Venerdì

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Il venerdì, c’è poco da fare, è sempre il venerdì.

Comincia in sordina, con la campanella delle 8,10 e tutti ai nastri di partenza. E’ una lunghissima maratona e tutti sanno che saranno pochissimi quelli che arriveranno vivi al finis delle 14,40, dopo la settima ora. Ma ci sono dei veri e propri campioni anche in questa specialità olimpionica di avvicinamento alla fine settimana lunga, e qualche collega affronta l’ultima giornata di lavoro correndo a piedi nudi, come Abebe Bikila.

Il professor Crucefixis, poveraccio, ha sette ore filate di lezione e prima di recarsi in quarta W recita il propiziatorio salmo 23: “Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi dànno sicurezza” mentre il professor Marxistis gli replica: “Vincastro questo paio di balle! Io oggi ho due ore di cui una a disposizione e poi vado a casa. Ve lo tiro in quel posto a tutti quanti, specialmente a te, pretaccio della malora!”

Non c’è che dire, il collega Marxistis, quando ci si mette, quanto a proprietà di linguaggio e leggerezza dei modi non lo batte nessuno.

In terza Y c’è una lieta novella. L’alunno Trottolini e l’alunna Amorosi stanno insieme. Era un po’ che si gironzolavano intorno e si fiutavano a fondo, quei due, adesso pare che abbiano quagliato la situazione e se ne stanno in fondo all’aula a sorridersi, a tenersi la manina, a scambiarsi parole senza senso come “Ciupi Ciupi, orsacchiottino mio, amorissimo, ti lovvissimo”, naturalmente via WhatsApp, perché dirsele a voce non è più di moda. L’oggetto del proprio amore è più reale se gli scrivi, anche se è a cinque centimetri da te. C’è poco da fare, ormai si sono bevuti il cervello.

Ma non tanto da abdicare ai primi richiami ormonali della stagione autunnale. Tutta lieta e gàrrula l’alunna Amorosi esordisce al mio ingresso in aula, col sorriso sulle labbra: “Professo’… lo sa che io e Trottolini dormiremo insieme??”

“Cosa fate voi due???” reagisco con una falsa, anzi, falsissima accentazione scandalizzata. Del resto hanno 16 anni, è il loro momento, cosa posso pretendere, anch’io, che si guardino negli occhi? Che si bevano un caffellatte coi biscottini e poi guardino “Un posto al sole” su Rai 3 seduti sul divano e con la copertina sulle ginocchia?

“Ma no, che cos’ha capito?? Ci portiamo i sacchi a pelo nella baita sul Gran Sasso e ce ne stiamo rannicchiati al fuoco finché non ci addormentiamo, la professoressa Wunderbari dice che sviluppa il Karma e aiuta a depurare il corpo dalle tossine!”

(La Wunderbari…) “Sì, va bene, ma adesso vi interrogo sui verbi irregolari, te e il tuo moroso, e se non li sapete andate sul Gran Sasso con un bell’impreparato sul groppone!”

La mattinata scorre lenta e inesorabile. Ma pare che il professor Exlege (quel leguleio fetente e immondo, lo detesto, possa morire di un accidente subito!) sia di pessimo umore. Qualche alunno in vena d’innocenti scherzi gli ha graffiato la portiera della macchina, ma così, giusto per burla, e lui si è inspiegabilmente adirato. Inoltre ha smesso di fumare, il che lo rende ancor più vulnerabile alle critiche e alle sollecitazioni esterne. Comunque sia, non lo si può avvicinare. Ha sempre una bestemmia o una parolaccia per tutti, quell’infido verme.

“Buongiorno, caro Exlege, salutami tanto la tua compagna, la per nulla verbosa De Chattibus!” lo riverisce il collega Marxistis facendogli il gesto dell’ombrello (bastardo!), perché ha appena finito il turno.

“Stai desiderando la donna d’altri, per caso??”

“No, che c’entra, t’ho visto e mi è venuta in mente la De Chattibus!”

“Ecco, appunto, stàttene al tuo posto, comunista del cazzo, che alla De Chattibus ci penso io!”

E pare proprio che ci pensi sul serio. Ha fatto il calcolo di quanto avrebbe risparmiato in un anno di astinenza da fumo, poi ha portato la De Chattibus al sexy shop dove si sono comprati un paio di stivaloni e un corpetto di cuoio borchiato, due frustini e due paia di manette per le loro cose più estreme. Ci hanno lasciato l’equivalente di due stipendi e il proprietario di quel pio ed evangelico esercizio ha detto che per un mese poteva anche chiudere i battenti e andarsene a trascorrere una settimana a Marbella.

Nel frattempo la nostra ottima bidella Cassandra ha interrotto la divinazione e il responso dei tarocchi per la collega Cervelletti, che è rientrata incinta dalla malattia (si è curata bene, evidentemente) e vuole sapere, giustamente, come procederà la gravidanza, perché, si sa, i ginecologi son tutti dei bugiardi esosi e ti spillano un sacco di soldi, se no cosa si chiamerebbe “Cervelletti” a fare?

“Corbelli, mo’ t’accijesse!! Vai in classe e ute, ca’ me pigl’ la coccia, me pigl’… Sant’Antonie co’ lu porc’ ca sunàve lu dubbòtte a lu desert’, la luna nera!!!!”

E incassati con cura i 50 euro, la bidella Cassandra si fece il segno della croce. Io avrei voluto correre tra le braccia. Di chiunque.

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