Ho cambiato gestore telefonico (mal me ne incolse)

gestore

Ho cambiato gestore telefonico.

Direte voi che non ve ne frega altro che il giusto, cioè niente, e avete ragione. Per questo non vi dirò neanche quale operatore ho scelto per far proseguire i miei traffici telefonici, né quale era quello precedente. Dirò soltanto che avevo “urgente” bisogno di passare a un piano che avesse minuti illimitati.

Vi dirò solo che appena ho scelto di cambiare gestore mi hanno subito chiesto 25 euro, di cui 10 per la attivazione della scheda SIM e 15 come prima ricarica. Mi hanno anche trasportato 9,02 euro di credito residuo dell’operatore cedente, però mi è arrivata una serie di SMS in cui mi si dice cge mi sono stati addebitati 4,29+7,71 per il costo dell’opzione, più 3 euro per il costo dell’attivazione. In tutto fanno 15 euro. Cioè quelli che avevo speso. Bene. Resterebbero ancora 9,02 euro, ma vado a chiedere il credito residuo ed è misteriosamente a zero. Faccio una ricarica di altri 15 euro e adesso il credito residuo è di 16,73 euro. Risultato: tra credito residuo e ricariche il valore complessivo era di 39,02 euro. Me ne ritrovo meno della metà a fronte di una spesa di solo 15 euro. Inoltre, sul luogo di lavoro, quel gestore non prende neanche mezza tacca (con il precedente almeno ne avevo due).

Mi sento solo.

107 Views

Tim e Vodafone: ora gli “avvisi” si pagano

La mi’ nonna Angiolina, requiescat in pace, le chiamava “chiapparelle”.

Il mi’ nonno Armando, bonànima anche lui, che usava un toscano arcaico, forte e gentile come una roncolata su’ ‘ piedi, li chiamava “miràoli” (miracoli).

Si trattava, in entrambi i casi, non già di fregature vere e proprie, ma piuttosto di trucchetti, di escamotages, di piccoli espedienti per sbarcare il lunario, per concludere la giornata con non dico tanto, ma almeno qualche centesimino in più (ai tempi del mi’ nonno Armando e della mi’ nonna Angiolina i centesimi c’erano, ma della lira, quella con l’effigie di quell’altro de cuius di Vittorio Emanuele III).

Da oggi (o era ieri? Mah, non importa) se avete Tim o Vodafone pagate gli avvisi che prima non pagavate.

Gli “avvisi” sono quei messaggi (solitamente sotto forma di SMS ma non necessariamente) che vi informano se un numero che avete trovato occupato o spento (perché la gente giustamente un po’ di cazzi suoi ogni tanto se li fa) è tornato raggiungibile e, soprattutto, chi vi ha chiamato quando eravate voi occupati o spenti.

Ci sono diverse modalità di pagamento e di prezzi, si va dal costo infinitesimale per ogni singolo messaggio a un costo a forfait per tutti i messaggi ricevuti in una giornata (però pagate dopo il ricevimento del primo messaggio, non dopo l’ultimo, e che diàmine!).

Bellino, eh? Per cui, se avete Tim o Vodafone sbrigatevi a disattivare queste opzioni (si può farlo, sissignori) perché se tenete il telefono spento un giorno, appena lo riaccendete, se solo vi ha cercato qualcuno, pagate.

Ora, io, voi, chi ci legge di sottecchi, siamo tutti personcine intelligentine che si rendono conto di quello che succede e, soprattutto, siamo in grado di fare qualcosa per prevenire lo sgocciolamento salassale. Se non altro siamo in grado di chiedere informazioni ed indignarci.
Ma penso alla mi’ mamma, per esempio, alla Pieranna, la figliòla più piccina dei suddetti Angiolina e Armando, piccina sì, ma cià 72 anni. Il cellulare è un suo nemico dichiarato, non lo può vedere, se squilla va in tilt, proprio “non ci se la dice”. Però ce l’ha. Ed ha un numero TIM. Finora riceveva i messaggi di chi l’aveva chiamata anche a telefono spento, ma tanto era come se non li ricevesse, perché non li sa nemmen guardare. Però da oggi li paga.

E come lei ci sono fior di anziani che usano il cellulare per necessità o comodità, ma sanno accedere solo alle funzioni di base, adolescenti disinformati che navigano, navigano, navigano, cazzo navigano, andassero un po’ a studiare, almeno. E viandare.

Per l’amor del cielo, son cifre irrisorie, che non buttano sul lastrico nessuno, ma stanno meglio in tasca a noi che in tasca a loro. E in tasca ce lo buttano, che poi ci si lamenta che la gente si tuffa su Uozzàpp!!

86 Views

L’elemosina delle ricariche telefoniche di Tim, Vodafone, Wind e 3 ai terremotati d’Abruzzo

Dobbiamo fare un po’ d’ordine, soprattutto in base ai vostri commenti.

Fabio Montale (sic!) aggiorna la notizia del processo ai romeni accusati di atti di sciacallaggio ai danni dell’abitazione e dei beni di una persona anziana di San Panfilo d’Ocre. Comunica che tutti gli imputati sono stati assolti per non aver commesso il fatto. E’ una buona notizia, che, purtroppo, non cambia di una virgola le conclusioni che avevo tratto: la gente è assettata di colpevoli, e se l’autorità Giudiziaria non riesce a colpire i colpevoli veri, pazienza, si accontenterà di quelli falsi. E se non c sono neanche quelli falsi la colpa non può che essere dei giudici che applicano la legge (cioè assolvono quando c’è da assolvere). C’è fame di capri espiatori da sbranare prima ancora che vengano immolati sugli altari.

Fabio Montale avrebbe bisogno e voglia che sul blog si continuasse a parlare di cazzate.
Le cazzate, glielo riconosco, fanno parte della vita, come i terremoti. Per ora ci sono i terremoti. Certo, occuparsi delle canzoni più belle della nostra vita strappa un sorriso (perché la canzone fa schifo, perché ci riconduce ai nostri ricordi, perché pensiamo a come eravamo pirla, o, forse, solo a come eravamo giovani) e certo, si rischia di perdere il contatto con la realtà, che è anche fatta di balordaggini assortite. Per ora, vedo solo la realtà che ho intorno, e ne parlerò almeno finché sarà possibile. Non escludo di poter tornare a scrivere cazzate. ma per il momento non lo garantisco.

Lys fa una serie di considerazioni, dalle quali mi fa piacere estrapolare la questione delle ricariche per i cellulari. Ho provato ad approfondire il tema, perché, come vi ho già detto, il problema della comunicazione è primario. Dire, raccontare, parlare con un parente lontano, con un amico, sono necessità urgenti come le mutande o la biancheria intima (dove non c’è acqua ci si lava alla bene e meglio, gli indumenti intimi una volta indossati nuovi vengono bruciati).

Allora, mi risulta che TIM abbia accreditato 10 euro a ciascuno dei 341.000 clienti abruzzesi. A quanti abbiano un saldo inferiore ai 5 euro viene accreditata una cfra che riporti il saldo a 10.

Vodafone avrebbe inviato 200.000 ricariche telefoniche da 5 euro ciascuna, credo che la scadenza dei conti telefonici per i clienti in abbonamento sia stata differita.

Anche Wind dovrebbe avere inviato una ricarica gratuita di 5 euro sui telefonini dei clienti presenti sul territorio colpito, ma altre fonti dichiarano 10 euro e non si sa se per “territorio colpito” intendano le zone più o meno lesionate dal sisma o tutta la regione Abruzzo.

Per quanto riguarda H3G (3) le cose starebbero diversamente, ma le notizie che ho sono frammentarie, pare che la ricarica sia di 30 euro, per tutti i clienti residenti nella provincia de L’Aquila.

E’ evidente che, a parte l’aiuto di H3G Italia, i rabbocchi di Tim e i 5 euro di Vodafone e Wind, sono gocce nel mare. Personalmente se dovessi ricevere, anche solo per errore, un qualsiasi aiuto da uno dei miei gestori telefonici, chiederei che venisse dato a chi ne ha bisogno.

Ma il punto è che non basta. Che se ne fa la gente di 5 euro di ricarica?

Se avete qualcuno in Abruzzo che ha bisogno, di cui conoscete il numero di telefono cellulare e relativo gestore, uscite di casa, andate presso un tabaccaio o un bancomat e fategli la ricarica voi. Sarete più anonimi, e, come mi fa notare un altro lettore, Reginaldi Armando detto “Testina”, il vostro aiuto arriverà per intero, direttamente e senza intermediari.

Continuo a precisare,a

123 Views

Tim e Vodafone condannate dall’Antitrust

Le compagnie di telefonia mobile italiane sono i neo-avvoltoi tecnologici del XXI secolo.

Abbiamo i prezzi più alti d’Europa per gli SMS, e con un SMS te lo piazzano in quel posto dicendoti che il piano tariffario che avevi sottoscritto è cambiato e che, bene che ti vada, paghi il doppio tutto quello che avevi fino a quel momento.

Bene, hai voluto l’eliminazione dei costi di ricarica? E ora pedala!

Ma le associazioni dei consumatori sono state in guarda e sono riuscite a far condannare le compagnie al pagamento di 1.205.00 euro così ripartiti: 155.000 euro per Zero9, 315.000 euro per Telecom Italia, 285.000 euro per Vodafone, 265.000 euro per Wind e 185.000 euro per Tre.

Chissà perché hanno parlato solo di Tim e di Vodafone.

Una goccia nell’Oceano, perché con tutto quello che hanno guadagnato dagli aumenti, le compagnie telefoniche sguazzano bellamente nel soldi fregati agli adolescenti che vogliono la tariffa "Happy Pirla" per smessaggiarsi tutto il santo giorno.

Se la prendono con loro e si salvano dalle cosneguenze economiche delle multe. Lo sanno benissimo che gli italiani non resta altro che spippolare ora che hanno tolto loro anche le mutande.

113 Views

Gli SMS del 2009



L’abitudine degli SMS con gli auguri di Natale e di Buon Anno è assolutamente odiosa.

Per questo chiedo scusa a quanti mi hanno inviato il loro pensiero, via cellulòfono, ma questa volta ho deciso di non rispondere a nessuno.

Per Natale mi sono fatto prendere dal senso del dovere e del rimorso, si sa, a Natale nasce Gesù Bambino, ci si deve sentire più buoni e generosi, e rispondere con pazienza e tolleranza anche a chi non ti ha mai scritto per tutto l’anno, neanche per chiederti "Oh, cane, come stai??"

Ma per il Capodanno non mi sono fatto fregare, a Capodanno non nasce un bel cavolo di nessuno, e quindi ho fatto una sorta di sciopero morale degli SMS, che non mi ha impedito di sentirmi bippare l’attrezzo schizofònico in continuazione.

L’SMS che va più di moda quest’anno è del tipo:

"BNUAONNO: questi auguri li ho comprati all’IKEA, vedi di rimontarteli da solo!"

con tutta una serie di varianti e controaggiunte varie.

Ne avrò ricevuti una decina e tutti dello stesso tenore.

Ora c’è da domandarsi com’è che la gente non trova nemmeno un momento per scrivere qualcosa di personale, di originale, che so "O bìschero, come stai? Speriamo che il nuovo anno ci porti parecchi quattrini e che muoia Berlusconi" no, non lo fa nessuno, la gente non ricicla i rifiuti e ricicla gli SMS degli altri…

Alcuni, addirittura, si limitano ad "inoltrare" un SMS con la firma di un altro dimenticandosi di correggerlo, per cui ti capita di leggere, come è successo a me, un messaggio firmato Francesco da una amica che si chiama Daniela, e lì vai direttamente in tilt.

Come vanno in tilt i telefoni a mezzanotte, quando tutti, ma proprio tutti, inviano contemporaneamente gli auguri a chiunque, anche a chi non c’entra nulla.

E che dire dell’abitudine piuttosto rompicoglioni anziché no di NON firmare gli SMS??

"Scusa, ti scrivo dal cellulare di mia madre perché il mio è scarico, auguri!", sì ma chi cazzo sei? E, soprattutto, perché mai dovrei avere il numero di telefono di tua madre?

Ma perché la gente non torna a odiarsi come sempre?
73 Views

“Non accettate SMS dagli sconosciuti!” (3 is a magic number!)

Stamattina ho ricevuto un SMS.

Non è una notizia, succede a tanta gente.

La particolarità del messaggio non è nemmeno il fatto che giunga dal mio gestore telefonico (Tre), me ne manda tanti e sempre a sproposito. Ma questo li batte tutti.

Scrive il servizio "3 informa":

Non accettate SMS da sconosciuti. I pedofili inviano SMS chiedendo foto oscene in cambio di ricariche, per info clicca GRATIS…

1) Non accettate SMS da sconosciuti. Emerita vaccata da leggenda metropolitana. Come si fa a NON accettare un SMS da un numero sconosciuto? E’ tecnicamente impossibile a meno di non tenere spento il telefono per più di una quindicina di giorni.

2) L’immagine del pedofilo che invia SMS chiedendo foto oscene, se da un lato corrisponde a una tipologia evidente di questo tipo di delinquente, dall’altro sembra francamente ridicola: ma ce lo vedete un pedofilo che come primo approccio nei confronti della vittima le dà il proprio numero di cellulare (perché presso un numero le "foto oscene" dovrà pur riceverle)? Ci manca solo che le dia anche l’indirizzo, così se uno lo vuol denunciare, per l’amor di Dio, si accomodi pure, faccia, faccia, tanto il Professor Marcelletti non l’hanno incastrato per molto meno, no…

3) Il pericolo, per quelli di 3, è sempre e solo il pedofilo. Perché secondo loro persone maggiorenni consenzienti che mandano SMS a persone maggiorenni ma NON consenzienti non esistono. Il reato di molestie è un optional. O comunque un "male minore" di cui il servizio "3 informa" ritiene di non doverti informare.

4) L’unico rimedio è non accettare SMS dagli sconosciuti, andare dal magistrato con una bella denuncia no.

Li chiamano "servizi alla clientela" e "prevenzione"

55 Views

8 e 9 settembre sciopero dei telefonini: l’esercito dei pirla si è mosso

C’è poco da fare, le notizie sono preoccupanti, l’opinione pubblica è sconvolta e disorientata, sembra proprio che da settembre le tariffe telefoniche mobili aumenteranno, e sono disgrazie da non sapere dove andare a sbattere la testa.

Per cui, una valanga di pirla ha deciso di muoversi armi e telefonino e di rispondere allo scandalo delle tariffe con un bello sciopero da effettuarsi l’8 settembre, o giù di lì, con una bella resistenza passiva di quelle che faranno rabbrividire l’opinione pubblica: nei giorni di sciopero non si usa il telefonino.

Che è una pirlata doppia, di cui dovrebbero solo vergognarsi, perché si sa benissimo che i clienti dei gestori telefonici sono praticamente tutti con una scheda ricaricabile sì, ma prepagata, quindi figuriamoci cosa gliene frega alla Wind (o a 3, o a Vodafone, o a Tim) se uno non telefona, tanto i soldi sono già investiti in banca a produrre interessi perché la gente li ha pagati in anticipo.

E poi, al ritorno dalle vacanze, nulla di meglio di un piagnisteo corale per protestare contro l’aumento di quello che è un bene di prima necessità per gli italiani, il telefonino.

Perché protestare contro l’aumento del 25% della pasta, del pane, del grano, contro l’aumento del petrolio e dei suoi derivati, dell’energia elettrica e contro la privatizzazione dell’acqua non se ne parla.

Tanto poi la gente mangia e beve SMS…

86 Views

La sostenuta esosita’ degli SMS

L’SMS è l’oggetto del desiderio per eccellenza.

Adesso, solo adesso, si sono accorti che l’Italia è il paese con i prezzi più alti d’Europa per questo tipo di servizi per cui gli italiani sarebbero disposti a fare di tutto, come andare a sbattere con la macchina, rischiare la sospensione della patente, andare in giro con le facce ebeti tra mille minisuonerie che ci avvertono che oh, ci cercano, cercano proprio noi, noi medesimi, "personalmente di persona", siamo ricercati, vivi o morti, quindi se qualcuno ci cerca è segno che siamo importanti, abbiamo tanti contatti che tengono alla nostra persona, tanto da scriverci, che la gente lo sappia, per Diana…

Siamo sempre in ritardo perfetto sul resto dell’Europa.

Il primo SMS lo mandai nel 1998 e costavano già cari asserpentati.

Ma la memoria non mi aiuta e non mi ricordo quanto costava mediamente un SMS in lire uando c’erano le lire, e questa è una circostanza di chiara aterosclerosi monetaria, io che ho sempre pensato che l’euro sia solo un mezzo di pagamento, mentre la lira era una categoria dello spirito.

Per cui sono minimo 10 anni che ci ostiniamo a mandare in giro SMS a prezzi stratosferici (nel resto d’Europa costano quasi la metà) senza minimamente lamentarci.

Per 8 anni almeno ci siamo tenuti anche l’odiosissima tassa dei costi di ricarica senza battere ciglio.

Oggi se ne stanno accorgendo.

Ma dov’era l’Antitrust fino ad ora?

92 Views

Il garante della privacy impone ai gestori di telefonia di cancellare i dati della navigazione internet

Il Garante per la privacy (Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato) interviene a tutela degli utenti di alcuni dei maggiori gestori di servizi telefonici e telematici con una serie di provvedimenti. A Telecom, Vodafone e H3G, è stata imposta la cancellazione di informazioni, illegittimamente conservate, riguardanti i siti Internet visitati dagli utenti. A Vodafone, H3G e Wind è stata impartita l’adozione di specifiche misure tecniche per la messa in sicurezza dei dati personali conservati a fini di giustizia.

“Questi provvedimenti – commenta Mauro Paissan, componente del Garante – affermano un principio innovativo e importante: va tutelata la riservatezza anche della navigazione in Internet e dell’uso dei motori di ricerca. I gestori telefonici non possono dunque conservare questi dati, nemmeno per ragioni di giustizia. Entro due mesi queste informazioni dovranno ora scomparire. Viene in questo modo riaffermata l’estrema delicatezza delle visite e delle ricerche in Internet”.

I gestori devono conservare esclusivamente i dati di traffico telematico funzionali alla fornitura e alla fatturazione del servizio di connessione e non quei dati di traffico apparentemente “esterni” alla comunicazione (pagine web visitate o gli indirizzi Ip di destinazione), che possono coincidere di fatto con il “contenuto” della comunicazione, consentendo di ricostruire relazioni personali e sociali, convinzioni religiose, orientamenti politici, abitudini sessuali e stato di salute.

La mancata adozione di alcune misure di sicurezza e l’indebita conservazione dei dati sulla navigazione in Internet sono emerse nel corso dell’attività ispettiva effettuata dal Garante anche nell’ultimo anno per verificare il rispetto del Codice privacy e delle prescrizioni impartite dal Garante nel dicembre 2005 riguardo alla protezione dei dati di traffico telefonico conservati a fini di giustizia e alle modalità con le quali i gestori di telefonia, fissa e mobile, adempiono alle richieste dell’autorità giudiziaria in materia di intercettazioni.

Telecom
Il Garante ha vietato la conservazione, in qualsiasi forma e grado di dettaglio, di informazioni sui siti visitati dagli utenti e imposto la cancellazione di questi dati, i quali talvolta comprendevano perfino le interrogazioni ai motori di ricerca effettuate dagli utenti. Il trattamento illecito dei dati di traffico telematico riguarda tutti gli utenti che usufruiscono dei servizi di accesso alla rete mobile con tecnologia cellulare.

Alla società è stato infine vietato l’uso di sistemi informatici (proxy server), non necessari né per l’instradamento della comunicazione né per la fatturazione, che interponendosi tra l’utente e i siti consentono una ingente raccolta di dati relativi alle connessioni effettuate nel corso della navigazione.

Vodafone
Il Garante ha vietato la conservazione, in qualsiasi forma e grado di dettaglio, di informazioni sui siti visitati dagli utenti e imposto la cancellazione di questi dati. Il trattamento illecito dei dati di traffico telematico riguarda tutti gli utenti che usufruiscono dei servizi di accesso alla rete mobile con tecnologia cellulare.

Alla società è stata impartita anche una serie di prescrizioni relative sia al rispetto delle misure di sicurezza poste a protezione dei dati dal Codice della privacy, sia all’adozione di sistemi tecnologici richiesti dal ricordato provvedimento del Garante del dicembre 2005, sia in relazione alle ulteriori criticità rilevate nel corso delle ispezioni.

H3G
Il Garante ha vietato la conservazione, in qualsiasi forma e grado di dettaglio, di informazioni sui siti visitati dagli utenti e imposto la cancellazione di questi dati. Il trattamento illecito dei dati di traffico telematico riguarda tutti gli utenti che usufruiscono dei servizi di accesso alla rete mobile con tecnologia cellulare.

Alla società è stata impartita anche una serie di prescrizioni relative sia al rispetto delle misure di sicurezza poste a protezione dei dati dal Codice della privacy, sia all’adozione di sistemi tecnologici richiesti dal ricordato provvedimento del Garante del dicembre 2005, sia in relazione alle ulteriori criticità rilevate nel corso delle ispezioni.

Wind
Alla società è stata impartita anche una serie di prescrizioni relative sia al rispetto delle misure di sicurezza poste a protezione dei dati dal Codice della privacy, sia all’adozione di sistemi tecnologici richiesti dal ricordato provvedimento del Garante del dicembre 2005, sia in relazione alle ulteriori criticità rilevate nel corso delle ispezioni.

Roma, 24 gennaio 2008

59 Views

La più desiderata dai cellulari e i pasticci di Poste italiane

 

PosteItaliane (che è uno dei sistemi postali a più alta percentuale di privatizzazione del mondo) ha sottoscritto un accordo con Vodafone, per l’acquisto di traffico telefonico mobile.
Dunque è un operatore telefonico virtuale, non certo reale.

E’, per la telefonia mobile, l’equivalente di quello che sono Tele2, Infostrada, Tiscali e quant’altro per la telefonia fissa.

La pubblicità recita “La più desiderata dai cellulari”, rimandando all’idea di un amplesso ideale supertecnologico.

E la gente ci crede, considerato che l’iniziativa è stata accolta con un certo favore. Perché, si sa, noi italiani non ci facciamo mancare nulla.

Le tariffe? Per telefonate verso gli altri gestori (cioè per il 98% circa dei cellulari in circolazione, vista anche la presenza più longeva sul mercato di Vodafone, Tim, 3 e Wind) sono “solo” 16 centesimi al minuto. Che, voglio dire, non è nemmeno poco.
Però, dicono loro, non c’è lo scatto alla risposta.
Vero, ma uno dove la fa la ricarica?
All’ufficio postale, oppure se hai la PostePay o il conto corrente postale puoi ricaricare con quelli.
Se hai uno straccio di carta di credito normale (Visa o Mastercard, mica l’American Express!) ti attacchi. Idem se hai un bancomat (mentre gli altri gestori lo permettono), per non parlare delle tabaccherie e delle schede di ricarica alle edicole.

Nella maggior parte dei paesi europei sono le Poste a gestire la telefonia, in Italia sono costrette a comprare il traffico dai privati.
E a farsi tanto desiderare dagli italiani.

70 Views

D’Alema: il ministro drin-drin

(foto da “Il Messaggero”)

L’ennesima brutta figura in campo internazionale ce l’ha fatta fare Massimo D’Alema, che da ministro degli esteri si è recato in Germania per un vertice italo-tedesco e al momento della foto di gruppo, da bravo italiano, si è fatto squillare il telefonino, ha risposto, ha fatto sentire il tutto alla Merkel (che, giustamente, pensava alla torta di mele, al Leberwurst, ai Bretzeln e a tutto quanto fa Tedeschia e non gliene poteva importare di meno delle telefonate di D’Alema) e a Prodi. D’Alema è strano, sta sempre a giocare con i telefoni.Poi la Forleo lo intercetta e lui si inquieta.Però intanto Wind, Tim, 3 e Vodafone ringraziano.

L’Italia è una Repubblica democratica fondata su 57 milioni di abitanti e 60 milioni di telefonini.

78 Views

Vodafone fa chiarezza sull’SMS vocale

Milano , 21/03/2007 
  
 
Vodafone ha attivato a partire dal mese di marzo il servizio di SMS vocale. Grazie a questo nuovo servizio i clienti Vodafone possono ricevere gratuitamente un messaggio vocale da parte di chi li ha cercati quando non sono raggiungibili.

A fronte del lancio di questo servizio nei forum dedicati alla telefonia mobile, nei siti web, tra i consumatori ed i clienti sono iniziate a circolare, informazioni non corrette sulle modalita’, l’uso e i costi.

La diffusione di queste informazioni ha ingenerato incertezza sulla tipologia di servizio e Vodafone Italia, intende quindi precisarne i contenuti:

Il servizio funziona cosi’:

– permette di inviare un messaggio vocale quando la persona chiamata ha il cellulare spento o non disponibile
– il chiamante  ascoltera’ il messaggio gratuito di avviso: "SMS Vocale Vodafone, messaggio gratuito. La persona chiamata non e’ al momento disponibile. Per inviare un SMS vocale parli dopo il segnale acustico e poi riagganci. Info e costi al numero gratuito 42055"
– il cliente puo’ scegliere: riagganciare oppure registrare un messaggio con la propria voce, dopo il segnale acustico.
– Il messaggio gratuito dura 15 secondi
– Dopo il messaggio ci sono un paio di secondi di silenzio
– Dopo il silenzio c’e’ il segnale acustico. A questo punto il cliente puo’ registrare il messaggio.
– Se il cliente non parla, o parla meno di 2 secondi, il messaggio non parte e il cliente non paga
– L’sms vocale ha un costo di  29 centesimi per chi lo invia.
– E’ gratuito per chi lo riceve. 
– Il servizio e’ disattivabile chiamando gratuitamente il numero 42070 oppure all’interno dell’area  "fai da te" del sito
www.vodafone.it

Si precisa inoltre che, contrariamente a quanto diffuso da altre fonti:

– il cliente non ha 1,5 secondi ma ha 15 secondi per riagganciare prima di vedersi addebitare qualcosa per la registrazione dell’sms vocale
– non paga 10 cent quando ascolta il messaggio dell’sms vocale. Come detto, e’ gratuito.
– non sono cambiati i criteri di tariffazione della segreteria telefonica

Mentre continua la campagna disinformativa sul servizio, Vodafone Italia gia’ dalla giornata di ieri ha sospeso temporaneamente il servizio al fine di dissipare ogni dubbio e contestare ogni critica infondata.
Vodafone Italia ringrazia tutti i clienti che hanno voluto comunicare le loro valutazioni su Sms vocale e, come sempre, resta a disposizione  dei propri clienti  attraverso i tradizionali strumenti di comunicazione.

84 Views

Vodafone “recupera” i costi di ricarica? Calma un attimo…

Sta circolando una catena di Sant’Antonio via e-mail che teorizza un trucchetto da parte di Vodafone per "recuperare" i costi di ricarica. Le cose non stanno come descritto nel messaggio: la catena non va inoltrata, perché causa solo confusione.

Ho ricevuto poco fa un comunicato stampa di Vodafone: il servizio è temporaneamente sospeso.

I dettagli

Da alcuni giorni (la prima segnalazione che ho ricevuto è del 19 marzo) circola un e-mail che invita a diffondere questo avviso:

Dal 6 marzo 2007 Vodafone ha introdotto due nuove ‘funzionalità’ ricezione SMS vocale e notifica ricezione vocale, una sorta di segreteria telefonica (al costo di 0,29 Euro a chiamata) attivato automaticamente a tutti coloro che non usano la segreteria telefonica (99% degli utenti).

Quando chiamerete un/a vostro/a amico/a e il telefono è spento sentirete una voce che vi dirotterà al nuovo servizio. Per disabilitare questa funzione è necessario:

– essere registrati al sito www.vodafone.it oppure www.190.it
– effettuare l’accesso al proprio account
– Cliccare su ‘190 fai da te’, poi sul menu di sinistra la voce ‘Servizi e Promozioni’
– Cercate nell’elenco dei servizi le voci ‘Ricezione SMS vocale’ e ‘Notifica Ricezione Vocale’ (solitamente è nella seconda pagina)
– Cliccate sul pulsante ‘Disattiva’ nel rettangolo i ciascun servizio da disabilitare e si aprirà la pagina di conferma. Cliccate sulla voce minuscola in basso con scritto ‘Clicca qui per confermare l’operazione
– Eseguite lo stesso procedimento per entrambi i servizi

Da questo momento chi vi chiamerà a cellulare spento non pagherà più i 29 centesimi per questo servizio che nessuno ha richiesto!!

Se lo facciamo tutti riusciremo a non incappare in questo ennesimo tranello rivolto ai consumatori.

Diffondete questa mail.

Il servizio "SMS Vocale" esiste ed è documentato qui sul sito di Vodafone. Il nome è abbastanza infelice, perché in realtà non è un SMS, ma una sorta di segreteria e vi si registra la voce (che non viene convertita in testo o cose simili). La registrazione audio viene inviata al cellulare del destinatario, se compatibile; il destinatario, quindi, non ha bisogno di consultare la segreteria tradizionale, perché si trova con il messaggio memorizzato direttamente nel telefonino e lo può ascoltare gratuitamente. Continua la lettura di “Vodafone “recupera” i costi di ricarica? Calma un attimo…”

100 Views

Valerio Di Stefano – Quello che Vodafone dice e non dice

Stanno ottenedo molto successo tra i clienti Vodafone, in particolare tra i giovanissimi, le nuove opzioni "Week End SMS" e "Weekend Chiama", attivabili, salvo proroghe o combinazioni con altre offerte, fino al 16 maggio, al prezzo di 10 euro in totale (l’offerta è gratuita per chi usufruisce del servizio di portabilità del numero da un altro gestore di telefonia mobile..).

 

Le opzioni in questione permettono, rispettivamente, di inviare fino a 200 SMS gratuiti ogni fine settimana verso tutti i clienti Vodafone Italia e di ottenere l’equivalente in ricarica delle telefonate effettuate nel weekend verso i numeri Vodafone e quelli di rete fissa, fino a un massimo di 20 euro. Ogni opzione è valida per 2 mesi dalla data dell’attivazione, e viene rinnovata automaticamente al costo di 3 euro.

 

Il successo dell’operazione commerciale è comprensibile: a chi non piacerebbe poter parlare gratuitamente da un numero di telefonia mobile anche solo nel weekend? O poter scrivere pressoché liberamente senza badare ai costi di traffico ai propri compagni di gestore?

 

Ma l’inghippo, se così vogliamo chiamarlo, c’è. Se entro la settimana successiva alla ricarica ottenuta per l’opzione "Weekend Chiama" non si è consumata almeno la metà del traffico ricaricato, l’opzione verrà disattivata. 

In breve, se Tizio parla durante il week end per 10 euro, viene automaticamente ricaricato di 10 euro entro le 72 ore dalle 24.00 della domenica (per cui, in teoria, anche alle 23.59.59 del mercoledì) e deve consumare almeno 5 euro della ricarica in servizi a pagamento entro la domenica successiva, viceversa l’opzione (che ha pagato minimo 7 euro) viene disattivata.

 

Non si tratta, come è evidente, di una clausola vessatoria, ma, più banalmente, di una di quelle condizioni scritte in piccolo sul materiale propagandistico dell’offerta che riporta, come presentazione, una margherita bianca in campo rosso con la scritta "Chiamo gratis, scrivo gratis".

 

E’ chiaro che non si parla gratis, perché alla fine queste operazioni un costo ce l’hanno (e il costo corrisponde alla metà del traffico a pagamento effettuato durante il fine settimana, oltre a quelli di eventuale rinnovo dell’opzione), e se questo costo non viene sostenuto semplicemente si perdono le offerte sottoscritte (anche qui non sempre gratis).

 

Non c’è che dire, la trasparenza commerciale di Vodafone è salva. Non ci resta che chiederci quando lo sarà anche il diritto degli utenti ad essere informati. Possibilmente senza richiedere l’ausilio di una lente di ingrandimento. 

86 Views