Francesca e lo spot Telecom 2011

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Ce l’avete presente il nuovo spot della Telecom?
Ecco, sì, quello di Francesca.
"Mi fa una rabbia lo infilerei!", diceva sempre la mi’ nonna Angiolina che tanto era arrabbiata fissa e quindi avrebbe "infilato" chiunque dalla mattina alla sera, domeniche comprese.

Dunque, Francesca nasce nel 1951 (credo, potrebbe essere anche il 1953, ma penso proprio che con il 1951 si riesca a fare cifra tonda e poi vi spiego perché) e c’è il papà che comunica ai parenti il lieto evento, non si sa se da un "Posto Telefonico Pubblico" come si chiamava allora e come si è continuato a chiamare almeno finché hanno avuto senso i posti telefonici pubblici. Pensate che bellezza, non avevi bisogno di avere il telefono in casa, se volevi chiamare qualcuno o farti chiamare da qualcun altro andavi al "posto telefonico pubblico" (solitamente il Bar dello Sport), facevi le tue conversazioni, tornavi a casa e nessuno più ti rompeva le balle.

Dalla nascita di Francesca è tutta una serie di eventi in video, dalla sua crescita fino alla nascita della nipotina (che si chiama Francesca anche lei, perché la storia si ripete) accompagnata dalla evoluzione del telefono. Dall’apparecchio nero e pesantissimo al muro alla videoconferenza.

Bello!

Solo che a Francesca non ne va mai storta una. Ma, dico io, un momento di sfiga, un attimo di sconforto, un po’ di sana e umanissima depressione li avrà avuti anche lei,  insomma, nella vita non va sempre tutto bene, fa parte degli umani, ma non dico una disgrazia, magari un paio di esami fuori corso e il divieto di uscire il sabato sera per due settimane.

E, invece, lei, Francesca, no. Lei è riuscita ad avere una vita perfetta sfuggendo a tutto. Sempre e regolarmente.

Negli anni ’70 è una contestataria. Oh, mai che si sia vista fracassare la regione occipitale da un poliziotto manganellatore! Questa non è mai stata trattata da puttana perché gridava "Tremate, tremate, le streghe son tornate!", non si è mai sentita arrivare un sasso sulla testa, di quelli delle gragnuole che forze dell’ordine e studenti si scambiavano senza nemmeno troppe cortesie.

Eppure anche lei avrà gridato "l’utero è mio e lo gestisco io!" perché fugge subito dalle contestazioni giovanili per farsi ingravidare dal fidanzo e la si vede mentre dipinge la casa agli inizi degli anni ottanta, e vaffanculo anche alle ideologie, perché va bene fare i pirla da giovani, ma poi c’è da mettere la testa a posto e fare figli. Costei sgrava -probabilmente in piena guerra fredda-, quando c’erano Breznev e Andropov da una parte, Reagan dagli altra a farsi i dispettucci alle rispettive olimpiadi, Sting cantava che lui sperava che anche i russi amassero i loro bambini (perché ce le dimentichiamo le cose, specie quelle più imbarazzanti e dozzinali) e lei, Francesca, partorisce un rampollo.

Nel frattempo lavora, sembra in un’azienda sanitaria e si realizza come donna e come madre.
La penultima sequenza la mostra mentre porta un bel thè caldo al figlio che studia, studia, lo sa il Padreterno quanto studia, è affaticato, poverino, ma studia, studia sempre, mica come i figli degli altri che si drogano a nastro, no, il figlio studioso e senza pantaloni a vita bassa in pieno anno 2000 a chi va a capitare? Ma a Francesca, naturalmente, e ci mancherebbe anche altro.

11 anni dopo, praticamente ai giorni nostri, Francesca ha 60 anni, precisi, ed è nonna della sua omonima. Mio nonno Raffaele, che Dio lo conservi in gloria, è morto a 58 anni quando Francesca ne aveva 20. Ma lei è ancora sufficientemente figa da far girare un intero reparto di geriatria, il marito è un po’ giù di corda, deve avere la prostata.

Francesca è la quintessenza della paracula che ce l’ha fatta.

E quello spot dovrebbe inquietarci davvero.

Le suonerie per i cellulari, la Mucca Lilla e le manovrine della Telecom

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Dichiaro la mia feroce avversione, l’odio e anche la pirosi gastrica da sommo dispregio, nei confronti delle società che vendono suonerie per cellulari e si fanno pubblicità sulla Rai e su Mediaset ad ogni ora.

Quelle che ti dicono di mandare una parola a un numero di telefono via SMS e ti ritrovi abbonato a una suoneria, uno sfondo per cellulare e a qualunque altra stronzata galattica.

Quelle che ti aggrediscono con imitazioni mal riuscite tipo "Vuoi risc’póntere o no, I’ te voglie ‘bbene…", quelle che fanno vedere la ragazzina isterica fatta di Pongo (ma esisterà ancora il Pongo??) che ti dice "Amoreeeeee, rispondimi…" che se avessi una figlia così l’avrei già schiaffata in Convento dalle Carmelitane Scalze.

Quelle che guardi la pubblicità e pensi che una volta, il massimo che ti potesse capitare era vedere Ernesto Calindri in mezzo al traffico che si faceva un Cynar.

Quelle che ti dicono "Vuoi ricerevere GRATISSS questa SIMPATICA suoneria??" E tu che rispondi "No!!!! Non la voglio ricevere. Prima di tutto perché non è simpatica per niente, anzi, mi sta parecchio sui coglioni, secondariamente perché quella roba non la voglio neanche GRATIS, e infine perché dietro questo mercimonio da quattro soldi c’è la Telecom.

Ecco le condizioni contrattuali:

"Il prezzo del servizio è di 20€ Iva inclusa su base mensile, per ricevere 1sfondo+1suoneria ogni settimana, più il costo dell’eventuale traffico WAP secondo piano tariffario del proprio operatore mobile. L’abbonamento è a tempo indeterminato, con pagamento ogni 30 giorni dalla data di attivazione. E’ possibile recedere dall’abbonamento in qualunque momento attraverso l’area "I tuoi acquisti" del sito www.alicepay.it oppure chiamando gratuitamente il Servizio Clienti 187. Il recesso ha effetto allo scadere dei 30 giorni dalla data di attivazione o dalla data dell’ultimo rinnovo dell’abbonamento."

Frasi come "abbonamento a tempo indeterminato" mi inquietano. Non c’è più niente a tempo indeterminato, giusto le suonerie dei cellulari. Notare anche la concessione: "E’ possibile recedere dall’abbonamento in qualunque momento". E ci mancherebbe anche altro che uno debba essere condannato a 20 euro +IVA al mese vita natural durante. La fanno passare come una concessione, come un regalo, come segno della loro cortesia e dovrebbe essere una opzione scontata: sto alle tue condizioni fin quando lo voglio io.

Voglio fare bistecche della Mucca Lilla, altro che suonerie…

Poste Italiane ha aumentato il prezzo delle raccomandate

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Sono aumentate le tariffe postali delle raccomandate, malidetto su’ mà’.

Sembra nulla ma in certi casi l’aumento è di oltre il 100% rispetto alle precedenti tariffe vigenti, e, comunque, la classica raccomandata da un foglio e via, passa da 2,80 e 3,30 euro, un salasso, e senza ricevuta di ritorno.

Sugli aumenti le Poste minimizzano, ci rimetteranno, secondo loro, particolarmente le aziende e i liberi professionisti.

Come se i normali cittadini non s’interfacciassero con la pubblica amministrazione che, guarda caso, è sempre più lenta nel dotarsi di uno strumento economico come la posta elettronica certificata (a dire il vero penso che neanche il comune cittadino nonché utente della rete sappia di che cosa si tratta).

Gli strumenti per mandare a gambe all’aria le poste ci sono, e sono disponibili subito, senza il balzello dei 3 euro e rotti per la certificazione della raccomandata, o senza dover pagare necessariamente 1,10 euro di tassa per spedire un bollettino con la donazione della vecchiettina al Messaggero di Sant’Antonio, tanto brava anche quella gente lì.

Si sono incazzati quelli che con le poste racimolano qualche soldino, quelli che vendono con e-bay per arrotondare un po’, i consumatori alla Anna Bartolini, per intendersi, quelli che su un principio non mollano nemmeno a tagliare loro un dito e per farsi rendere 10 euro dalla Telecom vanno a fare la fila per un quarto d’ora e poi hanno a che fare con un impiegato postale scemo, e ora spendono anche il 40% in più.

Poi ci sono gli innamorati. Ma quelli le raccomandate non se le spediscono, a loro basta pagare la tangente di 15 centesimi di un SMS alla compagnia telefonica ladra di turno.

Il Garante: Telecom Italia viola le normative sulla privacy (e mi deve 250 euro!)

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Sono piccole, grandi soddisfazioni della vita quando Telecom Italia (no, dico, Telecom Italia) ti deve dare 250 euro per non aver adempiuto agli obblighi della legge sulla Privacy.

Ci si sente più leggeri, ma soprattutto si cammina con un sorrisetto di soddisfazione tronfio e sussiegoso.

Per quanti volessero leggersi il dispositivo con cui il Garante della Privacy dispone il tutto a mio favore, eccovi le immagini del dispositivo, che tra un po’ dovreste poter trovare anche sul sito istituzionale www.garanteprivacy.it.

Ah, tra parentesi di ricorsi ne ho vito un altro, quello contro American Express, non ve ne ho parlato per un sentimento di pura pietà umana. : - )

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Il garante della privacy impone ai gestori di telefonia di cancellare i dati della navigazione internet

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Il Garante per la privacy (Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato) interviene a tutela degli utenti di alcuni dei maggiori gestori di servizi telefonici e telematici con una serie di provvedimenti. A Telecom, Vodafone e H3G, è stata imposta la cancellazione di informazioni, illegittimamente conservate, riguardanti i siti Internet visitati dagli utenti. A Vodafone, H3G e Wind è stata impartita l’adozione di specifiche misure tecniche per la messa in sicurezza dei dati personali conservati a fini di giustizia.

“Questi provvedimenti – commenta Mauro Paissan, componente del Garante – affermano un principio innovativo e importante: va tutelata la riservatezza anche della navigazione in Internet e dell’uso dei motori di ricerca. I gestori telefonici non possono dunque conservare questi dati, nemmeno per ragioni di giustizia. Entro due mesi queste informazioni dovranno ora scomparire. Viene in questo modo riaffermata l’estrema delicatezza delle visite e delle ricerche in Internet”.

I gestori devono conservare esclusivamente i dati di traffico telematico funzionali alla fornitura e alla fatturazione del servizio di connessione e non quei dati di traffico apparentemente “esterni” alla comunicazione (pagine web visitate o gli indirizzi Ip di destinazione), che possono coincidere di fatto con il “contenuto” della comunicazione, consentendo di ricostruire relazioni personali e sociali, convinzioni religiose, orientamenti politici, abitudini sessuali e stato di salute.

La mancata adozione di alcune misure di sicurezza e l’indebita conservazione dei dati sulla navigazione in Internet sono emerse nel corso dell’attività ispettiva effettuata dal Garante anche nell’ultimo anno per verificare il rispetto del Codice privacy e delle prescrizioni impartite dal Garante nel dicembre 2005 riguardo alla protezione dei dati di traffico telefonico conservati a fini di giustizia e alle modalità con le quali i gestori di telefonia, fissa e mobile, adempiono alle richieste dell’autorità giudiziaria in materia di intercettazioni.

Telecom
Il Garante ha vietato la conservazione, in qualsiasi forma e grado di dettaglio, di informazioni sui siti visitati dagli utenti e imposto la cancellazione di questi dati, i quali talvolta comprendevano perfino le interrogazioni ai motori di ricerca effettuate dagli utenti. Il trattamento illecito dei dati di traffico telematico riguarda tutti gli utenti che usufruiscono dei servizi di accesso alla rete mobile con tecnologia cellulare.

Alla società è stato infine vietato l’uso di sistemi informatici (proxy server), non necessari né per l’instradamento della comunicazione né per la fatturazione, che interponendosi tra l’utente e i siti consentono una ingente raccolta di dati relativi alle connessioni effettuate nel corso della navigazione.

Vodafone
Il Garante ha vietato la conservazione, in qualsiasi forma e grado di dettaglio, di informazioni sui siti visitati dagli utenti e imposto la cancellazione di questi dati. Il trattamento illecito dei dati di traffico telematico riguarda tutti gli utenti che usufruiscono dei servizi di accesso alla rete mobile con tecnologia cellulare.

Alla società è stata impartita anche una serie di prescrizioni relative sia al rispetto delle misure di sicurezza poste a protezione dei dati dal Codice della privacy, sia all’adozione di sistemi tecnologici richiesti dal ricordato provvedimento del Garante del dicembre 2005, sia in relazione alle ulteriori criticità rilevate nel corso delle ispezioni.

H3G
Il Garante ha vietato la conservazione, in qualsiasi forma e grado di dettaglio, di informazioni sui siti visitati dagli utenti e imposto la cancellazione di questi dati. Il trattamento illecito dei dati di traffico telematico riguarda tutti gli utenti che usufruiscono dei servizi di accesso alla rete mobile con tecnologia cellulare.

Alla società è stata impartita anche una serie di prescrizioni relative sia al rispetto delle misure di sicurezza poste a protezione dei dati dal Codice della privacy, sia all’adozione di sistemi tecnologici richiesti dal ricordato provvedimento del Garante del dicembre 2005, sia in relazione alle ulteriori criticità rilevate nel corso delle ispezioni.

Wind
Alla società è stata impartita anche una serie di prescrizioni relative sia al rispetto delle misure di sicurezza poste a protezione dei dati dal Codice della privacy, sia all’adozione di sistemi tecnologici richiesti dal ricordato provvedimento del Garante del dicembre 2005, sia in relazione alle ulteriori criticità rilevate nel corso delle ispezioni.

Roma, 24 gennaio 2008

ADSL: Telecom Italia nel mirino degli utenti

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Si respira da tempo aria di rivolta su forum e newsgroup per lo stato dell’ADSL nostrana ma ieri, in particolare, a seguito del ripetersi di alcuni disservizi su connettività Telecom Italia, Usenet si è letteralmente popolato di proteste come non se ne vedevano da un po’. Il motivo è che i disservizi registrati a partire dal primo pomeriggio di ieri arrivano dopo quelli già segnalati due giorni addietro e ad alcuni sono sembrati persino del tutto identici. In redazione nel pomeriggio è stato un susseguirsi di segnalazioni.

"Dal 13 febbraio scorso – scrive Luca P. a Punto Informatico – utenti di tutta Italia segnalano malfunzionamenti che coinvolgono connessioni Telecom Italia. In particolare, durante questi "buchi" temporali, non si riesce a
raggiungere molti siti esteri. Mentre Vi scrivo, mi trovo (e non sono il solo) ancora in uno degli ormai frequenti "buchi" che rendono impossibile una corretta navigazione: sono quindi costretto ad attendere tempi migliori per inviarVi questa email, visto che il server del mio account di posta è anch’esso momentaneamente irraggiungibile tramite la mia connessione Telecom Italia".

"È da giorni – rilancia Cristian in un’altra mail a PI – che Tin.it e Alice funzionano a scatti. Non per tutto il web, ma solo per i siti al di fuori dell’Italia, è come se ci fosse una barriera che impedisce di "uscire". Tanto per rendere l’idea, siti come google.com, nytimes.com, usatoday.com, ma anche allofmp3.com (quindi non solo a ovest) non sono raggiungibili, mentre invece qualsiasi sito italiano viaggia che è un piacere".

Ma le segnalazioni e le proteste non corrono solo via email. Basta dare uno sguardo a cosa si dice su uno dei newsgroup di riferimento in questo genere di cose: it.tlc.telefonia.adsl. C’è chi ci va giù pesante. "Il famoso problema del disservizio generalizzato sulla linea ADSL continua ad essere IGNORATO dal gestore – scrive un utente – Non è aperta alcuna segnalazione a livello nazionale che sia diramata per conoscenza ai call center. Nel frattempo, l’Italia ADSL è in ginocchio senza neanche una stima sulla previsione del ripristino".

Altri thread si susseguono in un misto tra sorpresa e indignazione: c’è chi si lamenta di aver già vissuto lo stesso problema, chi sottolinea di aver subito danni commerciali a causa dell’impossibilità di navigare.

Dando un occhio ai diversi thread e alle segnalazioni provenienti dai lettori di PI emerge un disservizio distribuito, non localizzato in una particolare regione o provincia: segnalazioni del tutto analoghe arrivano da luoghi diversi, ad esempio: Chieti, Agrigento, Treviso, Siena, Belluno, Cesena, Ravenna o Palermo.

Altre segnalazioni arrivano dalla blogosfera. Wittgenstein scrive: "Se l’ADSL di Alice continua così, stasera vado a ad abbattere un traliccio", Eldalie propone una preghiera al "Dio dell’Antico testamento" e parla di "5 giorni di down" per la propria connessione Alice. False percezioni già due giorni fa rilevava l’impossibilità di accedere con Alice ai siti internazionali mentre gh3log la prende sportivamente: "Ebbene pare che le adsl telecom (alice per gli amici) abbiano qualche problema, da alcune ore buona parte dell’utenza non ha accesso ai siti esterni all’italia. L’ultima volta il problema era dovuto all’incendio presso una centrale romana, e aveva bloccato internet per mezza penisola, questa volta il problema sa d’essere da qualche altra parte dato che il problema coinvolge anche gli utenti del nord italia. Attendiamo fiduciosi, intanto si naviga in Italia… Avete qualche sito carino da consigliare?:D"

Molti si lamentano di non riuscire ad avere notizie sui guasti da Telecom Italia. C’è chi prova a chiamare il 187 ma si lamenta di non aver risposte. "Al 187 – scrive a PI Liana – il classico segnale di occupato e se hai la fortuna di parlare con un operatore ti viene suggerito di controllare la tua connessione negando fermamente che ci siano problemi in rete. Gli utenti chiedono maggior informazione ed una navigazione costante". In realtà, chiamando il 187 nel tardo pomeriggio di ieri sono stati confermati a Punto Informatico problemi di rete che sarebbero dovuti a server non funzionanti in alcune zone, una spiegazione un po’ confusa che abbiamo cercato di approfondire parlando direttamente con il quartier generale di Telecom Italia.

Telecom ha confermato a Punto Informatico i problemi registrati nella giornata di ieri e ha anche confermato che si tratta di guasti sul network internazionale del tutto simili a quelli registrati due giorni addietro. Ai tecnici dell’azienda per la giornata di ieri risulta un disservizio sulle connessioni internazionali durato in tutto un’ora ed esauritosi verso le 18 di ieri pomeriggio. Una dichiarazione che non sembra coincidere con quanto segnalato dai più in rete ma che si conclude con un’affermazione che fa ben sperare. "Il problema – hanno spiegato gli uomini dell’azienda a Punto Informatico – è stato risolto". A loro dire, salvo eventi del tutto nuovi, quel tipo di problematica non dovrebbe più ripresentarsi.

da: www.punto-informatico.it

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