Elogio della lentezza sul web

Stiamo arrivando a un ritmo frenetico a dare notizie e commenti sull’onda di una attualità dei fatti che si sta sempre più accorciando, che non ci fa verificare quello che scriviamo -esponendoci alle figuri più misere, quando va bene- o vanificando la nostra azione in un giorno o due perché quell’argomento su cui abbiamo bloggato, twittato o spaccato le putenda ai nostri amici di Facebook ormai è passato di moda. Dunque, non se ne parla più.

Facciamo fare cip-cip a un commento di 140 caratteri che, nella migliore delle ipotesi, non vivrà più di una farfalla.

E invece i temi dovrebbero essere lasciati decantare. Oppure affrontati, ripresi, commentati, e poi di nuovo ripresi e approfonditi. Perché se una notizia passa di moda non è più una notizia. Le cose esistono solo perché se ne parla, non perché esistano o non esistano di per sé.

E allora parliamone, se non vogliamo che la polvere dell’oblio ce le faccia passare dalla responsabilità civile collettiva.

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Ho guardato “Servizio Pubblico” di Michele Santoro. E non lo guardero’ piu’.

Trovo imbarazzante l’osannazione e l’attenzione dedicata dai media alla prima puntata di "Servizio Pubblico" condotta da Michele Santoro.

Imbarazzante perché, in tutta franchezza, non l’ho trovata niente di che, perché, per quanto mi sforzi, non riesco a vedere dove stia il valore aggiunto di questo programma. Il fatto che abbia ottenuto, secondo quanto riferito dai quotidiani di oggi, il 14% di share, non aggiunge assolutamente niente alla cruda realtà scheletrica di una trasmissione che non mi ha convinto.

Però, se ha convinto la maggioranza degli spettatori, uno può pensare che sono in torto io.
Eh, certo, quando sono in tanti a dire una cosa vuol dire che quella cosa è vera. La maggioranza ha sempre ragione. Però la maggioranza degli italiani è anche quella che ha portato Berlusconi al governo.

Quindi, per favore, basta con lo sventolìo dell’Auditel, non è lo share che rende veramente pubblico un servizio pubblico. "Rai Isoradio" è un servizio pubblico, è un’emittente fondamentale perché informa in tempo reale sul traffico autostradale, ma l’ascoltano in pochissimi.

Cominciamo subito col dire che ho provato a connetermi al programma in Internet e non ci sono riuscito.
Server sovraccarico? Macché!
Streaming lento? Neanche per sogno!
Connessione ADSL con scarse prestazioni? Nisba!
Ero collegato con la chiavetta d’emergenza che ti fa aspettare una vita? Nòneeeeeeeee…
La questione era molto più semplice: stavo usando Linux.
Siccome per vedere la trasmissione gli utenti Windows usano un programmino che si chiama "Silverlight" quelli che ritrasmettono "Servizio Pubblico" avranno pensato  che va bene così.
Tanto chi usa Linux notoriamente non è degno di essere annoverato nel 14% di share.
Insomma, per vedere Santoro uno deve usare Windows. E perché? E se io non lo voglio? E se io non ce l’ho?? E se io faccio scelte diverse???
Nulla, ti attacchi, tanto qualche giovincello brufoloso che fa il fighetto contestatario e che abbia un portatilino con Windows lo si trova sempre.
Per cui, il servizio non è pubblico in quanto tale, ma è pubblico sulla base del sistema operativo che scegli di usare.

Va bene, andiamo sulla partizione Windows. Lo faccio perché il sito del programma di Santoro mi costringe a farlo, non perché a me piaccia.
E invece dovrebbe essere il contrario.
Sono loro che fanno un programma televisivo, se vogliono che io lo guardi devono darmene la possibilità.
Vorrei farlo presente, magari in uno di quei commenti "live" che la gente inserisce durante uno streaming, voi pensate che sia stato possibile?
Ma neanche per idea! E sapete perché non è stato possibile?
Perché avevo la tastiera rotta? Non ancora!
Perché mi facevano male i polpastrelli? Macché, sani come pesci (loro!)
Connessione che si era fatta l-e-n-t–i-s-s-i-m-a a causa dello streaming? Ma non fatevelo passare neanche per l’anticamera del cervello!!
Anche qui la questione era molto più semplice: non sono su Facebook.
E siccome loro accettavano solo i commenti fatti su Facebook, io non ho potuto dire la mia come gli altri e nello stesso modo degli altri.
Meno male che in quel momento ci aveva già pensato qualcun altro a farlo.



Alla fine ho optato per controllare se una emittente televisiva locale abruzzese lo stesse ritrasmettendo.
Ma naturalmente sul sito queste informazioni non appaiono.
Appaiono, in compenso, le coordinate bancarie dei conti correnti che servono per mandare i famosi 10 euro. Quelli ci sono.

Dal punto di vista dei contenuti mi aspettavo molto, ma molto di più. Penso anche di averne il diritto, visti il titolo e le pretese dell’iniziativa.

Penso di avere il diritto di credere che iniziare una trasmissione con "C
aro Biagi, caro Indro"
sia un mero artifizio retorico e non un segno distintivo di un servizio pubblico.
Ritengo di essere perfettamente legittimato a pensare che un giornalista che dice "Noi qua facciamo la nostra rivoluzione civile, democratica, pacifica" debba dimostrare coi fatti prima ancora che con le (belle) parole la portata della sua rivoluzione, soprattutto se esce da un accordo con la RAI per una buonuscita di oltre due milioni di euro (è inutile che i puristi della protesta storcano il naso, lo dice Wikipedia, che è la loro Bibbia -per fortuna non la mia- e se lo dice Wikipedia decidetevi, o è vero o cambiate Bibbia, non potete venirvela a prendere con me!) e fa trasmettere il suo nuovo programma da Sky perché è così bello non avere padroni.
Sono convinto di poter affermare che la presenza di un Travaglio che smette paulatinamente di fare il giornalista e fa sempre più l’attore di teatro non faccia bene a una trasmissione di informazione che pretende di chiamarsi "Servizio Pubblico", perché Travaglio è certamente libero di portare i suoi spettacoli teatrali in giro per l’Italia, e la gente è libera di andarli a vedere (o di non andarli a vedere) se lo crede opportuno, voglio dire, che problema c’è? Si va a teatro, si paga il biglietto, ci si siede, se ci piace lo spettacolo si applaude, se non ci piace si fischia. Ma è, appunto, uno spettacolo, un monologo. Una finzione (per quanto calata nella realtà). Se guardo una trasmissione giornalistica voglio un giornalista che faccia il giornalista, non un giornalista che fa l’attore. Voglio informazione, se volevo vedere il "Mistero Buffo" della casta non me ne sarei stato sul divano davanti a Rete 8, ma in fila al botteghino.
Credo sia mio preciso diritto dissentire con Santoro quando definisce Della Valle e De Magistris degli "scassatori", perché un imprenditore e un politico sono ruote dello stesso ingranaggio del sistema, e non è con le pagine a pagamento sui giornali o con i baci all’ampolla del sangue di San Gennaro che si il sistema viene "scassato".
Penso, e la Costituzione mi riconosce facoltà e diritto di farlo, che una giornalista giovane e senza dubbio carina che annuncia soddisfatta che su Facebook sono ormai 48000 le persone che hanno risposto a un sondaggio non costituisca di per sé un elemento di valutazione positivo, perché la giornalista sarà anche bellina e fresca, non lo metto in dubbio, ma quelli che non sono su Facebook chi li ha consultati? Perché se uno è su Facebook è su Facebook mentre se non è su Facebook è semplicemente fuori dal mondo?
Sono convinto di poter dire che l’affermazione di Lavitola per cui "Finché resisto, resto latitante" non sia una notizia, nel senso che non aggiunge nulla di nuovo a quello che la opinione pubblica italiana poteva sapere, subodorare, intuire.

Non guarderò più "Servizio Pubblico". Fine delle trasmissioni.


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Io NON do 10 euro a Santoro per serviziopubblico.it

Michele Santoro chiede 10 euro per la sua nuova iniziativa http://www.serviziopubblico.it.

Molti auguri a lui per la sua iniziativa di realizzare servizi e interviste (per ora limitati alle signorine dell’entourage del Presidente del Consiglio) da destinare alla ritrasmissione in tutte quelle realtà  di comunicazione disponibili e, comunque "dovunque sarà possibile".

Ma io non gli verso un tubo.
Per questi motivi:

  • io verso già un canone di abbonamento (ufficialmente è una "tassa sul possesso del televisore") al servizio pubblico. E’ certo che non si tratta di un servizio pubblico vero e proprio, ma bisogna fare di tutto perché lo sia;
  • il nuovo sito di Santoro non dice che cosa sia l’Associazione "Servizio Pubblico", non presenta uno straccio di statuto, non c’è una pagina che si chiami "chi siamo" in cui si faccia il nome della loro sede legale, di un recapito di posta elettronica, di un fax, di un numero di telefono. Solo di come si possono versare i dieci euro di cui sopra (bonifico bancario, paypal e carta di credito). Posso almeno dedurli dalla dichiarazione dei redditi quei 10 euro? Ammesso che glieli voglia dare sarebbe carino che ce lo dicessero.
  • Chi sono i partners? Chi è questa "Mosaico Produzioni" linkata nella pagina del sito, e che produce per Micorosoft? [1] E che cos’è la Zero Studio s.r.l. di cui, invece, non c’è traccia di link?
  • i miei 10 euro dovrebbero servire per costruire una televisione "senza padroni economici e senza padrini politici". Bene, ma poi cosa ci faccio? Voglio dire, cosa è mio, di quella televisione, per quei 10 euro?? Se io sono il solo padrone economico di un qualcosa, almeno in compartecipazione, come faccio a non rischiare che, come è successo per "Il Fatto Quotidiano", chi gestisce quello di cui sono padrone non mi metta le pubblicità di Eni, Enel e compagnia bella?
  • i contenuti che il sito ha prodotto e produrrà, saranno redistribuiti almeno sotto una licenza Creative Commons? Potremo re-distribuire i video, i contributi audio, più generalmente tutto quello che viene prodotto senza scopo di lucro e senza rischiare di andare a infrangere qualche copyright del cavolo messo lì per tutelare, oltre che loro stessi, anche qualche giornalistino rampante o l’ennesima signorina charmante simbolo del nuovo web? Farà Santoro quello che la Rai non fa, ovvero considerare appartenente ai cittadini quello che viene prodotto coi soldi dei cittadini?
  • Santoro scrive "Tivvù" con due v e questo turba il mio senso estetico.
  • Santoro ha chiuso il rapporto con la RAI con una indennità di 2.300.000 euro con soluzione consensuale e bilaterale (quindi anche con il suo contributo alla definizione dei termini di quell’accordo economico) e adesso viene a chiedere 10 euro a me??
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Wikipedia si e’ messa il bavaglio

Wikipedia è un po’ come la Confindustria, si accorge sempre all’ultimo momento che le cose vanno male, ma, fortunatamente, si sveglia appena in tempo per assistere alla catastrofe.

E così si è messa il bavaglio preventivo rendendo inaccessibili tutte le sue pagine, che rimandano al comunicato del 4 ottobre (1) (2) (3).

Lo trovo assolutamente meraviglioso.

Non so quante ore durerà questa protesta (dai contenuti peraltro condivisibili in massima parte) ma spero che si protragga il più a lungo possibile, perché sperimentare un mondo senza Wikipedia a portata di mano (ma attenzione, i contenuti sono solo nascosti, non eliminati!) può essere un’esperienza interessante.

Magari molti studenti ritroveranno il gusto di frequentare quelle cose che si chiamano biblioteche, piene di quelle cose che si chiamano libri, consultando una di quelle cose che si chiamano enciclopedie.

Lascia a desiderare la traduzione in spagnolo della pagina che riporta il comunicato:
– non si scrive "a riesgo de non poder" (4) ("non" è inesistente in spagnolo)
– non si dice "soluccionar" ma "solucionar" (5) (in spagnolo esiste la "solución", non la "solucción")
– dulcis in fundo, il "¿porque neutralizarnos? (6) (in spagnolo, il "perché" interrogativo si scrive staccato e con l’accento: ¿Por qué?)

E’ Wikipedia, bellezza.

(1) http://www.valeriodistefano.com/public/scioperowikipedia01.png
(2) http://www.valeriodistefano.com/public/scioperowikipedia02.png
(3) http://www.valeriodistefano.com/public/scioperowikipedia03.png
(4) http://www.valeriodistefano.com/public/scioperowikipedia04.png
(5) http://www.valeriodistefano.com/public/scioperowikipedia05.png
(6) http://www.valeriodistefano.com/public/scioperowikipedia06.png

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Privacy: Per raccogliere dati sul web e’ necessaria un’autorizzazione per ogni trattamento

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Daniele De Paoli, segretario generale;

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito "Codice");

VISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del Regolamento del Garante n. 1/2000;

VISTA la segnalazione dell’ing. Maurizio Sarni del 28 agosto 2010, con la quale questi ha lamentato che la società ModenaFiere srl (di seguito: "la società"), afferente al gruppo BolognaFiere S.p.A., nell’informativa ex art. 13 del Codice relativa al form di registrazione del sito www.ambientelavoro.it, rilasciata ai fini della vendita on line di un biglietto per la manifestazione "Ambiente Lavoro Convention" del 6-7 ottobre 2010, avvisava che i dati personali forniti sarebbero stati riportati "per fini promozionali sul sito e negli stampati" relativi alla detta manifestazione; Continua la lettura di “Privacy: Per raccogliere dati sul web e’ necessaria un’autorizzazione per ogni trattamento”

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Wikireader: come farne a meno?

[Nella foto vediamo il gàrrulo Sacripanti Otello vedovo Busdraghi con un’espressione di ritrovata felicità: finalmente anche lui potrà portare ovunque il suo concentrato di ignoranza collettiva in un comodo ninnolo tascabile]

http://thewikireader.com/

Dai, cosa aspetti, czn mrdn assnn che non sei altro, frugati di soli 99 dollari ameriani ed accaparrati questo fyne oggettino, che poi andrai tronfyo e svperbo ad esebire agli amici!

Penza te che cvlo, la tua amata wikipidia sempre con te, anche ar camerino quando occorre….

[testo gentilmente fornito dall’imperscrutabile Baluganti Ampelio -o Caciagli Edo, ora non rammento…]

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(ed ora, pei gagaroni che si baloccano nei numeri) Le statistiche di marzo 2009

E ora guardiamoci un po’ di statistiche, che ogni tanto fa anche bene dare un’occhiata dal buco della serratura.

Queste sono solo alcune analisi del server di valeriodistefano.com, e si riferiscono alle pagine di accesso. Non sono conteggiati download e quant’altro, quindi sono dati estremamente parziali, ma il file di testo con le statistiche definite e definitive, per chi lo volesse consiltare, è disponibile su:

http://www.valeriodistefano.com/public/stat0309.txt

Site Usage
Site Name: valeriodistefano.com
Date Range: 3/1/2009 to 3/31/2009

Weekday Totals
Week Day   Page Views     Visits       Hits Bandwidth (KB) 
    Sunday     24,225      9,484    131,707     17,682,139
    Monday     24,159      9,441    133,004     14,577,637
   Tuesday     25,947      9,258    131,158     17,460,894
 Wednesday     20,570      7,491    106,731     15,250,978
  Thursday     19,302      7,278    103,681     21,990,835
    Friday     24,155      7,479     97,839     18,069,088
  Saturday     20,696      6,830     91,627     19,286,478
Total(s)   159,054     57,261      795,747     124,318,050     
Average(s) 22,722      8,180       113,678     17,759,721      
 

Hourly Totals
Hour       Page Views     Visits       Hits Bandwidth (KB) 
  12:00 AM      7,037      2,671     38,410      4,373,785
   1:00 AM      7,582      2,963     42,684      6,036,367
   2:00 AM      7,683      3,081     42,446      6,517,809
   3:00 AM      7,409      3,140     44,086      7,031,500
   4:00 AM      8,056      3,451     44,317      7,361,551
   5:00 AM      7,969      3,330     43,424      6,818,677
   6:00 AM      7,213      3,174     44,652      6,129,488
   7:00 AM      6,471      3,082     39,169      7,514,379
   8:00 AM      6,554      2,940     37,972      6,976,039
   9:00 AM      6,411      2,646     32,895      6,413,929
  10:00 AM      5,888      2,325     31,006      6,585,606
  11:00 AM      5,722      2,074     24,909      5,481,249
  12:00 PM      5,771      1,876     21,993      3,989,403
   1:00 PM      5,685      1,660     18,813      3,957,254
   2:00 PM      6,713      1,615     19,838      3,672,670
   3:00 PM      6,365      1,461     18,830      2,576,064
   4:00 PM      4,810      1,218     16,776      2,211,331
   5:00 PM      5,083      1,228     23,297      2,359,639
   6:00 PM      5,475      1,364     24,492      2,621,667
   7:00 PM      5,947      1,851     29,317      3,761,406
   8:00 PM      6,722      2,139     39,813      5,368,778
   9:00 PM      7,236      2,512     36,681      4,679,381
  10:00 PM      7,682      2,576     38,191      5,730,657
  11:00 PM      7,570      2,884     41,736      6,149,422
Total(s)   159,054     57,261      795,747     124,318,050     
Average(s) 6,627       2,385       33,156      5,179,919       
 

Monthly Totals
Month      Page Views     Visits       Hits Bandwidth (KB) 
March, 2009    159,054     57,261    795,747    124,318,050
Total(s)   159,054     57,261      795,747     124,318,050     
Average(s) 159,054     57,261      795,747     124,318,050 

 
A marzo, dunque, siete stati 57261. Cosa ci facciate in così tanti fra blog e altri ammennicoli lo sapete solo voi. In ogni caso grazie per non avere un cazzo di meglio da fare.

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