Addio a Beppe Grillo!

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(screenshot da www.repubblica.it)

Caro Beppe,

abbi pazienza ma non ti seguo più.

Che la gente, i movimenti, il pensiero critico, il Vaffanculo Day, le trecentomila firme raccolte in un giorno si trasformino in liste civiche comunali e che vadano a contaminarsi con quella cosa sporca che ostiniamo a chiamare politica, con il tuo "placet", con il bollino di trasparenza, e con la possibilità di usare il tuo nome, proprio non mi sta bene.

E non ci sto.

Non ho voglia di insinuarmi nelle piccole mafie del quartierino in cui partitidemocratici improvvisati, con la tassa di un euro per dare il voto alle elezioni primarie (sono già arrivati a farti pagare un diritto e nessuno se n’è accorto, anzi, sembra una cosa perfettamente normale), inquineranno l’entusiasmo della gente, quella vera, che finirà inevitabilemente per essere meno vera e un po’ più di palazzo.

Non aspettavano altro. Anche se non è vero qualcuno affermerà (anzi, "Repubblica" lo ha già affermato) che Beppe Grillo sta creando dei movimenti politici (e il solo fatto che sia disposto a dare loro il proprio nome per i giornalisti è più che una garanzia). D’Alema, Fini, Fassino e Mastella gongoleranno dicendo che "Ecco, Grillo voleva proprio entrare in politica, avevamo ragione noi" (Mastella ha aperto un blog solo per dire questo).
E qualcuno coglierà la preziosa occasione per farsi trascinare dal momento favorevole.

Preferisco non fare politica, ma se proprio sono costretto (e sono costretto!) preferisco farla attraverso un blog letto da un pugno di amici o di persone che mi vogliono bene (o che mi vogliono male, vedi tu), preferisco farla in una scuola in cui se vai a parlare di software libero, di open source e di risparmio per la pubblica amministrazione non capisce un accidente nessuno. Preferisco stare con i miei alunni e parlare con loro, e se proprio non studiano almeno avranno un luogo in cui poter stare, e capire che si può sempre fare qualcosa per stare meglio.

Per cui, caro Beppe, non chiederti per chi suona il Vaffanculo Day. Oggi suona per te.

Il V-Day e il perbenismo dei media

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Il V-Day di Beppe Grillo ha dovuto fare da damigella d’onore ai funerali di Luciano Pavarotti, evento mediatico più ghiotto e redditizio.
Diretta TV per le esequie del Maestro, primo piano per Bono, Jovanotti, Zeffirelli e compagnia cantante, pochissimi servizi, e per di più in differita, su migliaia di persone che scendevano in piazza per una proposta di legge.

Questa mattina l’evento è in prima pagina solo su "Repubblica" (che, però, ha già preannunciato l’uscita di un doppio CD Audio allegato al quotidiano, martedì prossimo, con tutte le operazioni discografiche nazional-popolari di Big Luciano, da "Vincerò!" (nessuno si ricorda più che la romanza si intitola anche "Nessun Dorma" ed è tratta dalla "Turandot" di Puccini, non importa che le cose vengano chiamate con il lor nome, importa che facciano piangere e svolazzare le Frecce Tricolori in cielo) a "O sole mio", da "E lucevan le stelle" alla "Mattinata" di Leoncavallo, e via chitarramandolinando.
Come dire, va bene la protesta popolare, ma non dimentichiamoci il vero motivo per cui andiamo in edicola.

Lo stanno ignorando, e quei pochi che lo apprezzano dimostrano un tiepido entusiasmo.
Cacciari e Michele Serra hanno parlato di "populismo" (il "populismo" è tutto quello che non ha nulla a che vedere con il "partitismo", è l’esatto opposto speculare del palazzo), Serra ha perfino scritto che "Vaffanculo" è una battuta più da Bagaglino che da Beppe Grillo.
Lo ha scritto lui, Michele Serra, che ha riempito di parolacce un supplemento osceno come "Cuore" facendolo passare per la vera satira della sinistra, il tutto appiccicato a "l’Unità", quotidiano che dell’idea del primo direttore (Antonio Gramsci) ha conservato solo il titolo.
Perché c’è pudore perfino nel pronunciare "Vaffanculo". I TG, quei pochissimi che se ne sono occupati, e non più di mezzo minuto nell’edizione principale, si sono fermati a un più impietosito "Vaffa", potere del pudore.

Qualcuno ha esposto un cartello con su scritto "Adesso ignorateci!"
Lo stanno facendo. A partire dai quotidiani. Questa mattina la versione web de "La Stampa" annunciava un contributo audio dal V-Day. Cliccandoci sopra si otteneva questo messaggio:

La signora Lucia Ricco, invece, lei, a firmare c’è andata. A 96 anni. E vaffanculo!

Forza Italia sponsorizza il V-Day (anche se non lo sa)

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In Internet esiste la cosiddetta “pubblicità contestuale”.
La trovate anche in questo sito.
E’ una roba per cui, a seconda di ciò che è scritto in una pagina, la pubblicità cambia, allo scopo di adattarsi al gusto e agli interessi di chi guarda.
Così la gente ci clicca su e il sito che la ospita sifa una pacca di denari.
L’8 settembre prossimo sarà il “Vaffanculo Day” di Beppe Grillo.
E la gente si sta organizzando per questo evento su un sito che si chiama meetup.com, suddiviso in tanto gruppi locali.
Meetup.com è un sito di importanza mondiale e ospita la pubblicità di Google.
Gli inserzionisti pagano Google e se la gente clicca sulla loro inserzione, Meetup prende la percentuale.
Ironia della sorte, proprio in una pagina del gruppo meetup di Teramo (ma se è per quello ho visto la stessa cosa anche in quello di Pescara), brave persone che cercano di mandare a casa i nostri politici con una proposta di legge di iniziativa popolare, è comparsa la pubblicità Google di una serie di riviste di Forza Italia che ci sta come il cavolo a merenda.
Insozzati da queste bieche logiche commercial-internettifere, i ragazzi del meetup di Teramo avranno un motivo in più per gridare il loro dissenso.