La Signorina Misericordia

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Il Papa ha rilasciato un’intervista a “Civiltà Cattolica”.

“Cività Cattolica” è una rivista gesuita. Il Papa è un gesuita. Praticamente si è intervistato da solo.

Dice che bisogna usare “misericordia” con le persone omosessuali e coi divorziati. Ma non si può invocare la misericordia (di Dio o degli uomini che sia) per chi è in un certo modo.
La misericordia non si usa con le condizioni.

E tutti a dire che è un segnale di apertura e di rivoluzione. La gente quando non sa quali parole usare per definire qualcosa si serve di “rivoluzione”. La “rivoluzione” è stata quella francese. O quella copernicana.

Non esiste un cambiamento effettivo nelle parole del Papa perché se si vuole continuare a somministrare i sacramenti a un gay o a una persona separata o divorziata bisogna fare i conti con il Codice di Diritto Canonico e con il Catechismo.

E’ il Papa. Cosa volete che dica? “Sì, sposati pure con una persona del tuo stesso sesso se lo desideri”? “Sei una donna in gamba, puoi essere sacerdote nella Chiesa”? “Se sei divorziata puoi risposarti in Chiesa così puoi di nuovo accedere ai sacramenti”?

Alcuni di questi malumori li ho espressi a “Tutta la città ne parla” questa mattina.

 

“Io non voglio dividere la mia libertà con gli altri”

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A “Prima Pagina”, la trasmissione di approfondimento dei quotidiani in edicola di Radio Tre, questa mattina ha telefonato un ascoltatore che, dichiarando di votare Berlusconi pur rendendosi conto che i suoi comportamenti privati sono incompatibili con la sua attività di Presidente del Consiglio, ha affermato, tra l’altro “io non voglio dividere la mia libertà con gli altri”, aggiungendo di preferire l’uso della macchina a quello dell’autobus (e va beh, fin lì affari suoi), di detestare i centri sociali, la massa acritica dei ciclisti che vanno in giro tutti insieme.

“Tutta la città ne parla”, la trasmissione successiva che si basa proprio sulle telefonate a “Prima Pagina” ha preso la palla al balzo e ha organizzato una delle ennesime programmazioni a tema Berlusconi.

Vi ripropongo l’intervento dell’ascoltatore e il mio.