A proposito di un articolo su informa-press.it

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Ho letto un passaggio inquietante sul sito informa-press.it.

Su un articolo firmato Francesco Preziuso, del 14 agosto scorso, e intitolato “Protocollo Sicurezza Scuola: stabilite le modalità per tornare a Scuola”, e reperibile all’indirizzo web

https://informa-press.it/protocollo-sicurezza-scuola/?fbclid=IwAR3POcmxz_EQrOVP5Wqgkpk-Efc5yqPLg28IHjTa3fPNSEUHQqNgXDRyoZE

si legge quanto segue:

“Ogni lavoratore dovrà comunicare al Dirigente scolastico la presenza di sintomi influenzali collegati all’infezione da Sars–Covid19. Sarà obbligatorio di restare nel proprio domicilio in presenza di temperatura oltre i 37,5° o ad altri sintomi affini all’infezione da Sars–Covid19.”

Non so quale sia la fonte del giornalista, ma se la cosa fosse vera ci sarebbe di che mettersi le mani nei capelli. Comunicare al proprio Dirigente scolastico che si ha febbre superiore a 37,5° e/o sintomi associati o associabili a un’infezione da Covid 19 è fuori da ogni logica di protezione dei dati personali.

Tutto quello che si deve fare è: avvertire con sufficiente anticipo (una PEC è sempre l’ideale, ma anche una telefonata andrà bene) la segreteria del personale della propria assenza. Successivamente consultare il medico che appronterà un certificato di malattia con relativa prognosi di guarigione composto di due parti: una da fornire alla scuola SENZA l’indicazione della patologia di cui soffrite, QUALUNQUE ESSA SIA. L’altra da tenere per voi, con l’indicazione del tipo di malattia in atto, da esibire, eventualmente, al medico fiscale che verrà a controllarvi e a visitarvi.

Questo è TUTTO.

Il vostro dirigente non deve sapere NULLA. Né se avete il Covid né se soffrite di unghia incarnita e non potete recarvi a piedi sul posto di lavoro. Se avete il Covid deve saperlo la ASL, che deve provvedere ai tracciamenti e alle rilevazioni secondo protocollo.

Se il vostro Dirigente acquisisce dati sensibili su ciò di cui voi soffrite fategli un bell’interpello preventivo e, se non risponde entro 30 giorni, rivolgetevi al Garante della Privacy per ottenere la cancellazione dei Vostri dati.

Il terrore di essere osservati e, ancor peggio, schedati, deve finire. Subito. Ma gli conviene?