Cesare Battisti si faccia arrestare ed estradare in Italia

“Cesare Battisti è stato condannato a due ergastoli per i delitti Santoro e Campagna e svariati anni di carcere, principalmente per concorso morale nell’omicidio Torregiani (13 anni e cinque mesi), concorso nell’omicidio Sabbadin, e per insurrezione armata (12 anni), possesso illegale di armi, banda armata, associazione sovversiva, rapina, furto a cui si aggiunse poi evasione; per quanto riguarda i quattro omicidi eseguiti dal gruppo dei PAC, in tre venne giudicato come concorrente nell’esecuzione (in due avrebbe sparato di persona i colpi mortali), in uno co-ideatore, anche se eseguito da altri; durante il processo ai PAC vennero stilati in totale 68 capi d’accusa, di cui 34 anche contro Battisti. Per alcuni capi d’accusa minori venne assolto. In primo grado ebbe solo una condanna a 6 anni per possesso di armi e banda armata, raddoppiati però a 12 per l’aggravante di finalità terroristica (associazione sovversiva), come previsto della legislazione speciale; ormai contumace, in appello (1986) e in via definitiva (1991, 1993 per il delitto Torregiani), subì l’ergastolo.”

Quanto sopra è quello che riferisce l’implacabile Wikipedia circa le condanne subite nel nostro paese da Cesare Battisti, in una pagina che non dovrebbe neanche esserci perché non vedo come un “terrorista” (per seguire ancora Wikipedia) possa essere anche “enciclopedico”.

E mi dispiace per: Bernard-Henri Lévy, Serge Quadruppani, Philippe Sollers, Tahar Ben Jelloun e Daniel Pennac, per Fred Vargas, Gabriel García Márquez (soprattutto lui, Gabo), Wu Ming, Vauro Senesi, Giuseppe Genna, Davide Ferrario, Guido Chiesa, Paolo Cento, Giovanni Russo Spena, Luca Conti, Nanni Balestrini, Gianfranco Manfredi, Mauro Bulgarelli, Sante Notarnicola, Sandrone Dazieri, Alex Cremonesi del gruppo La Crus, Sandro Provvisionato, Graziella Mascia, Marco Rovelli, Paola Staccioli, Pino Cacucci, Gianni Biondillo, Tiziano Scarpa, Yves Pagès, Massimo Carlotto e tutti i firmatari del documento di solidarietà di Carmilla on Line (Roberto Saviano ha ritirato la sua firma per rispetto delle vittime, così come Marco Müller e Laura Grimaldi); me ne dispiace ma Cesare Battisti deve assolutamente farsi arrestare, estradare in Italia, scontare la pena e da qui combattere la sua battaglia se ritiene di essere stato processato ingiustamente. Senza se e senza ma.

Il resto è solo fuffa, polemica sterile, argomentazioni che non hanno retto davanti a tre gradi di giudizio.

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Alberto Torregiani a Milano alla manifestazione pro-Berlusconi davanti al Palazzo di Giustizia

Il signor Alberto Torregiani è figlio di Pierluigi Torregiani, il gioielliere ucciso nel 1979  dai PAC (Proletari Armati per il Comunismo) di Cesare Battisti, il terrorista per il quale le autorità brasiliane hanno negato l’estradizione in Italia. Nella giornata in cui il padre venne ucciso, il signor Alberto Torregiani è rimasto colpito alla schiena, condannato alla sedia a rotelle per tutta la vita.

Il signor Alberto Torregiani ha sempre riferito che la sua lotta per l’estradizione di Cesare Battisti non corrisponde a un senso di vendetta, ma di mera e pragmatica giustizia.

Il signor Alberto Torregiani poche ore fa era a Milano a manifestare la sua solidarietà al Presidente del Consiglio, assieme a varie altre decine di persone, tra cui Daniela Santanché. Una foto lo ritrae in mezzo a due signori che portano cartelli recanti la scritta "Silvio, devi resistere, resistere, resistere".



Il signor Alberto Torregiani in questa occasione ha avuto modo di dichiarare: «Sono qui perchè parte della magistratura continua ad alzare la voce, mentre dovrebbe lavorare in silenzio, come la maggior parte dei magistrati

Io credo che si possa, anzi, si debba rilevare che il signor Alberto Torregiani manifesti un atteggiamento molto contraddittorio e che, ancorché vittima del terrorismo e paralizzato, i suoi discorsi e i suoi atteggiamenti pubblici (considerato che si tratta di persona nota alla pubblica opinione) e che le sue dichiarazioni (pubblicate sul "Corriere della Sera")  possano essere criticati come quelli di chiunque altro. Me compreso. Anzi, no, perché io non sono mai andato a una manifestazione pro-Berlusconi e non ho mai rilasciato dichiarazioni al maggior quotidiano nazionale.

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