Sulla Terra siamo sette miliardi di persone

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Io non so voi ma personalmente ne ho ripiene le gònadi di questa manfrina infinita sul settemiliardesimo abitante del Pianeta Terra, che dovrebbe essere nato oggi, anzi, no, è nato ieri, ma forse dopo la mezzanotte, ma quasi sicuramente in India, no, decisamente nelle Filippine dove la mezzanotte arriva prima e così li fregano, si tratterebbe comunque di una bambina, ma perché, di un bambino no? E certamente dovrebbe essere comunque nata in un paese sottosviluppato perché l’onore di essere il settemilardesimo nato non può certo toccare a un teutonico maschio, robusto, di promettente corporatura, biondo, con gli occhi azzurri  e possibilmente di razza ariana.
No, non se ne può più. C’è questo vizio di volere individuare una persona per forza, anche se si tratta solo di un simbolo, di volerla ricoprire (ma simbolicamente, eh??) di soldi per il solo fatto che qualche pazzo ha stabilito un numero d’ordine alle persone che nascono, o ha inventato un logaritmo o una formuletta diabolica in base alla quale se nascono in media tot persone al secondo, e ne muoiono altre tot, loro determinano con assoluta esattezza dove, come, a che ora nascerà tuo figlio, e anche se quando l’hai concepito è squillato il telefono mentre eri proprio lì sul più bello, o comunque se a tua moglie è piaciuto.
Dio, che tristezza! Io pensavo che il massimo del minimo fosse andare sui siti web e trovare quelle pubblicità col morbo di Parkinson che trèmolano tutte e ti dicono "Complimenti, sei il milionesimo visitatore, hai vinto un viaggio in Patagonia, clicca qui, questo non è uno scherzo, davvero, potessimo scoppiare ora subito…", e invece no, nasce una bambina, e le fanno "Complimenti bella ciùfola, sei la settemiliardesima occupante di questo pianeta, ti regaliamo un po’ di soldi così potrai studiare e la tua famiglia potrà vivere un po’ meglio, mentre a quel disgraziato che è nato un secondo e mezzo dopo di te perché la mamma aveva le contrazioni uterine un po’ lente non regaliamo proprio un bel tubo di niente, che si arrangi, che vada a lavorare da grande, così impara a essere il settemiliardesimoprimo individuo a rubarci un po’ di debito pubblico!"

Ho un sassolino nella scarpa, ahi…

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Non ho più scritto una riga sul blog da quando ho compiuto 45 anni.

Che va bene, non è una vita fa, ma tre giorni di silenzio per un blog sono un’eternità.

La gente mi scrive e mi chede se finalmente mi hanno sequestrato il tutto o se per provvidenziale caso non mi abbano schiaffato una zeppa all’aggiornamento delle pagine.

Nulla di tutto questo. Gli è che quando non si ha nulla da dire si sta zitti e basta.

Poi però mi sono accorto che mentre stavo bellamente compiendo 45 anni, abbiamo rischiato che un sassolino di 40 metri di diametro ci facesse rimbalzare in aria con la potenza di mille atomiche tipo Hiroshima.

Uno soffia sulle candeline, cento di questi giorni, e poi via dalla faccia della Terra. Come i dinosauri.

O come la buonanima del mi’ prozio Alberto che quando gli dissero "All’attacco!" si prese una delle prime pallottole degli austriaci durante la prima guerra mondiale.

E invece siamo ancora qui. A romperci i coglioni.