Valerio Di Stefano – Quale gestore di telefonia mobile?

Ricevo spesso domande del tipo "Ho il gestore di telefonia mobile X, mi conviene passare a Y tenendo conto che la mia fidanzata ha una scheda Z?" o ancora "Qual è il gestore di telefonia mobile meno caro in assoluto?", fino a "Vorrei regalare un telefonino a mia nonna, quale scheda mi conviene associare?".

 

La prima cosa che mi viene da osservare in questi casi è che si tratta di domande legittime che, tuttavia, non possono trovare una risposta immediata.

 

Bisogna in primo luogo ripulire il campo da un preconcetto di fondo: quello che vuole l’utente finale di un servizio di telefonia mobile (qualunque sia) alla perenne ricerca dell’offerta più conveniente.

 

E’ un circolo vizioso nel quale molti tendono a cadere, perdendo di vista l’aspetto più evidente: è il gestore che deve soddisfare il cliente, non viceversa.

 

E’ una sorta di questione "morale", in fondo. La società (e, quindi, per traslato, Tim, Vodafone, Wind, 3, tanto per citare solo gli italiani) crea dei bisogni, senza pensare di adeguarsi ai bisogni dei cittadini.

 

E’ la dura e spietata legge dei mercati, per cui anche se non si ha realmente bisogno, ad esempio, di un computer nuovo, si finisce per buttare lo stesso quello vecchio e funzionante, solo perché il cannibalismo informatico (e non certo le caratteristiche dell’oggetto) lo ha reso un rottame (nuovi processori, hard disk più capienti, schermi ultrapiatti, sistemi operativi "aggiornati" -a che cosa? Mah… 

Accade lo stesso anche per la telefonia mobile. "Butto via (o lascio scadere) questa scheda del gestore tizio perché è solo da 32 Kb, contro i 128 della nuova offerta di Caio".

 

Per cui, anche in questo tipo di scelte, credo che occorra porsi la sempiterna ma inevitabile domanda: "Di che cosa ho bisogno?".

 

Perché se avete bisogno di una scheda per ricevere qualche breve telefonata (ricordate i tempi in cui il telefonino era ancora un simbolo? Tutti dicevano "Sì, è vero, ho il telefono, ma lo uso solo per ricevere!"), spedire qualche Sms ogni tanto, essere, come si suol dire, reperibili, è più che probabile che un gestore valga l’altro.

 

Certo, quando si comincia a gestire un nuovo numero di telefonia mobile, occorre prestare attenzione a una serie di variabili, ma senza fasciarsi troppo la testa.

 

La prima è se quel numero vi serve più per ricevere telefonate o per farne. Se vi serve per riceverne potete affidarvi a un gestore che offra un servizio di autoricarica, in modo da prolungare la validità della scheda attraverso le chiamate ricevute, se ne fate, controllate che gestore hanno le persone che chiamate più di frequente e scegliete quello (la tariffazione verso i numeri dello stesso gestore è sempre più conveniente).

 

Se poi avete un numero verso il quale realizzate un volume di traffico "adeguato" (lavoro, fidanzata/o, moglie, marito, amante, figli, genitori o quant’altro), anche qui nessun problema, tutti i gestori praticano tariffe particolarmente vantaggiose verso un numero particolare.

 

Nello scegliere la tariffa più adatta alle vostre esigenze tenete conto di un fattore che può sempre tornare utile, la possibilità di raggiungere un essere umano presso il Costumer Care nel caso ne aveste bisogno. Non è una cosa secondaria.

 

Oggi tutti i servizi di assistenza al cliente (che paga!) sono sostituiti, per la maggior parte, da messaggi preregistrati, spesso dei veri e propri "Caroselli" pubblicitari degni del miglior Calimero, con voci accattivanti che ammiccano ora questa e ora quella offerta.

 

Può darsi che perdiate il telefonino, che ve lo rubino o che la vostra scheda diventi inutilizzabile. In questi casi si ha bisogno di parlare con una persona in carne e ossa e di risolvere un problema, non di sorbirsi una pappardella pubblicitaria interminabile. Non pensate che chi vi risponde sia sempre gentile e preparato. E’ già sufficiente che ci sia e che sia raggiungibile.

 

Una scheda Sim ha un prezzo. Anche questa sembra una ovvietà. Ciò che, invece, non lo è, è che i prezzi di questo tipo di prodotti stanno scendendo sempre più precipitosamente.

 

Si arriva all’assurdo che un numero di telefono personale costa meno di quanto si spenda al reparto frutta e verdura del supermercato. E’ triste ma è vero, la tecnologia costa sempre meno, i mezzi di sostentamento primari costano sempre di più: è un dato che dovrebbe farci riflettere.

 

Scegliere la scheda Sim che in quel momento costa meno, a parità di offerta può anche diventare un segnale di attenzione nei confronti di questi problemi.

 

Non diventate "tifosi" di un gestore. C’è gente che segue un provider con lo stesso accanimento con cui segue la squadra del cuore. Sentirete sempre qualcuno che vi dirà "Ma cosa tieni a fare quella scheda, passa al mio gestore che è meglio…". Ma comunicare non è esattamente come andare nella curva Sud, è un bisogno primario, non una questione di bandiera.

 

Le offerte speciali possono sempre essere una tentazione, ma spesso sono molto più inutili di quello che sembra.

 

Se vi offrono 200 Sms verso i numeri del vostro gestore a 5 euro da spedire entro una certa data (è solo un esempio), prima assicuratevi che le persone che contattate abbiano il vostro stesso gestore, e poi di avere un traffico Sms tale da giustificare quella spesa.

 

Vi assicuro che non sempre è conveniente… E che molte persone in genere sono infastidite dal ricevere un numero elevato di SMS solo perché a voi non costano nulla o costano pochissimo.

 

In breve: dedicate un po’ di tempo alla ricerca di ciò che fa per voi. Ne vale la pena.

 

Non si tratta di fare i conti della massaia che deve far quadrare un bilancio familiare, ma avere sott’occhio due o tre offerte può essere vantaggioso.

 

Dedicate qualche ora del vostro tempo a passeggiare per qualche centro Tim, o Vodafone, o Wind, o 3 che sia, ma quando avete deciso, se possibile, non tornateci più sopra, e non fatevi prendere dagli scrupoli.

 

Chi ha bisogno di chiamarvi davvero lo farà senza curarsi troppo del fatto che apparteniate a questa o a quella cordata di clienti, e prima o poi uscirà sempre una nuova offerta che vi sembrerà leggermente più vantaggiosa.

 

Anche in questo caso, seguire i propri bisogni reali e non quelli indotti dal mito del gratuito (sembra impossibile, ma c’è chi ci casca ancora). Un minimo di senso etico ci aiuta a vivere meglio. Magari in un mondo a misura d’uomo e non solo di tecnologia. 

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