Le esternazioni del Ministro dell’Innovazione Pisano sulla password di Stato

“Con l’identità digitale noi avremo un’unica e sola user e password per accedere a tutti i servizi digitali della Pubblica Amministrazione

“(Queste credenziali, ndr) potrebbero essere utilizzate per accedere anche ai servizi del privato. Per esempio, il nostro conto in banca (…) o per comprare su Amazon. Ogni volta che noi abbiamo una user e una password, questa user e password dovrebbe essere data dallo Stato, perché è lo Stato l’unico soggetto che ha davvero certezza che quello è quel cittadino. E lei lo sa quante truffe ci sono sull’identità su Internet”.

(Paola Pisano – Ministro dell’Innovazione)

“Nessuna nuova proposta, né nuova password di Stato. Il ministro Paola Pisano si riferiva alla Spid già usata da 5 mln di italiani. L’intenzione da discutere con tutti gli interlocutori istituzionali competenti è solo quella di affidarne la gestione direttamente allo Stato”

(Nota del Ministero dell’Innovazione)

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” Sia l’imputato a cavare d’impaccio lo Stato” (Marco Taradash)

“…deve garantirsi che l’imputato che voglia davvero il processo abbia in tempi ragionevoli un verdetto finale per esigenza minima di civiltà giuridica. E allora una piccola ma essenziale modifica da introdurre senza indugio alla riforma Bonafede, magari per mano dello stesso ministro è quella di prevedere che almeno all’imputato che richieda il processo immediato con le relative rinunce processuali, lo Stato garantisca la relativa celebrazione in tempi ragionevoli, in difetto operando la prescrizione che a quel punto non sarà più odioso salvacondotto da un processo che l’imputato che invece lo stesso imputato ha chiesto e costruttivamente sollecitato.”

Gianluigi Pellegrino, costituzionalista e esperto di diritto amministrativo su Repubblica

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Il pensiero di Federica Angeli sulle querele bavaglio

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Massimiliano Colombo Labriola e Francesco Di Sano chiedono di costituirsi parte civile nel caso Cucchi: “noi vittime, costretti a eseguire gli ordini”

Non sapevamo del pestaggio. Dopo i Cucchi, le vittime siamo noi. C’è stata una strana insistenza nel chiederci di eseguire quelle modifiche che all’epoca non capivamo. Oggi sappiamo tutto e per questo abbiamo deciso di costituirci parte civile. Non siamo nella stessa linea gerarchica, l’abbiamo subita, erano ordini”.

“L’ordine fu dato da chi insistendo sulla modifica sapeva qualcosa di piu’. Labriola e Di Sano hanno subito un danno di immagine, da questo punto di vista siamo nella stessa posizione degli agenti di polizia penitenziaria”.

“Fu bloccata la partenza gia’ programmata e con biglietto gia’ acquistato di Francesco Di Sano per la Sicilia, per firmare l’annotazione di servizio gia’ modificata”

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