Mozilla Firefox 70 è finalmente disponibile!

È finalmente disponibile su tutti i repository ufficiali l’ultima versione del browser Web Mozilla Firefox 70. Questa versione, rispetto alle altre, introduce una maggiore protezione della privacy attraverso svariati strumenti come per esempio, l’ Enhanced Tracking Protection, un sistema che blocca il tracciamento dell’utente per mezzo di cookies, la protezione del social tracking, Firefox Lockwis che tradotto non è altro che un gestore di password che sincronizza le proprie password tra diversi dispositivi in cui è installato Firefox, Firefox Monitor che ti avvisa se ci sono state violazioni dei tuoi account e l’aggiunta di un nuovo indicatore nella barra degli indirizzi quando un sito Web vuole conoscere la tua geolocalizzazione. Questo lato security, mentre lato di prestazioni ed estetica, si è migliorato il caricamento delle pagine fino all’8%, si è esteso la modalità scura a tutte le pagine integrate e migliorata la leggibilità dei testi sottolineati. Inoltre, sono presenti numerose nuove funzionalità per gli sviluppatori web e un sacco di correzioni di sicurezza per le ultime vulnerabilità identificate; infatti, tramite il comunicato, si può leggere:
“Sono stati rilevati problemi di sicurezza in Firefox. Se un utente veniva indotto ad aprire un sito Web appositamente predisposto, un utente malintenzionato poteva potenzialmente sfruttare la pagina creata per causare un diniego del servizio, eludere le restrizioni di sicurezza imposte dal browser o eseguire codice arbitrario.”
Se anche tu stai usando Ubuntu 19.10 (Eoan Ermine), Ubuntu 19.04 (Disco Dingo), Ubuntu 18.04 LTS (Bionic Beaver) o Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus), ora puoi installare o aggiornare il tuo browser Firefox all’ultima versione dai repository, dove naturalmente tutto quello che devi fare è aprire la finestra “Aggiornamenti software” e applicare tutti gli aggiornamenti disponibili. Oppure, più semplicemente puoi aprire il  terminale ( https://wiki.ubuntu-it.org/AmministrazioneSistema/Terminale ) e digitare il seguente comando:
sudo apt update && sudo apt install firefox
Come sempre, una volta che arriva un nuovo aggiornamento, consigliamo a tutti gli utenti di installarlo il prima possibile perché risolvono bug e problemi di sicurezza.
Fonte:  mozilla.org ( https://www.mozilla.org/en-US/firefox/70.0/releasenotes/ )
Fonte:  news.softpedia.com ( https://news.softpedia.com/news/mozilla-firefox-70-is-now-available-for-all-supported-ubuntu-linux-releases-527969.shtml )
Fonte:  omgubuntu.co.uk ( https://www.omgubuntu.co.uk/2019/10/firefox-70-new-logo-download )

dalla Newsletter Italiana di Ubuntu. La newsletter italiana di Ubuntu è pubblicata sotto la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 ( http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode )

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Ubuntu 20.04 LTS uscirà il 23 Aprile 2020

Nel mentre che Ubuntu 19.10 (Eoan Ermine) è uscito, Canonical sta pianificando l’uscita della prossima versione di Ubuntu, la 20.04 LTS, che in termini di numeri, rappresenterà la 32a versione di una delle maggiori distribuzioni GNU/Linux più popolari al mondo. Come ogni rilascio che si rispetti, Canonical per prima cosa ha annunciato il nome in codice “Focal Fossa” – ricordiamo infatti, che il nome in codice durante la fase di sviluppo descrive le caratteristiche e il carattere che tale versione dovrà avere; il nome in codice è un abbinamento di un aggettivo + animale, con le stesse lettere iniziali in ordine alfabetico crescente – insieme al programma di rilascio e alla data di rilascio finale.
I lavori per la nuova release inizieranno il 24 Ottobre con il caricamento della  toolchain ( https://it.wikipedia.org/wiki/Toolchain#targetText=In%20ambito%20software%2C%20una%20toolchain,programma%20o%20sistema%20di%20programmi). ) basato su Ubuntu 19.10 (Eoan) Ermine) e la versione finale vedrà la luce il 23 Aprile 2020.
Fonte:  news.softpedia.com ( https://news.softpedia.com/news/ubuntu-20-04-lts-to-be-dubbed-focal-fossa-slated-for-release-on-april-23rd-527860.shtml )

dalla Newsletter Italiana Ubuntu – La newsletter italiana di Ubuntu è pubblicata sotto la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 ( http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode ).

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Ubuntu 19.10 (Eoan Ermine), cosa c’è di nuovo

Arriva Ubuntu 19.10 con molte novità tra cui alcune significative.
Uno dei maggiori cambiamenti in Ubuntu 19.10 – che verrà apprezzato soprattutto dagli appassionati dei videogiochi – è la decisione di includere i driver NVIDIA nell’immagine di installazione ISO garantendo un elevato miglioramento delle prestazioni e permettendo così l’installazione di driver proprietari (closed source) per la propria scheda grafica. Un altro grande cambiamento fondamentale in questa versione è il supporto per l’installazione di Ubuntu utilizzando il file system ZFS: Ubuntu infatti, è la prima distribuzione Linux desktop ad offrire supporto nativo per ZFS.
È stato modificato il modo in cui Ubuntu 19.10 supporta le app a 32 bit – di cui abbiamo discusso approfonditamente negli articoli  2019.024 ( https://wiki.ubuntu-it.org/NewsletterItaliana/2019.024#Ubuntu_non_supporter.2BAOA_pi.2BAPk_l.27architettura_i386 ) e  2019.025 ( https://wiki.ubuntu-it.org/NewsletterItaliana/2019.025#Canonical_assicura_che_le_applicazioni_a_32_bit_verranno_eseguite_sulle_versioni_di_Ubuntu_19.10_e_successive ) – con gli sviluppatori Ubuntu “impegnati” a garantire che la distribuzione abbia uno spazio utente a 32 bit funzionante per app e software legacy, inclusi Steam e WINE.
Sono presenti anche le migliori funzionalità di  GNOME 3.34 ( https://wiki.ubuntu-it.org/NewsletterItaliana/2019.028#GNOME_3.34:_ecco_tutte_le_novit.2BAOA- ), dove è possibile trascinare e rilasciare le app nel “Menù delle applicazioni” per creare “cartelle di app”; anche le velocità di avvio iniziali dovrebbero essere più veloci , grazie a una tecnologia di decompressione intelligente, mentre l’utente Intel potrebbe beneficiare di un avvio senza sfarfallio. Per concludere Ubuntu 19.10 a colpo d’occhio porta con sé:
* Kernel Linux 5.3
* GNOME 3.34
* Opzione di installazione del file system ZFS sperimentale
* Spedire i driver NVIDIA sulla ISO
* PulseAudio 13.0
* Avvio senza sfarfallio per gli utenti Intel
* Cestino di Ubuntu Dock e icone di unità esterne
* Rinnovato tema Yaru GTK
* Supporto per temi per le app Snap
* Fwupd disponibile come Snap
Ovviamente ci sono i  nuovi sfondi ( https://wiki.ubuntu-it.org/NewsletterItaliana/2019.031#Vi_presentiamo_i_nuovi_sfondi_di_Ubuntu_19.10_.22Eoan_Ermine.22 ) da godere, incluso il nuovo sfondo predefinito di Ubuntu 19.10!
È qui disponibile anche un  videohttps://www.youtube.com/watch?v=4YywtDfnDI8 ) che illustra tutte le novità. Quindi che aspetti? Affrettati e scaricalo subito dal sito  Ubuntu-it ( https://www.ubuntu-it.org ).
Fonte:  omgubuntu.co.uk ( https://www.omgubuntu.co.uk/2019/05/ubuntu-19-10-release-features )
Fonte:  omgubuntu.co.uk ( https://www.omgubuntu.co.uk/2019/10/ubuntu-19-10-video )

 

da: Newsletter Italiana Ubuntu – La newsletter italiana di Ubuntu è pubblicata sotto la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 ( http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode ).

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Come ho creato un (bel) po’ di chiavette USB con Linux live (forse)

Ci sono svariati motivi per cui potreste avere bisogno di una chiavetta USB autoavviante con Linux. Quella che ha spinto me a realizzarne cinque o sei è che sul lavoro ho computer lenti e vetusti, pieni di documenti per lo più vetusti e di virus per lo più recenti. Avevo dunque bisogno di un sistema live che mi permettesse di portare con me il mio sistema operativo, senza fare alcuna modifica sul computer ospite, farlo partire dalla macchina superlenta ed evitare così di toccarla e fare altri danni, rendendomi del tutto autonomo e decisamente più veloce. Avevo svariati CD masterizzati con le distribuzioni live più comuni di Linux, ma far partire un sistema operativo da CD significa avere delle prestazioni estremamente più lente. Allora mi sono documentato un pochino ed ecco l’occorrente per l’operazione:

a) un programma che scriva le immagini ISO su chiavetta USB;
b) l’immagine ISO della distribuzione Linux Live che volete installare;
c) una chiavetta USB formattata in FAT 32 da 2 GB come minimo;

Ora, non starò più a cercare parole che non trovo per spiegarvi cos’è un’immagine ISO, andatevelo a cercare e se non lo sapete state tranquilli, probabilmente non avete bisogno nemmeno di una chiavetta con l’installazione di una distribuzione live di Linux, mentre se proprio siete curiosi di provare il nuovo sistema operativo senza installare NULLA sul vostro hard disk, probabilmente avrete la cortesia di dedicare a questo tema un paio di minuti del vostro tempo per poter andare aventi.

Vediamo allora le annotazioni ai vari punti di cui sopra:

a) io sono stato fortunato. La distribuzione Linux (Linux Mint) che ho installata sul mio computer ha già precaricati due programmi molto utili per la gestione delle chiavette USB. Si tratta rispettivamente di un programma per formattarle in FAT 32 e di uno “scrittore” (Linux a volte traduce da cani!) di file .ISO. Quindi avevo tutto l’occorrente per quello che mi necessitava. Se invece state operando da Windows o da Mac potreste provare UNetbootin (cercatelo su Google, infingardi, non posso darvi tutto io e la pappa scodellata non esiste da nessuna parte), che, però, a me non sempre ha funzionato, anzi, direi proprio che ha funzionato in un caso soltanto. Gli utenti Windows possono contare anche sul programma Rufus (anche questo cercatevelo), solo che non l’ho provato e non so dirvi come funzioni, e quelli Mac hanno dalla loro anche Mac Linux USB Loader;

b) Attenzione. Non tutte le immagini ISO che trovate in rete (alcune sono distribuite gratuitamente anche attraverso il mio classicistranieri.com) corrispondono ad una versione live. Potreste intoppare, come è successo a me, in una distribuzione che non permette di valutare la distribuzione prima di installarla stabilmente. Comunque sia, se vi buttate sulla famiglia Ubuntu, cascate sempre bene. Anche Linux Mint ha la sua brava live e se avete un po’ di pazienza di cercare in rete oppure potete permettervi il lusso di fallire qualche tentativo (al limite non succede nulla) ne troverete altre che possono fare più al caso vostro. Da quello che ho visto, da chiavetta funziona benissimo XUbuntu e ve lo consiglio caldamente. E’ leggero, essenziale (proprio come piace a me), senza fronzoli, estremamente intuitivo, di facile utilizzo. Ma, soprattutto, anche su una chiavetta è anche estremamente veloce. Ancora più essenziale ed altrettanto ben funzionante è Lubuntu (ma chi ve lo fa fare di usarlo? Al limite se proprio dovete installare una versione Ubuntu su una macchina vetusta potreste avere la tentazione di provare il sistema operativo prima di renderlo stabilmente residente, ma adoperarlo per una chiavetta non mi pare il caso, non ha molti programmi installati e non offre particolari prestazioni di immediato interesse). Potreste inoltre avere la curiosità di provare il tradizionale Ubuntu. Funziona anche quello, solo che a me non è piaciuto per niente. Quello che invece, nelle ultime due distribuzioni, a me non ha funzionato è Kubuntu, che mi si è piantato lì (sì, anche Linux si pianta, non chiedetemi come, ma soprattutto non chiedetemi perché) alle prime scelte delle opzioni di avvio. Una distribuzione che mi sento vivamente di consigliare a tutti è TAILS, la Debian dedicata alla salvaguardia della privacy e dell’anonimato in rete. Anche questa funziona con una chiavetta ed è una vera e propria mano santa che contiene svariati altri prodotto come Libre Office e Tor;

c) qui c’è poco da dire. Magari avete qualche vecchia chiavetta da 2, 4 o 8 Gb. da parte, che non usate più e che avete dimenticato nei meandri dell’oblio. Se non ne avete compràtene una. Costano sempre meno. Su Amazon ho trovato un pratico set di cinque chiavette USB da 16 Giga. Costano 15 euro e spiccioli, sono di colori diversi e sono molto utili (ad ogni colore potete abbinare una distribuzione Linux diversa). Insomma, frugàtevi.

Quali sono i vantaggi di avere una distribuzione Linux installata su una chiavetta autoavviante? Indubbiamente quella di provare il sistema operativo senza installare nulla sull’hard disk, ed essere immediatamente operativi in modo piuttosto veloce ed efficace. Attenzione, però: se salvate qualcosa sulle cartelle Linux disponibili sulla distribuzione, oppure se installate qualche programma che vi interessa particolarmente e che non è compreso nel pacchetto iniziale (sì, si può fare!) al momento in cui spegnete il PC (sì, si può fare anche questo!) perderete QUALSIASI modifica apportata al sistema e al successivo riavvio della chiavetta, il sistema operativo partirà con le opzioni della prima installazione. In breve, se avete bisogno di qualcosa dovete reinstallarla ogni volta. Ricordatevi anche, ogni volta che avviate una distribuzione Ubuntu, che potrebbe essere necessario settare la tastiera italiana (quella di default potrebe essere quella statunitense). XUbuntu ha un’interfaccia grafica apposita per effettuare in due secondi l’operazione.

E infine perché dovreste utilizzare Linux? Perché poi sarete più liberi, ecco tutto. E ho detto niente!

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Le magagne di Ubuntu 19.04 “Disco Dingo”

Ho provato Ubuntu 19.04. Non l’ho installato, ho usato solo una live da chiavetta creata con un programma formidabile incluso nel mio Linux Mint (e ci dispiace per gli altri). Non mi è piaciuto per niente, tanto che sto pensando sinceramente di brasarlo anche dalla chiavetta, tanto non lo userò nemmeno come sistema operativo “volante”. E’ veramente brutto (al contrario del suo cuginetto XUbuntu, che ha una grafica più essenziale ed accattivante), con tutte quelle iconcione grosse. Viene supportato fino al gennaio 2020 (praticamente scade dopodomani) e, quindi, se volete qualcosa di più stabile e supportato per una decina d’anni vi consiglio caldamente la versione 18.04. Ha una icona dedicata a Amazon che mi ha fatto letteralmente inorridire. Direte voi “Ma cosa inorridisci che il tuo blog è pieno di pubblicità di Amazon??” sì, ma io non pretendo di essere una entità libera e indipendente dalla pubblicità, non faccio un sistema operativo dedicato a tutti coloro che vogliano utilizzarlo gratuitamente. Addirittura secondo Richard Stallman “sarebbe un errore scegliere Ubuntu come sistema operativo libero” dato che “Ubuntu è una distribuzione GNU/Linux, contiene anche programmi proprietari.” Tra gli aggiornamenti della versione “Disco Dingo” ci sono quelli alle seguenti versioni: GCC 8.3, Glibc 2.29, Boost 1.67, rustc 1.31, Python 3.7.2, Ruby 2.5.3, PHP 7.2.15, Perl 5.28.1, Golang 1.10.4, libvvirt 5.0, QEMU 3.1 e OpenJDK 11, Mozilla Firefox 66.0 (che al momento del lancio della versione live viene già dichiarato come vetusto) e la suite LibreOffice 6.2.2. Insomma, nulla di straordinario o, semplicemente, di irrinunciabile. Ripenso alla versione 6.10 di Ubuntu con la quale cominciai ad installare Linux e ad imparare qualcosina (poco, anzi, pochissimo) che aveva una grafica essenziale e più friendly rispetto a questa accozzaglia di iconcione sponsorizzate. Tristezza unica. Non usatelo.

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Catarella è vivo e lotta insieme a noi

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Questo è Catarella. E’ stato il mio primo portatile, molti e molti anni fa. Ora è un vecchio rudere che non accetterebbe più nemmeno lo sfasciacarrozze. Però funziona ancora. E bene. Oddio, la batteria è andata, però attaccandolo alla rete elettrica fa il suo dannatissimo dovere. Solo che Windows è un sistema operativo troppo pesante per lui, che ha risorse estremamente limitate, ma che andava benissimo con le configurazioni Linux di una volta (installai, con mia somma soddisfazione, Linux Ubuntu 6.06 e fu un trionfo. Sistema velocissimo, applicazioni straordinarie, insomma, Catarella funzionava da Dio). Poi anche Linux ha cominciato a non supportare più gli aggiornamenti per quella versione (e son dei bei signorini di nulla anche loro, sì…), tutto si è fatto vetusto, la partizione Windows XP anche quella è stata abbandonata dalla Microsoft e mi si è impestata di sacrosanti malware, insomma, la paralisi. Tanto che decisi di piallare l’hard disk e di metterci Xubuntu. E’ la versione più leggera di Ubuntu, come minimo installato quello il sistema diventa una scheggia. Clìcchete clìcchete clìcchete…macché! Catarella era diventato un pachiderma con una lentezza incredibile di movimento. Operativo in cinque minuti dall’accensione, macinava e macinava l’hard disk come se fossero ulive di Grecia nel frantojo.

Ieri ho scoperto che esiste una versione ultraleggera di Ubuntu, destinata proprio ai computer vetusti. Si chiama Lubuntu (anche loro con questi nomi del cavolo non farebbero meglio a fare un po’ più di chiarezza? Ubuntu, Kubuntu, Lubuntu, Xubuntu… culo!!). L’ho scaricata, masterizzata e installata. Quelli di Linux sono tutti dei grandissimi ottimisti. Ti dicono che l’installazione avviene in tempi rapidissimi, “solitamente 20 minuti”. Invece io ci ho messo un’ora e dieci. Però è andata bene al primo tentativo, ho riavviato il PC e ho fatto l’accesso al sistema operativo in tempi decenti, e adesso, con profonda soddisfazione, vi sto scrivendo proprio da Catarella (che si chiama così per via dell’informaticcia di cui è profondamente esperto). Ho riportato in vita un PC che funzionava benino e che mi dispiaceva dover sacrificare, io che non butto via niente, perché queste cose costan quattrini. Certo, non vola, viaggia (per citare il Poeta), e certamente è ripartito.

E Maione? “Maione” è il nome del mio nuovo PC portatile che monta Linux Mint. Ci devo ancora prendere la mano, ma funziona egregiamente. Peccato che l’aspetto di Linux Mint sia così bujo.

Ah, vi tolgo la curiosità: il vizio di chiamare per nome i PC viene proprio da Linux, che chiede, al momento dell’installazione, un nome da inserire. Catarella, come vi ho detto, è per via dell’abilità informatica del personaggio di Andrea Camilleri, fedele collaboratore del commissario Montalbano. Maione, invece, è il collaboratore fedele del commissario Ricciardi (il personaggio di Maurizio De Giovanni), nella Napoli degli anni ’30. E’ piuttosto grosso di stazza e questo giustifica il nome per il PC che ha risorse decisamente più potenti.  Ovvia, ora lo sapete.

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Le “correzioni” con due zeta di Ubuntu

Sul mio computer Linux sto usando una distribuzione Ubuntu un po’ vetusta, ma a me va benissimo. Anzi, non ho nessuna intenzione di aggiornarla a una versione più recente.

Quindi l’unica cosa che devo fare, finché non sarò costretto a tirare un calcio nel sedere al computer in questione, cosa che spero di fare il più tardi possibile, e, comunque, non prima di quattordici anni almeno, è leggermi un avviso che mi dice che “Il rilascio di Ubuntu non è più supportato” (la parola “rilascio” ha effettivamente un suo fascino peculiare rispetto a “distribuzione” o “versione”).
Ma, soprattutto che “Non ci saranno più correzzioni di sicurezza e aggiornamenti critici.”

Il software libero scrive “correzzioni” con due zeta…
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Pissi’

"Allora, la nostra offerta per il Suo nuovo Personal Computer è la seguente:

n. 1 DDR II PC 800 da 2 Gb
n. 1 DDR II PC 800 da 1 Gb
n. 1 AMD Athlon 64 6000×2 AM2 Boxed
n. 1 Gigabite [scritto così!] GA – M61 PME-S2 M. ATX PCI-E DDR2 VGA SATA RAID
n. 1 Hard Disk Maxstor 500 Gb

vari tricche ballàcche, e, come da Sua richiesta, installazione di Linux Ubuntu in partizione separata…"

"Bene, allora vediamo come funziona Linux… allora scegliamo Ubuntu… e qui c’è la richiesta della UserId e della Password, quali avete settato?"

"Mah, ecco, vede, credo che sia "Prova", ma non ne sono sicura, provi un po’… non va eh? Eh, proprio non em lo ricordo, sa, noi Linux lo abbiamo sempre disinstallato, mai installato, e poi a me decisamente non piace…"

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