L’hackeraggio di “Spaghetti Politics”: un breve aggiornamento

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Alcune settimane fa ho pubblicato un post sull’hackeraggio dell’account Instagram “Spaghetti Politics”. Lo ritrovate qui:

L’account Instagram della ragazza di fronte: sparito, con 70000 follower, “SpaghettiPolitics”

Oggi su Facebook mi ha scritto la titolare dell’account, Michela Grasso, per comunicarmi che il mio articolo conterrebbe, a suo dire, delle “inesattezze”. L’ho invitata a segnalarmele. Se me le fornirà sarò lieto di pubblicare la sua versione dei fatti, prendendomi, tutt’al più, il diritto di controreplicare a mia volta.

Il tono della comunicazione della Grasso è stato franco e cordiale, quasi intimidito (“scusa il disturbo”, mi scrive alla fine. Ma quale disturbo? Io sono sempre felice quando qualcuno mi fa notare qualcosa di quello che scrivo!). Mi auguro di poter pubblicare al più presto le sue considerazioni, se e quando verranno.

Ma quello che mi lascia un pochino (ma solo un pochino) perplesso è il come mai, con tutti i giornali che si sono occupati del suo caso (Huffington Post, il Messaggero, Repubblica) con tanto di interviste personali, Michela Grasso si sia rivolta proprio a me, che sono solo un blogger di periferia. Che il blog abbia una portata immensamente superiore a quello che io avevo preventivato? A giudicare da chi mi querela pare proprio di sì.

 

PS: Ho cercato “Spaghetti Politics” su Instagram. Risulta essere un account attivo con oltre 98.000 followers (alla faccia del bicarbonato di sodio!). L’utente omonimo (che si firma con la foto di Berlusconi che porta la bandana) scrive regolarmente e risponde agli interventi degli altri iscritti. Sembrerebbe, quindi, tutto in regola. Michela Grasso ha riavuto indietro il suo account grazie all’intervento di Chiara Ferragni? Forse la stessa Michela potrà toglierci questo dubbio, se vorrà:

 

L’acquisizione del dominio classicitaliani.it: un aggiornamento

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Prendo spunto da un commento dell’amico lettore Alberto Maria Onori (stavolta il nome è quello reale) sulla questione dell’acquisizione del dominio classicitaliani.it, precedentemente gestito dall’ottimo Giuseppe Bonghi.

Il dominio scade oggi. Ma, per i regolamenti che disciplinano questa materia, non sarà disponibile per chi lo vuole acquisire prima di 45 giorni. Nella prossima settimana, infatti, l’intestatario del dominio potrà di nuovo “salvarlo”, rivendicandone la proprietà e pagando una sorta di cifra supplementare al normale rinnovo (cifra che potrebbe essere anche molto bassa, ormai i domini te li tirano dietro, ho visto che Register.it li offre addirittura gratuitamente). Tutto lì. Viceversa, se l’attuali intestatario del dominio non sarà interessato, come spero, a rinnovarlo, il dominio cadrà in uno stato di latenza per ulteriori 20 giorni, e allora sarà possibile fare qualcosa.

Insomma, bisogna ancora aspettare. Ciò che fa più rabbia è che l’attuale intestatario non se ne fa di nulla (lo spazio web è praticamente vuoto) e sarebbe possibile fin da subito reindirizzarlo verso risorse libere in cui è possibile scaricare e-book in lingua italiana.

Peccato, per il momento, peccato davvero.

Qualche hacker anche per il blog

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E che, volevamo farceli mancare?

This email was sent from your website “Il blog di Valerio Di Stefano” by the Wordfence plugin at Thursday 20th of August 2020 at 11:29:04 AM
The Wordfence administrative URL for this site is: https://www.valeriodistefano.com/wp-admin/admin.php?page=Wordfence
A user with IP addr 103.117.237.226 has been locked out from signing in or using the password recovery form for the following reason: Exceeded the maximum number of login failures which is: 20. The last username they tried to sign in with was: ‘valeriodistefano’.
The duration of the lockout is 5 minutes.
User IP: 103.117.237.226
User hostname: 103.117.237.226
User location: Bengaluru, India

Il blog ha dei problemi tecnici

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Scusate, ho dei problemi tecnici con la gestione del blog.

Non pubblicherò più niente finché non saranno risolti. Se riuscite a leggere questa breve comunicazione è tutto grasso che cola. Mi pare, però, che il sito sia ancora, fortunatamente, perfettamente navigabile.

Meno male!

AGGIORNAMENTO DEL 14/08/2020:

Risolto! Era un plugin che non era più supportato dalla versione 5.5 di WordPress (sapete assai voi!) e che dava noja. Rimosso quello, tutto è tornato bello e funzionante come pria. Si continua.

 

classicistranieri.com e musicaclassicaonline.com “sposano” il formato .OGG

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So che ve ne importerà il giusto, cioè zero, ma volevo lo stesso comunicarvi con spocchiosa vigliaccheria che i miei due siti gemelli classicistranieri.com e musicaclassicaonline.com sono passati, per la redistribuzione del materiale sonoro, al formato .OGG, abbandonando il proprietario e vetusto (non che .OGG sia nuovo, beninteso, o almeno non nuovissimo) formato .MP3.

Voi direte “Hai solo cambiato codifica”, ed è in parte vero. Ma .OGG è un formato libero e aperto, mentre .MP3 non lo è. O, meglio, se ne conoscono bene le specifiche, ma se Fraunhofer (titolare del brevetto degli .MP3) decidesse domani di far pagare anche un solo centesimo per ogni file .MP3 distribuito, potrebbe farlo e io andrei sul lastrico. Meglio non correre rischi.

Inoltre, musicaclassicaonline.com ha iniziato a immettere nei suoi possedimenti anche registrazioni di alta qualità (quella di un CD, per intenderci), con alcune opere in formato .WAV, perfette per gli audiofili. Vale la pena di dargli un’occhiata. Per voi non cambia nulla e noi diamo una mano alla cultura dell’open source. Hai detto niente!

https://www.musicaclassicaonline.com/

Considerazioni in qua e in là

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Sono due o tre giorni che non scrivo un po’ perché mi sembrava di non avere nulla di interessante da dire, un po’ perché sono stato impegnato a rimpinguare le casse di Facebook con la mia carta di credito per la pubblicità ai miei siti (o sytarelli), solo che ho visto che mi “sugavano” un po’ troppo e ho dovuto limitarmi, un po’ perché, secondo le statistiche di matomo.org (o .cloud, ora non rammento), site calati vertiginosamente nelle visite e nelle pagine viste.

Non si fa, ingrati. Che va bene che siamo in estate, va bene che avete altro di meglio da fare che stare a legger me (ma, mi raccomando, qualsiasi cosa facciate fàtela con la mascherina!), ma un tracoloo come quello di queste ultive 24-36 ore non si era mai visto. Cosa vi scrivo a fare, allora? Perché importa a me, e poi le statistiche dicono mille cose diverse. Aruba spara numeri altissimi, Google Analytics dice che il sito sta bene e che, anzi, è in ripresa, Matomo invece indica che siamo al lumicino degli accessi, OWA dice che più o meno siamo stabili. Io non so più a chi dar retta.

Su Facebook la pagina che sta funzionando di più è senza dubbio quella di musicaclassicaonline.com, che sta avendo un putiferio di like e di iscrizioni. Ma anche classicistranieri.com e il post del blog dedicato al sequestro e all’oscuramento del Gutenberg Project ha i suoi fans (è, a tutt’oggi, la pagina più visitata del blog in assoluto, e ne sono contento, quella “inchiesta” mi è costata 12 ore di lavoro -ma ripartite in due giorni-). Insomma, si va avanti. Pagando.

Siamo ancora lontanissimi dai risultati di quella che si autodefisce “concorrenza”, e che io semplicemente definisco “editore”. Ma esistiano da pochi giorni, e, passo dopo passo, andremo lontano.

Se no a che serve Facebook? A mettere i cuoricini?

Tanto per chiarire…

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Qualcuno mi ha chiesto perché io continui a mantenere in prima posizione sulla mia home page i post relativi alla violazione del copyright dei contenuti di mia pertinenza.

La risposta è semplice: perché il blog è mio e ne faccio quel che mi pare, come il vecchio che coltivava tamarindi e di cui vi ho parlato qui:

Il significato primordiale e profondo del Tamarindo

Credo che rimuoverò i post dalla messa in evidenza sull’home page quando ciascuno di loro avrà raggiunto almeno 1000 visualizzazioni. Nel frattempo, per vedere le novità del blog, fate un po’ di scrolling con il mouse, oppure (meglio) iscrivetevi al nostro feed RSS che trovate qui:

https://www.valeriodistefano.com/feed

Bambole, non c’è una lira

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Come avete visto le pubblicità di Amazon sul blog sono durate poco (anzi, pochissimo). Hanno ricevuto, questo sì, migliaia di clic (grazie!) ma sfortunatamente nessuno di questi accessi è stato talmente generoso da ordinare qualcosa sul gigante delle vendite on line, e darci la possibilità, così, di far sopravvivere il blog con le percentuali sui proventi degli articoli venduti. Insomma, le percentuali sono: clic 3584, vendite 0. Uno squilibrio troppo abissale per continuare a mantenere certi contenuti. Se quei 3584 clic fossero stati fatti sui contenuti di Google AdSense (che vedete adesso sul blog) a quest’ora non dico che sarei ricco ma vedrei la sopravvivenza economica del blog sotto un’altra e più positiva prospettiva. Quindi si torna ai santi vecchi. Sarà questione di centesimi, ma è sempre meglio di niente. E in più ve lo meritate!

Amazon sponsorizza il blog

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Da qualche ora, ve ne sarete accorti, compaiono sul blog le pubblicità di Amazon. La velocità di caricamento è notevolmente migliorata rispetto alle risorse fornite dal precedente Google AdSense (che non ho dismesso del tutto, solo che ha un posto di secondo rilievo nell’economia generale del tutto), e anche la visualizzazione risulta migliore e più fluida. Non è strettamente necessario avere degli sponsor per il blog, ma visto che ha un costo annuo notevolissimo trovo che se riesco ad ammortizzare qualcosa è tutto di che guadagnato. Non mi illudo di “farci i soldi” (finora con Google AdSense riuscivo a malapena a gestire i costi annui di tre siti), spero solo di ricavarci qualcosa per poter sopravvivere sotto il profilo meramente e biecamente economico. Per cui se siete intenzionati a fare un’ordine da Amazon prima passate dal blog, cliccate su uno dei banner pubblicitari che vedete e poi procedete normalmente. Così facendo farete in modo che una parte delle commissioni del vostro ordine vada a finire nelle mie tasche e, quindi, a sponsorizzare il blog. Così è che funziona. Speriamo bene.

Ferragosto in carcere – Partito Radicale

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Dall’ultima newsletter del Partito Radicale ricevo e ripubblico volentieri:

FERRAGOSTO IN CARCERE. Iniziativa promossa dal Partito Radicale con l’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali

70 luoghi di detenzione visitati da 278 tra dirigenti e militanti del Partito Radicale, Avvocati dell’Unione Camere Penali, Parlamentari, Garanti delle persone private delle libertà personali: questi i numeri dell’iniziativa “ferragosto in carcere” promossa dal Partito Radicale e dall’Unione Camere Penali.

Clicca qui per leggere il comunicato stampa

e la guida per le visite in carcere.

Il blog resti così com’è

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Senza essere perdonati, liberati dalle conseguenze di ciò che abbiamo fatto, la nostra capacità di agire sarebbe per così dire confinata a un singolo gesto da cui non potremmo mai riprenderci; rimarremmo per sempre vittime delle sue conseguenze, come l’apprendista stregone che non aveva la formula magica per rompere l’incantesimo

H. Arendt, Vita activa. La condizione umana, Bompiani, Milano, 2005, p. 175

  • E’ bene che il blog resti così com’è. Nessun aggiornamento per un periodo di tempo indeterminato. Nessuna modifica, nessuna cancellazione o aggiunta. Sì, è successo qualcosa. Ma non posso parlarvene, ora e qui. Lo farò se e quando mi sarà possibile. Ci sono tanti argomenti sui quali vorrei e potrei darvi il mio parere. O sui quali, più semplicemente, vorrei parlare. Ma è bene che tutto resti com’è per poter andare avanti quando e come sarà. Con questa riflessione gattopardesca mi congedo per un (bel) po’ di tempo, nella speranza che sia sempre più breve il trascorrere dei giorni che ci separano da un nuovo post.

Scusate il ritardo! (2)

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Sono alcuni giorni che non metto mano al blog. E se non ve ne siete accorti voi me ne sono accorto io. Purtroppo sono stato dietro a dei malfunzionamenti del server di classicistranieri.com, malfunzionamenti che, detto sia tra parentesi, non sono ancora cessati. E’ un peccato. Un vero peccato. Ma seddiovòle non è pane, per cui una soluzione si può sempre trovare. A sapere quale sarebbe bello.

Nel frattempo avrete visto che il blog si apre con un popup tra il serio e il faceto. Però pensate a come sarebbe ganzifero se fossimo davvero più indipendenti, magari with a little help from my friends. Sicché vi pupperete il popup almeno finche non vi deciderete a mettere mano alla tasca sinistra dei pantaloni.

Ovvia, giù, ora si continua.

Marcia indietro sulla pubblicità nel blog (pacta servanda sunt!)

Reading Time: < 1 minuteMi spiace dover fare marcia indietro sulla pubblicità nel blog e negli altri due siti che gestisco (classicistranieri.com e musicaclassicaonline.com), ma purtroppo avevo preso un accordo con chi fornisce i banner (indovinate chi?) che mi vincola ancora per un anno e mezzo circa.

Pacta servanda sunt e io li servo. Prendiamo il buono di tutto questo, che consiste nel fatto che almeno nella parte statica la pubblicità non c’è più.

Ci avevo creduto. Ma va bene così. Forse.

Presto attivo il dominio musicaclassicaonline.com

Reading Time: < 1 minuteEcco, volevo dirvi che mi sono comprato il dominio musicaclassicaonline.com.
Sarà attivo tra uno o due giorni e lo riempirò partendo da zero.
Era un sacco di tempo che volevo dare un corpo più organico e ordinato a tutto l’insieme di musica classica di pubblico dominio di cui dispongo e che, anche con l’entrata in vigore della nuova legge sui fonogrammi, è comunque sempre un gran bel po’ di roba.
Linkerò le ultime immissioni anche qui sul blog. Quindi vogliate bene al neoimmesso sito come ne volete alle mie riflessioni estemporanee.

In ricordo di Alfonso, Re della porchetta

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Oggi è il primo giovedì senza Alfonso.

Alfonso era il mio fornitore di porchetta. Definirlo “porchettaro” è estremamente riduttivo, Alfonso era semplicemente un artista, perché la porchetta è una categoria dello spirito e lui non aveva altro che l’arte di saperla esaltare.

Ogni giovedì mio suocero andava al suo banchetto al mercato per comprare la porchetta da lui. La domanda era quella di rito “Cialavù la crosct’?” (trad. “Ce la vuoi la crosta?”, perché in Abruzzo ci si dà tutti del tu e la crosta della porchetta, calda e croccante, è un must).

I panini con la porchetta di Alfonso allietavano i giovedì della mia degenza in clinica, quando veniva servito l’odiatissimo polpettone.

Alfonso se n’è andato qualche giorno fa. Il suo ultimo giorno l’ha cominciato andandosene al mare. Spero sia stato felice come ha reso felici tutti noi.

I’m coming back home!

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Sono tornato a casa dopo quattro mesi e dieci giorni tra degenza ospedaliera e ricovero in una struttura di riabilitazione intensiva.

Non posso certo dire che sto male, anzi, mi sento benone e sto trascorrendo le prime ore di ambientamento (sì, è buffo doversi riambientare in casa propria ma è così).

Le terapie continueranno. A casa, che è meglio. Senza bastoni cammino ancora con difficoltà, ma ce la metto tutta.

“Ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto” (Il Sommo Poeta)