Vaccini e insegnanti: verso la follia della terza dose

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Uno si sveglia la mattina e guarda i giornali on line.

“Repubblica” (che guardo più per pigrizia e abitudine che per interesse, tanto ormai quasi tutti i contenuti sono riservati agli abbonati) mi informa che stiamo andando verso la terza dose vaccinale.

Non è che i vaccini non funzionano, per chi li può tollerare. Non è che il Green Pass sia di per sé questa invenzione diabolica che tanti vogliono farci credere.

E’ che non ce la stanno facendo. Ci pisciano addosso e ci dicono che piove. Il sistema sta miseramente crollando e se la prendono con un pugno di insegnanti e personale ATA. Vogliono “dati univoci” degli intellettuali, unica spina nel fianco di una classe dirigente che ha già mostrato e dimostrato il proprio fallimento. Gli indichi la Luna e quelli insistono a guardare il dito. Intanto il virus muta e reagisce. Perché il virus non è un vigliacco, reagisce! Se ti proteggi da una variante è logico e chiaro come il sole che quello si adoperi per infettarti in un altro modo. Il DNA non è scemo. Il DNA è il linguaggio universale con cui ogni essere vivente autoproclama se stesso.

Io non sono vaccinato. Devo fare un tampone ogni 48 ore. Bene. Mettiamo che faccio un tampone di buon’ora, al mattino. Negativo. Vado a lavorare. Poi la sera, per sfruttare il via libera del Green Pass, me ne vado in un bel ristorante di pesce assieme ad altre 20 persone, al chiuso. Mi infetto. Il giorno dopo torno a lavorare (non ho l’obbligo di un tampone supplementare, visto che sono ancora coperto da quello del giorno prima), non so niente della mia situazione, non ho ancora sviluppato i sintomi e infetto tutto e tutti, vaccinati e non. Perché anche avendo fatto il vaccino ci si può infettare ed infettare gli altri, sissignori.

A Teramo il 10% dei ricoverati con Covid 19 ha effettuato la prima dose del vaccino. Quindi può avere il Green Pass. Dal momento del contagio a quello del ricovero ospedaliero hanno avuto tutto il tempo di frequentare amici, parenti, familiari ed incrociare estranei. Tutto perfettamente negli obblighi di legge previsti. E’ una carneficina.

Sono dati che una persona di media intelligenza può allegramente valutare per conto suo. Le scuole? Green Pass obbligatorio, come sapete. Il Green Pass non è un presidio sanitario. I presidi sanitari sono i vaccini (appunto!), le mascherine e il distanziamento. Il Green Pass è solo un metodo di controllo e, tutt’al più, auspicabilmente di contenimento. Professori e personale ATA vaccinati al 90%, ma gli studenti no. E gli studenti fanno ricreazione, vanno al bar della scuola, mangiano (Cristo, quanto mangiano!), si muovono, si prendono a pugni (ma per scherzo!), non aprono le finestre e puzza, puzza di piedi e di sudore, ormoni che circolano liberamente per l’aere, dice apri la finestra, va bene, ma hanno un pochino di ragione anche loro quando dicono che d’inverno fa freddo e stringono le chiappe addosso a un termosifone che, per carità, farà del suo meglio per riscaldare l’ambiente, ma è sempre assai scarsamente bastevole alla bisogna. Poi gli studenti vanno sull’autobus. O sulle macchine dei genitori che già che ci sono riportano a casa anche Tizio e Caio. Miniassembramenti ovunque, e la mascherina è un optional. Sai quanto gliene frega alla gente se hanno fatto una o due dosi di vaccino e hanno la fedina sanitaria pulita.

Sui dati regionali c’è un caos assoluto, le banche dati sono completamente inaffidabili e anche questo Figliuolo lo sa molto bene. Risulta che Friuli Venezia Giulia e Campania abbiano raggiunto il 100% del personale scolastico vaccinato, mentre fanalino di coda resterebbe la Sicilia con il 41% di non vaccinati.

E mancano totalmente i supplenti delle MAD (Messa A Disposizione). E cosa vogliamo dire degli addetti alle mense scolastiche e alle pulizie? Quelli non fanno parte della popolazione scolastica?

Zaia, dal canto suo, chiosa: “abbiamo identificato gli insegnanti come categoria essenziale: abbiamo tolto vaccini a gennaio-febbraio ad anziani che erano lì con le lacrime agli occhi che volevano vaccinarsi per dare una priorità agli insegnanti” (fonte: Orizzonte Scuola)

Cos’hanno fatto loro? Hanno TOLTO un vaccino a un anziano che ne aveva bisogno per darlo a ME?? Che potrei non tollerarlo, mentre magari quell’anziano sarà stato anche anziano, sì, ma lo tollerava benissimo? Io voglio dei diritti, NON dei privilegi! Non voglio corsie preferenziali. E voglio che il vaccino ci sia per TUTTI, indistintamente. Non esistono, in pieno clima pandemico, cittadini di serie A e di serie B. Non permetterò a nessuno, dico, a NESSUNO, di far morire un anziano solo perché non gli è stata inoculata la dose di vaccino originariamente indirizzata a me. E voglio che NESSUNO debba andarsene via con le lacrime agli occhi. Ma soprattutto voglio che NESSUNO addossi a me una responsabilità che è solo del Servizio Sanitario Nazionale. Non ci sono risorse e vaccini sufficienti? Che lo dicano, semplicemente.

Nel frattempo Bassetti, l’immunologo genovese, sembra quasi quasi dispiaciuto dal fatto che la destra lo critichi e lo attacchi fortemente per le sue posizioni da uomo di scienza.

Ma come? La destra, sempre così compìta e prudente nel dare giudizi, che non dice mai una parola fuori dalle righe, tollerante, poco verbosa, la destra critica proprio LUI? Ma se fossi in lui non mi sognerei nemmeno lontanamente di lamentarmene, anzi, ne farei una medaglia al valor civile, tornerei a fare il mio lavoro IN SILENZIO, altro che dichiarazioni sparse al Corriere della Sera!

Potrebbero evitarselo, tutto questo. Potrebbero dire la verità: “Cittadini, non ce la stiamo facendo, il virus è più forte di tutti quanti noi messi assieme.” Potrebbero e NON lo fanno. Ma gli conviene?