Il compleanno disertato del bambino autistico

Un bambino autistico di quattro anni di Cavezzo ha compiuto gli anni. Nessuna occasione migliore per festeggiare e invitare gli amichetti assieme alle loro famiglie. Ed è quello che ha fatto la sua mamma, inviando 18 inviti attraverso WhatsApp ad altrettante famiglie di bambini. Bene, su 18 ragazzini invitati, solo uno si è presentato al compleanno del bambino autistico. Appena tre hanno risposto declinando l’invito e sugli altri è calato un tombale silenzio, un imbarazzo assoluto. Silenzio, dicevo. Nulla di nulla. Neanche un semplice “Mi dispiace, ma a quell’ora mio figlio va a buddismo”. Sarebbe stato probabilmente già qualcosa. Lo sfogo della madre su Facebook ha avuto un effetto a dir poco virale e la vicenda è rimbalzata agli onori della cronaca su tutti i giornali.

Ora è chiaro che se ci sono delle responsabilità da trovare, vanno ascritte ai genitori dei bambini invitati. Immagino che siano tutti più o meno coetanei dell’invitato, e cosa volete che sappiano i bambini di confermare o declinare un invito, del fatto che il loro compagno festeggi gli anni, delle aspettative della sua mamma che voleva soltanto fare una festa? Nulla. A quell’età non hanno nemmeno il cellulare (anche se qualcuno in famiglia, glielo comprerebbe più che volentieri). E allora questo svarione, questa scivolata su una cacca di cane depositata sul marciapiede, questa stercofigura è proprio da ascrivere a chi esercita la patria potestà. Che, poi, rappresenta il referente diretto della famiglia con cui hanno a che fare la scuola, la società e le istituzioni.

Famiglie amare.

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Alles Gute zum Geburtstag, Unsere Liebe!



E’ il compleanno di Mariella, “Unsere Liebe”.

Siccome è una cara amica (nonché collega di lingua tedesca), io, mia moglie, la redazione del blog, tutta l’équipe di Whiskypedia, i conigli Beppe e Chomsky (cioè sempre quei tre o quattro, alla fine) la festeggiamo con molto affetto.

Qui la vediamo in una foto, alle prese con Fulvia, attualmente la sua più cara e fedele amica.

Mariella è una tuttofare irrefrenabile: inossidabile bricoleuse, ha il pregevole dono di mettere nomi (propri di persona) alle cose e di scovare ogni tipo di accessorio per la casa e per la cucina (ma scommetto che non ha un aprinoci – non schiaccianoci! – a forma di cuore che ci hanno appena regalato e di cui a casa Di Stefano andiamo tronfi e sussiegosi…).

Alles Gute zum Geburtstag![*]


[*] Traduzione ad uso di Edo Caciagli, del Compare e dei pisani: “Ti auguriamo ogni bene per il tuo compleanno!”
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Come si fa un blog. Consigli per farmacisti

Sono preoccupato.

La settimana scorsa due colleghe mi hanno candidamente confessato di leggere, con sufficiente regolarità, il mio blog.

Questa mattina il farmacista mi ha chiesto "Come si fa un blog?"

E sono cose che inquietano, perché, in un modo o nell’altro, ti fanno capire che il tuo blog vive di vita propria e che sta andando ben oltre il punto in cui lo avresti ragionevolmente portato.

E allora "Come si fa un blog?" E che ne so?
Voglio dire, io ho cominciato a mettere insieme dei pensieri e degli scritti sparsi, su argomenti disparati, inizialmente per metterli un po’ in ordine, poi la cosa mi ha preso la mano o, forse, si è modellata da sola e risponde meglio a ciò che avrei voluto.

Qualche consiglio da farmacisti, però, me la sento di darlo.

Prima di tutto non usate nick o pseudonimi vari. Non importa quello che avete da dire o come sapete dirlo. Importa che siate voi a dirlo. Intendo dire voi nome e cognome, persone identificabili in modo inequivocabile.
E’ veramente spiacevole trovare dei blog anche ben scritti, divertenti, brillanti, anche profondi, e sapere che l’autore di quello che ci è tanto piaciuto è Pachiderma68, piuttosto che Bambinella72.
Probabilmente avete bisogno o timore di non essere identificati, ma se non volete che la gente vi riconosca allora, molto probabilmente, non avete nemmeno bisogno di scrivere un blog.

Non usate spazi web per blog gratuiti di tipo commerciale.
Per intenderci, non usate Splinder, non usate Libero, Yahoo, o qualsiasi altra cosa di questo genere vi venga propinata.
Non ho nulla contro Splinder o Libero (contro Yahoo sì), ma quelli non sono blog, o, almeno, non solo. Sono delle comunità di utenti che intendono interagire tra di loro, e se uno ha bisogno di interagire con qualcuno va in parrocchia, al circolo ricreativo, a giocare a boccette con gli amici del biliardo.
Fa veramente venire il latte alle ginocchia vedere la foto di un tramonto di Bettina85, tre parole vuote e di circostanza tipo "Mi sento nulla davanti a tutto questo" (scusate tanto, l’aveva già scritto Leopardi più di 150 anni fa che il naufragar gli era dolce in questo mare, Ungaretti si è illuminato d’immenso, ora per favore non ci frantumate gli attributi!), e leggere che BisonteSolitario risponde a Bettina "Sei sempre molto profonda e molto precisa nel rivelare al mondo le tue sensazioni!" Che è come dire che le sta facendo una corte telematica spietata, il che va bene, ma non è blog, scambiatevi il numero di cellulare e fatela finita.

Piuttosto prendetevi un bel dominio per conto vostro. Costano pochissimo e valgono tanto.
E soprattutto non riempono i vostri spazi con la pubblicità.
E se proprio volete avere qualche sponsorizzazione per avere indietro i soldini che avete speso ci metterete quelle che volete voi, non quelle che voglio gli altri.
Ora schiaffateci su una piattaforma blog.
Quella che gestisce ciò che leggete si chiama dBlog, e potete trovarla sul sito
www.dblog.it. La trovai alcuni anni fa e mi sembrò utilissima, adesso obiettivamente c’è di meglio (ma che faccio, lo butto?), per cui andate anche a vedere www.wordpress.com.
Molto probabilmente le vostre scelte di oggi risulteranno vetuste e motivo di pentimento domani. Mettetelo in conto. Se oggi comprate un’automobile o un cellulare, molto probabilmente tra sei mesi ci sarà di meglio.
Tutto questo per voi è arabo?
Mettetevi di santa pazienza ad imparare, ne vale la pena.
Se usate Splinder o Libero vi ritrovate i cibi precotti, già pronti per essere serviti.
E’ come avere una minestrina pronta della Knorr, scalda lo stomaco, magari toglie la fame, ma non avete imparato a cucinare e a cavarvela se avrete bisogno di nuovo di cibo e soprattutto non sapete cosa c’è dentro.

Non fate mai caso a quello che la gente scrive nei vostri commenti.
Personalmente li ho disabilitati per motivi tecnici (gonfiano troppo il database e rischiano di mandare in tilt il server), ma probabilmente andrebbero disabilitati sempre e comunque.
Non importa quello che gli altri dicono a voi, importa ciò che voi avete da dire agli altri.

Non si può gestire un blog senza sentirsi un po’ Beppe Grillo. Ma non vi illudete, non avrete tutti questi accessi. Nella migliore delle ipotesi verranno a trovarvi in pochissimi.
Questo inizialmente vi farà incazzare, ma poi vi passerà.
O perché avrete deciso che non vale la pena scrivere per un pubblico così esiguo (ma allora non scrivete per comunicare, scrivete per essere applauditi) o perché avrete deciso di continuare fregandovene altamente di quello che accade intorno a voi. Ed è l’atteggiamento più sano.
Però scrivete il vostro blog esattamente come se Beppe Grillo foste voi.
Non dovete dire "Ragazzi, è una cosa pazzesca!", ma ci dovete mettere cura. Un vostro post può essere cliccato mille o dieci volte, abbiate rispetto (e pietà) per chi lo legge.

Il blog è come un bambino, deve essere curato continuamente.
Se avete qualcuno che vi legge per il puro gusto di leggervi e viene a trovarvi periodicamente, probabilmente avrà piacere di leggere qualcosa di nuovo ogni tanto.
Vuol dire che un blog per essere vivo deve essere continuamente aggiornato.
Dire quanti aggiornamenti debba avere un blog è difficile.
Diciamo che uno alla settimana in teoria potrebbe bastare.
Ma quell’uno alla settimana ci deve essere e tutte le sante settimane. Il web è pieno di gente che scrive "Buongiorno mondo, questo è il mio blog!", l’indomani scrive "Ehi, mondo, ci sei ancora?" e il giorno successivo si è già stufata.

Può valere la pena indicare e-mail e numero di telefono in un blog?
Dipende da due fattori: se siete disposti a ricevere tanto spamming e se siete un uomo o una donna.
Probabilmente se siete una donna non vi importerà tanto essere bersagliata da tonnellate di pubblicità del Viagra, ma magari potrebbe essere un pelino scocciante ricevere telefonate da sconosciuti che si sono messi in testa strane idee.
La mia esperienza è che più diffondete il vostro numero di telefono più la gente si accorge che non avete nulla da temere e vi lascia in pace (mettere il proprio numero sul web è il modo migliore per non farvi telefonare da nessuno), ma è un’esperienza personale, non prendetela come oro colato, ho conosciuto persone che hanno passato i guai solo per aver scritto il loro numero di telefono in a mail privata.
Tutt’al più, se proprio volete, compratevi una seconda scheda dedicata proprio alle vostre blogconoscenze. Vi consiglio Wind, che oltre a costare poco funziona anche poco, così sarete sicuri di avere più possibilità di non essere scocciati e ci fate anche la bella figura dei temerari.

Il blog è fatto da quello che ci scrivete. Cercate di avere qualcosa da dire e di dirlo in un italiano corretto.

Poi prendete questi consigli e portateli al vostro farmacista.

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Canto dell’odio verso il bricolage

Dichiaro solennemente e davanti a testimoni di ineccepibile rettitudine morale quali i lettori del mio blog che odio il bricolage con tutto me stesso.
Odio le chiavi a brugola, le fresatrici, i trapani, le viti a rientro, quelle con la testa quadrata e quelle a taglio. Conseguentemente dichiaro apertamente tutto il mio disprezzo nei confronti di cacciaviti a stella, che siano con il manico di plastica gialla e trasparente o che abbiano un’odiosa accozzaglia di arancio e nero, i mobili dell’Ikea e le loro istruzioni figurate stampate su carta riciclata (l’unica che si veda in giro), mi fa schifo la sicumera e la calma vèdica dei bricoleurs, che ti guardano dall’alto in basso per farti capire che loro ci sono riusciti a fare un mobiletto in legno con tutti i crismi e tu non sai montare nemmeno due pezzi di truciolato, cazzo è il truciolato, un legno pressato e compresso per far felici quelli che poi lo monteranno, ecco cos’è, odio i taglierini di qualunque foggia o fattura, le livelle, gli stucchi, le vernici, le coppali, le scatole per i cambi di stagione da montare, quelle già montate nei negozi che te le fanno vedere che sono perfette, poi tu ne compri un paio, ti metti lì a ravanare e ti senti un pirla, odio le listarelle di legno, i battiscopa, i collanti, le prese elettriche, odio perfino i mattoncini Lego, ripudio con tutto me stesso il meccano e le costruzioni di qualsiasi fattura.
Sottoscritto e suggellato.
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La via maestra

Devo all’indubbio genio fotografico di Emiliano Nencioni, purtroppo per lui, questa istantanea di pregio indiscutibile e notevolissimo valore artistico. Suonator di tromba (lei però suona il piano) e liutaio insigne, il buon Nencio gira la Toscana (e ogni tanto si sposta un po’ più in là…) e si fa largo tra bassi elettrici e distribuzioni di Linux. Complimenti!
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Antonella Beccaria – Brigate Ovunque

[Update] Bierre vendesi su Wittgenstein cita un articolo di Filippo Facci con molti altri titoli e giornali in argomento.

Interessante post di Carlo Felice Dalla Pasqua su Reporters, Le Brigate Rosse erano ubique, in cui mette a confronto tre edizioni di altrettante testate giornalistiche: E Polis Milano, Il Padova (questi due appartenenti allo stesso gruppo editoriale) e LaStampa.it. Le immagini si commentano da sole:

 

 

 

 

 

 

 

 

Del resto, si sa che lo spettro del brigatismo si palesa guarda caso spesso alla vigilia di momenti più o meno delicati. E per essere uno spettro efficace, come vuole la tradizione, che sia dovunque è il minimo.

A questo proposito, risultano interessanti gli articoli Vicenza. La strategia della tensione delle ultime ore pubblicato su Carta e Brigate Rosse? Ma quanta fantasia di Marco Cedolin.

da: http://antonella.beccaria.org

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Gli utenti cinesi vogliono un Google Anti Censura?

David Weinberger, l’apprezzato autore di World od Ends, ha segnalato sul suo blog una ricetta per far fronte al problema della "questione cinese" su Google. La ricetta è del blogger Isaac Mao, residente a Shanghai e "addentro" alle questioni ICT locali.

Nella sua lettera aperta, indirizzata a Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google, il giovane ricorda il primo blocco di Google.com da parte del Governo, avvenuto nel 2002. La protesta spontanea online degli utenti alla fine prevalse sulla rigidità governativa. Dopo quattro anni però tutti si interrogano sull’azione di filtro che viene realizzata su Google.cn. Per Mao, si tratta di un’auto-censura piuttosto fastidiosa, che nel tempo sta sfiduciando la comunità cinese. Secondo il blogger, il colosso statunitense è ad un bivio, ed avrebbe tutte le capacità per cambiare la situazione e aiutare la Cina a percorrere una strada ben diversa.

I consigli strategici a lungo termine del giovane blogger sono fondamentalmente tre. Il primo è quello di creare un fondo da un miliardo di dollari da investire sui siti e le aziende cinesi più all’avanguardia. Un venture capital da far gestire a manager qualificati e professionisti riconosciuti che realmente conoscano il valore di Google e le potenzialità del mercato cinese. Di fatto Mao è convinto che questa strategia permetterebbe di mettere ordine nel settore e creare un vero mercato capitalistico.

Il secondo consiglio riguarda lo sviluppo di tool e servizi anti-censura per gli utenti mondiali e il terzo è quello di incentivare il sistema Adsense di Google.cn. Alimentare quindi l’ecosistema finanziario, con migliori servizi localizzati per i clienti – nel rispetto delle esigenze e degli stipendi della comunità.

Isaac, insomma, vuole ricordare a Google che non è solo: ci sono milioni di fan in Cina che aspettano anche un solo segnale di impegno per la causa. Weinberger condivide la teoria del giovane bloggger. "Non ero sicuro allora e non lo sono adesso", ha dichiarato l’esperto statunitense riferendosi alla connivenza di Google con il Governo cinese sulla censura. "Ma adottare le proposte di Isaac potrebbe aiutare a spiegare perché la presenza di Google in Cina sia dopotutto una buona cosa".

da: www.punto-informatico.it

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Paolo Attivissimo – La strana storia del signor M

Sta cominciando a circolare un appello che promuove il boicottaggio dei prodotti della ditta Müller perché (dice l’appello) il signor Müller (nella foto) si sarebbe macchiato di varie colpe: le principali sono che avrebbe abusato degli aiuti economici dell’UE e sarebbe anche sostenitore di un partito tedesco definito "fascista" dall’appello. Ecco il testo dell’appello:

Una storia vera sul Signor Müller.

Eccolo qua è il Sig. Müller.

Il Sig. Müller viene da Aretsried che sta in Baviera, quindi giù nel sud.

Il Sig. Müller è un imprenditore, e ciò che viene prodotto nelle fabbriche del S. Müller sicuramente l’avete già visto quando siete stati nei supermercati.

Il Sig. Müller infatti produce tante cose che sono fatte di latte. Insomma, veramente sono le mucche che fanno il latte, ma il Sig. Müller lo impacchetta bene e fa in modo che arrivi nel supermercato dove voi, dopo, lo potete comprare. …

Siccome il Sig. Müller è un imprenditore, ha pensato di intraprendere qualcosa e ha costruito una fabbrica. Più precisamente, la costruisce nella Sassonia, nell’est. In fondo, a nessuno serve una nuova fabbrica di latte perchè ce ne sono già troppe che già producono troppi latticini.

Ma il Sig. Müller l’ha costruita lo stesso.

E siccome nella Sassonia la gente è povera e non trova lavoro, lo stato da soldi a chi costruisce nuove fabbriche. Infatti, di posti di lavoro, a differenza del latte, non ce ne sono mai abbastanza.

Quindi il Sig. Müller ha compilato una domanda, l’ha portata alla posta e l’ha spedita.

Poi, qualche giorno dopo, la regione Sassonia ed i signori dell’Unione Europea a Bruxelles gli hanno mandato un assegno di 70 milioni di Euro. 70 milioni è una cifra con sette zeri, quindi tantissimi soldi. Molto più di quanto entri nel vostro salvadanaio.

Il Sig. Müller, dunque, ha costruito la sua nuova fabbrica ed ha assunto 158 persone.

Evviva il Signor Müller!

Quando la fabbrica del Sig. Müller poi ha prodotto tanti latticini, lui si è accorto che non riusciva a venderli tutti, poichè ci sono già troppe fabbriche e latticini. Insomma, in fondo lo sapeva già prima, ed anche i signori della regione Sassonia e dell’Unione Europea già lo sapevano, anche perchè veramente non è un segreto. I soldi glieli hanno dati lo stesso.

Non i loro soldi, i vostri.

Sembra strano, ma è così.

Allora, cosa ha fatto il Sig. Müller?

Su in Bassa Sassonia, abbastanza lontano nel nord, il Sig. Müller ha un’altra fabbrica. Sta lì da 85 anni, ad un certo punto il Sig. Müller l’aveva comprata. Siccome ora aveva la bella fabbrica nuova in Sassonia, il Sig. Müller non aveva più bisogno della vecchia fabbrica in Bassa Sassonia.

Quindi l’ha chiusa e 175 persone hanno perso il lavoro. Se siete stati attenti a scuola avrete già notato che il Sig. Müller ha eliminato 17 posti di lavoro in più di quanti ne avesse creato.

Per fare questo, ha preso 70 milioni di Euro.

Se dividete i 70 milioni di 17 – potete pure prendere la calcolatrice – saprete che il Sig. Müller per ogni posto di lavoro eliminato ha preso più di 4 milioni di Euro. Eccolo come ride, il Sig. Müller, certo, solo quando nessuno guarda . Del resto ha la faccia molto triste e racconta a tutti quanto sta male.

Ma il Sig. Müller non senne [sic] sta lì seduto ad aspettare cosa succede, anzi, pensa a come fare a stare meglio. Dovete sapere che è risparmiatore il Sig. Müller. Sicuramente conoscete i contenitori del latte del Sig. Müller. E’ buono e ci entravano 500 ml, cioè mezzo litro di latte. Da un pò [sic] di tempo, comunque, il Sig. Müller il suo latte lo vende in delle belle bottiglie, non più in confezioni di carta. Le bottiglie sono pratiche perchè si fanno richiudere e sono belline.

Comunque, dentro ora ci sono soltanto 400 ml ma costano lo stesso. Così risparmia il Sig. Müller – e risparmiare è una virtù, lo sappiamo tutti. Se ora volete sapere perchè della gente come il Sig. Müller non viene appesa all’albero più vicino, allora vi devo dire che queste cose semplicemente non si fanno.

La prossima volta, però, che siete nel supermercato, perchè non lasciate semplicemente nello scaffale le cose del Sig. Müller e comprate le cose che vi stanno accanto. Sono ugualmente buone e spesso costano anche di meno, e forse (?) sono prodotte da un imprenditore che nel termine "responsabilità sociale" vede ancora un senso.

Ah già, ora mi viene in mente che il Sig. Müller vuole anche risparmiare sulle tasse di successione e ha deciso di trasferire la sua residenza in Austria. Se anche voi siete dell’opinione che un comportamente così sfruttatore non è bello, perchè non mandate questo mail in giro per la repubblica (o per l’Europa – nota della traduttrice) per far vedere a tutti dove finiscono le loro tasse pagate faticosamente.

Già, dimenticavo … a tutti coloro che ancora non lo sanno; il Sig. Müller appoggia la NPD (partito nazionaldemocratico della Germania, cioè fascista) in quanto è un suo caro amico. Un’altro [sic] motivo per lasciare le cose negli scaffali!

Dalla struttura del testo (e dalle sue atroci sgrammaticature) si capisce che è una brutta traduzione di un originale in tedesco, che era accompagnato da una foto. Le prime segnalazioni della versione italiana risalgono a fine gennaio 2007: a me è arrivata via mail per la prima volta il 29 gennaio, ma Google ne trova il 23/1 (autistici.org). Un altro messaggio su Autistici.org attribuisce la fonte dell’appello all’ASCI.

L’appello, tuttavia, è assai più vecchio. Infatti un esemplare dell’originale tedesco è disponibile qui su Gomopa.net ed è datato 28 ottobre 2005 (sì, 2005). Un altro esemplare in tedesco, non datato, è pubblicato qui su Brennessel.com, riporta la "firma" di Manfred Reichl e non include gli ultimi due paragrafi: la versione italiana potrebbe quindi essere un appello-chimera, nato dalla fusione di più storie. La stessa troncatura compare anche altrove e in questa versione datata 24 ottobre 2005 e in questa datata 1 ottobre 2005. Questa versione invece include anche le accuse di simpatia verso l’NPD.

L’appello è catalogato dal servizio antibufala dell’Università di Berlino qui, e ne viene indicata e linkata la possibile fonte originale: un servizio di Kontraste, rubrica dell’emittente televisiva ARD Das Erste, intitolato "Milchkrieg in Sachsen". Le informazioni riportate dall’appello sarebbero almeno in parte (quelle riguardanti l’ammontare delle sovvenzioni) confermate da una ricerca dell’organizzazione ambientalista tedesca BUND, datata luglio 2005.

Ulteriore conferma, ma soltanto degli importi, proviene dall’azienda stessa. Secondo questa fonte, la Müller avrebbe infatti pubblicato una smentita dell’appello, pubblicata anche qui in versione più estesa (la mia traduzione spiccia è qui sotto fra parentesi quadre, datemi una mano a migliorarla), che però conferma i 70 milioni di euro.

La smentita è firmata dal servizio clienti della Molkerei Alois Müller GmbH & Co. KG – Zollerstr. 7 – 86850 Aretsried. Se qualcuno se la cava meglio di me col tedesco, può contattare la Müller alle coordinate riportate sul sito dell’azienda.

In der anonymen E-Mail, die in den letzten Tagen durch das Internet kursiert, werden Behauptungen gegen die Unternehmensgruppe Theo Müller aufgestellt, die nicht der Wahrheit entsprechen. Wir verstehen die Besorgnis der Verbraucher und möchten deshalb zu den angesprochenen Punkten gerne Stellung beziehen:

[Nell’e-mail anonima che sta circolando ultimamente in Rete vengono fatte delle affermazioni contro il gruppo Theo Müller che non corrispondono a verità. Comprendiamo la preoccupazione dei consumatori e vorremmo quindi rispondere alle questioni sollevate:]

In der Rundmail “Eine schöne Geschichte über Herrn Müller” wird behauptet, mit der Errichtung des Werkes Leppersdorf und mit staatlichen Zuschüssen in Höhe von 70 Mio. Euro seien 17 Arbeitsplätze vernichtet worden. Das entspricht nicht der Wahrheit!

[Nella catena di Sant’Antonio diffusa via e-mail e intitolata "Una bella storia a proposito del Sig. Müller" si afferma che con la creazione della fabbrica di Leppersdorf e con sussidi nazionali per un valore di 70 milioni di euro furono eliminati 17 posti di lavoro. Questo non corrisponde alla verità!]

Die Wahrheit ist, dass mit dem Bau von Europas größter und modernster Molkerei mittlerweile insgesamt 1760 Menschen eine Arbeitsstelle gefunden haben. Damit ist die Unternehmensgruppe Theo Müller einer der größten Arbeitgeber in der Region, erzielt entgegen dem derzeitigen Trend Wachstum und schafft stabile Arbeitsplätze.

[La verità è che la costruzione dello stabilimento lattiero più grande e moderno d’Europa ha creato 1760 posti di lavoro. Di conseguenza il gruppo Theo Müller è uno dei più grandi datori di lavoro della regione, in contrasto con l’attuale tendenza, e realizza posti di lavoro stabili.]

Aus wirtschaftlichen Gründen war es sinnvoll, die sächsische Molkerei und die niedersächsische Käserei an einem Standort zusammen zu legen. Das machen andere Unternehmen auch – nur verlagern die meisten Unternehmen die Arbeitsplätze ins Ausland und nicht in strukturschwächere Gebiete Deutschlands. Durch die Verlagerung in eine neue, modernere Produktion wurde weiterhin die Produktqualität verbessert – und ein hochwertiges Qualitätsprodukt sichert natürlich auch langfristig Arbeitsplätze.

[Per ragioni economiche, aveva senso mettere nello stesso luogo la fabbrica in Sassonia e lo stabilimento caseario della Bassa Sassonia. Lo fanno anche altre aziende, ma la maggior parte trasferisce i posti di lavoro all’estero, non verso aree strutturalmente sfavorite della Germania. Inoltre la qualità del prodotto è stata migliorata tramite la sua collocazione in una produzione nuova e moderna: e un prodotto di alta qualità e valore assicura naturalmente posti di lavoro a lungo termine.]

Die Arbeitnehmer der Harzer Käserei haben Arbeitsangebote mit Übergangszusagen erhalten. Allerdings haben dauerhaft nur 5 Mitarbeiter dieses Angebot angenommen. Allein in den letzten 3 Jahren wurden im Werk Leppersdorf 500 neue Arbeitsplätze geschaffen und 70 Ausbildungsplätze für Jugendliche mit nahezu vollständiger Übernahmequote. Betrachtet man auch die indirekten Arbeitsplätze so können wir 300 weitere Arbeitsplätze (inkl. Zeitarbeitnehmern) dazurechnen.

[I dipendenti dello stabilimento caseario di Harzer ricevettero offerte di lavoro con garanzie di transizione. Tuttavia soltanto cinque lavoratori accettarono definitivamente l’offerta. Soltanto negli ultimi tre anni, presso lo stabilimento di Leppersdorf sono stati creati 500 nuovi posti di lavoro e 70 apprendistati per giovani, con un tasso di assunzione pressoché totale. Ci sono anche da considerare gli impieghi indiretti, per cui possiamo calcolare altri 300 posti di lavoro (compresi i temporanei).]

Das Investment der Unternehmensgruppe Theo Müller betrug in den letzten 3 Jahren 300 Mio. Euro, allein in der Region Sachsen. Die staatlichen Subventionen von 40 Mio. Euro zuzüglich der 30 Mio. Euro aus dem EU Haushalt sind Zuschüsse, die jeder Unternehmer erhält, der in den neuen Bundesländern Arbeitsplätze schafft. Für die meisten Unternehmen ist es dennoch günstiger, im Ausland produzieren zu lassen. Das sieht die Unternehmensgruppe Theo Müller anders und engagiert sich für den Standort Deutschland. Dazu gehört, neben der Schaffung der 1.760 Arbeitsplätze in enger und kooperativer Zusammenarbeit mit den Staatsministerien und Behörden in Sachsen, auch die Abnahme der Milch aus der Region sowie Auftragsvergaben an Baufirmen, Maschinenbauer, Handwerksbetriebe etc.

[L’investimento del gruppo Theo Müller assomma, negli ultimi tre anni, a 300 milioni di euro soltanto nella Sassonia. Le sovvenzioni statali di 40 milioni di euro, più i 30 milioni dall’Unione Europea, sono importi che spettano a ogni imprenditore che crea posti di lavoro nei nuovi Länder della Repubblica Federale Tedesca. Ciononostante, per la maggior parte delle imprese conviene lo stesso produrre all’estero. Questo pone il gruppo Theo Müller sotto un’altra luce e mostra il suo impegno per la Germania. Questo in aggiunta alla creazione di 1760 posti di lavoro in cooperazione stretta con i Dipartimenti dello Stato e le autorità della Sassonia, e alla raccolta del latte della regione e all’indotto.]

Unsere Arbeitnehmer stellen nicht nur Milchprodukte für den deutschen Markt her, wir exportieren auch noch in benachbarte Länder – und garantieren dabei höchste Qualität und Frische.

Einen weiteren, unwahren Punkt in der Rundmail “Eine schöne Geschichte von Herrn Müller” möchten wir auch noch kurz klären: Hier wird berichtet, dass es Müllermilch nur noch in 400ml Flaschen – statt wie zuvor in 500ml Bechern gibt. Auch das entspricht nicht der Wahrheit. Die Müllermilch Original im 500ml-Becher ist nach wie vor in den Geschmacksrichtungen: Schoko, Banane und Erdbeere am Kühlregal erhältlich.

[I nostri dipendenti non si limitano a realizzare prodotti a base di latte per il mercato tedesco, ma esportano tuttora verso i paesi vicini, garantendo pertanto massima qualità e freschezza. C’è un altro aspetto falso nell’appello che vorremmo chiarire brevemente: l’appello dice che il latte Müller è disponibile soltanto in bottiglie da 400 ml, diversamente da prima, quando era in contenitori da 500 ml. Anche questo non corrisponde a verità. Il latte originale Müller nel contenitore da 500 ml è ancora disponibile sui ripiani refrigerati dei supermercati nei sapori cioccolato, banana e fragola.]

Unsere Müllermilch in der PET-Flasche ist durch ihre handliche Form bei unseren Verbrauchern sehr geschätzt und beliebt. Die zahlreichen positiven Reaktionen bestätigen uns dies immer wieder. Mit dieser neuen Flaschenform sind wir den Wünschen unterschiedlicher Verbrauchergruppen nachgekommen, die auch unterwegs unsere Müllermilch genießen möchten.

Die Herstellungskosten der hochwertigen PET-Flasche sind höher, sie bietet jedoch deutliche Vorteile: Uneingeschränkte Wiederverschließbarkeit und höherer Transportschutz.

[Il nostro latte nella bottiglia in PET è molto apprezzato dai consumatori per la sua forma pratica da impugnare. Le molte reazioni positive lo confermano. Con questo nuovo formato abbiamo assecondato i desideri dei vari gruppi differenti di consumatori che vorrebbero consumare il nostro latte anche mentre sono per strada. I costi di fabbricazione della bottiglia in PET di alta qualità sono maggiori, ma i vantaggi offerti sono chiari: richiudibilità illimitata e maggiore protezione durante il trasporto.]

Wir hoffen, dass wir Ihnen nun alle Zweifel an der Unternehmensgruppe Theo Müller ausräumen konnten und versichern, dass die größte, modernste und innovativste Molkerei Europas sich weiterhin für den Arbeitnehmer-Standort Deutschland einsetzen wird. Ebenso garantieren wir für unsere Milchprodukte die höchste Produktqualität, die unsere Verbraucher zu schätzen wissen.

[Speriamo di poter eliminare ogni dubbio riguardo il gruppo Theo Müller e rassicurare che l’industria lattiera più grande, moderna e innovativa d’Europa si adopererà ulteriormente per i posti di lavoro in Germania. Allo stesso modo, garantiamo la massima qualità del prodotto, che i nostri consumatori apprezzano.]

Questo è quanto sono riuscito a scoprire fin qui: sulle accuse politiche di affiliazione a partiti "fascisti", alcune fonti indicano che Theo Müller è invece collegato alla CSU, ma magari qualche lettore che sta in Germania può far luce sulla la questione.

Sarebbe interessante approfondire anche la questione che vede Greenpeace contrapposta a Müller a proposito dell’uso di alimenti geneticamente modificati per le mucche che producono il latte dell’azienda, ma questa è un’altra storia non pertinente all’appello che circola.

L’indagine è aperta: in attesa di novità, valutate voi se è il caso di diffondere l’appello. In un caso complesso come questo, posso soltanto presentare i fatti. Bisogna tuttavia tenere presente che l’appello contiene tutti i classici meccanismi emotivi e luoghi comuni delle bufale di successo: la paura degli alimenti alterati, un allarme di interesse generale, l’avidità della grande azienda, l’intrallazzo e la corruzione delle grandi burocrazie, e persino l’equazione stereotipata "tedeschi=nazisti". Tutto questo è motivo di prudenza, visti i casi precedenti che si sono rivelati fasulli.

da: http://attivissimo.blogspot.com

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La Microsoft risponde a Gorbaciov: “Il Prof. pirata ha commesso un crimine”

LA MICROSOFT non perdonerà il professore pirata. La lettera aperta che il premio Nobel per la pace Mikhail Gorbaciov ha scritto a Bill Gates chiedendo perdono per l’insegnate russo Aleksandr Posonov non ha sortito alcun effetto. “Il caso di mr. Posonov è un caso di crimine, e come tale è stato trattato dalle autorità russe – hanno fatto sapere dall’ufficio pubblicio relazioni di Redmond – Siamo sicuri che la magistratura russa prenderà la decisione giusta.”

da: Repubblica.it

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Telefonino ingoiato fidanzato incriminato

I lettori più affezionati ricorderanno senz’altro la vicenda di una ragazza americana che, poco più di un anno fa, finì al pronto soccorso di Blue Springs (Missouri) con un telefonino in gola. Il fidanzato, colpevole accertato della singolare violenza, rischia ora sette anni di reclusione.

A fornire l’aggiornamento sul caso è CNN, che riporta una velina di Associated Press. I contorni dell’episodio, inizialmente confusi, si sono resi più nitidi in seguito ad una indagine condotta dalla polizia. La ragazza, Melinda Abell, aveva immediatamente accusato il fidanzato, Marlon Brando Gill di averle messo in bocca il telefonino durante una discussione quantomeno… accesa. Diversa la versione di Gill, secondo il quale la ragazza, nella concitazione della lite, avrebbe ingoiato il proprio apparecchio per impedire al giovane di utilizzarlo.

La giuria ha ritenuto Gill colpevole, dopo aver ascoltato le testimonianze rese dalla polizia, dal personale del pronto soccorso e dalla stessa Melinda. Medici e paramedici hanno raccontato di essere intervenuti appena in tempo con la tracheotomia, "a dieci secondi dalla morte", perché la ragazza rischiava il soffocamento.

Si tratta del secondo processo relativo alla vicenda: nel primo caso, la giuria non era riuscita a giungere ad un verdetto sull’accusa di violenza domestica di primo grado, punibile con l’ergastolo. Questa volta, di fronte ad un’accusa di secondo grado, è stato raggiunto un verdetto di colpevolezza, ma non all’unanimità. La decisione finale spetta quindi al giudice, che potrebbe condannare Marlon Brando Gill a una pena di sette anni di reclusione.

da: www.punto-informatico.it

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Veronica Lario in Berlusconi chiede scuse pubbliche

"(…) Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezioné. La moglie di Berlusconi parla quindi di ‘affermazioni che interpreto come lesive della mia dignita’, affermazioni che per l’ età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni.
A mio marito ed all’ uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l’ occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi ‘La meta’ di nienté ‘. (…)"

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Il bacio dello strego

Ecco, non poteva che essere la notizia culturale del giorno: Harry Potter ha (miracolosamente) infranto la barriera dell’adolescenza ed è passato a un petting evidente ma discreto. Insomma, ha baciato per la prima volta. Già vorremmo correre lieti ad adornare i nostri veroni, se non ci frenasse una sorta di infantile “chi se ne frega?”.

Un po’ perché effettivamente non si vede come possa essere culturalmente interessante una notizia del genere (ma, si sa, la scuola la fanno Tom Cruise e la sua Comesichiama moglie, verba non dant panem e non c’è mai stata tanta penuria di trippa per gatti) un po’ perché tifavamo per Ermione, la ragazzina un po’ sussiegosa e supponentella che faceva parte del primo (e forse unico guardabile) film di Harry Potter.

Ma Ermione, crescendo, è diventata un po’ meno attraente. E hanno dovuto ricorrere all’ennesima bambina Rowling-compatibile. Stendiamo un velo.

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Crash Roads

Un  automobilista stava viaggiando tranquillamente vicino alla tangenziale di Mestre quando gli si e’ parata davanti una cassa continua… Gli agenti accorsi hanno scoperto che si trattava del dispositivo della cassa continua del vicino  supermercato Carrefour che alcuni malviventi avevano fatto saltare… esagerando un po’ con la quantita’ di esplosivo.

da: NayNewz

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