Bambole, non c’è una lira

Come avete visto le pubblicità di Amazon sul blog sono durate poco (anzi, pochissimo). Hanno ricevuto, questo sì, migliaia di clic (grazie!) ma sfortunatamente nessuno di questi accessi è stato talmente generoso da ordinare qualcosa sul gigante delle vendite on line, e darci la possibilità, così, di far sopravvivere il blog con le percentuali sui proventi degli articoli venduti. Insomma, le percentuali sono: clic 3584, vendite 0. Uno squilibrio troppo abissale per continuare a mantenere certi contenuti. Se quei 3584 clic fossero stati fatti sui contenuti di Google AdSense (che vedete adesso sul blog) a quest’ora non dico che sarei ricco ma vedrei la sopravvivenza economica del blog sotto un’altra e più positiva prospettiva. Quindi si torna ai santi vecchi. Sarà questione di centesimi, ma è sempre meglio di niente. E in più ve lo meritate!

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Amazon sponsorizza il blog

Da qualche ora, ve ne sarete accorti, compaiono sul blog le pubblicità di Amazon. La velocità di caricamento è notevolmente migliorata rispetto alle risorse fornite dal precedente Google AdSense (che non ho dismesso del tutto, solo che ha un posto di secondo rilievo nell’economia generale del tutto), e anche la visualizzazione risulta migliore e più fluida. Non è strettamente necessario avere degli sponsor per il blog, ma visto che ha un costo annuo notevolissimo trovo che se riesco ad ammortizzare qualcosa è tutto di che guadagnato. Non mi illudo di “farci i soldi” (finora con Google AdSense riuscivo a malapena a gestire i costi annui di tre siti), spero solo di ricavarci qualcosa per poter sopravvivere sotto il profilo meramente e biecamente economico. Per cui se siete intenzionati a fare un’ordine da Amazon prima passate dal blog, cliccate su uno dei banner pubblicitari che vedete e poi procedete normalmente. Così facendo farete in modo che una parte delle commissioni del vostro ordine vada a finire nelle mie tasche e, quindi, a sponsorizzare il blog. Così è che funziona. Speriamo bene.

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Ferragosto in carcere – Partito Radicale

Dall’ultima newsletter del Partito Radicale ricevo e ripubblico volentieri:

FERRAGOSTO IN CARCERE. Iniziativa promossa dal Partito Radicale con l’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali

70 luoghi di detenzione visitati da 278 tra dirigenti e militanti del Partito Radicale, Avvocati dell’Unione Camere Penali, Parlamentari, Garanti delle persone private delle libertà personali: questi i numeri dell’iniziativa “ferragosto in carcere” promossa dal Partito Radicale e dall’Unione Camere Penali.

Clicca qui per leggere il comunicato stampa

e la guida per le visite in carcere.

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Il blog resti così com’è

Senza essere perdonati, liberati dalle conseguenze di ciò che abbiamo fatto, la nostra capacità di agire sarebbe per così dire confinata a un singolo gesto da cui non potremmo mai riprenderci; rimarremmo per sempre vittime delle sue conseguenze, come l’apprendista stregone che non aveva la formula magica per rompere l’incantesimo

H. Arendt, Vita activa. La condizione umana, Bompiani, Milano, 2005, p. 175

  • E’ bene che il blog resti così com’è. Nessun aggiornamento per un periodo di tempo indeterminato. Nessuna modifica, nessuna cancellazione o aggiunta. Sì, è successo qualcosa. Ma non posso parlarvene, ora e qui. Lo farò se e quando mi sarà possibile. Ci sono tanti argomenti sui quali vorrei e potrei darvi il mio parere. O sui quali, più semplicemente, vorrei parlare. Ma è bene che tutto resti com’è per poter andare avanti quando e come sarà. Con questa riflessione gattopardesca mi congedo per un (bel) po’ di tempo, nella speranza che sia sempre più breve il trascorrere dei giorni che ci separano da un nuovo post.
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Scusate il ritardo! (2)

Sono alcuni giorni che non metto mano al blog. E se non ve ne siete accorti voi me ne sono accorto io. Purtroppo sono stato dietro a dei malfunzionamenti del server di classicistranieri.com, malfunzionamenti che, detto sia tra parentesi, non sono ancora cessati. E’ un peccato. Un vero peccato. Ma seddiovòle non è pane, per cui una soluzione si può sempre trovare. A sapere quale sarebbe bello.

Nel frattempo avrete visto che il blog si apre con un popup tra il serio e il faceto. Però pensate a come sarebbe ganzifero se fossimo davvero più indipendenti, magari with a little help from my friends. Sicché vi pupperete il popup almeno finche non vi deciderete a mettere mano alla tasca sinistra dei pantaloni.

Ovvia, giù, ora si continua.

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Marcia indietro sulla pubblicità nel blog (pacta servanda sunt!)

Mi spiace dover fare marcia indietro sulla pubblicità nel blog e negli altri due siti che gestisco (classicistranieri.com e musicaclassicaonline.com), ma purtroppo avevo preso un accordo con chi fornisce i banner (indovinate chi?) che mi vincola ancora per un anno e mezzo circa.

Pacta servanda sunt e io li servo. Prendiamo il buono di tutto questo, che consiste nel fatto che almeno nella parte statica la pubblicità non c’è più.

Ci avevo creduto. Ma va bene così. Forse.

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Presto attivo il dominio musicaclassicaonline.com

Ecco, volevo dirvi che mi sono comprato il dominio musicaclassicaonline.com.
Sarà attivo tra uno o due giorni e lo riempirò partendo da zero.
Era un sacco di tempo che volevo dare un corpo più organico e ordinato a tutto l’insieme di musica classica di pubblico dominio di cui dispongo e che, anche con l’entrata in vigore della nuova legge sui fonogrammi, è comunque sempre un gran bel po’ di roba.
Linkerò le ultime immissioni anche qui sul blog. Quindi vogliate bene al neoimmesso sito come ne volete alle mie riflessioni estemporanee.

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In ricordo di Alfonso, Re della porchetta

Oggi è il primo giovedì senza Alfonso.

Alfonso era il mio fornitore di porchetta. Definirlo “porchettaro” è estremamente riduttivo, Alfonso era semplicemente un artista, perché la porchetta è una categoria dello spirito e lui non aveva altro che l’arte di saperla esaltare.

Ogni giovedì mio suocero andava al suo banchetto al mercato per comprare la porchetta da lui. La domanda era quella di rito “Cialavù la crosct’?” (trad. “Ce la vuoi la crosta?”, perché in Abruzzo ci si dà tutti del tu e la crosta della porchetta, calda e croccante, è un must).

I panini con la porchetta di Alfonso allietavano i giovedì della mia degenza in clinica, quando veniva servito l’odiatissimo polpettone.

Alfonso se n’è andato qualche giorno fa. Il suo ultimo giorno l’ha cominciato andandosene al mare. Spero sia stato felice come ha reso felici tutti noi.

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I’m coming back home!

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Sono tornato a casa dopo quattro mesi e dieci giorni tra degenza ospedaliera e ricovero in una struttura di riabilitazione intensiva.

Non posso certo dire che sto male, anzi, mi sento benone e sto trascorrendo le prime ore di ambientamento (sì, è buffo doversi riambientare in casa propria ma è così).

Le terapie continueranno. A casa, che è meglio. Senza bastoni cammino ancora con difficoltà, ma ce la metto tutta.

“Ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto” (Il Sommo Poeta)

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Come sto? Bene! :-)

E va beh, è un po’ che non vi parlo di come sto e so che siete sanamente curiosi di saperlo.
Sono ancora ricoverato presso la struttura di riabilitazione intensiva che si sta occupando di rimettermi in piedi, farmi camminare e, perché no, darmi una forma invidiabile.
Attualmente sto facendo degli esercizi per camminare con i bastoni canadesi (volgarmente detti “stampelle”), deàmbulo con un girello, mi sento bene, ho ottimo appetito e soprattutto rompo le scatole al personale infermieristico come niente e nessuno.
E’ la vita. E io ci sono.

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Comunicato sanitario ospedaliero n. 3

Carissimi tutti,

eccomi  a darvi mie notizie in modo più dettagliato. In realtà sto biecamente sfruttando una connessione internet altrui, quindi posso permettermi di scrivere qualche parola e qualche riga in più.

Dal 10 dicembre sono ricoverato all’Ospedale di Teramo (reparto Ortopedia), terzo piano, letto 21. Non posso alzarmi, quidi passo le mie giornate in posizione supina. Nel frattempo ho subito due interventi chirurgici (sarebbero stati tre ma visto il caso mi hanno fatto lo sconto, due interventi in uno).

A giorni dovrei essere trasferito in un’altra clinica per iniziare il lungo processo di riabilitazione e fisioterapia che dovrebbe portarmi a riprendermi e ad essere di nuovo più o meno quello che ero prima. Almeno nelle intenzioni migliori.

Questo per tutti coloro che mi hanno contattato o che hanno a cuore le mie notizie. Sono tanti e sono riusciti tutti a farmi commuovere.

Se posso, vorrei ringraziare con voi il personale infermieristico, medico, la caposala e il primario del reparto in cui mi trovo. Hanno fatto il possibile e l’impossibile per farmi stare un po’ meglio.

Continuerò, naturalmente, a darvi informazioni sulla mia salute. Ma penso che sia giunto il momento di parlare ANCHE di altro. Non so esattamente di cosa o in quale forma. Magari in modo più stringato e senza immagini. Ma bisogna farlo, non voglio traformare il blog in una lamentazione generale. Si è vivi quando si è vivi e finché lo si é. E finché si è vivi si pensa, si agisce, si è “connessi”. Anche quando si è costretti a vivere in un letto di ospedale.

Salud. amor y dinero

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Comunicato sanitario ospedaliero n. 2

Care amiche lettrici e cari amici lettori,
sono ancora ricoverato in ospedale dove cerco di proseguire il cammino verso una ottimista ma lunga guarigione.
Siete stati in tanti a esprimermi la vostra solidarietá e la vostra vicinanza. Grazie ancora.
Spero di poter affrontare anche con il vostro aiuto l’esperienza della sofferenza fisica nonché quello della sanità italiana al collasso.

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Solidarietà per una ragazza malata e per la sua famiglia: un passaparola sulla fiducia

La farò MOLTO breve.

Una ragazza è ricoverata in ospedale con una grave patologia. La famiglia la segue e in questo momento non ha mezzi di sostentamento sufficienti.

Conosco personalmente la ragazza e la famiglia. Quindi so di che cosa si tratta.

Raccolgo volentieri dei fondi a favore di queste persone. Le coordinate IBAN del mio conto (infruttifero, quindi non ci guadagno un centesimo di interessi, beninteso) sono:

IT47K0316901600CC0010007580

chi usa PayPal può far riferimento all’indirizzo e-mail:
valeriodistefano@classicistranieri.com

Perche’ contribuire?
a) perché mi conoscete e se mi conoscete vi fidate (se mi conoscete ma non vi fidate tenetevi pure i vostri soldi);
b) perché NON potrete detrarre dalle tasse questo vostro gesto simbolico. Una volta tanto nessun intermediario, solo un passaparola sulla fiducia.

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