Paolo Virzì e quei “cialtroni” del Movimento 5 Stelle

Paolo, il bimbo del Virzì, lo conobbi a scuola, per la precisione ai tempi del Liceo.

La maturità fu quella del 1983. Fu una maturità triste perché di lì a poco morì il povero Emilio Cagediaco.

Faceva il “compagno” il Virzì. Scioperi, volantini ciclostilati, eskimi.

L’altro giorno, nella sua qualità di direttore del “Torino Film Festival” pare sia intervenuto in una polemica tra Ken Loach e Carlo Mazzacurati. Ken Loach aveva restituito il premio per solidarietà ai lavoratori precari del Museo del Cinema e aveva invitato Mazzacurati a fare altrettanto. Rintuzzato dal Movimento 5 Stelle.

Virzì reagisce dicendo che “Ken è stato male informato. Mi dispiace dia retta a dei cialtroni come quelli del Movimento 5 Stelle.”

Ovvia, giù.

Intanto sarebbe carino conoscere il perché di tanta confidenza. “Ken”??? Sembra, per dirla alla livornese, che il Virzì ciabbia mangiato la pappa insieme da piccino. “Ken”, giusto per dirne una, nell’anno in cui il Virzì si diplomava allo sperimentale di Via Crispi aveva 47 anni, cioè poco meno della sua età (del Virzì) attuale. Aveva già girato sei film e stata lavorando a “Which Side Are You On?” quando lui (sempre Virzì) calpestava il pavimento della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa. “Ken”??? Cosa significa “Ken”???

E poi non credo che un regista come Loach dia retta a un movimento politico denominato “cialtrone”. Se lo fa potrebbe essere (per esempio) per dar retta alla sua coscienza.

No, via, non ce lo vedo uno che si è fatto distribuire “Tutta la vita davanti” e “La prima cosa bella” dalla Medusa Film di Silvio Berlusconi dare dei consigli a Ken Loach.

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