La Dirigente vieta i baci ai bambini

Nell‘istituto comprensivo Lizzanello con Merine, nel Leccese, la Dirigente Scolastica (il termine “Preside”, come sapete, è talmente desueto da non risultare più “trendy”) che si chiama Bruna Merina, ha diramato una circolare in cui si vieta agli insegnanti di toccare gli alunni.

Sarebbe “Vietato toccarli, abbracciarli e baciarli sulla guancia, questo al fine di tutelare la sicurezza di tutti”.

Chi non adempie è sottoposto a delle sanzioni disciplinari, non ben meglio identificate nel testo della circolare, per scala di gravità e sanzione. Per intenderci se tocco un alunno sul groppone per incitarlo a uscire dal plesso, che cosa rischio? Voglio dire, è un pochino diverso dal toccare, ad esempio, il sederino a una bambina per scopi non esattamente chiari o prettamente didattici -che, tra l’altro, non so quali possano essere-. Insomma, si dovrebbe dire, oltre al fatto che quel comportamento è vietato, anche che cosa si rischia in caso di infrazione.

Stilisticamente parlando, la circolare appare costruita in modo contraddittorio. Esordisce con: “(…) si chiede alle SSLL di evitare qualsiasi forma di ‘contatto fisico‘”. Quindi si presuppone che si tratti di una richiesta. A cui una persona può obbedire o disobbedire. Voglio dire, se la mia Preside (ecco!) mi chiede se ho una penna posso anche decidere di prestargliela, se mi chiede 200 euro per la carta igienica col cavolo che glieli do (fermo restando che posso dire di no anche nel caso della penna). Poi continua con “L’inosservanza di tale disposizione…“. Ma allora è una richiesta o una disposizione? Fumo nella notte.

Se fosse capitata a me una circolare del genere avrei accolto gli alunni in aula con una stretta di mano ciascuno (dare la mano è “toccare”, nevvero??), magari facendomi vedere da una bidella, giusto per avere qualche testimone a mio favore. Dopodiché mi sarei autodenunziato (che con la z fa più “effetto burocratico”) alla Dirigente comunicandole (ovviamente per scritto e con protocollo) la mia piramidale nequizia. A quel punto la Dirigente avrebbe dovuto (ripeto, dovuto) avviare il procedimento disciplinare con contestazione di addebito e garanzia di ampio diritto di difesa. E avrebbe dovuto indicare la sanzione. Dopodiché ci si appella al TAR per annullare il tutto e, conseguentemente, per ridurre a carta straccia la circolare delegittimandola nel merito.

Che qualcosa non andava deve averlo capito anche la stessa Bruna Merina, fatto sta che dal sito della scuola la circolare è sparita, ma qualcuno ha avuto il tempo di “fotografarla”, facendo sgorgare dalla rimozione un enorme effetto boomerang.

Scuola italiana!

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Beppino Englaro indagato per omicidio volontario su denuncia dell’Associazione “Verita’ e Vita”

E non finisce più.

Lo vogliono morto, sepolto, cadavere, putrefatto, di più, lo vogliono polvere, disperso al vento, mischiato, a seconda della direzione, ora alle sabbie del deserto, ora alle acque degli oceani.

Lo vogliono ridurre al nulla, peggio, lo vogliono condannare all’oblio, perché la pubblica gogna mediatica e bacchettona evidentemente non basta più.

Beppino Englaro è stato indagato dalla Procura della Repubblica di Udine per omicidio volontario su denuncia dell’associazione "Verità e Vita" (e non "Scienza e Vita" come inizialmente riportato da alcune agenzie di stampa).

"Atto dovuto", naturalmente.

E quando mai sarà dovuto l’ultimo atto su questa vicenda? Quando lasceranno in pace i morti e la smetteranno di far morire i vivi?

Beppino Englaro è il destinatario di una ingiustizia a orologeria volgare e ostinata. Ha solo rispettato la legge. E in Italia rispettare la legge è un fatto gravissimo.

Non serve a nulla, anzi, non la guarderanno nemmeno, ma ho spedito all’indirizzo dell’associazione "Verità e Vita" una mail di protesta. So che non è la sola, e, per quello che può servire a Beppino Englaro, è solo una goccia in un oceano di onta e abominio.

Ma è questa:

"La vostra denuncia nei confronti del Sig. Englaro costituisce una pagina deplorevole e inqualificabile in una vicenda che dovrebbe lasciar spazio solo al dolore.

Considerata l’evidenza mediatica che è stata data al caso, e considerato il fatto che viviamo in uno stato di diritto, per cui il reato di omicidio è ancora perseguibile d’ufficio (e mi stupirei del contrario), considero la vostra iniziativa una pervicace e testarda volontà persecutoria nei confronti di un cittadino che ha avuto a cuore solo la volontà della figlia e la determinazione di compierla secondo quanto la legge italiana gli ha riconosciuto.

Quello che avete fatto è semplicemente vergognoso. Mi auguro solo che il Dio in cui molti dei vostri associati credono, vi perdoni per il male che state facendo.

Personalmente non ho nessuna intenzione di farlo."
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Beppino Englaro santo subito!

"Il rifiuto delle terapie mediche, anche quando conduca alla morte, non può essere scambiato per un’ipotesi di eutanasia, ossia per un comportamento che intende abbreviare la vita, causando positivamente la morte, esprimendo piuttosto tale rifiuto un atteggiamento di scelta, da parte del malato, che la malattia segua il suo corso naturale"

"Il diritto costituzionale di rifiutare le cure, come descritto dalla suprema corte, è un diritto di libertà assoluto, il cui dovere di rispetto s’impone erga omnes, nei confronti di chiunque intrattenga con l’ammalato il rapporto di cura, non importa se operante all’interno di una struttura sanitaria pubblica o privata"

(TAR Lombardia, Sentenza n. 214, Prof. Vittorio Angiolini e Avv. Franca Alessio contro la Regione Lombardia)

Quest’uomo non è solo il padre di Eluana. Quest’uomo non è solo una persona che ha vinto una sacrosanta battaglia personale. Quest’uomo è il diritto incarnato. Quest’uomo ha portato il diritto dove il diritto non c’era, dove il vuoto legislativo nicchiante e tacitamente accondiscendente ha permesso alla Chiesa Cattolica di usurpare ciò che appartiene solo ed esclusivamente alla persona.
I Tribunali di ogni ordine e grado gli hanno dato ragione. La Chiesa e la politica lo stanno massacrando.

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