L’intervista a Flavio Mucciante sul “riassetto” della programmazione di Radio Due RAI

Alcuni mi hanno scritto e hanno commentato il post con cui denunciavo la chiusura repentina e fin troppo sospetta delle trasmissioni "Sumo" con Giovanna Zucconi e "L’altro lato" con Federico Taddia dalla programmazione regolare di RadioDue.

Maril20 mi segnala (grazie!) questa intervista a Flavio Mucciante che ho trovato letteralmente agghiacciante. Praticamente un propgramma intelligente di intrattenimento intelligente (magari senza nessuna pretesa, ma anche senza nessuna sbavatura) e una trasmissione culturale sui libri sono state cancellate per far spazio da una parte ai concerti dal vivo (tra cui non poteva non comparire l’odiosissima Carmen Consoli) e, soprattutto a un reality-show radiofonico popolato da donne, così, tanto per sollecitare le pruderies degli ascoltatori che saranno immediatamente invogliati a sintonizzarsi sulle frequenze di RadioDue, che, parallelamente, darà molta più importanza alla musica, e ce lo potevano dire anche prima, se volevo ascoltare una stazione sullo stile di Radio Dimensione Suono sapevo come fare.

Il regime è già cominciato, ed è alla Radio (come tutti i regimi che si rispettino, la prima cosa che fanno è prendere i mezzi di comunicazione, coi giornali e la TV ci sono riusciti, adesso è la volta della radio). Se la sono presa comoda (tanto la radio chi l’ascolta?) ma l’hanno fatto, non sia mai che a questi scappi di testa qualcosa.

Radio Tre resiste, ma mi chiedo ancora fino a quando. Probabilmente fino a quando non la trasformeranno nella copia radiofonica del "Grande Fratello", facendole trasmettere i sospiri notturni degli ospiti della "Casa" anziché la musica classica o "Uomini e Profeti", che io la domenica mattina non ci capisco mai una sega nulla, ma è molto bene che continui ad esistere, altro che Flavio Mucciante.

Radio Due RAI cancella dal palinsesto “Sumo” (Giovanna Zucconi” e “L’altro lato” (Federico Taddia)

Sta succedendo qualcosa di strano su Radio Due, anzi, di antico.

Domenica scorsa sono terminate definitivamente (nel senso che non le ascolteremo più, non nel senso che torneranno dopo la tradizionale pausa natalizia) due trasmissioni-Cenerentola della seconda rete della Radio di Stato.

Si tratta di Sumo, condotta da Giovanna Zucconi, e di L’altro lato, con Federico Taddia.

Erano trasmissioncine innocenti, che non facevano male a nessuno e che stimolavano l’esercizio del pensiero, o, semplicemente (peccato assai più grosso) quello del riso, del divertimento intelligente fatto di leggerezza, leggiadria, voglia di non prendersi mai sul serio. Programmini relegati a determinati orari del sabato e della domenica, in cui si poteva parlare un po’ di cultura senza fare i tronfioni alla maniera di Radio Tre (che è bella, ascoltatela!), e conoscere i lati più curiosi della gente (l’altro lato, appunto) attraverso uno sguardo ironico, bambinesco, mai beffardo o cattivo.

E’ logico che le hanno tolte di mezzo. Restano su Radio Due, incontrastati, Greg e Lillo con “610” (“Sei Uno Zero!” con naturale polisemia di significati) che, però, non mi fanno ridere, anzi, mi sembrano piuttosto demenziali e non capisco proprio come faccia la gente ad ascoltarli.

Sono delle prove tecniche di regime, è logico che alla gente non toglieranno mai trasmissioni come Il ruggito del coniglio o Caterpillar, ma non dimentichiamoci che quelli di Radio Due hanno già ridotto Fabio e Fiamma all’ombra di loro stessi, trasformando due bravissimi attori e caratteristi (ma ve la ricordate La trave nell’occhio?) in due consulenti sentimentali e sessuali perché così vuole la pruderie del pubblico mattutino.

La critica è valida solo se rende. E’ gente a cui non importa nulla di essere presa per il culo, l’essenziale è che uno faccia audience, sembra di sentire una penosa pubblicità della Wind con Aldo Giovanni e Giacomo di qualche mese fa, in cui la gente prendeva a insulti uno dei tre e quello rispondeva “Ma più mi insultano più mi ricaricano!”, e bravo pirla.

Così, d’ora in poi, quello che fino a ieri era buona radio, adesso è dimenticatoio, polvere, muffa, archivio, tritatutto mediatico, limbo.


Ascoltiamo ancora un frammento del programma della Zucconi.