Il senso di YouTube per il Vaticano

Fedeli,

è con sommo orgoglio e sintomi diffusi di dispepsia (che non so nemmeno cosa voglia dire ma suona tanto bene) che vi annuncio che Sua Somma Papità Giovanni Razzo 16 ha deciso anche lui di farsi sedurre, oltre che dal Dio dell’organizzazione denominata ufficialmente "Chiesa Cattolica", anche da DioTubo, che male non fa, aprendo un canale di filmati e pontificazioni (del resto se no che pontefice sarebbe?).

Appare superluo ricordare che il Vaticano® ha concordato con DioTubo condizioni di assoluta garanzia, per apparire sul canale di maggiore diffusione del uèbbo, e che il suddetto non ha esitato ad accettare, ma le pare Santità, ma le pare…

Videomarta era viva. Ed era li’.

Ve la ricordate Videomarta?

Quella che presentava i filmatini sulle ultime novità in rete e che dal suo blog riceveva valanghe di dichiarazioni amorose on line, che ammiccava dalla sua cameretta coi mobili in stile neo-Ikea e i pupazzetti di pelouche sul letto, quella che camminava coi piedini nudi sul parquet facendo passare il messaggio che "Mi occupo di rete quindi, automaticamente, sono per forza una gran figa"?

Ne parlai una volta a questo indirizzo:
http://www.valeriodistefano.com/public/post/il-bluff-di-www-videomarta-com-1243.asp

Che fine ha fatto?

Sparita, chiuso i battenti, il videoblog è ancora lì ma non viene aggiornato più dal 28/11 scorso, gli autori hanno detto che non ne vale più la pena, Videomarta è morta e sepolta e i suoi ammiratori più accaniti dovranno accontentarsi di altro, il feticismo delle dita dei suoi orrendi piedi che si muovevano ammiccanti non ha funzionato, l’onanismo collettivo di massa di maschietti adoranti è stato solo una pia illusione, il sogno è finito, la musica è finita e gli amici se ne vanno.

A noi piace ricordarla così, Videomarta, quando era ancora viva, e quando iniziò con il suo primo video mostrando, come immagine di apertura, il posteriore, segno che aveva le idee ben chiare sulla strada da seguire.

Ciao Marta, ci mancherai.

Tutti i bimbi come Marisa Sannia

Ci sono notizie che ti strisciano vicino, di cui non ti accorgi neanche e che, quando tornano a galla, ti lasciano stercofatto.

E’ morta Marisa Sannia.

Aveva interpretato una delle migliori canzoni di Don Backy (che è stato ed è uno veramente bravo), Casa Bianca (dirige, naturalmente, il maestro Detto Mariano), e aveva reso giustizia all’unica canzone non firmata da Mogol e Battisti, "La Compagnia".
Lo aveva fatto nell’unico modo possibile, cantandola in modo normale, sereno, senza gli acuteggiamenti frocetti di Battisti (mi perdoni!) e senza il pressappochismo ubriacone e scanzonato di Vasco Rossi.

Era bella, bellissima.

Ci rimane dentro il cuore. Con la nostra gioventù.

18000 euro per DioTubo e dintorni

E hanno, da capo, faccine apertamente provocatrici, con il ghigno sardonico di chi sa benissimo di essere difficilmente beccato, come chi ha scoperto il gusto del delitto perfetto.
O di chi è accusato di omicidio e viene condannato a una multa per divieto di sosta.Gridano all’ingiustizia, se vengono individuati nei loro miserrimi misfatti, dicono che non hanno fatto niente, che loro non c’entrano, e se c’entrano lo hanno fatto per scherzare.
Scherzano quando se la prendono con i compagni, scherzano quando provocano gli insegnanti, scherzano quando si fanno odiosamente prepotenti con gli inermi.

Sono gli alunni che si fanno regalare un cellulare di ultima generazione dalla nonna per la Cresima, o dai genitori che li premiano per aver riportato qualche debito formativo.
Sono gli alunni maledetti che usano queste risorse tecnologiche di cui non capiscono un accidente per riprenderti in classe mentre fai lezione, o, peggio, mentre ti bombardano di pernacchie e sputi (tanto non puoi mica dimostrarlo, e poi provaci a mettere loro le mani addosso!), e poi ti schiaffano su DioTubo.

Sono i ragazzi di oggi. Pensano sempre all’America, lontana, dall’altra parte della luna, agiscono localmente e sono globalmente sprovveduti.

Non sono dei fini umoristi. L’umorismo (come diceva Carlo Maria Cipolla) è quando si ride con gli altri, non quando si ride degli altri. Si divertono così e i loro genitori cantilenano “Son ragazzi!”

Sì, son ragazzi ma stavolta uno è stato identificato e denunciato.
Così papà e mamma, che rischiano di dover tirare fuori 18000 euro (perché figuriamoci se lo mandano a lavorare per riparare alle minchiate che ha combinato, seeeeeh) perché al bamboccetto sono venute le fregole digitali.

E intanto uno è stato punito, accidenti a loro, alla tre, ai videofonini, alle suonerie, alle “fotine” e ai TVTTB.

YouTube vietato nelle scuole australiane – di Vincenzo Gentile

Non sembra esserci pace per il gioiellino di casa Google: in questi giorni lo stato australiano di Victoria ha vietato l’accesso al sito in oltre 1.600 istituti scolastici, nell’ambito di una maxi operazione contro il bullismo. Inoltre su esplicita richiesta dell’Academy of Motion Picture Arts & Sciences sono stati cancellati parecchi video presi dalla cerimonia di premiazione degli Oscar. Ma tutto ciò non basta: YouTube è ancora in ascesa.




La decisione di bannare il sito di BigG dalle scuole dello stato australiano è stata presa da un ministro locale dopo la scoperta di un video in cui era documentato l’assalto ad una ragazza da parte di una gang di ragazzi. Sul video, uploadato alla fine del 2006, indaga la polizia. "I siti sconsigliati alla navigazione da parte degli studenti sono già stati filtrati e YouTube è stato aggiunto alla black list" – dichiara Jacinta Allan, Ministro dei Servizi dell’Educazione. "Il governo del nostro stato non ha mai tollerato il bullismo nelle scuole, e questo atteggiamento di intolleranza si estende anche online. Tutti gli studenti hanno il diritto di apprendere in un ambiente sicuro e confortevole e ciò include rendere l’esperienza che i ragazzi hanno con il mondo online più sicura e produttiva possibile".

Ma i problemi non vengono mai soli per YouTube: infatti l’Accademia degli Oscar ha chiesto ed ottenuto la rimozione di molti video relativi alla serata di premiazione delle celeberrime statuette dorate. "I video, postati illegalmente sul sito, erano già entrati nel ranking dei più visti, con picchi di 250.000 click, prima che fossero rimossi. Al loro posto compare la scritta This video is no longer available due to a copyright claim by Academy of Motion Pictures Arts & Sciences" – dichiara il blogger Scott Kirsner su Variety.com.

Singolare la politica dell’Accademia: sul sito ufficiale della cerimonia non sono infatti presenti video relativi alle oltre tre ore di diretta, ma solo una clip di higlights e poco altro, per un totale di cinque minuti scarsi. E non sempre vengono rilasciati dei DVD o altri tipi di supporto in memoria della serata. "Non sono stati stilati progetti per aggiungere altro al sito uffciale della manifestazione, e quelli che ci sono adesso scompariranno, probabilmente per far crescere già da oggi l’attesa per lo show del prossimo anno. Abbiamo fatto ciò per tenere alto il valore della nostra programmazione e del nostro marchio" – spiega Ric Robertson, amministratore esecutivo dell’Accademia.

Dopo questi, che rappresentano gli ultimi di una serie di spiacevoli eventi che stanno segnando inevitabilmente il sitone di Google, i più maligni inizieranno a sogghignare. Ma avrebbero torto: più il sito viene attaccato dai detentori dei diritti, più la popolarità ed il traffico aumentano. Stando alle rilevazioni di Nielsen/NetRatings per gennaio, l’audience del sito è cresciuta di 3,8 milioni di utenti solo negli USA.

da: www.punto-informatico.it

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