Il Premio Nobel per la Letteratura va a Mario Vargas Llosa

Mario Vargas Llosa ha vinto, dunque, il Premio Nobel per la Letteratura.

E’ bellissimo sapere che la lingua castigliana abbia dato al mondo l’espressione dell’opera della migliore letteratura.

Mentre l’Accademia Reale di Norvegia assegna il Premio Nobel alla produzione letteraria di una persona degnissima, in Italia l’insegnamento del castigliano come seconda lingua straniera è stato ridotto a tre ore settimanali per tutti gli ordini e gli indirizzi di istruzione dell’insegnamento secondario di secondo e a due ore settimanali in quelle di primo grado (le cosiddette "scuole medie"). Applausi! (A Mario Vargas Llosa, dico…)

I Premi Nobel per la letteratura assegnati ad autori ispanòfoni:

1904 – José Echegaray y Eizaguirre (in riconoscimento delle numerose e brillanti composizioni che, in maniera individuale ed originale, hanno fatto rivivere la grande tradizione del dramma spagnolo);

1922 – Jacinto Benavente (per il felice metodo col quale ha proseguito la tradizione illustre del dramma spagnolo)

1945 – Gabriela Mistral

1956 – Juan Ramón Jiménez (per la sua poesia piena di slancio, che costituisce un esempio di spirito elevato e di purezza artisica nella lingua spagnola)

1967 – Miguel Ángel Asturias (per i suoi vigorosi risultati letterari, profondamente radicati nei tratti distintivi e nelle tradizioni degli Indiani dell’America Latina)

1971 – Pablo Neruda

1977 – Vicente Aleixandre

1982 – Gabriel García Márquez (per i suoi romanzi e racconti, nei quali il fantastico e il realistico sono combinati in un mondo riccamente composto che riflette la vita e i conflitti di un continente)

1989 – Camilo José Cela

1990 – Octavio Paz

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Pippi (che nome, fa un po’ ridere) Calzelunghe compie 50 anni

I segnali che stai diventando vecchio non arrivano con una repentina diminuzione delle funzioni della prostata. Uno pensa che a una certa età a un certo punto alcune cose che prima c’erano, repentinamente non ci sono più.

Ti rendi conto che il tempo passa, e tu con lui, perché chi ieri poteva darti del tu oggi ti dà del Lei, perché quando parli di musica con i tuoi alunni ti dicono che sei "antico" perché ascoltavi i Led Zeppelin.

Oppure perché Inger Nielsson, d’improvviso, senza che tu neanche ci pensi, compie 50 anni.

Inger Nielsson era la ragazzina che interpretava Pippi Calzelunge con le scarpone e le trecce rosse, con il cavallo che si chiamava Zietto, e la scimmietta che si chiamava Signor Nielsson (come lei). Pippi Calzelunghe era un personaggio straordinario, descritto con grande abilità da Astri Lindgren in un romanzo che tutti i bambini e i ragazzi dovrebbero leggere. Dall’insediamento di Pippi a Villa Villacolle, alla sua partenza per l’isola dei Cip-Cipoidi.
Un personaggio ricchissimo (Pippi aveva da parte un baule pieno di monete d’oro) e dotato di una forza sovrumana, che però non aveva mai cessato di sentirsi e di essere una bambina come tutte le altre.

Dotata di due amici un po’ tonti e decisamente conformisti, Tommy e Annika, Pippi Calzelunghe era splendidamente interpretata da questa attrice che ti ricorda di aver compiuto i 50 anni e che se lei c’è riuscita è segno evidente che anche tu sei sulla stessa via…
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Ratzinger: i preservativi non servono contro l’AIDS (meglio un paio di scarpette rosse di Prada!)

Il controtendenzismo scientifico che da sempre contraddistingue l’augusto pontificato di Sua Papità Giovanni Razzo 16, è arrivato, in Africa, a negare l’utilità del preservativo per combattere la diffusione dell’AIDS.

Che è un po’ come negare l’efficacia della vitamina C nel combattere l’influenza.

Nel pensiero del Papa c’è qualcosa di antico, anzi, di vecchio: il concetto della salute personale come cura di una malattia, ma senza la minima parvenza del principio della prevenzione. Per Beppe Razzìnga è meglio guarire, non prevenire. Ed è chiaro come il sole che una volta che l’AIDS ce l’hai, non è il preservativo che te lo cura. Ma magari ti aiuta a non prenderlo.

Tra acquesantiere e aspersioni, condanne più o meno velate dello sciamanesimo (perché se la superstizione rende schiavo l’uomo, il preservativo non lo rende certo più libero), il sedicesimo dei benedetti lascia l’Africa con messaggi di fiducia verso il futuro che è sempre più nero ma sempre meno negro.
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Bye Bye, George!



Vedere la cerimonia di giuramento di Obama via satellite? 59 euro di ricevitore (tanto Rai News 24 è gratis!) con la mia VISA-Altroconsumo.

Il collegamento internet con cui ho scaricato questa foto? Una trentina di euro al mese con la mia VISA-Altroconsumo.

Il bonus autoricarica della telefonata di mia moglie che mi chiede come sta andando la cerimonia? 0,10 euro, anche senza usare la mia VISA-Altroconsumo.

Vedere George W. Bush che si toglie dai piedi non ha prezzo!
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Il Mago Coelho e Brida pensano a te!

Ti senti solo? Depresso?
Hai bisogno di uno scopo nella vita?
Credi che nell’aldilà non ci sia un tubo di nulla e la cosa ti inquieta?
Hai bisogno di una dimensione spirituale interiore che soddisfi la tua voglia di divino ma ti lasci fare, al contempo, il cazzo che vuoi?

Affidati senza ulteriori indugi ai servigi del



MAGO COELHO(R)!

Egli saprà guidarti nel cammino della vita ristabilendo per te energie positive, convergenze astrali, scacciando malumore, malocchio, influssi malefici e altre robacce che ce le manda la Negatività in persona, pfui, via tutto, solo felicità, amore e benessere.

Pensi che tutto questo ti costi un occhio della testa? Ma no, brutto stronzone malfidato che non sei altro, oggi il Mago Coelho ha pubblicato per te il nuovissimo libro Brida (o "Maruska", ora non ricordo…), lo ha scritto nel 1990 e sentiva il bisogno di farlo tradurre proprio per gli italiani, pensa un po’ che culo!



E con 18 eurini ti levi il pensiero, la voglia di New Age e la sete del prosciutto.

E potrai dire anche tu con legittimo orgoglio, assieme al Mago Coelho: "Quando ho scritto "Brida" e l’ho pubblicato in Brasile più di 18 anni fa, alcune tematiche come il volto femminile di Dio erano ancora estranee alla maggior parte delle persone."

Ora invece anche tu potrai diventare un Coelhone. Ma ti rendi conto della grazia che ti è arrivata?

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Cannavaro: una Gomorra per l’Italia

Finalmente un’opinione veramente rappresentativa della mentalità del popolo italiano.

Dovrebbero eleggere Presidente del Consiglio Fabio Cannavaro, non Berlusconi.
Berlusconi è una sorta di centrifugacervelli dell’opinione pubblica, lava così bianco che più bianco non si può.
Cannavaro invece *è* l’italiano medio personificato, apre bocca e le dà fiato, può anche avere mangiato tre spicchi d’aglio masticati ben bene, non dice che ha l’alito pesante, anzi, trova perfettamente normale puzzare e non si rende conto che qualcun altro può sentirsi a disagio.

Sembra aver detto che "Gomorra" (il film) nuoce gravemente all’Italia. Per cui se vincerà l’Oscar sarà una gioia per il cinema, ma non per l’immagine del nostro Paese.
Insomma, siamo Campioni del Mondo di sto par de ciùfoli, mica possiamo anche dire che in Italia abbiamo la camorra, cosa potrebbero pensare all’estero?

Semplice, che è vero.

Cannavaro ha una visione talmente negazionista della realtà da scambiare la finzione con la concretezza delle cose, per cui quello che fa male al nostro look all’estero non è il fatto che la criminalità organizzata esista, ma che un film la rappresenti, cioè che ne parli, e che il valore artistico di questo film venga riconosciuto tanto da far ricadere l’attenzione dell’opinione pubblica sul fenomeno che rappresenta.

Cannavaro sarà il prossimo Ministro per le Attività Culturali.
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Eluana Englaro: lo Stato e’ di diritto e morire si puo’!

Lo Stato di diritto, dice Beppino Englaro, esiste, ed è racchiuso in questa pagina della sentenza di appello, confermata oggi dalla Cassazione che dice che Eluana può morire. Subito, senza Vaticano, senza le definizioni di "eutanasia" da parte di AN, senza neanche l’odiosa interferenza della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, espressione legittimata del popolo italiano, che non sa neanche più che esitono le distinzioni e le separazioni tra i poteri dello Stato.

E’ l’unica boccata di ossigeno che ci è dato di respirare in un clima politico assolutamente oscurantista e sprezzante dei diritti individuali, e quello di morire è uno di quelli.

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Si siede sulla moglie e la uccide

Dopo una lite con la moglie, un marito americano di quasi 200 chili l’ha uccisa sdraiandosi su di lei. E’ stato incarcerato senza possibilità di cauzione per l’omicidio della moglie. E’ successo a Engelwood, in Colorado.

(Corriere della Sera, New York, Stati Uniti, in "Morire dal ridere -la realtà che s’ingroppa la fantasia-" a cura di Francesco Signor, Stampa Alternativa -e mi sa che ogni tanto vi propinerò qualcuna di queste perle-)

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