiare il mio modo di far lezione, a differenza di quanto è successo ad altri insegnanti della stessa scuola, e i ragazzi mi hanno sempre mostrato apprezzamento ed entusiasmo»

Nessun commento sulla vicenda invece dall’amministrazione della scuola che ha rivendicato la legittimità del licenziamento.

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La tassa sulle merendine del neoministro del MIUR Fioramonti

«Servono delle micro tasse di scopo: una tassa sulle merendine, una sulle bevande zuccherate, un’altra sui biglietti aerei. Sono attività o dannose per la salute, le prime due, o inquinanti. Con i soldi che lo stato ricava si fanno interventi per la ricerca o la scuola. Abbiamo calcolato che solo da questi interventi si possono ricavare 2,5 miliardi».

Lorenzo Fioramonti, Ministro del MIUR del Governo Conte Bis, intervista al Corriere della Sera.

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La difesa di Eliana Frontini

“Quel post non l’ho scritto io, chi mi conosce sa che non penso quelle cose”.

“Per motivi che spiegherò solo a chi di dovere, mi sono assunta una responsabilità non mia. Non si è trattato di hackeraggio, semplicemente è stato usato il mio account e il mio computer. Non l’ho detto prima perché non credevo che la vicenda assumesse questo peso…”.

“So chi lo ha scritto, ma ne parlerò solo con le autorità competenti e anche questa persona spiegherà tutto quando sarà convocata. È pronta a prendersi le sue responsabilità”.

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