Voltaren Emulgel

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La radio la mattina ti riporta alla triste realtà lavorativa, comincia a invadere l’aere viziato di odori della camera da letto con la pigrizia tipica di chi, sia pure con i suoi transistor, ti invita a non alzarti, con quel soporifero leggerti la rassegna stampa.

Eh, ma si deve, chè oggi ci sono 4 ore. Su, via, ci si alza. Bagno, la faccia lavata con l’acqua sensibilmente più fredda perché durante la notte la temperatura è scesa anche di 8-10 gradi, maledetta lei, e ti ricordi di "Natale in casa Cupiello" in cui il protagonista, Don Luca, si sveglia infreddolito e tira cinque minuti del primo atto ripetendo alla moglie "Cuncè’, fa freddo fuori?"

Sì, fuori fa freddo, ma su, in alto gli animi, che i soldati della prima guerra mondiale sul fronte del Piave ne han ben passate di peggiori.

I conigli sono particolarmente allegri e arzilli, invece, ed è il caso che se ne stiano nella gabbia, se no riducono il divanetto e le poltrone di legno a un unico cumulo di segatura in tre secondi e due decimi.

Ti chini per vedere dove cavolo si sono nascosti e ti assale una lancinante scossa al cervello. Si tratta indubbiamente di uno


e lo maledici dal primo secondo della sua bestemmiata esistenza perché senti che fa un male cane, che preferiresti 4 ore con i tuoi alunni, che anche questa volta devi pagare la pizza a Brunetta, che chissà se c’è il Voltaren, di là, che è la solita litania del chiamare la scuola, del chiamare il medico, dell’andare a prendere il certificato, dello stare a casa dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per la reperibilità e il tegame di su’ mà’, ohiòi, maledetto il colpo della strega, ma giuro che alla strega un giorno gli faccio venire il colpo del Di Stefano, poi si vede…