Giornata della Memoria: a Roseto degli Abruzzi la citazione di “Auschwitz” senza la citazione di Francesco Guccini

nomadi

E’ il Giorno della Memoria, e l’amministrazione comunale di Roseto degli Abruzzi (questo piccolo mondo di un mondo piccolo, come avrebbe scritto il Guareschi) ha voluto ricordarlo con un manifesto celebrativo.

Nobile iniziativa, a cui deve andare un plauso quasi incondizionato. Dico “quasi” perhé l’affissione riporta, tra gli altri elementi (qui ve ne faccio vedere una sezione) una citazione dalla celeberrima canzone “Auschwitz”. Per la verità sono due segmenti di canzone “incollati” insieme, ma cerchiamo di non essere troppo severi su queste quisquilie. Quello che colpisce è la citazione dell’autore della citazione, che per l’ideatore del manifesto sarebbero i Nomadi.

Ora, va detto che i Nomadi furono, questo sì, gli interpreti del brano, ma che il pezzo è stato firmato interamente (parole e musica) da un giovanissimo Francesco Guccini, ed era lui quello che meritava la citazione per intero. E’ come aver citato “Insieme a te non ci sto più” e aver citato Caterina Caselli al posto di Paolo Conte. O come aver riportato le frasi di “…e dimmi che non vuoi morire” evidenziando il nome di Patty Pravo e non quello di Vasco Rossi.

Piccoli pasticci, per carità. Nulla di che. Solo che una citazione non corretta sa un po’ di sciatteria. E forse il Giorno della Memoria non se lo merita.

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Vasco Rossi di nuovo contro Nonclclopedia: “porcheria da due soldi volgare e vergognosa”

Il signor Rossi Vasco pare proprio leggermente infastidito da Nonciclopedia.

Dopo la querelle che ha tenuto banco sul web, il signor Rossi aveva fatto pace con Nonciclopedia promettendo che avrebbe ritirato la querela per diffamazione nei loro confronti perché si sono presi il lusso di prenderlo un po’ per il bavero, su, via, la satira da una parte, no quella è un’offesa dall’altra, sì ma il sito è satirico, satirico un accidente… intanto vi querelo, no, che fa, vuole veramente mandare sotto processo dei ragazzi che potrebbero essere anche minorenni, voi dovere imparare l’educazione, ma signor Rossi, guardi che quell’articolo l’abbiamo rimosso, voglio una vita che se ne frega, infatti anche noi ce ne vorremmo fregare volentieri ma la querela c’è, allora non c’incontreremo mai, ma abbia pazienza, sarà stato il gioco di qualche contributor un po’ nottambulo, che non aveva nulla da fare, e va beh, io mi addormento di sera e mi risveglio col sole, sì, ma non ci sembra il caso di farne una questione per due canzoni, no, guardate, le mie canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole, ma su, dai, signor Rossi, ritiri la querela, non vede che polverone che si sta sollevando sul web? Seeeeeeeeeeeeeehhhhhhhhh!!

Allora il signor Rossi è tornato all’attacco. Ha definito Nonciclopedia un’"idea stupida, vergognosa e volgare" [1]
A dire il vero ha aggiunto anche "ignorante e ipocrita" e "porcheria da due soldi volgare e vergognosa", ma giusto per dovere di completezza.

"Andatevela a vedere, prima di parlare, questa Nonciclopedia! E piantatela di fare commenti superficiali senza conoscere direttamente quello di cui parlate! Non sopporto i pressapochismi! Nonciclopedia è una idea ‘stupida volgare vergognosa ignorante e ipocrita’! Non si può scrivere che Anna Frank se l’è voluta perchè ebrea! Questa non è ironia! questa è porcheria da due soldi volgare e vergognosa! ….altro ke ridere"

Non sappiamo, né desideriamo sapere, a dire il vero, se il signor Rossi abbia còlto il sarcasmo con cui è possibile interpretare concetti come "Anna Frank se l’è voluta perché era ebrea!" e che rieccheggiano il giustificazionismo senza giustificazione di certa ideologia filonazista da condannare (c’è gente che si ostinava e segue ostinandosi a dire frasi al limite del delirio come: "Non sono io che sono nazista è lui che è ebreo" – sostituibile con "negro", "gay", "inferiore" e quant’altro suggerisca la perversione umana).

Non sappiamo, dicevo, se il Signor Rossi abbia còlto tutto questo, ripetiamo, è una interpretazione possibile -anche se non necessaria o necessariamente ortodossa e corretta- e, sinceramente, ci interessa poco.

Quello che ci interessa è che se aveva o ha intenzione di tutelare la sua immagine dai presunti attacchi diffamatòri di Nonciclopedia lo ha già fatto, ora si sottoponga all’interrogatorio delle parti, attenda la valutazione dei due giudizi di merito e della cassazione, se ha ragione gli sarà riconosciuta. Se ha torto, vuol dire che quella di Nonciclopedia era davvero satira.

Ma i moralismi mi appaiono francamente fuori luogo. E non certo perché il signor Rossi abbia già definito altrove il signor Ligabue "Un bicchiere di talento in un mare di presunzione", o perché il signor Rossi abbia cantato a più riprese "voglio una vita maleducata" e, poi, quando la maleducazione tocca lui si adira. La morale è altro dal moralismo o dai moralismi che dir si voglia.

Penso però che il signor Rossi potrebbe smetterla di prendersela con Nonciclopedia, se no rischia di somigliarmi nella critica costante a Wikipedia, solo che Nonciclopedia fa satira davvero.

[1] http://www.valeriodistefano.com/public/rossisvv.png

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Il Signor Rossi querela. Nonciclopedia chiude. Anzi, no.

Dunque è accaduto ancora, e questa volta nel modo più eclatante e primapaginistico possibile.

L’ennesima querela per diffamazione via internet sarebbe stata sporta, avrebbe avuto il suo seguito, e stavolta a farne le spese sarebbe stato il sito "Nonciclopedia".

"Nonciclopedia" è un sito geniale, assolutamente incomparabile. Forte del suo slogan "L’enciclopedia priva di qualsiasi contenuto" è un sito chiaramente e dichiaratamente satirico, parodia dichiarata e nemmeno tanto sfrontata della più nota Wikipedia, mediante l’uso del software MediaWiki si opponeva come speculare nonsense rispetto al progetto faraonico oggetto di sberleffo.

Al suo interno numerosissime voci sullo scibile umano ma alla rovescia, un’enciclopedia, insomma "dai toni satirici, contenendo voci demenziali, comiche e spesso politicamente scorrette", secondo quanto riferito dalla stessa Wikipedia (che ha dovuto dedicare una pagina alla sua parodia, pensate…), per un totale di 112.000 pagine. Non male.

"Nonciclopedia", insomma, è lo sberleffo, è la dissacrazione del mito, è la negazione di tutto, è il ridurre al vil livello terreno tutto quanto l’opinione pubblica mette su un piedistallo. In una parola, "Nonciclopedia" è satira. E’ una diretta emanazione di quello che viene comunemente chiamato il diritto di critica.

A prendersela con "Nonciclopedia" sarebbe stato stato il signor Rossi Vasco.

Non conosco i contenuti della pagina di "Nonciclopedia" dedicata al signor Rossi e che possano averlo indotto a interessare i suoi legali già nel febbraio 2010, a sporgere querela contro gli ignoti estensori dei contenuti, ma da quello che c’è da dire è che:

a) "Nonciclopedia" non ha affatto chiuso, come erroneamente riferito da molti quotidiani, blog e altri organi di informazione in rete. Nel momento in cui sto scrivendo queste righe la home page è la seguente:



*

ma le funzioni di ricerca (vedere l’opzione in alto a sinistra) sono perfettamente utilizzabili.

b) La "chiusura", per ammissione degli stessi amministratori, avviene non per costrizione ma per scelta.

c) Sembra che nessun amministratore o estensore della voce sul signor Rossi sia stato raggiunto da avvisi di garanzia o quant’altro.

A dire la verità, appare un po’ singolare la coincidenza della supposta chiusura di "Nonciclopedia" per le doglianze del signor Rossi, con i preannunciati scioperi di Wikipedia contro l’obbligo di rettifica nel ddl intercettazioni. Ma a volte anche le coincidenze possono avere in sé una qualche profezia ad orologeria.
"Casuali" o no che siano le coincidenze, comunque, la pagina Facebook "Salviamo Nonciclopedia" conta quasi 60.000 adesioni. In queste ore il ritmo di crescita è esponenziale, e non è escluso che prima di stasera ci possa essere il sorpasso di "Salviamo Nonciclopedia" sull’account personale di Vasco Rossi. In ogni caso è una goduria vedere i numerini che crescono in modo vertiginoso. E si può persino avere un tiepido moto di simpatia nei confronti di Facebook.

Quali sono i motivi che mi fanno dubitare della veridicità di questa notizia?
L’ho già detto, la coincidenza con la forma di protesta di Wikipedia contro il decreto sulle intercettazioni, l’annunciata chiusura del sito (che rimane sempre lì) ma anche il fatto che non sia successo nulla di nulla agli amministratori che sarebbero stati sentiti dalla polizia postale sul funzionamento del Wiki e dell’iniziativa in particolare. Capisco che si possa avere paura e ci si possa anche sentire in diritto-dovere di cautelarsi. Ma il nulla è, appunto, il nulla. E poi perché chiudere un sito intero su iniziativa volontaria, quando sarebbe bastato rimuovere la pagina dedicata al signor Rossi? E, possibilmente, farsi una pubblicità stratosferica.


E se, invece, la notizia fosse vera?
Se la notizia fosse vera si dimostrerebbe ancora una volta che l’italiano medio (il "signor Rossi", appunto) non ha alcuna considerazione della rete come strumento di espressione paritaria del pensiero.
Pesce grande mangia pesce piccolo. E’ sempre stato così. La democrazia della rete è un’illusione, una pura e semplice utopia.
E’ bello per il signor Rossi usare Internet, Facebook, scagliarsi contro la censura, difendere i deboli, iconizzare le albechiare dèdite all’autoerotismo, esprimere il proprio pensiero, farci sapere come va la loro salute, di quali sostanze abbia fatto uso in passato e quali medicinali assuma attualmente (circostanze che, come è noto, devono per forza essere divulgate, se no il mondo non saprebbe come e di che vivere), ma il signor Rossi non vuole che un altro signor Rossi lo critichi.
Per cui, tanto per cambiare, alla diffamazione non si ricorre tanto perché è stato leso un diritto. Ma perché si vuol dimostrare chi è che comanda nella rete di tutti.
La grande sfida del futuro non è combattere per i propri diritti, ma per il primo posto di supermoderatorissimo della Rete e del pensiero altrui.

Per quello che mi riguarda, mi vanto di non aver mai acquistato un disco del signor Rossi e di consigliare a tutti l’ascolto del brano "Alba chiava" degli ineguagliabili Squallor.
E a "Nonciclopedia" la mia incondizionata solidarietà.
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