Porci comodi

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Mio cugino Luigi, detto "Sgommino", per via di una pregressa attitudine alla velocità durante la guida, è l’unico che non ha lasciato la sua casa, e ha fatto bene.

Tutti i familiari hanno raggiunto luoghi più o meno "sicuri" (ed è estremamente aleatorio parlare di sicurezza quando si tratta di terremoti), ma lui è rimasto lì.

Per quale ragione? Semplice, prima di tutto la sua casa non aveva subito nessun danno e gli sembrava stupido andare a passare qualche giorno in albergo dove non avrebbe nulla da fare, e poi le sue scrofe dovevano partorire. In questa settimana successiva al terremoto sono nati 12+9=21 porcellini con formidabile appetito e vitalità all’ennesimo grado della scala Richter.

Luigi è l’unico che non ha rinunciato alla sua porca vita. Applausi.

C’e’ una casa bianca che…

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La casa è intatta e sembra godere di ottima salute.

Sì, certo, qualche piccola crepa nell’intonaco dei muri interni ma nulla di civilmente rilevante per i solerti e forzaitalioti scugnizzi di Bertolaso, che tra qualche giorno saranno in giro anche per il paesello di Valle d’Ocre a dire "Questa sì, questa no, questa deve essere buttata giù, questa va puntellata", sembrano il Sassaroli, il Necchi, il Perozzi, il Melandri e il Conte Mascetti nella distruzione dei paesini nel primo "Amici miei".

E’ una notizia consolante in sé ma che non serve a molto.
C’è una piccola tendopoli ordinata, la gente va e viene cercando una normalità che trova a stento, ma qualche volta ci riesce.

Si passa da Onna ed è una tragedia. Eppure il dolore è composto, nessuno urla, nessuno sbràita. O c’è rassegnazione, oppure, come sono più propenso a credere, non sono arrivati gli echi delle sbavature istituzionali contro Santoro e il suo "Anno Zero" in cui sono state denunciate le responsabilità nei primi soccorsi.

In fondo alla gente che vive praticamente all’aperto di Santoro non gliene fotte un cazzo. Spero neanche di Berlusconi.

Ma quello che preme, al di là di ogni altra cosa, è capire.

E quello che si è capito è che le responsabilità ci sono. Anche in quella casa bianca che… che è rimasta in piedi.

L’elemosina delle ricariche telefoniche di Tim, Vodafone, Wind e 3 ai terremotati d’Abruzzo

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Dobbiamo fare un po’ d’ordine, soprattutto in base ai vostri commenti.

Fabio Montale (sic!) aggiorna la notizia del processo ai romeni accusati di atti di sciacallaggio ai danni dell’abitazione e dei beni di una persona anziana di San Panfilo d’Ocre. Comunica che tutti gli imputati sono stati assolti per non aver commesso il fatto. E’ una buona notizia, che, purtroppo, non cambia di una virgola le conclusioni che avevo tratto: la gente è assettata di colpevoli, e se l’autorità Giudiziaria non riesce a colpire i colpevoli veri, pazienza, si accontenterà di quelli falsi. E se non c sono neanche quelli falsi la colpa non può che essere dei giudici che applicano la legge (cioè assolvono quando c’è da assolvere). C’è fame di capri espiatori da sbranare prima ancora che vengano immolati sugli altari.

Fabio Montale avrebbe bisogno e voglia che sul blog si continuasse a parlare di cazzate.
Le cazzate, glielo riconosco, fanno parte della vita, come i terremoti. Per ora ci sono i terremoti. Certo, occuparsi delle canzoni più belle della nostra vita strappa un sorriso (perché la canzone fa schifo, perché ci riconduce ai nostri ricordi, perché pensiamo a come eravamo pirla, o, forse, solo a come eravamo giovani) e certo, si rischia di perdere il contatto con la realtà, che è anche fatta di balordaggini assortite. Per ora, vedo solo la realtà che ho intorno, e ne parlerò almeno finché sarà possibile. Non escludo di poter tornare a scrivere cazzate. ma per il momento non lo garantisco.

Lys fa una serie di considerazioni, dalle quali mi fa piacere estrapolare la questione delle ricariche per i cellulari. Ho provato ad approfondire il tema, perché, come vi ho già detto, il problema della comunicazione è primario. Dire, raccontare, parlare con un parente lontano, con un amico, sono necessità urgenti come le mutande o la biancheria intima (dove non c’è acqua ci si lava alla bene e meglio, gli indumenti intimi una volta indossati nuovi vengono bruciati).

Allora, mi risulta che TIM abbia accreditato 10 euro a ciascuno dei 341.000 clienti abruzzesi. A quanti abbiano un saldo inferiore ai 5 euro viene accreditata una cfra che riporti il saldo a 10.

Vodafone avrebbe inviato 200.000 ricariche telefoniche da 5 euro ciascuna, credo che la scadenza dei conti telefonici per i clienti in abbonamento sia stata differita.

Anche Wind dovrebbe avere inviato una ricarica gratuita di 5 euro sui telefonini dei clienti presenti sul territorio colpito, ma altre fonti dichiarano 10 euro e non si sa se per “territorio colpito” intendano le zone più o meno lesionate dal sisma o tutta la regione Abruzzo.

Per quanto riguarda H3G (3) le cose starebbero diversamente, ma le notizie che ho sono frammentarie, pare che la ricarica sia di 30 euro, per tutti i clienti residenti nella provincia de L’Aquila.

E’ evidente che, a parte l’aiuto di H3G Italia, i rabbocchi di Tim e i 5 euro di Vodafone e Wind, sono gocce nel mare. Personalmente se dovessi ricevere, anche solo per errore, un qualsiasi aiuto da uno dei miei gestori telefonici, chiederei che venisse dato a chi ne ha bisogno.

Ma il punto è che non basta. Che se ne fa la gente di 5 euro di ricarica?

Se avete qualcuno in Abruzzo che ha bisogno, di cui conoscete il numero di telefono cellulare e relativo gestore, uscite di casa, andate presso un tabaccaio o un bancomat e fategli la ricarica voi. Sarete più anonimi, e, come mi fa notare un altro lettore, Reginaldi Armando detto “Testina”, il vostro aiuto arriverà per intero, direttamente e senza intermediari.

Continuo a precisare,a

Il Venerdi’ Santo del Caro Leader Bertolaso

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Mi telefonate, mi scrivete e continuate a contattarmi in tanti.

Grazie, non ce la faccio quasi più a star dietro a tutti. Lo dico sul serio.

Tutti, oltre a chiedermi come sto e a come va "lì da te", mi chiedono cosa si può fare, ma soprattutto come fare per dare un aiuto a chi ha bisogno, nonché quali bisogni ci siano.

E’ difficile dire di che cosa ha bisogno la gente. Soprattutto quando qui sulla costa adriatica, come ripeto, non è accaduto niente, a parte gli spaventi che ti fanno invecchiare di un anno ogni volta che la scala Richter ci si mette di mezzo. C’è gente che parla solo il dialetto ma che conosce benissimo il significato di parole come "magnitudo".

Le aree più colpite sono raggiungibili ma a fatica.

Tutti vorremmo aiutare. Ma vorremmo anche che i nostri aiuti andassero a chi ha veramente bisogno, secondo i propri bisogni. Che sono individuali e insindacabili.

Questo non è e non sarà mai possibile. E’ la Protezione Civile che ha tutto in mano. E’ difficile sfuggire dalle grinfie di Bertolaso.

Quando voi date dei vestiti alla Caritas, del denaro alla Parrocchia o alla locale sezione ARCI (ma ne esistono ancora?) o a qualunque ente si occupi di raccogliere fondi e generi di prima necessità, sappiate che state consegnando qualcosa solo a un punto di raccolta, nient’altro. Caritas, Parrocchie, Croce Rossa e Comuni consegnano tutto alla Protezione Civile che è la plenipotenziaria, ha potere di vita o di morte su tutte le zone della catastrofe.

La Protezione Civile è anche quella grazie alla cui disorganizzazione gli ammalati dell’Ospedale de L’Aquila sbriciolatosi come un frollino inzuppato nel latte non hanno avuto acqua da bere dal momento del sisma fino almeno alle 18,30 (non è una notizia inventata, è la testimonianza di un medico a "AnnoZero" di ieri sera).

La Protezione Civile è quella che gestisce gli aiuti inviati tramite SMS al numero che viene pompato da tutte le trasmissioni radiotelevisive della RAI.

La Protezione Civile è quella che da domani, con disposizione delle Prefetture, gestirà gli alloggi, la logistica e gli spostamenti degli sfollati negli alberghi della Costa Adriatica. Fino ad oggi se ne occupavano i comuni.

State attenti quando fate le vostre donazioni in denaro, a meno che non abbiate persone di piena fiducia è ben difficile che i vostri aiuti seguano i bisogni di chi ha bisogno, perché i bisogni della gente li stabilisce il caro leader Bertolaso.

Però sfuggire alle sue grinfie a volte si può.

Questa mattina ho ricevuto una mail dal nostro lettore Bernardeschi Rutelio, che mi segnalava il blog di Anna, una donna de L’Aquila che aveva bisogno di un PC e di una chiavetta per poter tornare a raccontare. Il blog di Anna è raggiungibile all’indirizzo:

http://miskappa.blogspot.com/

Qualcuno si scandalizzerà che ci siano persone che in tempi di terremoto, in cui si perde tutto, qualcuno si (pre)occupi di avere un computer e internet. La comunicazione è un bisogno primario, c’è poco da scandalizzarsi. Ho subito telefonato ad Anna, che mi ha confermato che un’amica si sta occupando della cosa e che il suo computer è in arrivo.
Chi volesse contribuire con un bonifico può usare le coordinate IBAN

IT34C0560803202000000002727

intestato a Marina Pierani – causale del versamento "Portatile per Anna Colasacco".

Proprio questa mattina ho ricevuto il bonifico per una tranche di introiti pubblicitari degli annunci presenti sul blog, non ho fatto altro che girarlo per il computer di Anna Colasacco, e il primo che mi dice che la pubblicità sul blog non serve a un cazzo vada a fare in culo senza nemmeno passare dal via.

Un computer è una cosa banale e minimale. Eppure questa esperienza ci insegna che la solidarietà è sempre un gesto da me a te, se qualcuno ci si mette in mezzo non è più solidarietà.

Ho ripristinato temporaneamente i commenti nel blog perché penso che in questi momenti sia utile averli. Usateli per dire cose intelligenti, non ho e non abbiamo bisogno di cazzate.

Il giorno dello sciacallo

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Lo sciacallo, in quanto animale, non sembra avere questo aspetto così crudele.

Quando lo sciacallo è uomo, invece, riesce a compiere azioni estremamente riprovevoli e generatrici di una ripugnanza universale.

Nei campi degli sfollati c’è stato chi vendeva carne di manzo a 80 euro al Kg., a un signore che stava piangendo su quello che non aveva più un delegato di una banca è andato a ricoradre che aveva la rata del mutuo in scadenza il venerdì successivo. Questo signore aveva solo 5 euro in tasca.

Ci sono i primi strozzini, chi compra oro per quattro soldi, e proprio nelle ore in cui scrivo quattro romeni saranno processati per direttissima per essersi impossessati degli oggetti della casa di una signora anziata morta nel crollo della notte tra domenica e lunedì scorso. Tutti si aspettano una sentenza esemplare, ma nessuno sa che per il processo per direttissima è garantito lo sconto di un terzo della pena. Se gli imputati arrivassero al patteggiamento la pena finale effettivamente comminata potrebbe essere particolarmente mite.

E allora tutti si opporrebbero con indignazione contro giudici colpevoli di aver applicato solo la legge, in un’aula di giustizia improvvisata perché Tribunali e quant’altro sono anch’essi macerie.

Tra gli atti di sciacallaggio più biechi, registro quello di chi, approfittando della propria carica di potere esecutivo, abbraccia persone che non rivedranno mai più la loro casa per tutta la loro vita, nel giorno straziante del funerale dei propri cari. E si fa propaganda, come ha sempre fatto, annunciando:

Le mani sulla citta’

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Qui si continua a tremare. Qui continua la paura. Imperterrita, sempiterna, perché la paura è da sempre e per sempre.

Non c’è soluzione di continuità alle scosse sismiche. Non finisce, e sembra non finire mai. Il sonno della notte, per tanti, troppi, è un incubo, l’idea dell’impossibilità di arrivare al mattino successivo senza risvegliarsi con il terrore.

E’ la morte. Ed è inutile che vengano a dirci che l’essenziale è essere vivi e il resto si vedrà. Si è vivi quando si è con i propri cari, con i propri affetti, nelle proprie case. Si è vivi quando ci si siede su una pietra caduta della propria città e si continua a sentirsi a casa.

E Berlusconi è il guitto delle conferenze stampa. Convince tutti perché dice cose assolutamente ovvie. Dice "Cercate di farvi ospitare da qualche parente, conoscente o amico che vive in una zona sicura" (ma va’?), dice "Guardate che non potrete rientrare subito nelle case perché dobbiamo verificare la stabilità degli edifici", ci manca solo che ci dica "In estate ricordatevi di bere molto, perché fa bene".

Dice cose ovvie perché gli vengono fatte delle domande ovvie. "Com’è lo stato dell’emergenza?", "Signor Presidente, quanti morti ci sono?", "Quali sono i danni?" (mah, vedi un po’ tu…). Si va avanti per stereotipi e non si sa che cosa dire. Ci manca solo che questi giornalisti venduti e sempre meno adeguati sparino a raffica domande allucinate e allucinante (e, proprio per questo, frequenti) tipo "Signor presidente, qual è il luogo più insolito in cui ha fatto l’amore?", "Signore Presidente, si masturba??" (eh, hai voglia te…!)

Ed è su questo vuoto di pensiero che Berlusconi promette di ricostruire L’Aquila accanto alla città fantasma in tempi certi. L’Aquila 2 come Milano 2, magari ci metterà anche il laghetto con i cigni finti e le paperelle con l’aviaria, due alberelli, tre casette dai tetti aguzzi e sopra a tutta questa pensata, tè chi, una bèla culada di cemento armà’.

Perche le stirpi condannate a cent’anni di solitudine non avevano una seconda possibilità sulla terra.

Ridi, pagliaccio!

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Il ministro Carfagna, ex icona di calendario da camionista in canottiera e con l’ascella sudata, ha avuto la pensata più lugubre del suo tuttavia inutile dicastero.

I bambini dell’Abruzzo distrutto dal terremoto sono tristi? Ci vuole un po’ di clownterapia!

Ha mandato, dunque, quelle imbarazzanti e funeste figure che riempono i reparti pediatria, medici e psicologi col càmice e con il naso rosso di plastica che cercano di far sorridere i bambini, che sorridono in effetti, ma non per la loro opera, quanto per la loro ridicolaggine,

E’ ovvio che la Carfagna si sentirà gratificatissima da questa sua pensata. Finalmente, dirà, è riuscita a regalare un sorriso ai bambini. Ai bambini non bisogna regalare sorrisi. Bisogna regalare latte, cibo, medicinali, bisogna regalare il senso della solidarietà che nessun guitto da psicologia da quattro soldi potrà mai proporzionare.

Perché non insegnare ai bambini che nella vita esistono anche le tragedie? Non possono saperlo? Peggio, non devono saperlo?? E perché mai?

Ci sono verità che sono urgenti come conati di vomito, come il bisogno di far pipì.

E poi, perbacco, per far ridere non solo i bambini, ma l’intera popolazione terremotata, la Carfagna ha mandato il clown più conosciuto, amato ed efficace, il Presidente del Consiglio.

Neanche il giorno di Santo Stefano al Festival del Circo di Montecarlo su RaiTre!

(Per completare il senso di schifo, vi consiglio di ascoltare "Vesti la giubba" da "Pagliacci" di Ruggero Leoncavallo, in questa interpretazione di Carlo Bergonzi del 1951)

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Un intervento alla trasmissione di Radio Tre “Tabloid”

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Ieri ho partecipato brevemente alla trasmissione "Tabloid" di Radio Tre, nell’ambito del contenitore "Il Terzo Anello".

Nulla di cui andare fieri o che cambi il mondo. Si trattava solo di intervenire via SMS (così le opinioni degli ascoltatori vengono filtrate meglio), io ne ho mandato uno con due riflessioni al volo ed è stato letto quasi istantaneamente.

Pensavo fosse importante intervenire sull’indignazione. Conduceva la trasmissione Edoardo Camurri che ha letto la firma come "Valerio Roseto", mentre era "Valerio da Roseto", ma non importa…

Lo potete ascoltare dal provvidenziale lettore di MP3.


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L’Abruzzo gia’ dimenticato

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Qui sono con Franco e Gabriella, nella loro casa di Villa Santa Maria di Spoltore.

Siamo amici da almeno 23 anni, abbiamo passiato insieme l’estate più bella della nostra vita, mi hanno fatto da testimoni al matrimonio, facendomi prendere un coccolone e arrivando con 20 minuti di ritardo alla cerimonia.

Abbamo combinato di tutto, insieme, abbiamo preso per il culo parecchia gente -e, conseguentemente, noi stessi-, abbiamo condiviso il desco, tanto o poco che fosse, perché Gabriella è una delle cuoche migliori della regione.

Franco e Gabriella sono a Onna, volontari della Croce Rossa. Veramente Franco è Ispettore (anche se non ho capito bene di che cosa) dei Volontari suddetti, ma penso proprio che in questi momenti di emergenza quello che non conta un cazzo sono le gerarchie.

Onna è il paese distrutto, cancellato dalla faccia della terra. E loro sono lì. E io mi fido di loro, di tutto quello che mi dicono, perché sono amici miei, perché sono un preconcezionista, e soprattutto perché loro sono persone oneste mentre Bibì e Bibò (Bertolaso e Berlusconi) nella conferenza stampa di ieri, hanno raccontato un mare di cazzate.

Non ci sono tende a sufficienza. A Paganica, Fossa e Onna qualcuno ha dormito (dormito?) nei tendoni comuni o in macchina. Tutti hanno patito il freddo perché le ventole non erano sufficientia