Vito Crimi e l’ipertrofia prostatica di Berlusconi

Allora, Vito Crimi, componente del Movimento 5 Stelle della Giunta per le elezioni del Senato, questa mattina ha pubblicato quanto segue sulla sua pagina Facebook:

“Ma vista l’età, il progressivo prolasso delle pareti intestinali e l’ormai molto probabile ipertrofia prostatica, il cartello di cui sopra con “Non mollare” non è che intende “Non rilasciare peti e controlla l’incontinenza” (cit. Paola Zanolli)”

All’inizio il casus belli è stato il verificare se quel post sia stato inserito mentre Crimi era impegnato nella discussione a porte chiuse della Giunta sulla decadenza di Berlusconi. Poi è apparsa una nota di Adriano Nitto, suo collaboratore parlamentare, per cui “il post relativo a Berlusconi è stato inserito alle ore 10.04, prima dell’inizio dei lavori in Camera di Consiglio.”

Anche nella migliore delle ipotesi, quella del post spedito su Facebook durante la sospensione dei lavori, e, quindi, quando non si è soggetti a nessun obbligo, quella di Crimi è una iniziativa assolutamente deprecabile.

Primo, perché Crimi fa parte di una giunta che deve valutare aspetti tecnici ed eventuali incompatibilità seguendo la legge, non è un andrologo, ragion per cui dell’ipertrofia prostatica di Berlusconi non ce ne importa una beatissima, non è un argomento che Crimi deve valutare.

Secondo, perché anche se formalmente e tecnicamente puoi farlo, non vai a pubblicare un post su Berlusconi (o su chiunque altro) di cui vai a occuparti di lì a pochi minuti per giudicarlo decaduto o meno. Un insegnante che inserisse un post a cinque minuti dallo scrutinio definendo un suo alunno un “piscione” o un “cagone” o financo uno “scorreggione”, o parlasse semplicemente del fatto che questo ha bisogno spesso di andare al bagno, andrebbe immediatamente sotto disciplinare se non addirittura sotto processo (o anche tutti e due, non è mica proibito, anzi!). E col cavolo che potrebbe dire a un giudice “Io in quel momento non ero in servizio e scrivo quello che voglio!”

Alle 16,51 Crimi ha detto ai giornalisti: “Vi siete inventati una storia che non c’è”. “Era un post satirico, non mio, e non aveva nulla a che vedere con la seduta, irrilevante rispetto ai suoi lavori. L’ho solo ripreso”.

Ma non cambia niente. Che era satirico si vede. Che non fosse suo è altrettanto palese. Ma è anche palese che si trova sulla sua pagina pubblica Facebook e che lui, comunque, ne rispondo. Se io pubblico sul blog una lettera di un’altra persona che contiene delle offese nei confronti di un terzo la responsabilità è mia.

Con ogni probabilità Paola Zanolli aveva tutto il diritto di scrivere quello che ha scritto, non doveva mica partecipare alla Giunta per le elezioni e decidere sulla decadenza di un senatore!

Porca miseria, la democrazia dal basso, la potenza della rete, lo scambiarsi idee, internet, gli Android, i tablet sventolati con nonchalance in aula (“Noi ce l’abbiamo e lo sappiamo usare, guardate come siamo fighi!!”), Patty Smith che risuona davanti a una attonita Boldrini, People have the power, la gente ha il potere ma che potere è quello di parlare delle pareti intestinali di Berlusconi???

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