Ygnazia Cigna e le biciclette spaziali

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Ancora “notizie-non-notizie”. Ancora Open OnLine. Ancora giornalismi su cui è possibile esprimere qualche riserva.

Lo avevo già fatto qui:

Il senso di Ludovica Di Ridolfi e di Open OnLine per i Simpson

e lo faccio di nuovo.

La redattrice dell’articolo che ho trovato in rete si chiama Ygnazia Cigna, è molto giovane, beata lei, e riferisce del fatto che l’astronauta Samantha Cristoforetti abbia postato un video su TikTok in cui mostra una bicicletta specialmente concepita per lo spazio, provvista di pedali ma in cui, ahinoi, non ci sarebbe uno spazio adeguato per sedersi.

Io non sono un amante delle cose spaziali in genere, non mi piacciono, la fantascienza mi annoia moltissimo e Star Trek mi fa venire il latte alle ginocchia. Credo che a parte il ricordo di mia madre che mi svegliò per brindare con la gassosa al momento dell’allunaggio nel 1969, non ho altro da raccontare su questo tema, che lascio volentieri ad altri, a meno di non essere espressamente sollecitato, come è già accaduto.

Ma questo non cambia nulla. Il punto non è quello che posta la Cristoforetti (che, pure, ha dei fans), che è liberissima di fare quello che vuole, come chiunque altro, dei mezzi di cui dispone, il punto non è come sono fatte le biciclette spaziali, il punto è se questi contenuti abbiano una valenza tale da costituire “ex se” una notizia e, dunque, possano essere assunti al rango di informazione, o se restino dati destinati a non costituire oggetto di risonanza.

Io non dubito affatto che esistano persone per le quali conoscere la conformazione di una bicicletta da usare in una navicella costituisca un interesse primario e fondamentale. Voglio dire, se esistono i feticisti del piede potranno esistere, a maggior ragione e con più diritto, anche loro.

Ci sono collezionisti di francobolli che discutono quotidianamente di questa o di quella emissione filatelica, che spendono cifre anche molto importanti per aggiudicarsi un Gronchi rosa. Ma non è che il fatto che qualcuno abbia pagato una cifra da record a un’asta o a un privato debba per forza essere visto come qualcosa che vada oltre la pura e semplice curiosità. O la spigolatura, come dice la Settimana Enigmistica.

Ed è la continua ostinazione di certa stampa a trasformare in notizia quello che notizia non è a destare preoccupazione. Non certo il fatto che un’astronauta parli del proprio lavoro al pubblico di un social network.

Neanche di Ygnazia Cigna ho trovato molte notizie. Solo che non risulta neanche lei iscritta all’albo nazionale dei giornalisti:

e che è su Twitter, dove ha i suoi follower. 95, per l’esattezza.