Matteo Camiciottoli: frase offensiva verso Laura Boldrini? Oggi è cominciato il processo di merito

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Matteo Camiciottoli, sindaco leghista di Pontinvrea (SV), nel 2007 pubblicò una frase piuttosto infelice nei confronti di Laura Boldrini: “Gli stupratori di Rimini? Scontino gli arresti domiciliari a casa della Boldrini”.

Si riferiva a un episodio in cui un gruppo di immigrati africani furono accusati di aver aggredito e stuprato una turista polacca e di avere successivamente aggredito un trans peruviano. I presunti autori dei crimini furono posti agli arresti domiciliari, circostanza questa che ha fatto indignare Camiciottoli che ha scritto: “Potremmo dargli gli arresti domiciliari a casa della Boldrini, magari le mette il sorriso”. Alla Boldrini la cosa non è piaciuta (e vorrei anche vedere!) e ha querelato il sindaco leghista per diffamazione.

Questa mattina, presso il Tribunale di Savona, si è svolta la prima udienza del processo a carico di Camiciottoli. Non sappiamo come sia andata, né se ci sia stata una sentenza. Nel caso ve ne darò conto.

La cosa più alienante è leggere su “il Giornale” che il sindaco “Scherzò sulla Boldrini”. Cioè, quello che ha convinto un Pubblico Ministero a citare direttamente a giudizio l’autore di un commento su Facebook sarebbe un gioco, uno scherzo, una zuzzurellata, una bagatella come si dice in giuridichese. Eppure la sua valenza apertamente offensiva, soprattutto nei confronti di una donna è evidente (provatevi a dire le stesse frasi nei confronti diu un uomo e vedrete cadere tutto il castello della pubblica accusa). Ma non solo. Si legge anche “Querelato. E ora processato. È il destino di Matteo Camiciottoli, sindaco leghista di Pontinvrea che lunedì, nel Tribunale di Savona, comincerà la sua battaglia per la libertà di espressione.” Dunque per i redattori de “il Giornale”, quella di lunedì non è l’udienza verso uno che ha oggettivamente diffamato, ma addirittura l’apertura di una vera e propria battaglia per la libertà di espressione.
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La ghigliottina!

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La seduta, sospesa alle 18,15, è ripresa alle 19,45.

  PRESIDENTE. La Conferenza dei presidenti di gruppo si è appena riunita ed ha constatato che il numero residuo degli interventi per dichiarazione di voto finale è pari a 164. Poiché non è stato accolto il mio invito a ritirare queste restanti iscrizioni a parlare, non risulta possibile convertire il decreto-legge nei termini previsti dalla Costituzione, che scade nella giornata odierna.
Pertanto, come già preannunciato in capigruppo, la Presidenza si vede costretta a procedere direttamente al voto finale, per assicurare che la deliberazione dell’Assemblea sul decreto-legge «IMU-Bankitalia» avvenga nei termini costituzionali. Faccio presente, in ogni caso che tutte, tutte le fasi del procedimento si sono svolte e anche che i gruppi hanno potuto già esprimere le loro posizioni in dichiarazione di voto.

(Votazione finale ed approvazione – A.C. 1941)

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale (Vive proteste dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge di conversione n. 1941, di cui si è testé concluso l’esame.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione – Deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle indossano un bavaglio – Deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia scendono verso il centro dell’emiciclo e raggiungono i banchi del Governo – Deputati del gruppo Fratelli d’Italia- lanciano monete di cioccolata – Deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle espongono cartelli recanti le scritte: «Corrotti», «#Noallatagliola»e « Giù le mani da Banca d’Italia» – Deputati del gruppo Fratelli d’Italia espongono cartelli recanti le scritte : «Venduti», «Vergogna» e «Giù le mani da BanKitalia»).
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