Una mail di Andrea Begni della Corale “Nuovo Cacciucco”


Quelli della Corale "Nuovo Cacciucco" di Livorno hanno deciso di continuare a limarci sordo e io, con la pazienza che mi contraddistingue, ne accolgo ben volentieri le disarmonie, anche se confesso che comincerei anche a rompermi appena appena i coglioni.

Mi ha scritto una mail Andrea Begni, autorizzandomi a pubblicarla, cosa che faccio subito e volentieri.

Dato che non ho voglia di costringere i lettori della home page del blog a sorbirsi una filippica di polemiche (perché di questo si tratta, considerata la naturale tendenza dei giovani d’oggi a disquisire "di questo e di quello"), lascio a loro (ai lettori) la scelta di continuare o meno nella lettura della neverending story.

Fate un po’ voi…


Egregio signor Di Stefano,

Esordisco premettendo che il nostro non certo un attacco di presuntuosità ma semplicemente un dato  di fatto: vede, sicuramente faremo parte di una massa di "ignoranti",come lei ci definisce, ma le faccio presente che il linguaggio, come sicuramente ben sa, è lo strumento comunicativo dei molti e non di pochi; inoltre le posso assicurare che la maggior parte delle persone (specialmente livornesi), se avesse letto i suoi interventi sul coro, avrebbe capito quanto (se non peggio) abbiamo compreso noi tutti dalle sue righe, seppur in modo errato. Vox populi, vox Dei! Sa, non è facile interpretare bene un messaggio del genere oggi giorno, specialmente se stampato su schermo digitale; converrà con me che l’intonazione gioca un ruolo molto importante nella comunicazione.

Se si ritiene tanto esperto della cultura labronica, mi chiedo come non conosca il classico sfottò ironico che viene usato qui da noi ; le faccio un esempio per farle capire meglio, visto sembra che viviamo in due universi diversi: "boia de! bella fia vella lì"—> generalmente una frase di questo tipo si riferisce a persone poco gradevoli nell’aspetto fisico; oppure, per rimanere in tema: "de… e avete cantato benino!"—> frase fatta riferita una prestazione tutt’altro che buona. Vede, è facile  cadere nello scherno con ossequi reiterati di questi tempi, per quanto io apprezzi, grazie alla luce dei fatti, i suoi complimenti. Ma forse lei, professore di scuola superiore secondaria, dall’alto della sua cattedra, questo sembra non averlo capito bene.
 
Ciò premesso, visto che per me non rappresenta un problema qualsiasi sua opinione (non è certo Uto Ughi) sul mio lavoro da corista, ho pensato bene di non infognarmi nella ricerca di dati nel suo blog per risponderle a tono, soprattutto per il fatto che nella giornata ho sicuramente cose migliori da fare. Rassicuro inoltre che questo messaggio è un pensiero "originale", come dice lei, e non un semplice copia incolla. Non mi sento certo mancare di senso critico solo perché una persona, che abita a 300 km di distanza, si è permessa, senza nemmeno conoscermi,  di giudicarmi a priori. Ci tengo a precisare che non sto rifugiando la mia faccia dietro stupidi pseudonimi, perché se vuole ,due parole gliele dico pure in faccia, vista la sua sarcastica cortesia nel scrivere frasi piene di cotanto significato nascosto.

Inoltre, s’è mai chiesto come mai sempre più persone finisco le scuole superiori pur rimanendo notevolmente ignoranti??? Beh so non a quale razza di professori appartenga lei, ma le posso garantire che se il sistema di istruzione scolastica va a puttane, producendo gente sempre più impreparata, è soprattutto colpa di un inadeguato insegnamento da parte dei docenti.

Per carità! Non sprechi i suoi 10 preziosissimi euro per comprare un Cd fatto da “ragazzetti ignoranti presuntuosi” che probabilmente non è in grado nemmeno di apprezzare. È molto semplice giudicare i teneri virgulti della Corale Giovanile "Nuovo Cacciucco" solamente con discorsi riportati e pessimi video pubblicati su youtube, che non ci rendono certo giustizia.

Concludo precisando che l’idea di scatenare questa disputa non è stata nostra, perché (e penso di parlare a nome di tutti i ragazzi) a nessuno di noi coristi era venuto in mente di venirla a criticare di persona, nonostante il suo messaggio fosse stato mal compreso. Almeno per quanto mi riguarda, dopo aver appreso a mio mal grado e seppur ancora con qualche piccolo dubbio, l’errore di una scorretta comprensione ( cosa che comunque può essere discussa specialmente sul intervento intitolato “Corale Giovanile "Nuovo Cacciucco" – Kumbaya”) delle sue parole, il discorso poteva chiudersi lì.

Spero di essere stato abbastanza esauriente, visto che, alla luce della mia ignoranza, non ho più consapevolezza delle mie parole anche quando dico "boia de".

Le mando questa risposta in privato perché non credo sarebbe mai entrata nello spazio riservato ai commenti. Se vuole la pubblichi pure con relativa risposta, non ho certo niente da nascondere.  Perdoni la lunghezza del testo. Aspetto presto sue notizie.

 
Cordiali saluti

Il “Testone” Andrea Begni



Caro Begni,

come si dice a Livorno, Lei mi pare "quello che mi caò sull’uscio, e poi la rivoleva".

Non ho capito qual è il Suo problema, e non sono neanche tanto certo di volerlo capire.

Fatto sta che dice di avere cose migliori da fare nella giornata che cercare i miei dati sul mio sito (in cui, sia detto tra parentesi, non c’è bisogno di "infognarsi", sono sulla home page) e poi mi dedica nientemeno che una mail da 12 Kb.

Asserisce che "l’intonazione gioca un ruolo molto importante nella comunicazione", che le cose me le può dire anche in faccia, poi sceglie il mezzo scritto (sul mio sito c’è anche il numero di cellulare), che, per definizione, è quello che ha un grado di intonazione zero, per comunicare con me.

Dice che, sostanzialmente, non Gliene importa un gran che della mia opinione, poi chiude attendendo la mia risposta. E’ uno strano modo di ignorarmi il Suo, sa?

Si lamenta della mia "presuntuosità" ma ritiene di poter "parlare a nome di tutti i ragazzi", e che diamine, magari qualcuno di loro può pensarla diversamente. Cosa le dà questa consapevolezza di interpretare un pensiero collettivo? Parli per sé e vedrà che parlare in prima persona senza coinvolgere gli altri non è un esercizio di mera retorica, ma di semplice presa d’atto che al mondo siamo in tanti e, per fortuna, tutti diversi.

Invece no. Invece "Vox populi, vox Dei", per cui l’importante è uniformarsi al pensiero della maggioranza, o, peggio, come nel Suo caso, farsene interpreti e portatori, se poi qualcuno la vede in modo diverso non importa, tanto è Dio che parla per mezzo del popolo, quindi, qualunque cosa esca dalla bocca della gente è vera per forza.
La maggioranza vota Berlusconi? E’ segno che Berlusconi è quello giusto, lo dice la gente, quindi Dio. Non fa una grinza.

Del resto, non mi sembra che Lei si sia fermato davanti a niente, neanche quando il Maestro Ricci vi ha detto a voce e ha ribadito per scritto di non aver trovato nessun elemento di dileggio, critica o denigrazione della vostra attività. Neanche quando ha affermato "sono rimasto sgomento nell’ apprendere che i miei ragazzi, anche universitari, non avevano capito niente di quello che avevano letto", quando asserisce che i "testoni" "(…) per fortuna cantano molto meglio di quanto siano culturalmente preparati."

E, del resto, non mi pare abbia indicato neanche mezza riga di quelle che ho scritto che dimostri questa Sua supposta (!)  volontà di scherno, di questo "fumus persecutionis" che non esiste se non nei Suoi occhi.

Non ha neanche guardato il blog del padre di una della Sue colleghe coriste, che ha pubblicato un (bel) post dal titolo "I ragazzi del coro", post che, senza che Lei ci si "infogni", può trovare qui:

http://ilguargua.splinder.com/post/20322192/I+ragazzi+del+coro

Non trovando argomenti usa dei luoghi comuni, mi parla della scuola che non funziona per colpa dei professori (certo, perché se funzionasse sarebbe merito degli studenti) e mi rammenta, dall’alto della Sua Sapientia Chordis, che io non sono Uto Ughi.

Già, è vero, io non sono Uto Ughi, ma nemmeno Lei fa parte del Wiener Singverein o il Chor der Staatsoper di Dresda, non incide per la Decca o per la Deutsche Grammophon, però se ne dà ben più di un etto, e i miei 10 euro, che se permette guadagno con il mio lavoro, me li spendo sì come mi pare, e ci mancherebbe anche altro che abbia bisogno di chiedere l’autorizzazione a Lei. O, peggio, che Lei me la dia preventivamente.

E a proposito di "lavoro" ci vada cauto con il confondere ciò che dà da vivere con lo studio e l’impegno in un’attività meritoria ma sostanzialmente ludica come quella di una corale, perché il lavoro è una cosa seria e c’è chi non ce l’ha.

Quanto alla cultura labronica di cui sarei sprovvisto, La rimando, semplicemente e ipso facto all’umorismo surreale di Federico Maria Sardelli sul Vernacoliere di cui o non è lettore (dimostrando così scarso attaccamento all’intima essenza della Sua città) o non ha recepito poi tutto questo gran che. Pazienza, a tutto c’è rimedio.

Come dice il mio amico Alessandro Guarguaglini, "basta leggere". Le auguro, in tutta sincerità, di non continuare a prendersi così sul serio.

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Comments

  • CinghialeMannaro  On 26 Aprile 2009 at 11:50

    Io trovo francamente spiacevole, e pericoloso in un ragazzo cosi’ giovane, il ragionamento “la comunicazione è di molti e non di pochi” unito al “vox populi, vox dei”. Aggiungiamoci la tendenza a voler per forza parlar per tutti, e il quadro è PURTROPPO completo.
    Valerio, secondo me ti odiano perchè hai messo una foto di cacciucco alla viareggina quando parlavi di loro :)

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