Quello che tu vuoi dillo perché forse te lo darò

E’ il video hard (qualcuno lo definisce “porno”, veramente) più cliccato e ricercato del momento. Del resto una buona dose di tette e culi bisogna pur assicurarcela, se no come si fa a essere italiani?

Ci fa ricordare scimmie e cavalli. Un forziere pieno di monete d’oro, come ai tempi dei pirati di salgariana memoria. Ha il sapore di parole storpiate, come “madicina” per “medicina”. Ci ricorda una professione molto remunerativa e nobile come quella dei “cerca-cose”.

Certo lei è un po’ attempatina ma l’è ancora un gran bel toc de tusa, eh?

Ce ne innamorammo anni fa ed è ancora Pippi Calzelunghe. O come ci siete rimasti?

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Federico Moccia sindaco di Rosello

Federico Moccia è stato eletto Sindaco di Rosello.

Adesso vogliamoo Alessandro Baricco alla Presidenza della Repubblica, Susanna Tamaro Presidente del Senato, Fabio Volo alla Presidenza della Camera, Giorgio Faletti Capo del Governo, Margaret Mazzantini alle Pari Opportunità e Fabio Volo agli esteri!

[Ovviamente gli assessori si chiameranno Sissi, Peppi, Mucci, Pucci, Cicci…]

 

Screenshot da: http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Moccia

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Le cinque stelle di un movimento: “Si puo’ fare!”

Sì, oggi sono felice.

Hanno fatto di tutto. Una campagna mediàtica all’insegna del neologismo dell'”antipolitica” (perché presentarsi alle elezioni con una lista autonoma, slegata dalle alleanze tradizionalmente intese è uno schiaffo morale per chiunque, in primis per una sinistra che si afferma con alleanze tenute in piedi con il Bostik…), hanno sbattoto il processo penale al “mostro” nelle home page dei giornali, hanno minimizzato, hanno detto che un “partito” (che non è un partito) fondato su una sola persona non sta in piedi (invece il PDL, il PD e l’UDC NON si basano, notoriamente, su una sola persona), hanno gridato loro che sono dei populisti, dei comunisti, che non avevano idee, che non erano niente.

Che avevano un comico come “capo”. Cioè esattamente quello che hanno sempre avuto tutti.

E ce l’hanno fatta. Cioè, hanno ottenuto esattamente il risultato previsto.

Qualcuno ha già fatto dietrofront sul “fenomeno” Grillo. Che, peraltro, non si è mai candidato.

Sono i soliti Bersani che hanno dichiarato di non aver mai sottovautato il fenomeno Grillo. Sono i soliti Vendola che dichiarano: «Beppe Grillo adopera talvolta la diffamazione e la calunnia come stile comunicativo, fa di una certa semplificazione un po’ rozza, l’elemento con cui costruisce un rapporto con la pancia dell’opinione pubblica, ma il Movimento 5 Stelle raccoglie un consenso fatto di una semina nei territori» quando avevano precedentemente dichiarato «È difficile pensare di lavorare con chi mescola argomenti demagogici, urla, emette grugniti al posto di pensieri».

Insomma, sono i soliti.

I soliti populisti e demagoghi che dànno del populista e del demagogo agli altri perché hanno paura.

Sì, oggi sono felice. Anche di aver passato TANTE ore avanti a una tastiera perché qualcosa mi diceva che fosse quello il modo più giusto per dire qualcosa.

Grillo, intendiamoci non ha nessun merito. Se non quello dell’aver dimostrato, innegabilmente che “si può fare!” Che non è un merito da poco.

Se ce l’ha fatta lui ce la può fare chiunque.

Se non ce la fa chiunque, è segno che nessuno VUOLE farcela.

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Tassa fino a due centesimi sugli SMS per la Protezione Civile

Un articolo di Mauro Vecchio su “Punto Informatico” ci informa che il Governo starebbe per varare una riforma della Protezione Civile, con particolare riguardo ai finanziamenti a favore del fondo per le calamità.

I fondi, oltre che ad essere ricavati da un aumento delle accise sui carburanti (sarebbero ben 5 centesimini al litro, vedete un po’ voi…), verrebbero alimentati da una tassa che arriverà fino a 2 centesimi (dàte, dàte, per favore…) per ogni SMS inviato.

Saranno i gestori telefonici che anticiperanno il pagamento dell’imposta “con facoltà di rivalsa nei confronti dei clienti”.

Ovvero, in teoria, e stando alla lettera, i gestori telefonici quella tassa possono anche NON farla ripagare ai clienti. Ma sarà, nel caso in cui la riforma dovesse diventare esecutiva, una pia illusione.

Personalmente sono pronto a non inviare più un SMS se anche solo uno dei centesimi che io anticipo al mio gestore telefonico (ah, il fascino della prepagata!!!) andasse alla Protezione Civile, dopo quello che è successo a L’Aquila.

Ma, nonostante me, la Protezione Civile sopravvivrà grazie alla gente che “TVTTBBBBB!!!!”, “Allora stasera ti vengo a prendere e ti faccio impazzire!”, “Sì, ma attento a mio marito!!”, “Io per te valicherei le montagne, altro che quel cornuto di tuo marito…”, “Sì, mi piace quando dici così…”.

Sarebbero già dieci centesimi di pura mancata ricostruzione.

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Le dimissioni di Umberto Bossi: “di Siònne le torri atterrate”

Una delle riconquiste culturali che le dimissioni di Umberto Bossi ci permetterà, con la riduzione in cenere della Lega Nord come forza di governo che non può più identificarsi con un leader che si autosclude, sarà il riappropriarci del “Va’ Pensiero” visto non più come un inno nazionale di una nazione che non c’è e non c’è mai stata, ma come patrimonio musicale insostituibile di tutta l’umanità. Ora che di Siònne vediamo le torri atterrate, possiamo indignarci dell’usurpazione della miglior musica di Verdi, ove olezzavano tèpide e molli canottiere e braghe come divise guerresche. Giù le mani da Giuseppe Verdi!

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Laura Chiatti fa sesso dieci volte alla settimana

I quotidiani e le testate giornalistiche on line hanno ripreso la notizia, ricavata da una intervista rilasciata a “Donna Moderna”, che Laura Chiatti fa sesso dieci volte alla settimana.

Sono quelle cose che uno, senza saperle, indubbiamente vive male e non sa dove andare a sbattere la testa. Ora, passi che una persona non sappia di quanti canti è composta la “Divina Commedia”. Passi anche che non conosca la formula della teoria della relatività di quello zuzzurellone di Einstein. Passi che non sappia come si chiama la capitale del Brasile o quali siano i poteri del Presidente della Repubblica, ma andare a dormire senza sapere quante volte alla settimana (dieci!!) Laura Chiatti si dedica alla sua vita sessuale, questo proprio è imperdonabile.

Meno male che ci hanno pensato i giornalisti a ricordarcelo. Ora, dieci volte alla settimana vuol dire, in media, due volte al giorno, ma a volte anche una sola. Chissà se sarà proprio oggi il turno dell'”una tantum”, guardate, se ci penso mi sento mancare…

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Schettino e Auschwitz

…però una cosa c’è da dirla: che sia pure nella pluralità delle opinioni e degli orientamenti politici che, pure, fanno parte del normale dibattito e delle dinamiche democratiche di scambio delle opinioni, i quotidiani italiani sono sempre improntati al massimo garbo lessicale, a una critica ferma ma espressa in modi civili, a una dialettica misurata con la stampa straniera, e alla ricerca di titoli di prima pagina assolutamente sereni ed obiettivi.
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Il dipinto della Madonna che piange di Licata

Uno dei canti più conosciuti delle sonnacchiose messe mattutine della domenica recita: "Vogliamo vivere come Maria/l’irraggiungibile la madre amata".

Ecco, io non ho mai capito cosa voglia dire "irraggiungibile". E neanche il senso di quella canzone osannata da file di fedeli ordinatamente dirette verso l’Eucarestia, e suonata da ragazzi con la chitarra seduti al lato dell’altare.
Da ateo felice quale sono, credo di poter supporre che significhi che il suo esempio non ha nulla a che vedere con la condizione umana. Che nessuno potra’ mai essere come lei. E allora perché vorremmo vivere esattamente come la ragazzina visitata dall’Onnipotente? Non possiamo. Non potremmo neanche se lo volessimo.

Se la punizione divina per la donna nei confronti peccato originale è quella di partorire con dolore, l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele secondo cui Maria avrebbe partorito un figlio non doveva avere poi molto a che fare con la "buona nuova" di cui si parla. Insomma, la donna deve soffrire.

Del resto, se non dovesse soffrire, che senso avrebbe andare alla ricerca di madonne che piangono a cui offrire sempiterna e incondizionata devozione?
Massimo Troisi nel ruolo del giovane Vincenzo in "Scusate il ritardo" durante una crisi amorosa viene invitato dalla madre a distrarsi e ad accompagnarla a vedere la Madonna che piange. Vincenzo si sente depresso e dice di voler vedere gente un po’ più allegra: "Se rideva ci venivo…".

Ecco, abbiamo sempre bisogno di madonne che piangono. Dobbiamo per forza essere tristi. E siccome la pena femminile per il peccato di Eva è la sofferenza con dolore, almeno che le madonne piangano, perdinci! Almeno che questi dipinti ci diano la soddisfazione di trasudare e di darci la possibilità di gridare "al miracolo!", invece di starsene lì inerti a costituire il patrimonio artistico del paese. E che ci facciano sprofondare nell’autunno accaldato di un nuovo, esaltante, indispensabile medioevo.
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Il 5 per 1000 dell’Irpef: ecco l’elenco di tutti i soggetti percipienti

Sono 6593 Associazioni Sportive Dilettantistiche.
436 sono gli Enti di Ricerca Scientifica e Universitaria.
97 quelli di Ricerca Sanitaria.

Ma sono oltre 35500 gli enti di volontariato, le ONLUS, le associazioni a cui è possibile destinare il 5 per mille dell’IRPEF.

Intendiamoci, personalmente preferisco destinare il 5 per mille dell’IRPEF a una associazione di cui mi fido e che conosco, piuttosto che lasciarli allo Stato, ed è per questo che ogni anno firmo per il 5 per mille a favore di una associazione per la protezione e la cura degli animali (l’8 per mille lo destino regolarmente alla Chiesa Valdese).

Ma le cifre sono assolutamente impressionanti. Ci si lamenta di quante scuole di calcio, di basket, arti marziali, palestre, circoli sportivi accolgono i bambini che vanno a fare un po’ di attività fisica e sociale, ma sono una goccia nel mare rispetto all’esercito di volontari e di associazioni senza fine di lucro che se sono senza fine di lucro io vorrei sapere che cavolo si iscrivono a fare nell’elenco dei soggetti che poi percepiscono del denaro.

Denaro facile, denaro che non costa nulla, solo una firmetta, per carità, e anche l’immissione di un codice fiscale (chè quello però è già più noioso, uno se lo deve andare a cercare, si può sbagliare…) e il malloppo è ripartito. Magari in piccole proporzioni, perché si sa che un po’ per uno non fa male a nessuno, poi dalla associazione culturale della parrocchietta a quella per la conservazione del patrimonio genetico dell’Homo Faber.

E così, a colpetti di poche migliaia di euro, ci dicono le associazioni di volontariato sopravvivono.

Cazzo, le associazioni di volontariato non devono vivere con le firmette del cinque per mille ("qui, qui, firmi qui, non vada sotto la linea…") le associazioni di volontariato devono vivere con le donazioni e con l’opera dei propri associati o estimatori.

Altrimenti, molto più semplicemente, chiudono.

Non è l’idea del 5 per mille dell’IRPEF in sé ad essere sbagliata. E’ la cavalcata delle Valchirie delle ONLUS che si spartiscono la torta ad essere preoccupante. Alcune ONLUS sono delle vere e proprie lavatrici di soldi per conto loro, il cinque per mille è un surplus gratuito dato perché lo sanno tutti benissimo che molte di loro si basano sull’amministrazione di una sola persona e che con i bilanci reali scenderebbero a pochi euro all’anno.

Comunque eccoli tutti:

Enti di volontariato
Elenco dalla lettera A alla lettera C – pdf
Elenco dalla lettera D alla lettera Z – pdf

Enti della ricerca scientifica e dell’Università
Elenco degli enti della ricerca scientifica e dell’Università – pdf

Enti della ricerca sanitaria
Elenco degli enti della ricerca sanitaria – pdf

Elenco delle associazioni sportive dilettantistiche
Elenco delle Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI – pdf

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