Versi nell’incomparabile stile di Giosue’ Carducci

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Scriver le strofe sàffiche
è bello assai da farsi
la rima chiude in "-arsi"
l’ultimo verso in "-ar".

Ci metto il cacciatore
la nube un po’ rossiccia
la gente assai alticcia
di vino a ubriacar.

Gli uccelli sono neri
fa pimpumpàm lo spiedo
poi vien Caciagli Edo
i fortóri ad eruttar.

All’albero non tende
la mano pargoletta
ma due bistecche aspetta
già pronte a divorar.

Ma basta un settenario
composto alla Carducci
per dirgli "Ce lo ciucci!"
al tegame di tu’ mà(r)