Livorno: va in giro in motorino a fare gavettoni di piscio

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Mi giungono echi di follia estiva, ma pur sempre creativa, dalla amata madre adottiva Livorno.

Pare ci sia un tizio che va in giro col motorino a tirare gavettoni di piscio alla gente.

Cioè, questo raccoglie urine (le proprie, immagino), magari bevendo litri e litri d’acqua, quando non di ponci, riempe palloncini fino all’inverosimile, prende un "Ciao" Piaggio smarmittato (almeno mi piace pensare che sia così) e lancia l’organico contenuto addosso agli ignari passanti, in qualunque punto della città, facendo leva sull’effetto sorpresa e sui tanti motorini che circolano in città.

E’ un’altra delle espressioni dell’indiscusso genio labronico, l’ignoto lanciatore è l’incarnazione di Cattivik (che se ne va con uno "Yuk Yuk Yuk"), l’operatore random di sovvertimenti sociali, erede di Zeb, colui che sporcando la città ne dimostrava le contraddizioni e l’imbarazzante nudità di biblica memoria della proverbiale ignoranza dei livornesi.

Su questo blog Zeb potra’ scrivere quando gli pare

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Zeb è sparito.

Ne hanno parlato stasera a "Chi l’ha visto", dimentichi del fatto che Zeb, a Livorno, è stato uno degli artisti più geniali degli ultimi vent’anni.
Scriveva frasi al vetriolo sui muri, Zeb, quindi nessuno si chieda chi l’ha visto, a Livorno è stato "visto" per decenni.

Il 18 maggio scorso, pare, ha lasciato la sua macchina vicino al ristorante "Il Romito" e da quel momento è andato in culo a tutti.

Ricordo ancora un muro lunghissimo appena dipinto. Più che una tentazione, per lui fu una provocazione.

Presa la bomboletta vergò la frase "Su questo muro Zeb non ci scriverà mai!" Praticamente un figlio dell’Ermetismo.

Ciao Zeb!