Ho cambiato gestore telefonico (mal me ne incolse)

gestore

Ho cambiato gestore telefonico.

Direte voi che non ve ne frega altro che il giusto, cioè niente, e avete ragione. Per questo non vi dirò neanche quale operatore ho scelto per far proseguire i miei traffici telefonici, né quale era quello precedente. Dirò soltanto che avevo “urgente” bisogno di passare a un piano che avesse minuti illimitati.

Vi dirò solo che appena ho scelto di cambiare gestore mi hanno subito chiesto 25 euro, di cui 10 per la attivazione della scheda SIM e 15 come prima ricarica. Mi hanno anche trasportato 9,02 euro di credito residuo dell’operatore cedente, però mi è arrivata una serie di SMS in cui mi si dice cge mi sono stati addebitati 4,29+7,71 per il costo dell’opzione, più 3 euro per il costo dell’attivazione. In tutto fanno 15 euro. Cioè quelli che avevo speso. Bene. Resterebbero ancora 9,02 euro, ma vado a chiedere il credito residuo ed è misteriosamente a zero. Faccio una ricarica di altri 15 euro e adesso il credito residuo è di 16,73 euro. Risultato: tra credito residuo e ricariche il valore complessivo era di 39,02 euro. Me ne ritrovo meno della metà a fronte di una spesa di solo 15 euro. Inoltre, sul luogo di lavoro, quel gestore non prende neanche mezza tacca (con il precedente almeno ne avevo due).

Mi sento solo.

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Tim e Vodafone: ora gli “avvisi” si pagano

La mi’ nonna Angiolina, requiescat in pace, le chiamava “chiapparelle”.

Il mi’ nonno Armando, bonànima anche lui, che usava un toscano arcaico, forte e gentile come una roncolata su’ ‘ piedi, li chiamava “miràoli” (miracoli).

Si trattava, in entrambi i casi, non già di fregature vere e proprie, ma piuttosto di trucchetti, di escamotages, di piccoli espedienti per sbarcare il lunario, per concludere la giornata con non dico tanto, ma almeno qualche centesimino in più (ai tempi del mi’ nonno Armando e della mi’ nonna Angiolina i centesimi c’erano, ma della lira, quella con l’effigie di quell’altro de cuius di Vittorio Emanuele III).

Da oggi (o era ieri? Mah, non importa) se avete Tim o Vodafone pagate gli avvisi che prima non pagavate.

Gli “avvisi” sono quei messaggi (solitamente sotto forma di SMS ma non necessariamente) che vi informano se un numero che avete trovato occupato o spento (perché la gente giustamente un po’ di cazzi suoi ogni tanto se li fa) è tornato raggiungibile e, soprattutto, chi vi ha chiamato quando eravate voi occupati o spenti.

Ci sono diverse modalità di pagamento e di prezzi, si va dal costo infinitesimale per ogni singolo messaggio a un costo a forfait per tutti i messaggi ricevuti in una giornata (però pagate dopo il ricevimento del primo messaggio, non dopo l’ultimo, e che diàmine!).

Bellino, eh? Per cui, se avete Tim o Vodafone sbrigatevi a disattivare queste opzioni (si può farlo, sissignori) perché se tenete il telefono spento un giorno, appena lo riaccendete, se solo vi ha cercato qualcuno, pagate.

Ora, io, voi, chi ci legge di sottecchi, siamo tutti personcine intelligentine che si rendono conto di quello che succede e, soprattutto, siamo in grado di fare qualcosa per prevenire lo sgocciolamento salassale. Se non altro siamo in grado di chiedere informazioni ed indignarci.
Ma penso alla mi’ mamma, per esempio, alla Pieranna, la figliòla più piccina dei suddetti Angiolina e Armando, piccina sì, ma cià 72 anni. Il cellulare è un suo nemico dichiarato, non lo può vedere, se squilla va in tilt, proprio “non ci se la dice”. Però ce l’ha. Ed ha un numero TIM. Finora riceveva i messaggi di chi l’aveva chiamata anche a telefono spento, ma tanto era come se non li ricevesse, perché non li sa nemmen guardare. Però da oggi li paga.

E come lei ci sono fior di anziani che usano il cellulare per necessità o comodità, ma sanno accedere solo alle funzioni di base, adolescenti disinformati che navigano, navigano, navigano, cazzo navigano, andassero un po’ a studiare, almeno. E viandare.

Per l’amor del cielo, son cifre irrisorie, che non buttano sul lastrico nessuno, ma stanno meglio in tasca a noi che in tasca a loro. E in tasca ce lo buttano, che poi ci si lamenta che la gente si tuffa su Uozzàpp!!

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L’elemosina delle ricariche telefoniche di Tim, Vodafone, Wind e 3 ai terremotati d’Abruzzo

Dobbiamo fare un po’ d’ordine, soprattutto in base ai vostri commenti.

Fabio Montale (sic!) aggiorna la notizia del processo ai romeni accusati di atti di sciacallaggio ai danni dell’abitazione e dei beni di una persona anziana di San Panfilo d’Ocre. Comunica che tutti gli imputati sono stati assolti per non aver commesso il fatto. E’ una buona notizia, che, purtroppo, non cambia di una virgola le conclusioni che avevo tratto: la gente è assettata di colpevoli, e se l’autorità Giudiziaria non riesce a colpire i colpevoli veri, pazienza, si accontenterà di quelli falsi. E se non c sono neanche quelli falsi la colpa non può che essere dei giudici che applicano la legge (cioè assolvono quando c’è da assolvere). C’è fame di capri espiatori da sbranare prima ancora che vengano immolati sugli altari.

Fabio Montale avrebbe bisogno e voglia che sul blog si continuasse a parlare di cazzate.
Le cazzate, glielo riconosco, fanno parte della vita, come i terremoti. Per ora ci sono i terremoti. Certo, occuparsi delle canzoni più belle della nostra vita strappa un sorriso (perché la canzone fa schifo, perché ci riconduce ai nostri ricordi, perché pensiamo a come eravamo pirla, o, forse, solo a come eravamo giovani) e certo, si rischia di perdere il contatto con la realtà, che è anche fatta di balordaggini assortite. Per ora, vedo solo la realtà che ho intorno, e ne parlerò almeno finché sarà possibile. Non escludo di poter tornare a scrivere cazzate. ma per il momento non lo garantisco.

Lys fa una serie di considerazioni, dalle quali mi fa piacere estrapolare la questione delle ricariche per i cellulari. Ho provato ad approfondire il tema, perché, come vi ho già detto, il problema della comunicazione è primario. Dire, raccontare, parlare con un parente lontano, con un amico, sono necessità urgenti come le mutande o la biancheria intima (dove non c’è acqua ci si lava alla bene e meglio, gli indumenti intimi una volta indossati nuovi vengono bruciati).

Allora, mi risulta che TIM abbia accreditato 10 euro a ciascuno dei 341.000 clienti abruzzesi. A quanti abbiano un saldo inferiore ai 5 euro viene accreditata una cfra che riporti il saldo a 10.

Vodafone avrebbe inviato 200.000 ricariche telefoniche da 5 euro ciascuna, credo che la scadenza dei conti telefonici per i clienti in abbonamento sia stata differita.

Anche Wind dovrebbe avere inviato una ricarica gratuita di 5 euro sui telefonini dei clienti presenti sul territorio colpito, ma altre fonti dichiarano 10 euro e non si sa se per “territorio colpito” intendano le zone più o meno lesionate dal sisma o tutta la regione Abruzzo.

Per quanto riguarda H3G (3) le cose starebbero diversamente, ma le notizie che ho sono frammentarie, pare che la ricarica sia di 30 euro, per tutti i clienti residenti nella provincia de L’Aquila.

E’ evidente che, a parte l’aiuto di H3G Italia, i rabbocchi di Tim e i 5 euro di Vodafone e Wind, sono gocce nel mare. Personalmente se dovessi ricevere, anche solo per errore, un qualsiasi aiuto da uno dei miei gestori telefonici, chiederei che venisse dato a chi ne ha bisogno.

Ma il punto è che non basta. Che se ne fa la gente di 5 euro di ricarica?

Se avete qualcuno in Abruzzo che ha bisogno, di cui conoscete il numero di telefono cellulare e relativo gestore, uscite di casa, andate presso un tabaccaio o un bancomat e fategli la ricarica voi. Sarete più anonimi, e, come mi fa notare un altro lettore, Reginaldi Armando detto “Testina”, il vostro aiuto arriverà per intero, direttamente e senza intermediari.

Continuo a precisare,a

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Tim e Vodafone condannate dall’Antitrust

Le compagnie di telefonia mobile italiane sono i neo-avvoltoi tecnologici del XXI secolo.

Abbiamo i prezzi più alti d’Europa per gli SMS, e con un SMS te lo piazzano in quel posto dicendoti che il piano tariffario che avevi sottoscritto è cambiato e che, bene che ti vada, paghi il doppio tutto quello che avevi fino a quel momento.

Bene, hai voluto l’eliminazione dei costi di ricarica? E ora pedala!

Ma le associazioni dei consumatori sono state in guarda e sono riuscite a far condannare le compagnie al pagamento di 1.205.00 euro così ripartiti: 155.000 euro per Zero9, 315.000 euro per Telecom Italia, 285.000 euro per Vodafone, 265.000 euro per Wind e 185.000 euro per Tre.

Chissà perché hanno parlato solo di Tim e di Vodafone.

Una goccia nell’Oceano, perché con tutto quello che hanno guadagnato dagli aumenti, le compagnie telefoniche sguazzano bellamente nel soldi fregati agli adolescenti che vogliono la tariffa "Happy Pirla" per smessaggiarsi tutto il santo giorno.

Se la prendono con loro e si salvano dalle cosneguenze economiche delle multe. Lo sanno benissimo che gli italiani non resta altro che spippolare ora che hanno tolto loro anche le mutande.

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Gli SMS del 2009



L’abitudine degli SMS con gli auguri di Natale e di Buon Anno è assolutamente odiosa.

Per questo chiedo scusa a quanti mi hanno inviato il loro pensiero, via cellulòfono, ma questa volta ho deciso di non rispondere a nessuno.

Per Natale mi sono fatto prendere dal senso del dovere e del rimorso, si sa, a Natale nasce Gesù Bambino, ci si deve sentire più buoni e generosi, e rispondere con pazienza e tolleranza anche a chi non ti ha mai scritto per tutto l’anno, neanche per chiederti "Oh, cane, come stai??"

Ma per il Capodanno non mi sono fatto fregare, a Capodanno non nasce un bel cavolo di nessuno, e quindi ho fatto una sorta di sciopero morale degli SMS, che non mi ha impedito di sentirmi bippare l’attrezzo schizofònico in continuazione.

L’SMS che va più di moda quest’anno è del tipo:

"BNUAONNO: questi auguri li ho comprati all’IKEA, vedi di rimontarteli da solo!"

con tutta una serie di varianti e controaggiunte varie.

Ne avrò ricevuti una decina e tutti dello stesso tenore.

Ora c’è da domandarsi com’è che la gente non trova nemmeno un momento per scrivere qualcosa di personale, di originale, che so "O bìschero, come stai? Speriamo che il nuovo anno ci porti parecchi quattrini e che muoia Berlusconi…" no, non lo fa nessuno, la gente non ricicla i rifiuti e ricicla gli SMS degli altri…

Alcuni, addirittura, si limitano ad "inoltrare" un SMS con la firma di un altro dimenticandosi di correggerlo, per cui ti capita di leggere, come è successo a me, un messaggio firmato Francesco da una amica che si chiama Daniela, e lì vai direttamente in tilt.

Come vanno in tilt i telefoni a mezzanotte, quando tutti, ma proprio tutti, inviano contemporaneamente gli auguri a chiunque, anche a chi non c’entra nulla.

E che dire dell’abitudine piuttosto rompicoglioni anziché no di NON firmare gli SMS??

"Scusa, ti scrivo dal cellulare di mia madre perché il mio è scarico, auguri!", sì ma chi cazzo sei? E, soprattutto, perché mai dovrei avere il numero di telefono di tua madre?

Ma perché la gente non torna a odiarsi come sempre?
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“Non accettate SMS dagli sconosciuti!” (3 is a magic number!)

Stamattina ho ricevuto un SMS.

Non è una notizia, succede a tanta gente.

La particolarità del messaggio non è nemmeno il fatto che giunga dal mio gestore telefonico (Tre), me ne manda tanti e sempre a sproposito. Ma questo li batte tutti.

Scrive il servizio "3 informa":

Non accettate SMS da sconosciuti. I pedofili inviano SMS chiedendo foto oscene in cambio di ricariche, per info clicca GRATIS…

1) Non accettate SMS da sconosciuti. Emerita vaccata da leggenda metropolitana. Come si fa a NON accettare un SMS da un numero sconosciuto? E’ tecnicamente impossibile a meno di non tenere spento il telefono per più di una quindicina di giorni.

2) L’immagine del pedofilo che invia SMS chiedendo foto oscene, se da un lato corrisponde a una tipologia evidente di questo tipo di delinquente, dall’altro sembra francamente ridicola: ma ce lo vedete un pedofilo che come primo approccio nei confronti della vittima le dà il proprio numero di cellulare (perché presso un numero le "foto oscene" dovrà pur riceverle)? Ci manca solo che le dia anche l’indirizzo, così se uno lo vuol denunciare, per l’amor di Dio, si accomodi pure, faccia, faccia, tanto il Professor Marcelletti non l’hanno incastrato per molto meno, no…

3) Il pericolo, per quelli di 3, è sempre e solo il pedofilo. Perché secondo loro persone maggiorenni consenzienti che mandano SMS a persone maggiorenni ma NON consenzienti non esistono. Il reato di molestie è un optional. O comunque un "male minore" di cui il servizio "3 informa" ritiene di non doverti informare.

4) L’unico rimedio è non accettare SMS dagli sconosciuti, andare dal magistrato con una bella denuncia no.

Li chiamano "servizi alla clientela" e "prevenzione"

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8 e 9 settembre sciopero dei telefonini: l’esercito dei pirla si è mosso

C’è poco da fare, le notizie sono preoccupanti, l’opinione pubblica è sconvolta e disorientata, sembra proprio che da settembre le tariffe telefoniche mobili aumenteranno, e sono disgrazie da non sapere dove andare a sbattere la testa.

Per cui, una valanga di pirla ha deciso di muoversi armi e telefonino e di rispondere allo scandalo delle tariffe con un bello sciopero da effettuarsi l’8 settembre, o giù di lì, con una bella resistenza passiva di quelle che faranno rabbrividire l’opinione pubblica: nei giorni di sciopero non si usa il telefonino.

Che è una pirlata doppia, di cui dovrebbero solo vergognarsi, perché si sa benissimo che i clienti dei gestori telefonici sono praticamente tutti con una scheda ricaricabile sì, ma prepagata, quindi figuriamoci cosa gliene frega alla Wind (o a 3, o a Vodafone, o a Tim) se uno non telefona, tanto i soldi sono già investiti in banca a produrre interessi perché la gente li ha pagati in anticipo.

E poi, al ritorno dalle vacanze, nulla di meglio di un piagnisteo corale per protestare contro l’aumento di quello che è un bene di prima necessità per gli italiani, il telefonino.

Perché protestare contro l’aumento del 25% della pasta, del pane, del grano, contro l’aumento del petrolio e dei suoi derivati, dell’energia elettrica e contro la privatizzazione dell’acqua non se ne parla.

Tanto poi la gente mangia e beve SMS…

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