(Fuochi di) Ferragosto

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…chè uno dice si vabbè buon Ferragosto, ma che razza di festa è il Ferragosto? L’unica cosa che hanno fatto di buono e che è ambientata nel giorno di Ferragosto è il film di Dino Risi “Il Sorpasso”, poi sì, va beh, c’è anche quell’altro, “Il pranzo di Ferragosto”, poi però buio pesto, nessuno riesce a trarre nulla di buono dal ferragosto null’altro se non questo alone di sospensione e di voglia che finisca presto, perché nel frattempo la gente si porta còfane di lasagne al forno fredde sotto l’ombrellone (sugo che nuota nell’olio, olio che nuota nel sugo), poltrocine, compilation di vene varicose, sembra un film di Alberto Sordi, sudore, madònna quanto si suda a Ferragosto, e già che ci siamo a Ferragosto, visto che non c’è un cazzo di meglio da fare, ci si tirano i gavettoni, che vorrei sapere io in quale altro periodo dell’anno ci si tirano i gavettoni, a Ferragosto sì, buste, palloncini, tutto riepito d’acqua per non dir di peggio e lanciato con l’ignaro bagnante, colpevole solo di farsi i cazzi suoi, ecco, questo è il Ferragosto, giornata di stasi vacanziera chè tanto quando ritornate ve la ritrovate tutti la stangata, poi uno dice che non vede l’ora che finisca, no, pova un po’ a dargli torto…

Niente più mi lega a questi luoghi

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…e allora me ne vado anch’io.
In vacanza, s’intende. Con qualche libro, un costumino nuovo, un breve soggiorno alle terme (fa molto “terza età”), con la sola tecnologia di un paio di telefonini (Nokia 3310 e 3410, capirai…) che saranno spenti per la maggior parte delle ore del giorno, a respirare di nuovo un po’ di Toscana prima di rituffarmi nella follia scolastica.
Non vi darò conto di niente, dunque i fans di questo blog (che ci sono e non ne capisco il perché) si ciuccino le dita almeno per tutto il tempo in cui sarò via.

Non mi perderò per niente al mondo. Ma via, via… via di qui.