Vada – Il busto a Don Antonio Vellutini

A Vada, vicino alla Chiesa di San Leopoldo Re, in Piazza Garibaldi, è stato collocato questo busto, ormai roso dal salmastro (e a Vada ci vuol poco ad aver tutto sputtanato dal salmastro, monumenti, automobili e quant’altro), in ricordo di Don Antonio Vellutini che fu parroco "provvisorio", tanto che ci rimase dal 1944 alla sua morte. Fu partigiano, rischiò più volte la propria vita per quella degli altri, salvò undici bambini ebrei, si oppose tenacemente al nazismo e, in tempo di pace, perfino ai suoi superiori (storica la battuta rivolta a un tecnico mandato dalla Curia Vescovile di Livorno per aggiustare le canne dell’organo della Chiesa: "Dica al Vescovo che qui dentro dopo quello lassù inchiodato sulla croce comando io."). Ogni sera si ritirava in Canonica, un casermone senza riscaldamento e pieno di umidità a leggere. Era professore di italiano e latino, e diceva che "Il mulino del Po" di Riccardo Bacchelli era l’ultimo romanzo scritto da un italiano in un italiano decente.

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