Il Fatto Quotidiano e le spiegazioni di Tremonti

Ci sono dei momenti in cui mi metto a leggere "il Fatto Quotidiano" e mi cadono le braccia.

Mi rendo conto di avere a che fare con un giornale che avrebbe ed ha molteplici possibilità e le spreca. Non solo perché ogni tanto ci sono degli errori di ortografia evidenti e inquietanti (scrivere più volte "Abbruzzo" con due "b" è un dato di fatto che si è ripetuto più volte), ma perché il quotidiano legalista, da cui si respirano parole di giustizialismo a volte inutile e sovrabbondante, inciampa nelle sue stesse convinzioni, fino a lasciare sbigottiti.

Ora immaginatevi come può rimanere il lettore che compra il suo giornale la domenica, se ne va al mare a leggerlo sulla sdraio, si ritrova un editoriale di Marco Lillo intitolato "Ora Tremonti spieghi" che inizia così:

"Giulio Tremonti deve alcune spiegazioni ai cittadini che lo hanno eletto e gli hanno messo nelle mani l’economia italiana."

Cominciamo subito col dire che i cittadini non hanno eletto Tremonti, così come non hanno eletto nessun deputato e nessun senatore. Tremonti, come tutti gli altri, è stato nominato come parlamentare dal suo gruppo di appartenenza.
E questa è una.

Come ministro, poi, Tremonti è stato investito dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio. Quindi l’economia italiana non gliel’hanno messa in mano gli elettori.
E con questa fanno due.

Tremonti, infine, rende conto, come tutti, al popolo italiano, non a chi lo ha eletto.
Tre errori grossolani in tre righe di editoriale.

Poi la gente ci crede a queste cose…

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Tremonti: e’ meglio avere il posto fisso

[screenshot da: corriere.it]

Il Ministro delle Finanze Tremonti ci ha regalato, negli ultimi giorni, un sillogismo aristotelico, una espressione del pensiero kantiano da far restare a bocca aperta i più accreditati filosofi.

Dice che secondo lui è molto meglio avere un posto fisso per tutta la vita e pianificare la propria esitenza e quella della propria famiglia attorno a un posto che dia sicurezza nella vita, piuttosto che avere un lavoro precario ed essere costretti a una mobilità che preclude qualsiasi slancio vitale e che costringe il lavoratore ad avere altalenanti entrate economiche.

Non ci aveva mai pensato nessuno, in effetti.
E tutti ad applaudirlo, bravo, bravo, diccene un’altra.

Mia nonna quel pensiero lì ce l’aveva già fin da quando io ero piccolo, e aveva solo 80 anni quando mi diceeva "Dài retta a me, tròvati un bel lavorino, piglia il tu’ stipendio e vai in tasca a tutti!"
Grazie nonna!
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Scudo fiscale: il testo approvato al Senato dell’emendamento per la dichiarazione fraudolenta

Al comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente

b) all’articolo 13-bis:

1) al comma 3, dopo la parola "giudiziaria", inserire le seguenti: "civile, amministrativa ovvero tributaria", ed aggiungere, in fine, le seguenti parole: ", con esclusione dei procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, né comporta l’obbligo di segnalazione di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, relativamente ai rimpatri ovvero alle regolarizzazioni per i quali si determinano gli effetti di cui al comma 4, secondo periodo";

2) al comma 4, sostituire il secondo periodo con il seguente: "Fermo quanto sopra previsto, e per l’efficacia di quanto sopra, l’effettivo pagamento dell’imposta comporta, in materia di esclusione della punibilità penale, limitatamente al rimpatrio ed alla regolarizzazione di cui al presente articolo, l’applicazione della disposizione di cui al già vigente articolo 8, comma 6[1], lettera c), della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni; resta ferma l’abrogazione dell’articolo 2623 del codice civile disposta con l’articolo 34 della legge 28 dicembre 2005, n. 262.";

3) al comma 6, sostituire le parole: "15 aprile 2010" con le seguenti: "15 dicembre 2009";

4) dopo il comma 7 inserire il seguente: "7-bis. Possono effettuare il rimpatrio ovvero la regolarizzazione altresì le imprese estere controllate ovvero collegate di cui agli articoli 167 e 168 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. In tal caso gli effetti del rimpatrio ovvero della regolarizzazione si producono in capo ai partecipanti nei limiti degli importi delle attività rimpatriate ovvero regolarizzate. Negli stessi limiti non trovano applicazione le disposizioni di cui agli articoli 167 e 168 del predetto decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 con riferimento ai redditi conseguiti dal soggetto estero partecipato nei periodi di imposta chiusi alla data del 31 dicembre 2008.

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La Banca d’Italia paralizza Zopa.it. E Tremonti fa rientrare i fondi depositati all’estero

Qualche giorno fa vi avevo parlato di Zopa.it, e del suo semplice, meraviglioso, equo, solidale modo di fare investire denaro in prestiti per chi ne ha bisogno (sì, magari per comprarsi il SUV e andarci a spiaccicare la gente per strada, ma lasciamo stare).

Tu avevi qualche soldo, fissavi i tassi di interesse a cui volevi prestarlo, Zopa ti trovava chi era disposto a comprarti il denaro a quel tasso, glielo metteva a disposizione e si prendeva le sue commissioni, mentre al prestatore restava un interesse di tutto rispetto, decisamente superiore ai titoli di Stato.

Adesso Zopa è praticamente paralizzata da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, su indicazione della Banca d’Italia, l’ha cancellata dall’elenco degli intermediatori finanziari.

In pratica, hanno voluto farli fuori, con la scusa che l’esistenza di un conto prestatori (il conto corrente bancario su cui vengono versati i fondi che poi vengono materialmente prestati), producendo un interesse (i fondi restano a disposizione di Zopa.it finché non vengono effettivamente prestati) e che quindi, questo, costituirebbe un’attività di tipo bancario.

Oltre a loro, hanno voluto far fuori un nuovo modo di vedere il rapporto tra le persone e il rapporto con il denaro, svincolato dalla logica delle banche e più vicino a una concezione "peer-to-peer".

Naturalmente, dall’altro lato, il Ministro Tremonti "prevede una sanatoria con “esclusione di punibilità” per coloro che, avendo denaro all’estero, provvedono a farlo rientrare in Italia acquistando titoli di Stato (Bot e Cct)."

Lo Stato è con l’acqua alla gola e sta cercando di far fuori tutti coloro che gli impediscono di recuperare liquidità.

Ad ogni modo, e per quello che può valere, ecco i servizi che restano attivi per i Prestatori e per i Richiedenti:

Prestatori:
– accredito mensile delle rate dei prestiti in corso
– controllo movimenti e saldo Portafoglio Zopa
– controllo dell’andamento dei prestiti finanziati
– ritiro fondi
– aggiornamento dei propri dati personali.

Richiedenti:
– addebito rate fino a estinzione del prestito
– estinzione anticipata del prestito
– visualizzazione dettagli del prestito in corso
– controllo avvenuto ripagamento rate
– aggiornamento dei propri dati personali.

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Per la solidarietà a Milena Gabanelli

Ricevo dall’amico Luigi Galieni (o Rocchiccioli Remo, ora non rammento…) la seguente informazione che giro subito ai lettori del blog, ben consapevole che la professionalità e la dignità giornalistica di Milena Gabanelli valgono bene un falso allarme o una Catena di S. Antonio di troppo…


Sta girando in rete una catena di S.Antonio in solidarietà a Milena Gabanelli e la redazione di Report per gli attacchi ricevuti dal ministro Tremonti, imbufalito per la puntata di Report in cui si è parlato diffusamente della Social Card.
Visto che le notizie sono poche, ho pensato bene di chiedere aggiornamenti direttamente sul forum di Report.
Questo è il topic, aperto in data 17/06/2009:
http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=248523&f=141
 
(…)
Se siete interessati, potete registrarvi sul forum e partecipare alla discussione.
Se volete, potete inoltrare questo messaggio e farlo girare il più possibile, per far conoscere il forum di Report, per divulgare gli attacchi di Tremonti a questa trasmissione e per stimolare la solidarietà verso la redazione.
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